Cass. civ., sez. V trib., sentenza 11/10/2024, n. 26505
CASS
Sentenza 11 ottobre 2024

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è stato emesso dalla Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, con sentenza n. 631/2023. Le parti coinvolte sono un contribuente, che ha richiesto l'annullamento in autotutela di due avvisi di accertamento, e l'Agenzia delle Entrate, che ha rigettato tale richiesta. Il contribuente sosteneva che gli avvisi non fossero definitivi, poiché impugnati in sede giurisdizionale, e che vi fossero nuovi elementi a favore della sua posizione, tra cui una sentenza di un Tribunale che dichiarava l'inesistenza della notifica degli avvisi stessi.

Il giudice ha respinto il ricorso, affermando che l'istanza di autotutela non può essere utilizzata come strumento di protezione sostitutivo dei rimedi giurisdizionali e che il potere di autotutela dell'Amministrazione è discrezionale. La Corte ha ribadito che il sindacato giurisdizionale può riguardare solo profili di illegittimità del rifiuto dell'Amministrazione, non la fondatezza della pretesa tributaria. Inoltre, ha chiarito che il contribuente non può presentare ripetute istanze di autotutela per accertamenti definitivi, a meno che non emergano ragioni di rilevante interesse generale. La questione di legittimità costituzionale sollevata dal contribuente è stata considerata irrilevante, poiché non influiva sulla decisione principale.

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Massime1

Con riferimento al principio di autotutela, non è consentito al contribuente proporre ripetute istanze di annullamento in autotutela avverso accertamenti tributari definitivi e decidere quale diniego opposto dall'Ufficio impugnare in sede giurisdizionale, potendo egli ricorrere esclusivamente avverso il diniego, espresso o tacito, a seguito della formazione del silenzio rifiuto, relativo alla prima istanza proposta, e sempre che siano invocate ragioni di interesse generale all'annullamento dell'atto asseritamente trascurate dall'Amministrazione Finanziaria. Infatti, atteso che l'autotutela non rappresenta uno strumento di protezione sostitutivo dei rimedi giurisdizionali di cui dispone il contribuente per contestare la legittimità della pretesa tributaria, l'ipotetico riconoscimento della non definitività degli avvisi di accertamento, come nel caso di specie, varrebbe a rendere ammissibile la deduzione di vizi propri dei predetti atti all'interno dei giudizi tributari separatamente promossi, aventi ad oggetto l'impugnazione degli atti medesimi e di quelli consequenziali (inviti al pagamento) che li presuppongono.

Commentari3

  • 1sì delle Sezioni Unite della Cassazione
    Sarazotta · https://www.dirittobancario.it/ · 19 dicembre 2024

  • 2Come Difendersi Se L’Agenzia Delle Entrate Non Rispetta Il Principio Di Capacità Contributiva
    Giuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 1 marzo 2026

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  • 3Come Difendersi Se L’Agenzia Delle Entrate Non Riduce Le Sanzioni Come Previsto
    Giuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 7 marzo 2026

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. V trib., sentenza 11/10/2024, n. 26505
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 26505
Data del deposito : 11 ottobre 2024
Fonte ufficiale :

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