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Sentenza 20 gennaio 2025
Sentenza 20 gennaio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Modena, sentenza 20/01/2025, n. 2 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Modena |
| Numero : | 2 |
| Data del deposito : | 20 gennaio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI MODENA
Sezione III civile e procedure concorsuali
Composto da:
Dott. Riccardo Di Pasquale Presidente
Dott. Carlo Bianconi Giudice
Dott.ssa Camilla Ovi Giudice rel. ha pronunciato la seguente
SENTENZA nel procedimento per l'apertura della liquidazione controllata R.G. P.U. n. 289-1/2024 nei confronti di AR TT (C.F. [...]), residente in [...], e GO OL (C.F. [...]), residente in [...], rappresentati e difesi dall'Avv. Giulia IN, presso il cui studio, sito in DE, via Vincenzo Borelli, n. 1, sono elettivamente domiciliati;
-ricorrenti in proprio – letto il ricorso per la dichiarazione di apertura della liquidazione controllata ai sensi dell'art. 268 CCII presentato dai debitori;
esaminata la documentazione acquisita;
considerato, in via generale, che il procedimento per l'apertura di una procedura di liquidazione controllata, in virtù del rinvio contenuto nell'art. 65, comma 2, CCII, deve ritenersi soggetto alla disciplina generale del procedimento unitario contenuta nel Titolo III CCII (ed in particolare alla disciplina del procedimento unitario prevista per l'istanza di liquidazione giudiziale), nei limiti di compatibilità; considerato che, nel caso di specie, non sono individuabili specifici contraddittori e quindi può essere omessa la fissazione dell'udienza, posto che dagli artt. 40 e 41 CCII non si desume che l'udienza di convocazione delle parti sia necessaria anche nel caso di ricorso per l'apertura della liquidazione giudiziale depositato dall'imprenditore, con la conseguenza che si può dare continuità all'orientamento giurisprudenziale formatosi in relazione all'art. 14 LF (v. Cass. n. 20187/17); ritenuta quindi l'applicabilità di tale soluzione anche alla liquidazione controllata;
ritenuto che l'istanza sia stata legittimamente presentata in modo congiunto da entrambi i ricorrenti, nella loro qualità di familiari, quindi in applicazione del disposto dell'art 66, c. 1 CCII sulle c.d. procedure familiari. La norma, infatti, è oggi collocata nel CCII tra le disposizioni di carattere generale in tema di sovraindebitamento che, come chiarito dal disposto dell'art. 65, c. 1 CCII, comprendono non solo il concordato minore e la ristrutturazione dei debiti del consumatore, ma anche la liquidazione controllata del soggetto sovraindebitato. Deve, quindi, ritenersi che con l'entrata in vigore del Codice della crisi, l'applicazione delle disposizioni di cui all'art 66 sulle procedure familiari anche alla liquidazione controllata sia oggetto di espressa previsione di legge, trattandosi di norma di carattere generale applicabile a tutte le procedure di sovraindebitamento, ivi compresa la liquidazione controllata. Nel caso di specie, i ricorrenti (madre e figlio) possono considerarsi membri della stessa famiglia, in quanto parenti entro il quarto grado e in quanto il sovraindebitamento ha un'origine comune, data dal fatto che i ricorrenti hanno gestito congiuntamente l'attività imprenditoriale di carattere familiare, per la quale hanno prestato garanzie personali che ne hanno aggravato l'esposizione debitoria;
ritenuto opportuno precisare che, pur avendo i ricorrenti proposto un unico ricorso ai sensi dell'art. 66 CCII, con il presente provvedimento dovranno essere aperte due distinte procedure di liquidazione,
l'una relativa al patrimonio di LA OT e l'altra relativa al patrimonio di GO OL. Pertanto, dovranno essere tenute necessariamente distinte le masse attive e passive di pertinenza di ciascun ricorrente. Inoltre, il liquidatore dovrà procedere, in relazione a ciascuna procedura, agli incombenti di cui agli artt. 272 e seguenti CCII (chiarendo e precisando nella comunicazione ai creditori che – in relazione ad eventuali crediti comuni - gli stessi dovranno presentare distinte domande di insinuazione per ciascuna delle due procedure). Di conseguenza le masse attive e passive delle due procedure dovranno essere tenute distinte, senza alcuna commistione patrimoniale;
considerato che, in forza dalla già affermata applicabilità nei limiti di compatibilità della disciplina generale del procedimento unitario contenuta nel Titolo III CCII, anche al procedimento per l'apertura della liquidazione controllata richiesta dai debitori deve ritenersi applicabile l'art. 39, commi 1 e 2, CCII;
considerato che, nel caso di specie, i documenti previsti da detta norma (nei limiti di compatibilità),
sono stati allegati;
ritenuta la competenza del Tribunale di DE ex art 27, commi 2 e 3 CCII;
considerato che la relazione dell'OCC allegata al ricorso risponde ai contenuti richiesti dall'art. 269, comma 2, CCII, esponendo una valutazione sulla completezza e l'attendibilità della documentazione depositata a corredo della domanda e illustrando la situazione economica, patrimoniale e finanziaria dei debitori;
rilevato che, prima del deposito del ricorso, è entrato in vigore (in data 28.9.2024) il D. Lgs. n.
136/2024 (c.d. correttivo ter) che ha apportato modifiche e correzioni significative al CCII, le quali, ai sensi dell'art. 56 di tale D. Lgs. (e salve le eccezioni espressamente previste), trovano applicazione ai procedimenti (tra l'altro) di liquidazione controllata “pendenti alla data della sua entrata in vigore
e a quelli instaurati o aperti successivamente”. Tra le varie modifiche, si segnala quella che ha interessato l'art. 269, CCII, il quale dispone, oggi, al comma 2, che la relazione del Gestore della
Crisi debba indicare anche “le cause dell'indebitamento e la diligenza impiegata dal debitore nell'assumere le obbligazioni”, nonché contenere l'attestazione di cui al novellato art. 268, comma
3, quarto periodo, relativa al fatto che “è possibile acquisire attivo da distribuire ai creditori, anche mediante l'esercizio di azioni giudiziarie”; osservato che, nella specie, la relazione del Gestore risulta esaustiva anche sotto tale profilo, dando compiuta illustrazione della genesi del sovraindebitamento e del ruolo avuto dal debitore rispetto ad essa. Inoltre, nella stessa, si rappresenta come i ricorrenti, oltre a modesti redditi da lavoro (euro 1.200 quanto a GO OL, al netto del pignoramento in essere) o pensione (euro 1.000,00 circa quanto a
LA OT, considerata la pensione di reversibilità), siano proprietari di beni immobili in buona parte attualmente oggetto della procedura esecutiva immobiliare R.GE. 76/2021 pendente innanzi al
Tribunale di DE, il cui valore di stima ascende ad euro 264.993,75 quanto al compendio immobiliare riferibile al Sig. OL, ed euro 92.981,25, quanto al compendio riferibile alla Sig.ra
OT. In definitiva, dunque, la domanda deve dirsi ammissibile anche con riguardo ai nuovi requisiti di legge, sopra richiamati;
rilevato che non sono state avanzate domande di accesso alle procedure di cui al titolo IV;
ritenuto che sussistano i presupposti soggettivi per l'apertura della liquidazione controllata, posto che, ai sensi del combinato disposto degli artt. 65 c.1, 2 c. 1 lett. c) e 268 c. 1 CCII, i debitori non sono assoggettabili alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza, in quanto persone fisiche. Gli stessi, infatti, sono attualmente lavoratore dipendente (OL) e pensionata (OT); sono in passato stati soci di una società a responsabilità limitata, dichiarata fallita dal Tribunale di DE (Nuova Rio S.r.l., fallimento n. 77/2016); considerato che, sulla base della documentazione depositata, deve ritenersi sussistente la condizione di sovraindebitamento dei ricorrenti ai sensi dell'art. 2, c. 1 lett c) CCI, poiché: 1) il patrimonio di LA OT (tenuto conto dei beni liquidabili e della quota di reddito disponibile) non consente la soddisfazione delle obbligazioni assunte (che si caratterizzano per un ammontare residuo pari ad € 684.163,75); segnatamente, anche in base ai controlli svolti dall'OCC, il principale asset liquidabile è costituito da:
“a) Proprietà per 1/1 dell'immobile sito in AN ON (MO), Via Martiri della Libertà 15, Foglio
09, Mapp. 105, Sub. 1, Piano T, Cat. A/7, Cl. 2, consistenza 5 vani, rendita Euro 348,61; nonostante a catasto risultino ancora in contitolarità del coniuge defunto sig. LD OT, per effetto della relativa successione la sig.ra OT è altresì titolare dei seguenti beni:
b) Proprietà per ¾ dell'immobile sito in AN ON (MO), Via Martiri della Libertà 15, Foglio
09, Mapp. 104, Sub. 1, Piano T, Cat. C/6, Cl. 5, consistenza 14 m2, rendita Euro 36,88;
c) Proprietà per ¾ dell'immobile sito in AN ON (MO), Via Martiri della Libertà 13, Foglio
09, Mapp. 105, Sub. 2, Piano T-1, Cat. A/7, Cl. 2, consistenza 5,5 vani, rendita Euro 383,47; infine, benché a catasto risultino ancora nella titolarità della figlia defunta sig.ra OL OL, per effetto della relativa successione ed in assenza di altri eredi diversi dalla madre e dal fratello, la sig.ra OT risulta altresì titolare dei seguenti beni:
d) Proprietà per ½ del Terreno sito nel Comune di AN ON (MO), Foglio 09, Mapp. 525, Sub. mq. 304, Sem. Arb., Cl. 1, Rendita Euro 3,13;
e) Proprietà per ½ del terreno sito nel Comune di AN ON (MO), Foglio 09, Mapp. 526, Sub. mq 304, Sem. Arb., Col. 1, Rendita euro 3,13”, compendio immobiliare dal valore stimato in €
92.981,32 (prezzo base del secondo tentativo di vendita).
Inoltre, LA OT “risulterebbe altresì un ulteriore Terreno, sito nel Comune di AN ON
(MO) Foglio 14, Mapp. 6, Sem. Arb., Cl. 01, superf. 32,12 are, rendita Euro 33,09 ancora formalmente nella titolarità dei defunti sig.ri LD OL e IN RI e non aggredito da parte dei creditori dell'istante” (v. doc. 15) (pag. 10 rel. Gestore).
Risulta altresì titolare di titolare di un'autovettura Renault, modello Modus, tg CR399PX, dal valore stimato in € 1.500,00 e percepisce un reddito da pensione d'anzianità pari ad € 990,00 mensili oltre che ad una pensione di reversibilità per ulteriori € 130,00 circa e sarà possibile determinare, in relazione a questo importo, una quota di reddito disponibile, che però non consente il pagamento dei debiti non soddisfatti con la ripartizione dell'attivo su indicato, neanche in una eventuale ottica pluriennale. Conseguentemente, sussiste un evidente squilibrio tra attivo potenzialmente liquidabile ed esposizione debitoria.
2) il patrimonio di GO OL (tenuto conto dei beni liquidabili e della quota di reddito disponibile) non consente la soddisfazione delle obbligazioni assunte (che si caratterizzano per un ammontare residuo pari ad € 721.723,23); segnatamente, anche in base ai controlli svolti dall'OCC, il principale asset liquidabile è costituito da:
a) Proprietà per 1/1 dell'immobile sito in AN ON (MO), Via Martiri n. 22 Piano T-1, Foglio
09, Mapp. 543, Sub. 4, cat. A/7, Cl. 3, vani 10, Rendita Euro 826,33;
b) Proprietà per 1/1 dell'immobile sito in AN ON (MO), Via Martiri n. 22 Piano T, Foglio
09, Mapp. 543, Sub. 5, Cat. C/6, Cl. 3, consistenza 34 m2, Rendita Euro 63,21; nonostante a catasto risultino ancora in contitolarità del padre defunto sig. LD OT, per effetto della relativa successione il sig. OL è altresì titolare dei seguenti beni:
f) Proprietà per ¼ dell'immobile sito in AN ON (MO), Via Martiri della Libertà 15, Foglio
09, Mapp. 104, Sub. 1, Piano T, Cat. C/6, Cl. 5, consistenza 14 m2, rendita Euro 36,88;
g) Proprietà per ¼ dell'immobile sito in AN ON (MO), Via Martiri della Libertà 13, Foglio
09, Mapp. 105, Sub. 2, Piano T-1, Cat. A/7, Cl. 2,consistenza 5,5 vani, rendita Euro 383,47; infine, benché a catasto risultino ancora nella titolarità della sorella defunta sig.ra OL
OL, per effetto della relativa successione ed in assenza di altri eredi diversi dalla madre e dal fratello, il sig. OL risulta altresì titolare dei seguenti beni:
h) Proprietà per ½ del Terreno sito nel Comune di AN ON (MO), Foglio 09, Mapp. 525, Sub. mq. 304, Sem. Arb., Cl. 1, Rendita Euro 3,13;
i) Proprietà per ½ del terreno sito nel Comune di AN ON (MO), Foglio 09, Mapp. 526, Sub. mq 304, Sem. Arb., Col. 1, Rendita euro 3,13;” (pagg. 13, 14 rel. Gestore) compendio immobiliare dal valore stimato in € 264.993,75, (prezzo base del secondo tentativo di vendita).
Verosimilmente, rientrerebbe nel patrimonio immobiliare di GO OL l'ulteriore Terreno risultante dalle visure catastali prodotte e sito nel Comune di AN ON (MO) Foglio 14, Mapp.
6, Sem. Arb., Cl. 01, superf. 32,12 are, rendita Euro 33,09.
Risulta altresì titolare di titolare di un'autovettura BMW, modello X5, tg CB293PH, dal valore stimato in € 3.500,00 e percepisce un reddito da lavoro dipendente pari ad € 1.200,00 mensili (al netto del pignoramento di 1/5 dello stipendio), e sarà possibile determinare, in relazione a questo importo, una quota di reddito disponibile, che però non consente il pagamento dei debiti non soddisfatti con la ripartizione dell'attivo su indicato, neanche in una eventuale ottica pluriennale. Conseguentemente, sussiste un evidente squilibrio tra attivo potenzialmente liquidabile ed esposizione debitoria;
precisato che i ricorrenti hanno chiesto di “trattenere”, quanto a GO OL l'autovettura BMW, modello X5 serie 3.0 D targata CB293PH, che lo stesso utilizza per recarsi sul posto di lavoro quotidianamente;
quanto a LA OT l'autovettura Renault, modello Modus serie 1.4 targata
CR399PX, che la stessa utilizza per i propri spostamenti quotidiani garantendole la propria autonomia;
sul punto, non potendo essere esclusa la liquidazione di beni che fanno parte del patrimonio dei debitori, vengono autorizzati all'utilizzo dei predetti bene in ragione della necessità di espletare le quotidiane incombenze nonché di recarsi al lavoro (quanto a OL), beni che dovranno comunque essere liquidati (salvo la liquidazione non sia ritenuta conveniente dal liquidatore) prima della conclusione della procedura;
considerato che il divieto di iniziare o proseguire esecuzioni individuali o cautelari non deve essere dichiarato nel provvedimento di apertura (come previsto dall'art. 14 quinquies l. 3/12), poiché costituisce un effetto automatico dell'apertura della procedura ai sensi del combinato disposto degli artt. 270, comma 5, e 150 CCII;
rilevato che la determinazione concreta della quota di reddito disponibile viene demandata dal
Collegio al nominando Giudice delegato (che provvederà con separato provvedimento), precisando sin da ora che la misura di tale limite deve essere determinata dal Giudice che sarà tenuto ad individuare quanto occorre al mantenimento del debitore e della sua famiglia;
precisato che, con riferimento alle procedure espropriative conclusesi anteriormente (mediante ordinanza di assegnazione o atto equipollente) all'apertura della liquidazione controllata, dovranno cessare a far data dall'apertura della liquidazione controllata, in quanto il creditore assegnatario acquisisce il diritto a percepire, sino alla concorrenza del proprio credito, le quote di stipendio o pensione che matureranno in futuro a favore del debitore, sicché oggetto di assegnazione sono crediti futuri, non ancora esistenti al momento della chiusura della procedura esecutiva e si verifica un effetto traslativo sovrapponibile a quello della cessione volontaria (sul punto, Corte Cost. n. 65/2022; si rammenta, infatti, che l'assegnazione non ha efficacia immediatamente estintiva della pretesa creditoria tutelata in via esecutiva, efficacia che si determinerà solo a seguito dell'effettivo pagamento da parte del terzo debitor debitoris). Le quote di stipendio o pensione maturate dopo l'apertura della liquidazione, in quanto costituenti attivo sopravvenuto, sono trasferite solo nel momento in cui vengono ad esistenza e devono quindi essere incamerate dalla procedura per tutta la sua durata, mentre il creditore assegnatario o cessionario, al pari di tutti gli altri creditori, dovrà necessariamente partecipare al concorso e potrà trovare soddisfazione solo nei limiti dell'attivo realizzato, nel rispetto dell'ordine delle cause di prelazione. Se si ammettesse la possibilità per tali creditori di trovare soddisfazione al di fuori del concorso, mediante la prosecuzione dell'incasso delle quote di stipendio, si determinerebbe una inammissibile deroga, non prevista dalla legge, alla par condicio creditorum e alla necessità di soddisfazione di ogni pretesa nel concorso formale e sostanziale con gli altri creditori
(artt. 150 e 151 CCII, richiamati dall'art. 270, comma 5 CCII). Tale conclusione, già sostenuta per la liquidazione prevista dall'art. 14 ter L. n. 3/12, vale a fortiori per la liquidazione controllata prevista dal CCII, in ragione dell'ulteriore assimilazione di quest'ultima alla procedura liquidatoria maggiore
(ed infatti, alla regolazione espressa dello spossessamento dei beni, contenuta prima negli artt. 14 ter,
14 quinquies, art. 14 decies L. n. 3/12 e ora negli artt. 268, 270, 271 CCI, si è aggiunto il richiamo espresso, nell'art. 270, comma 5, CCII (anche come modificato dal correttivo ter), della norma sullo spossessamento dei beni (art. 142 CCII) e del suo corollario processuale (art. 143 CCII); rilevato che quanto alla durata della procedura, considerato il nuovo testo degli art. 272 e 282 CCII come modificati dal D.lgs 136/2024:
1) la stessa dovrà rimanere aperta sino alla completa esecuzione delle operazioni di liquidazione e, in ogni caso, per tre anni dalla data di apertura (art. 272, c. 3 CCII);
2) che conseguentemente le eventuali quote di reddito mensile e la tredicesima dovranno essere senz'altro acquisite almeno per tale periodo triennale;
3) che, decorso il triennio, nel caso in cui dovesse essere concesso al ricorrente il beneficio dell'esdebitazione non potranno più essere acquisite quote di reddito (o comunque beni sopravvenuti)
e la procedura potrà eventualmente continuare solo per il tempo occorrente per terminare le operazioni di liquidazione dei beni già acquisiti o i giudizi instaurati (cfr art. 272, c. 3bis e art. 282, c. 2 bis CCII) ma comunque nel rispetto del principio della ragionevole durata della procedura, che, in difetto di norme specifiche per la liquidazione controllata, può essere parametrato ai termini previsti per la liquidazione giudiziale dall'art. 213 comma 5 CCII;
4) che, nel caso in cui non sia invece concesso il beneficio dell'esdebitazione, la procedura potrà continuare ad incamerare quote di reddito (e eventuali beni sopravvenuti) anche oltre il triennio, finché non siano terminate le ulteriori attività liquidatorie e comunque finché non sia stato acquisito un attivo sufficiente a pagare le spese di procedura e a realizzare una soddisfazione apprezzabile dei creditori concorsuali, ma sempre nel rispetto del principio della ragionevole durata della procedura, da parametrarsi ai termini indicati nel punto precedente;
ritenuto che, giusto il disposto dell'art. 270, c. 2 lett. b) CCI quale liquidatore possa essere nominato lo stesso gestore nominato dall'OCC; ritenuto che le indicate circostanze comportino senz'altro la dichiarazione di apertura del procedimento di liquidazione controllata, con tutti i provvedimenti da essa derivanti secondo legge.
P.Q.M.
visti gli artt. 1, 2, 121, 40 e sgg., 268 e sgg. del D.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14; dichiara l'apertura delle procedure di liquidazione controllata del patrimonio di AR TT
(C.F. [...]), residente in [...], e GO
OL (C.F. [...]), residente in [...]; nomina Giudice delegato la Dott.ssa Camilla Ovi;
nomina quale Liquidatore l'Avv. Giuseppe Cigarini del foro di DE, precisa che, dovendo trovare applicazione le modifiche del CCII introdotte dal D.Lgs. 136/2024: 1) per la formazione dello stato passivo dovrà trovare applicazione la nuova disciplina di cui al novellato art. 273 CCII;
2) la disciplina relativa all'accertamento ed alla soddisfazione dei crediti prededucibili è quella prevista dall'art. 275bis CCII;
3) giusto il disposto del comma 6bis dell'art. 275 CCII, nella ripartizione dell'attivo dovranno trovare applicazione gli articoli 221, 223, 224, 225, 226, 227, 229, 230, 232, commi 3, 4 e 5 CCII;
autorizza sin da ora il Liquidatore, con le modalità di cui agli artt. 155 quater, 155 quinquies e 155 sexies delle disp. att. del c.p.c. ad accedere alle banche dati dell'anagrafe tributaria e dell'archivio dei rapporti finanziari;
ad accedere alla banca dati degli atti assoggettati a imposta di registro e ad estrarre copia degli stessi, ad acquisire l'elenco dei clienti e l'elenco dei fornitori contenuti nelle trasmissioni telematiche previste dal decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127; ad acquisire la documentazione contabile in possesso delle banche e degli altri intermediari finanziari relativa ai rapporti con il debitore, anche se estinti;
ad acquisire schede contabili dei fornitori e dei clienti relative ai rapporti con il debitore;
a redigere il programma di liquidazione, prevedendo l'apprensione (eventuale) delle quote di reddito e della tredicesima per i tre anni successivi all'apertura della procedura, quindi fino al momento in cui dovrà provvedersi alla verifica della sussistenza dei presupposti per l'esdebitazione ai sensi dell'art. 282, c.1 CCII;
ordina al debitore il deposito entro sette giorni della documentazione indicata dall'art. 270 comma
2, lett. c) CCII ove esistente e non già depositata;
ordina al debitore ed agli eventuali terzi di consegnare, rilasciare e mettere a disposizione del liquidatore – a semplice richiesta – tutti i beni compresi nell'attivo da liquidare, avvisando che la presente sentenza costituisce titolo esecutivo, con l'eccezione delle autovetture Renault, modello
Modus serie 1.4 targata CR399PX e BMW, modello X5, tg CB293PH, che i debitori sono autorizzati ad utilizzare sino a che il liquidatore non avrà assunto le necessarie determinazioni in ordine alla cessione del bene;
assegna ai creditori ed ai terzi, che vantano diritti reali o personali su cose in possesso del ricorrente, il termine perentorio di giorni 90 dalla notifica della presente sentenza per la trasmissione al liquidatore, a mezzo posta elettronica certificata all'indirizzo PEC che sarà loro indicato, della domanda di restituzione, di rivendicazione o di ammissione al passivo, predisposta ai sensi dell'art. 201 CCI;
demanda al GD ogni altro provvedimento, fermo quanto di seguito previsto;
dispone che il Liquidatore:
- inserisca la presente sentenza, limitatamente alla parte dispositiva, sul sito internet del Tribunale di
DE nella apposita area;
l'esecuzione del suddetto adempimento dovrà essere documentata nella prima relazione semestrale;
- pubblichi la presente sentenza presso il Registro delle Imprese e la trascriva, su presente ordine del
Tribunale, presso i Pubblici Registri dei Beni, immobili e mobili, ove gli stessi siano presenti ed acquisiti all'attivo;
- notifichi, entro 30 giorni dalla comunicazione, la presente sentenza per estratto al debitore ai sensi dell'art. 270, c. 4 CCI. L'esecuzione delle notifiche dovrà essere immediatamente documentata, mediante deposito nel fascicolo telematico;
provveda, nel medesimo termine, ad aggiornare l'elenco dei creditori e dei titolari di diritti sui beni oggetto di liquidazione;
- completi, entro 90 giorni dalla comunicazione, l'inventario dei beni del debitore;
rediga, nel medesimo termine, il programma di liquidazione dell'attivo, e lo depositi nel fascicolo telematico per la approvazione del Giudice delegato;
- provveda, entro 45 giorni dalla scadenza del termine assegnato per le domande di insinuazione, rivendica, restituzione ed analoghe, ad attivare la procedura di esame del passivo della procedura secondo l'art. 273 CCII;
- depositi entro il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno (a partire dal 30/6/2025) un rapporto riepilogativo delle attività svolte, accompagnato dal conto della sua gestione, con allegato l'estratto del conto corrente della procedura. Nel rapporto il liquidatore dovrà indicare anche: a) se il ricorrente stia cooperando al regolare, efficace e proficuo andamento della procedura, senza ritardarne lo svolgimento e fornendo al liquidatore tutte le informazioni utili e i documenti necessari per il suo buon andamento;
b) ogni altra circostanza rilevante ai fini della esdebitazione ai sensi degli artt. 280
e 282 CCI. Il rapporto, una volta vistato dal Giudice, dovrà essere comunicato dal liquidatore ai debitori, ai creditori e all'OCC;
- trasmetta, due mesi prima del decorso di tre anni dall'apertura, ai creditori una relazione in cui prenderà posizione sulla sussistenza, sino ad allora, delle condizioni di cui all'art. 280 CCI;
recepisca le eventuali osservazioni che i creditori avranno inviato entro un mese dalla comunicazione;
prenda posizione su di esse e depositi una relazione finale entro il quinto giorno successivo alla scadenza del triennio, ai fini di cui all'art. 282 CCII, con il suo giudizio complessivo relativo all'intero periodo;
- provveda, una volta terminata l'attività di liquidazione dei beni compresi nel patrimonio, a presentare il conto della gestione, con richiesta di liquidazione del suo compenso, ai sensi dell'art. 275, c. 3 CCII;
- provveda, una volta terminato il riparto tra i creditori, a richiedere al Tribunale l'emissione del decreto di chiusura della procedura ai sensi dell'art. 276 CCII.
- provveda, una volta terminato il riparto tra i creditori, a richiedere al Tribunale l'emissione del decreto di chiusura della procedura ai sensi dell'art. 276 CCII.
***
Manda alla Cancelleria per la comunicazione ai debitori presso il domicilio eletto, al Liquidatore ed all'OCC.
Così deciso in DE nella camera di consiglio del 16/1/2025.
Il Giudice estensore Il Presidente
Dott.ssa Camilla Ovi Dott. Riccardo Di Pasquale
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI MODENA
Sezione III civile e procedure concorsuali
Composto da:
Dott. Riccardo Di Pasquale Presidente
Dott. Carlo Bianconi Giudice
Dott.ssa Camilla Ovi Giudice rel. ha pronunciato la seguente
SENTENZA nel procedimento per l'apertura della liquidazione controllata R.G. P.U. n. 289-1/2024 nei confronti di AR TT (C.F. [...]), residente in [...], e GO OL (C.F. [...]), residente in [...], rappresentati e difesi dall'Avv. Giulia IN, presso il cui studio, sito in DE, via Vincenzo Borelli, n. 1, sono elettivamente domiciliati;
-ricorrenti in proprio – letto il ricorso per la dichiarazione di apertura della liquidazione controllata ai sensi dell'art. 268 CCII presentato dai debitori;
esaminata la documentazione acquisita;
considerato, in via generale, che il procedimento per l'apertura di una procedura di liquidazione controllata, in virtù del rinvio contenuto nell'art. 65, comma 2, CCII, deve ritenersi soggetto alla disciplina generale del procedimento unitario contenuta nel Titolo III CCII (ed in particolare alla disciplina del procedimento unitario prevista per l'istanza di liquidazione giudiziale), nei limiti di compatibilità; considerato che, nel caso di specie, non sono individuabili specifici contraddittori e quindi può essere omessa la fissazione dell'udienza, posto che dagli artt. 40 e 41 CCII non si desume che l'udienza di convocazione delle parti sia necessaria anche nel caso di ricorso per l'apertura della liquidazione giudiziale depositato dall'imprenditore, con la conseguenza che si può dare continuità all'orientamento giurisprudenziale formatosi in relazione all'art. 14 LF (v. Cass. n. 20187/17); ritenuta quindi l'applicabilità di tale soluzione anche alla liquidazione controllata;
ritenuto che l'istanza sia stata legittimamente presentata in modo congiunto da entrambi i ricorrenti, nella loro qualità di familiari, quindi in applicazione del disposto dell'art 66, c. 1 CCII sulle c.d. procedure familiari. La norma, infatti, è oggi collocata nel CCII tra le disposizioni di carattere generale in tema di sovraindebitamento che, come chiarito dal disposto dell'art. 65, c. 1 CCII, comprendono non solo il concordato minore e la ristrutturazione dei debiti del consumatore, ma anche la liquidazione controllata del soggetto sovraindebitato. Deve, quindi, ritenersi che con l'entrata in vigore del Codice della crisi, l'applicazione delle disposizioni di cui all'art 66 sulle procedure familiari anche alla liquidazione controllata sia oggetto di espressa previsione di legge, trattandosi di norma di carattere generale applicabile a tutte le procedure di sovraindebitamento, ivi compresa la liquidazione controllata. Nel caso di specie, i ricorrenti (madre e figlio) possono considerarsi membri della stessa famiglia, in quanto parenti entro il quarto grado e in quanto il sovraindebitamento ha un'origine comune, data dal fatto che i ricorrenti hanno gestito congiuntamente l'attività imprenditoriale di carattere familiare, per la quale hanno prestato garanzie personali che ne hanno aggravato l'esposizione debitoria;
ritenuto opportuno precisare che, pur avendo i ricorrenti proposto un unico ricorso ai sensi dell'art. 66 CCII, con il presente provvedimento dovranno essere aperte due distinte procedure di liquidazione,
l'una relativa al patrimonio di LA OT e l'altra relativa al patrimonio di GO OL. Pertanto, dovranno essere tenute necessariamente distinte le masse attive e passive di pertinenza di ciascun ricorrente. Inoltre, il liquidatore dovrà procedere, in relazione a ciascuna procedura, agli incombenti di cui agli artt. 272 e seguenti CCII (chiarendo e precisando nella comunicazione ai creditori che – in relazione ad eventuali crediti comuni - gli stessi dovranno presentare distinte domande di insinuazione per ciascuna delle due procedure). Di conseguenza le masse attive e passive delle due procedure dovranno essere tenute distinte, senza alcuna commistione patrimoniale;
considerato che, in forza dalla già affermata applicabilità nei limiti di compatibilità della disciplina generale del procedimento unitario contenuta nel Titolo III CCII, anche al procedimento per l'apertura della liquidazione controllata richiesta dai debitori deve ritenersi applicabile l'art. 39, commi 1 e 2, CCII;
considerato che, nel caso di specie, i documenti previsti da detta norma (nei limiti di compatibilità),
sono stati allegati;
ritenuta la competenza del Tribunale di DE ex art 27, commi 2 e 3 CCII;
considerato che la relazione dell'OCC allegata al ricorso risponde ai contenuti richiesti dall'art. 269, comma 2, CCII, esponendo una valutazione sulla completezza e l'attendibilità della documentazione depositata a corredo della domanda e illustrando la situazione economica, patrimoniale e finanziaria dei debitori;
rilevato che, prima del deposito del ricorso, è entrato in vigore (in data 28.9.2024) il D. Lgs. n.
136/2024 (c.d. correttivo ter) che ha apportato modifiche e correzioni significative al CCII, le quali, ai sensi dell'art. 56 di tale D. Lgs. (e salve le eccezioni espressamente previste), trovano applicazione ai procedimenti (tra l'altro) di liquidazione controllata “pendenti alla data della sua entrata in vigore
e a quelli instaurati o aperti successivamente”. Tra le varie modifiche, si segnala quella che ha interessato l'art. 269, CCII, il quale dispone, oggi, al comma 2, che la relazione del Gestore della
Crisi debba indicare anche “le cause dell'indebitamento e la diligenza impiegata dal debitore nell'assumere le obbligazioni”, nonché contenere l'attestazione di cui al novellato art. 268, comma
3, quarto periodo, relativa al fatto che “è possibile acquisire attivo da distribuire ai creditori, anche mediante l'esercizio di azioni giudiziarie”; osservato che, nella specie, la relazione del Gestore risulta esaustiva anche sotto tale profilo, dando compiuta illustrazione della genesi del sovraindebitamento e del ruolo avuto dal debitore rispetto ad essa. Inoltre, nella stessa, si rappresenta come i ricorrenti, oltre a modesti redditi da lavoro (euro 1.200 quanto a GO OL, al netto del pignoramento in essere) o pensione (euro 1.000,00 circa quanto a
LA OT, considerata la pensione di reversibilità), siano proprietari di beni immobili in buona parte attualmente oggetto della procedura esecutiva immobiliare R.GE. 76/2021 pendente innanzi al
Tribunale di DE, il cui valore di stima ascende ad euro 264.993,75 quanto al compendio immobiliare riferibile al Sig. OL, ed euro 92.981,25, quanto al compendio riferibile alla Sig.ra
OT. In definitiva, dunque, la domanda deve dirsi ammissibile anche con riguardo ai nuovi requisiti di legge, sopra richiamati;
rilevato che non sono state avanzate domande di accesso alle procedure di cui al titolo IV;
ritenuto che sussistano i presupposti soggettivi per l'apertura della liquidazione controllata, posto che, ai sensi del combinato disposto degli artt. 65 c.1, 2 c. 1 lett. c) e 268 c. 1 CCII, i debitori non sono assoggettabili alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza, in quanto persone fisiche. Gli stessi, infatti, sono attualmente lavoratore dipendente (OL) e pensionata (OT); sono in passato stati soci di una società a responsabilità limitata, dichiarata fallita dal Tribunale di DE (Nuova Rio S.r.l., fallimento n. 77/2016); considerato che, sulla base della documentazione depositata, deve ritenersi sussistente la condizione di sovraindebitamento dei ricorrenti ai sensi dell'art. 2, c. 1 lett c) CCI, poiché: 1) il patrimonio di LA OT (tenuto conto dei beni liquidabili e della quota di reddito disponibile) non consente la soddisfazione delle obbligazioni assunte (che si caratterizzano per un ammontare residuo pari ad € 684.163,75); segnatamente, anche in base ai controlli svolti dall'OCC, il principale asset liquidabile è costituito da:
“a) Proprietà per 1/1 dell'immobile sito in AN ON (MO), Via Martiri della Libertà 15, Foglio
09, Mapp. 105, Sub. 1, Piano T, Cat. A/7, Cl. 2, consistenza 5 vani, rendita Euro 348,61; nonostante a catasto risultino ancora in contitolarità del coniuge defunto sig. LD OT, per effetto della relativa successione la sig.ra OT è altresì titolare dei seguenti beni:
b) Proprietà per ¾ dell'immobile sito in AN ON (MO), Via Martiri della Libertà 15, Foglio
09, Mapp. 104, Sub. 1, Piano T, Cat. C/6, Cl. 5, consistenza 14 m2, rendita Euro 36,88;
c) Proprietà per ¾ dell'immobile sito in AN ON (MO), Via Martiri della Libertà 13, Foglio
09, Mapp. 105, Sub. 2, Piano T-1, Cat. A/7, Cl. 2, consistenza 5,5 vani, rendita Euro 383,47; infine, benché a catasto risultino ancora nella titolarità della figlia defunta sig.ra OL OL, per effetto della relativa successione ed in assenza di altri eredi diversi dalla madre e dal fratello, la sig.ra OT risulta altresì titolare dei seguenti beni:
d) Proprietà per ½ del Terreno sito nel Comune di AN ON (MO), Foglio 09, Mapp. 525, Sub. mq. 304, Sem. Arb., Cl. 1, Rendita Euro 3,13;
e) Proprietà per ½ del terreno sito nel Comune di AN ON (MO), Foglio 09, Mapp. 526, Sub. mq 304, Sem. Arb., Col. 1, Rendita euro 3,13”, compendio immobiliare dal valore stimato in €
92.981,32 (prezzo base del secondo tentativo di vendita).
Inoltre, LA OT “risulterebbe altresì un ulteriore Terreno, sito nel Comune di AN ON
(MO) Foglio 14, Mapp. 6, Sem. Arb., Cl. 01, superf. 32,12 are, rendita Euro 33,09 ancora formalmente nella titolarità dei defunti sig.ri LD OL e IN RI e non aggredito da parte dei creditori dell'istante” (v. doc. 15) (pag. 10 rel. Gestore).
Risulta altresì titolare di titolare di un'autovettura Renault, modello Modus, tg CR399PX, dal valore stimato in € 1.500,00 e percepisce un reddito da pensione d'anzianità pari ad € 990,00 mensili oltre che ad una pensione di reversibilità per ulteriori € 130,00 circa e sarà possibile determinare, in relazione a questo importo, una quota di reddito disponibile, che però non consente il pagamento dei debiti non soddisfatti con la ripartizione dell'attivo su indicato, neanche in una eventuale ottica pluriennale. Conseguentemente, sussiste un evidente squilibrio tra attivo potenzialmente liquidabile ed esposizione debitoria.
2) il patrimonio di GO OL (tenuto conto dei beni liquidabili e della quota di reddito disponibile) non consente la soddisfazione delle obbligazioni assunte (che si caratterizzano per un ammontare residuo pari ad € 721.723,23); segnatamente, anche in base ai controlli svolti dall'OCC, il principale asset liquidabile è costituito da:
a) Proprietà per 1/1 dell'immobile sito in AN ON (MO), Via Martiri n. 22 Piano T-1, Foglio
09, Mapp. 543, Sub. 4, cat. A/7, Cl. 3, vani 10, Rendita Euro 826,33;
b) Proprietà per 1/1 dell'immobile sito in AN ON (MO), Via Martiri n. 22 Piano T, Foglio
09, Mapp. 543, Sub. 5, Cat. C/6, Cl. 3, consistenza 34 m2, Rendita Euro 63,21; nonostante a catasto risultino ancora in contitolarità del padre defunto sig. LD OT, per effetto della relativa successione il sig. OL è altresì titolare dei seguenti beni:
f) Proprietà per ¼ dell'immobile sito in AN ON (MO), Via Martiri della Libertà 15, Foglio
09, Mapp. 104, Sub. 1, Piano T, Cat. C/6, Cl. 5, consistenza 14 m2, rendita Euro 36,88;
g) Proprietà per ¼ dell'immobile sito in AN ON (MO), Via Martiri della Libertà 13, Foglio
09, Mapp. 105, Sub. 2, Piano T-1, Cat. A/7, Cl. 2,consistenza 5,5 vani, rendita Euro 383,47; infine, benché a catasto risultino ancora nella titolarità della sorella defunta sig.ra OL
OL, per effetto della relativa successione ed in assenza di altri eredi diversi dalla madre e dal fratello, il sig. OL risulta altresì titolare dei seguenti beni:
h) Proprietà per ½ del Terreno sito nel Comune di AN ON (MO), Foglio 09, Mapp. 525, Sub. mq. 304, Sem. Arb., Cl. 1, Rendita Euro 3,13;
i) Proprietà per ½ del terreno sito nel Comune di AN ON (MO), Foglio 09, Mapp. 526, Sub. mq 304, Sem. Arb., Col. 1, Rendita euro 3,13;” (pagg. 13, 14 rel. Gestore) compendio immobiliare dal valore stimato in € 264.993,75, (prezzo base del secondo tentativo di vendita).
Verosimilmente, rientrerebbe nel patrimonio immobiliare di GO OL l'ulteriore Terreno risultante dalle visure catastali prodotte e sito nel Comune di AN ON (MO) Foglio 14, Mapp.
6, Sem. Arb., Cl. 01, superf. 32,12 are, rendita Euro 33,09.
Risulta altresì titolare di titolare di un'autovettura BMW, modello X5, tg CB293PH, dal valore stimato in € 3.500,00 e percepisce un reddito da lavoro dipendente pari ad € 1.200,00 mensili (al netto del pignoramento di 1/5 dello stipendio), e sarà possibile determinare, in relazione a questo importo, una quota di reddito disponibile, che però non consente il pagamento dei debiti non soddisfatti con la ripartizione dell'attivo su indicato, neanche in una eventuale ottica pluriennale. Conseguentemente, sussiste un evidente squilibrio tra attivo potenzialmente liquidabile ed esposizione debitoria;
precisato che i ricorrenti hanno chiesto di “trattenere”, quanto a GO OL l'autovettura BMW, modello X5 serie 3.0 D targata CB293PH, che lo stesso utilizza per recarsi sul posto di lavoro quotidianamente;
quanto a LA OT l'autovettura Renault, modello Modus serie 1.4 targata
CR399PX, che la stessa utilizza per i propri spostamenti quotidiani garantendole la propria autonomia;
sul punto, non potendo essere esclusa la liquidazione di beni che fanno parte del patrimonio dei debitori, vengono autorizzati all'utilizzo dei predetti bene in ragione della necessità di espletare le quotidiane incombenze nonché di recarsi al lavoro (quanto a OL), beni che dovranno comunque essere liquidati (salvo la liquidazione non sia ritenuta conveniente dal liquidatore) prima della conclusione della procedura;
considerato che il divieto di iniziare o proseguire esecuzioni individuali o cautelari non deve essere dichiarato nel provvedimento di apertura (come previsto dall'art. 14 quinquies l. 3/12), poiché costituisce un effetto automatico dell'apertura della procedura ai sensi del combinato disposto degli artt. 270, comma 5, e 150 CCII;
rilevato che la determinazione concreta della quota di reddito disponibile viene demandata dal
Collegio al nominando Giudice delegato (che provvederà con separato provvedimento), precisando sin da ora che la misura di tale limite deve essere determinata dal Giudice che sarà tenuto ad individuare quanto occorre al mantenimento del debitore e della sua famiglia;
precisato che, con riferimento alle procedure espropriative conclusesi anteriormente (mediante ordinanza di assegnazione o atto equipollente) all'apertura della liquidazione controllata, dovranno cessare a far data dall'apertura della liquidazione controllata, in quanto il creditore assegnatario acquisisce il diritto a percepire, sino alla concorrenza del proprio credito, le quote di stipendio o pensione che matureranno in futuro a favore del debitore, sicché oggetto di assegnazione sono crediti futuri, non ancora esistenti al momento della chiusura della procedura esecutiva e si verifica un effetto traslativo sovrapponibile a quello della cessione volontaria (sul punto, Corte Cost. n. 65/2022; si rammenta, infatti, che l'assegnazione non ha efficacia immediatamente estintiva della pretesa creditoria tutelata in via esecutiva, efficacia che si determinerà solo a seguito dell'effettivo pagamento da parte del terzo debitor debitoris). Le quote di stipendio o pensione maturate dopo l'apertura della liquidazione, in quanto costituenti attivo sopravvenuto, sono trasferite solo nel momento in cui vengono ad esistenza e devono quindi essere incamerate dalla procedura per tutta la sua durata, mentre il creditore assegnatario o cessionario, al pari di tutti gli altri creditori, dovrà necessariamente partecipare al concorso e potrà trovare soddisfazione solo nei limiti dell'attivo realizzato, nel rispetto dell'ordine delle cause di prelazione. Se si ammettesse la possibilità per tali creditori di trovare soddisfazione al di fuori del concorso, mediante la prosecuzione dell'incasso delle quote di stipendio, si determinerebbe una inammissibile deroga, non prevista dalla legge, alla par condicio creditorum e alla necessità di soddisfazione di ogni pretesa nel concorso formale e sostanziale con gli altri creditori
(artt. 150 e 151 CCII, richiamati dall'art. 270, comma 5 CCII). Tale conclusione, già sostenuta per la liquidazione prevista dall'art. 14 ter L. n. 3/12, vale a fortiori per la liquidazione controllata prevista dal CCII, in ragione dell'ulteriore assimilazione di quest'ultima alla procedura liquidatoria maggiore
(ed infatti, alla regolazione espressa dello spossessamento dei beni, contenuta prima negli artt. 14 ter,
14 quinquies, art. 14 decies L. n. 3/12 e ora negli artt. 268, 270, 271 CCI, si è aggiunto il richiamo espresso, nell'art. 270, comma 5, CCII (anche come modificato dal correttivo ter), della norma sullo spossessamento dei beni (art. 142 CCII) e del suo corollario processuale (art. 143 CCII); rilevato che quanto alla durata della procedura, considerato il nuovo testo degli art. 272 e 282 CCII come modificati dal D.lgs 136/2024:
1) la stessa dovrà rimanere aperta sino alla completa esecuzione delle operazioni di liquidazione e, in ogni caso, per tre anni dalla data di apertura (art. 272, c. 3 CCII);
2) che conseguentemente le eventuali quote di reddito mensile e la tredicesima dovranno essere senz'altro acquisite almeno per tale periodo triennale;
3) che, decorso il triennio, nel caso in cui dovesse essere concesso al ricorrente il beneficio dell'esdebitazione non potranno più essere acquisite quote di reddito (o comunque beni sopravvenuti)
e la procedura potrà eventualmente continuare solo per il tempo occorrente per terminare le operazioni di liquidazione dei beni già acquisiti o i giudizi instaurati (cfr art. 272, c. 3bis e art. 282, c. 2 bis CCII) ma comunque nel rispetto del principio della ragionevole durata della procedura, che, in difetto di norme specifiche per la liquidazione controllata, può essere parametrato ai termini previsti per la liquidazione giudiziale dall'art. 213 comma 5 CCII;
4) che, nel caso in cui non sia invece concesso il beneficio dell'esdebitazione, la procedura potrà continuare ad incamerare quote di reddito (e eventuali beni sopravvenuti) anche oltre il triennio, finché non siano terminate le ulteriori attività liquidatorie e comunque finché non sia stato acquisito un attivo sufficiente a pagare le spese di procedura e a realizzare una soddisfazione apprezzabile dei creditori concorsuali, ma sempre nel rispetto del principio della ragionevole durata della procedura, da parametrarsi ai termini indicati nel punto precedente;
ritenuto che, giusto il disposto dell'art. 270, c. 2 lett. b) CCI quale liquidatore possa essere nominato lo stesso gestore nominato dall'OCC; ritenuto che le indicate circostanze comportino senz'altro la dichiarazione di apertura del procedimento di liquidazione controllata, con tutti i provvedimenti da essa derivanti secondo legge.
P.Q.M.
visti gli artt. 1, 2, 121, 40 e sgg., 268 e sgg. del D.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14; dichiara l'apertura delle procedure di liquidazione controllata del patrimonio di AR TT
(C.F. [...]), residente in [...], e GO
OL (C.F. [...]), residente in [...]; nomina Giudice delegato la Dott.ssa Camilla Ovi;
nomina quale Liquidatore l'Avv. Giuseppe Cigarini del foro di DE, precisa che, dovendo trovare applicazione le modifiche del CCII introdotte dal D.Lgs. 136/2024: 1) per la formazione dello stato passivo dovrà trovare applicazione la nuova disciplina di cui al novellato art. 273 CCII;
2) la disciplina relativa all'accertamento ed alla soddisfazione dei crediti prededucibili è quella prevista dall'art. 275bis CCII;
3) giusto il disposto del comma 6bis dell'art. 275 CCII, nella ripartizione dell'attivo dovranno trovare applicazione gli articoli 221, 223, 224, 225, 226, 227, 229, 230, 232, commi 3, 4 e 5 CCII;
autorizza sin da ora il Liquidatore, con le modalità di cui agli artt. 155 quater, 155 quinquies e 155 sexies delle disp. att. del c.p.c. ad accedere alle banche dati dell'anagrafe tributaria e dell'archivio dei rapporti finanziari;
ad accedere alla banca dati degli atti assoggettati a imposta di registro e ad estrarre copia degli stessi, ad acquisire l'elenco dei clienti e l'elenco dei fornitori contenuti nelle trasmissioni telematiche previste dal decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127; ad acquisire la documentazione contabile in possesso delle banche e degli altri intermediari finanziari relativa ai rapporti con il debitore, anche se estinti;
ad acquisire schede contabili dei fornitori e dei clienti relative ai rapporti con il debitore;
a redigere il programma di liquidazione, prevedendo l'apprensione (eventuale) delle quote di reddito e della tredicesima per i tre anni successivi all'apertura della procedura, quindi fino al momento in cui dovrà provvedersi alla verifica della sussistenza dei presupposti per l'esdebitazione ai sensi dell'art. 282, c.1 CCII;
ordina al debitore il deposito entro sette giorni della documentazione indicata dall'art. 270 comma
2, lett. c) CCII ove esistente e non già depositata;
ordina al debitore ed agli eventuali terzi di consegnare, rilasciare e mettere a disposizione del liquidatore – a semplice richiesta – tutti i beni compresi nell'attivo da liquidare, avvisando che la presente sentenza costituisce titolo esecutivo, con l'eccezione delle autovetture Renault, modello
Modus serie 1.4 targata CR399PX e BMW, modello X5, tg CB293PH, che i debitori sono autorizzati ad utilizzare sino a che il liquidatore non avrà assunto le necessarie determinazioni in ordine alla cessione del bene;
assegna ai creditori ed ai terzi, che vantano diritti reali o personali su cose in possesso del ricorrente, il termine perentorio di giorni 90 dalla notifica della presente sentenza per la trasmissione al liquidatore, a mezzo posta elettronica certificata all'indirizzo PEC che sarà loro indicato, della domanda di restituzione, di rivendicazione o di ammissione al passivo, predisposta ai sensi dell'art. 201 CCI;
demanda al GD ogni altro provvedimento, fermo quanto di seguito previsto;
dispone che il Liquidatore:
- inserisca la presente sentenza, limitatamente alla parte dispositiva, sul sito internet del Tribunale di
DE nella apposita area;
l'esecuzione del suddetto adempimento dovrà essere documentata nella prima relazione semestrale;
- pubblichi la presente sentenza presso il Registro delle Imprese e la trascriva, su presente ordine del
Tribunale, presso i Pubblici Registri dei Beni, immobili e mobili, ove gli stessi siano presenti ed acquisiti all'attivo;
- notifichi, entro 30 giorni dalla comunicazione, la presente sentenza per estratto al debitore ai sensi dell'art. 270, c. 4 CCI. L'esecuzione delle notifiche dovrà essere immediatamente documentata, mediante deposito nel fascicolo telematico;
provveda, nel medesimo termine, ad aggiornare l'elenco dei creditori e dei titolari di diritti sui beni oggetto di liquidazione;
- completi, entro 90 giorni dalla comunicazione, l'inventario dei beni del debitore;
rediga, nel medesimo termine, il programma di liquidazione dell'attivo, e lo depositi nel fascicolo telematico per la approvazione del Giudice delegato;
- provveda, entro 45 giorni dalla scadenza del termine assegnato per le domande di insinuazione, rivendica, restituzione ed analoghe, ad attivare la procedura di esame del passivo della procedura secondo l'art. 273 CCII;
- depositi entro il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno (a partire dal 30/6/2025) un rapporto riepilogativo delle attività svolte, accompagnato dal conto della sua gestione, con allegato l'estratto del conto corrente della procedura. Nel rapporto il liquidatore dovrà indicare anche: a) se il ricorrente stia cooperando al regolare, efficace e proficuo andamento della procedura, senza ritardarne lo svolgimento e fornendo al liquidatore tutte le informazioni utili e i documenti necessari per il suo buon andamento;
b) ogni altra circostanza rilevante ai fini della esdebitazione ai sensi degli artt. 280
e 282 CCI. Il rapporto, una volta vistato dal Giudice, dovrà essere comunicato dal liquidatore ai debitori, ai creditori e all'OCC;
- trasmetta, due mesi prima del decorso di tre anni dall'apertura, ai creditori una relazione in cui prenderà posizione sulla sussistenza, sino ad allora, delle condizioni di cui all'art. 280 CCI;
recepisca le eventuali osservazioni che i creditori avranno inviato entro un mese dalla comunicazione;
prenda posizione su di esse e depositi una relazione finale entro il quinto giorno successivo alla scadenza del triennio, ai fini di cui all'art. 282 CCII, con il suo giudizio complessivo relativo all'intero periodo;
- provveda, una volta terminata l'attività di liquidazione dei beni compresi nel patrimonio, a presentare il conto della gestione, con richiesta di liquidazione del suo compenso, ai sensi dell'art. 275, c. 3 CCII;
- provveda, una volta terminato il riparto tra i creditori, a richiedere al Tribunale l'emissione del decreto di chiusura della procedura ai sensi dell'art. 276 CCII.
- provveda, una volta terminato il riparto tra i creditori, a richiedere al Tribunale l'emissione del decreto di chiusura della procedura ai sensi dell'art. 276 CCII.
***
Manda alla Cancelleria per la comunicazione ai debitori presso il domicilio eletto, al Liquidatore ed all'OCC.
Così deciso in DE nella camera di consiglio del 16/1/2025.
Il Giudice estensore Il Presidente
Dott.ssa Camilla Ovi Dott. Riccardo Di Pasquale