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Sentenza 7 luglio 2025
Sentenza 7 luglio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Torino, sentenza 07/07/2025, n. 3308 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Torino |
| Numero : | 3308 |
| Data del deposito : | 7 luglio 2025 |
Testo completo
N. R. G. 6585 / 2024
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di TORINO
Sezione Nona Civile
Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea
In persona del Giudice Monocratico dott. Fabrizio Alessandria ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa n. 6585 / 2024 promossa da:
nata in Argentina il [...] in [...] e in qualità di genitore esercente Parte_1 la responsabilità genitoriale sul figlio minore nato in Persona_1
Argentina il 22.1.2008; nata in [...] il [...]; Parte_2 [...]
nata in [...] il [...]; Parte_3 Parte_4 nata in [...] il [...], rappresentati e difesi dall'Avv. ALECCI VANESSA
RICORRENTI
CONTRO
in persona del Ministro pro tempore, con il patrocinio Controparte_1 dell'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Torino
RESISTENTE nonché nel contraddittorio con il
Pubblico Ministero – Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Torino
Oggetto: riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis
1 Conclusioni di parte ricorrente: “voglia l'On.le Tribunale adito, accertare e dichiarare lo status di cittadino italiano dei ricorrenti cittadina argentina, nata in [...]
Argentina nella città di Rufino, provincia di Santa Fe, il 25 agosto 1974, documento
d'identità n. , cittadino argentino, nato in [...]_1 Persona_1 nella città di Rosario, provincia di Santa Fe, il 22 gennaio 2008, documento d'identità n.
, cittadina argentina, nata in [...] nella città di NumeroD_2 Parte_2
Rosario, provincia di Santa Fe, il 12 luglio 2004, documento d'identità n. , NumeroD_3 [...]
cittadina argentina, nata in [...] nella città di Rufino, Parte_3 provincia di Santa Fe, il 10 maggio 1976, documento d'identità n. , NumeroD_4 [...]
, cittadina argentina, nata in [...] nella città di Rufino, provincia di Parte_4
Santa Fe, il 18 gennaio 1946, documento d'identità , e, per l'effetto, ordinare al NumeroDi_5
e/o ad ogni altra Autorità amministrativa e comunque ad ogni Controparte_1 pubblico ufficiale di procedere alle relative iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle comunicazioni alle Autorità consolari competenti.
Con vittoria di spese e compensi, da distrarsi in favore del procuratore che si dichiara antistatario”.
Motivi in fatto e di diritto della decisione
1. Con ricorso ex art. 281 decies c.p.c. depositato presso il Tribunale di Torino in data
15.4.2024, i ricorrenti convenivano in giudizio il chiedendo di Controparte_1 accertare e dichiarare il loro status di cittadini italiani iure sanguinis, deducendo di essere discendenti del cittadino italiano nato l'[...] a [...] Persona_2
(CN), come da estratto di nascita (cfr. doc. 2).
in data 14.9.1887 contraeva matrimonio in Argentina con la sig.ra Persona_2 [...]
(cfr. doc. 3) e dalla loro unione nasceva in Argentina in data 27.5.1902 il loro Per_3 figlio (cfr. doc. 4). Inoltre, l'avo italiano non si naturalizzava cittadino CP_2 argentino come attestato dal certificato negativo di naturalizzazione, prodotto in copia autentica nonché dotato di Apostille – al pari di tutti i certificati esteri ivi depositati – nel quale si legge quanto segue: “che nell'Ufficio del Registro Nazionale di Elettori, nel quale sono iscritti tutti i cittadini argentini, nativi e per opzione maggiori di 16 anni e gli argentini naturalizzati dai 18 anni, non risulta iscritto fino a questa data il Sig. Persona_4
, nato l'[...], in [...] - Cuneo – Bagnolo Piemonte. Deceduto” (cfr. doc. 1).
[...]
2 Conseguentemente, i ricorrenti chiedevano di ordinare al e, per esso, Controparte_1 all'ufficiale dello Stato Civile competente, di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile, della cittadinanza.
Inoltre, con riferimento al minore ricorrente nato in Argentina in [...] Persona_1
22.1.2008, il Tribunale ritiene che la rappresentanza in giudizio da parte di un solo genitore sia sufficiente, in quanto la richiesta di riconoscimento della cittadinanza italiana è da considerarsi un atto di ordinaria amministrazione perché mira a procurare un vantaggio al minore.
Il Giudice, con decreto depositato in data 23.4.2024, ai sensi dell'art. 281-decies c.p.c. fissava udienza di comparizione al 30.6.2025, assegnando il termine per la parte convenuta sino a dieci giorni prima. L'udienza veniva successivamente sostituita dal deposito di note scritte ai sensi dell'art. 127-ter c.p.c.
Il , ritualmente citato, non si costituiva in giudizio. Controparte_1
Il Pubblico Ministero nulla opponeva all'accoglimento del ricorso.
2. Preliminarmente va affermata la competenza della Sezione Specializzata in materia di
Immigrazione, Protezione Internazionale e Libera circolazione dei cittadini UE presso il
Tribunale di Torino, al riguardo l'art. 1, comma 36 della legge di riforma del processo civile n.
206 del 26.11.2021 ha modificato il comma 5 dell'art. 4 del decreto-legge 17.02.2017 n. 13, aggiungendo il seguente periodo: “Quando l'attore risiede all'estero, le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani”. Il successivo comma 37 ha previsto che la disposizione di cui sopra entrasse in vigore a partire dal centottantesimo giorno dall'entrata in vigore della legge. Pertanto, dal 22 giugno 2022, la competenza viene fissata assumendo come parametro di riferimento il Comune di nascita del padre, della madre o, in ultima ratio, dell'antenato dei ricorrenti. In ordine alla competenza funzionale della Sezione
Immigrazione si osserva che l'art. 1 del decreto-legge del 17.02.2017 n. 13 ha istituito le
Sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea, presso i tribunali ordinari del luogo nel quale hanno sede le Corti d'appello, e la legge di conversione del 13 aprile 2017, n. 46 ha attribuito per esse la competenza inderogabile anche in materia di "stato di cittadinanza italiana".
Pertanto, nel caso di specie, posto che i ricorrenti sono residenti all'estero, che l'avo è nato a
Bagnolo Piemonte (CN), che ricade nella giurisdizione del Distretto di Corte di appello di
Torino, il Foro competente è inderogabilmente il Tribunale Civile di Torino, Sezione specializzata in materia di immigrazione.
3 3. Con riferimento all'interesse ad agire, merita evidenziare che, nonostante la norma preveda che i soggetti interessati debbano chiedere ed ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana all'Autorità Consolare presso il paese di residenza, è ormai da anni ben nota la situazione burocratica che affligge i vari Consolati italiani in Argentina, presso i quali il tempo medio di attesa per la convocazione può stimarsi in almeno dieci anni. In questi casi è possibile adire direttamente il Tribunale in Italia per ottenere il riconoscimento della cittadinanza, senza attendere la fila del . Secondo un orientamento ormai Parte_5 consolidato della giurisprudenza di merito, deve conseguentemente ritenersi che i tempi di risposta dei siano irragionevoli e che contraddicano l'articolo 3 del D.P.R 362/1994, Parte_6 norma che fissa in 730 giorni (due anni) il termine per definire il procedimento di cittadinanza. Inoltre, si deve tenere in considerazione l'operatività del termine generale per la conclusione del procedimento di cui all'art. 2 della Legge n. 241/1990, secondo cui procedimenti di competenza delle Amministrazioni statali devono essere conclusi entro tempi determinati e certi, anche in conformità al principio di ragionevole durata del processo.
Invero, le lunghe tempistiche si traducono in un diniego di giustizia, per cui viene riconosciuta agli interessati la possibilità di ricorrere direttamente il Giudice, il quale, accertata la discendenza sulla base dei documenti sopra indicati, riconoscerà la cittadinanza italiana dei richiedenti.
4. In linea di principio, il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis ai discendenti di emigrati italiani all'estero consiste nella ricognizione del possesso ininterrotto dalla nascita dello status civitatis di un soggetto, quale discendente di cittadino italiano per nascita (ex art. 1, comma 1, L. n. 91/1992 “È cittadino per nascita: a) il figlio di padre o di madre cittadini;
b) chi è nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono”. La legislazione italiana, del resto, anche in regime della normativa precedentemente in vigore alla Legge n. 91/1992, ossia la Legge n. 555/1912, ha sempre assunto e mantenuto, come principio cardine per l'acquisto della cittadinanza ab origine lo ius sanguinis, ponendo così in primo piano il legame di sangue tra genitore e figlio.
Di conseguenza, le condizioni richieste per il riconoscimento dello status civitatis italiano iure sanguinis ai discendenti da avo italiano emigrato all'estero si basano sulla dimostrazione dei due requisiti essenziali, ovvero:
1) discendenza dal soggetto originariamente investito dello status civitatis italiano
(vale a dire l'avo emigrato);
2) prova dell'assenza di interruzioni nella trasmissione della cittadinanza.
4 Lo straniero, nato in [...] che lo riconosca suo cittadino per nascita e che sia discendente di avo cittadino italiano, può chiedere che gli venga riconosciuta la cittadinanza italiana per diritto di sangue. Lo status di cittadino, una volta acquisito, ha natura permanente, è imprescrittibile e può essere riconosciuto in ogni tempo in base alla semplice prova della fattispecie acquisitiva integrata dalla nascita da cittadino italiano, occorrendo, quale unica condizione, che la catena di trasmissione della cittadinanza non si sia interrotta per naturalizzazione o per rinuncia di uno degli ascendenti prima della nascita del figlio cui si vorrebbe trasmettere la cittadinanza (cfr. Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 25317 del 24 agosto 2022).
5. Nel caso di specie, la domanda è fondata.
I ricorrenti hanno agito in giudizio per il riconoscimento dello status di cittadini italiani in virtù della comune discendenza da cittadino italiano, emigrato in Argentina. La linea di discendenza riportata dai ricorrenti trova esatta corrispondenza nella documentazione versata in atti, tradotta ed apostillata, da cui emerge:
- che l'avo , cittadino italiano, è nato l'[...] a [...] Persona_2
Piemonte (CN) (cfr. doc. 2) e in data 14.9.1887 ha contratto matrimonio in Argentina con la sig.ra (cfr. doc. 3); Persona_3
- che il sig. non si è mai naturalizzato cittadino argentino come da Persona_2 certificato negativo di naturalizzazione rilasciato dalle Autorità argentine competenti
(cfr. doc. 1);
- che dall'unione tra il sig. e la sig.ra nasceva in Persona_2 Persona_3
Argentina in data 27.5.1902 il sig. (cfr. doc. 4); CP_2
- che dall'unione avvenuta in Argentina in data 16.9.1936 tra il sig. e la CP_2 sig.ra (cfr. doc. 5) nascevano in Argentina in data 18.1.1946 Persona_5 la sig.ra (cfr. doc. 14), odierna ricorrente, e in data Parte_4
13.5.1939 il sig. (cfr. doc. 7); Parte_7
- che dall'unione avvenuta in Argentina in data 7.1.1972 tra il sig. Parte_8
e la sig.ra (cfr. doc. 8) nasceva in Argentina in data
[...] Persona_6
25.8.1974 la sig.ra (cfr. doc. 10), odierna ricorrente;
Parte_1
- che dall'unione avvenuta in Argentina in data 17.7.1970 tra la sig.ra Parte_4
e il sig. (cfr. doc. 15) nasceva in Argentina in
[...] Parte_9 data 10.5.1976 la sig.ra (cfr. doc. 16), odierna Parte_10 ricorrente;
5 - che dall'unione avvenuta in Argentina in data 23.11.2001 tra la sig.ra e Parte_1 il sig. (cfr. doc. 11) nascevano in Argentina in data 12.7.2004 la Persona_7 sig.ra (cfr. doc. 12) e in data 22.1.2008 il minore Parte_2 [...]
(cfr. doc. 13), odierni ricorrenti;
Persona_1
- che in data 8.4.2005 la sig.ra contraeva matrimonio con Parte_3 il sig. dal quale successivamente divorziava (cfr. doc. Persona_8
17).
5.1 Con riguardo alla trasmissione della cittadinanza in linea maschile, secondo la normativa italiana, la cittadinanza si trasmette per discendenza iure sanguinis, per cui alla nascita si acquista la cittadinanza del proprio genitore, ex articolo 1 della Legge n. 91/92: “è cittadino il figlio di padre o di madre cittadini confermando il principio del riconoscimento della cittadinanza italiana per derivazione paterna al figlio del cittadino, a prescindere dal luogo di nascita”. Pertanto, nell'ipotesi di discendenza paterna, colui che è nato in [...] ha diritto di essere riconosciuto cittadino italiano se dimostra di avere un avo italiano
(maschio), senza limiti generazionali (purché l'antenato italiano sia deceduto dopo il 17 marzo
1861, data della proclamazione del Regno d'Italia). L'unica condizione richiesta è che la catena di trasmissione della cittadinanza non si sia interrotta per naturalizzazione o per rinuncia di uno degli ascendenti prima della nascita del figlio cui si vorrebbe trasmettere la cittadinanza.
Dunque, alla luce della copiosa giurisprudenza attuale, se l'avo italiano non è mai stato naturalizzato come cittadino dello Stato di emigrazione e, al contempo, gli ascendenti in linea retta non hanno mai rinunciato alla cittadinanza italiana, il diritto dei richiedenti ad essere riconosciuti cittadini italiani è fondato e la domanda deve essere accolta. Nel caso di specie, risultano integralmente provati (mediante gli appositi certificati apostillati rilasciati dalle competenti Autorità diplomatico consolari italiane) i requisiti per riconoscere la cittadinanza italiana in capo ai ricorrenti e, pertanto, deve essere accolta la domanda dichiarando i ricorrenti cittadini italiani e disponendo l'adozione da parte del dei Controparte_1 provvedimenti conseguenti.
6. Tenuto conto della natura della procedura e non essendovi stata costituzione in giudizio delle altre parti, sussistono giusti motivi per compensare le spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale di Torino, in composizione monocratica, ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione disattesa, definitivamente pronunciando, così provvede:
6 - accoglie il ricorso e riconosce in capo ai ricorrenti nata in Parte_1
Argentina il 25.8.1974; nato in [...] il [...]; Persona_1
nata in [...] il [...]; Parte_2 [...]
, nata in [...] il [...]; Parte_3 Parte_4 nata in [...] il [...], il diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana stante la sussistenza dei presupposti previsti ex lege per tutti i motivi dedotti in narrativa;
- ordina al e, per esso, all'Ufficiale dello stato civile competente, Controparte_1 di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza della persona indicata, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle Autorità Consolari competenti;
- compensa le spese di causa.
Così deciso in Torino, il 4 luglio 2025
Il Giudice
Fabrizio Alessandria
7
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di TORINO
Sezione Nona Civile
Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea
In persona del Giudice Monocratico dott. Fabrizio Alessandria ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa n. 6585 / 2024 promossa da:
nata in Argentina il [...] in [...] e in qualità di genitore esercente Parte_1 la responsabilità genitoriale sul figlio minore nato in Persona_1
Argentina il 22.1.2008; nata in [...] il [...]; Parte_2 [...]
nata in [...] il [...]; Parte_3 Parte_4 nata in [...] il [...], rappresentati e difesi dall'Avv. ALECCI VANESSA
RICORRENTI
CONTRO
in persona del Ministro pro tempore, con il patrocinio Controparte_1 dell'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Torino
RESISTENTE nonché nel contraddittorio con il
Pubblico Ministero – Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Torino
Oggetto: riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis
1 Conclusioni di parte ricorrente: “voglia l'On.le Tribunale adito, accertare e dichiarare lo status di cittadino italiano dei ricorrenti cittadina argentina, nata in [...]
Argentina nella città di Rufino, provincia di Santa Fe, il 25 agosto 1974, documento
d'identità n. , cittadino argentino, nato in [...]_1 Persona_1 nella città di Rosario, provincia di Santa Fe, il 22 gennaio 2008, documento d'identità n.
, cittadina argentina, nata in [...] nella città di NumeroD_2 Parte_2
Rosario, provincia di Santa Fe, il 12 luglio 2004, documento d'identità n. , NumeroD_3 [...]
cittadina argentina, nata in [...] nella città di Rufino, Parte_3 provincia di Santa Fe, il 10 maggio 1976, documento d'identità n. , NumeroD_4 [...]
, cittadina argentina, nata in [...] nella città di Rufino, provincia di Parte_4
Santa Fe, il 18 gennaio 1946, documento d'identità , e, per l'effetto, ordinare al NumeroDi_5
e/o ad ogni altra Autorità amministrativa e comunque ad ogni Controparte_1 pubblico ufficiale di procedere alle relative iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle comunicazioni alle Autorità consolari competenti.
Con vittoria di spese e compensi, da distrarsi in favore del procuratore che si dichiara antistatario”.
Motivi in fatto e di diritto della decisione
1. Con ricorso ex art. 281 decies c.p.c. depositato presso il Tribunale di Torino in data
15.4.2024, i ricorrenti convenivano in giudizio il chiedendo di Controparte_1 accertare e dichiarare il loro status di cittadini italiani iure sanguinis, deducendo di essere discendenti del cittadino italiano nato l'[...] a [...] Persona_2
(CN), come da estratto di nascita (cfr. doc. 2).
in data 14.9.1887 contraeva matrimonio in Argentina con la sig.ra Persona_2 [...]
(cfr. doc. 3) e dalla loro unione nasceva in Argentina in data 27.5.1902 il loro Per_3 figlio (cfr. doc. 4). Inoltre, l'avo italiano non si naturalizzava cittadino CP_2 argentino come attestato dal certificato negativo di naturalizzazione, prodotto in copia autentica nonché dotato di Apostille – al pari di tutti i certificati esteri ivi depositati – nel quale si legge quanto segue: “che nell'Ufficio del Registro Nazionale di Elettori, nel quale sono iscritti tutti i cittadini argentini, nativi e per opzione maggiori di 16 anni e gli argentini naturalizzati dai 18 anni, non risulta iscritto fino a questa data il Sig. Persona_4
, nato l'[...], in [...] - Cuneo – Bagnolo Piemonte. Deceduto” (cfr. doc. 1).
[...]
2 Conseguentemente, i ricorrenti chiedevano di ordinare al e, per esso, Controparte_1 all'ufficiale dello Stato Civile competente, di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile, della cittadinanza.
Inoltre, con riferimento al minore ricorrente nato in Argentina in [...] Persona_1
22.1.2008, il Tribunale ritiene che la rappresentanza in giudizio da parte di un solo genitore sia sufficiente, in quanto la richiesta di riconoscimento della cittadinanza italiana è da considerarsi un atto di ordinaria amministrazione perché mira a procurare un vantaggio al minore.
Il Giudice, con decreto depositato in data 23.4.2024, ai sensi dell'art. 281-decies c.p.c. fissava udienza di comparizione al 30.6.2025, assegnando il termine per la parte convenuta sino a dieci giorni prima. L'udienza veniva successivamente sostituita dal deposito di note scritte ai sensi dell'art. 127-ter c.p.c.
Il , ritualmente citato, non si costituiva in giudizio. Controparte_1
Il Pubblico Ministero nulla opponeva all'accoglimento del ricorso.
2. Preliminarmente va affermata la competenza della Sezione Specializzata in materia di
Immigrazione, Protezione Internazionale e Libera circolazione dei cittadini UE presso il
Tribunale di Torino, al riguardo l'art. 1, comma 36 della legge di riforma del processo civile n.
206 del 26.11.2021 ha modificato il comma 5 dell'art. 4 del decreto-legge 17.02.2017 n. 13, aggiungendo il seguente periodo: “Quando l'attore risiede all'estero, le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani”. Il successivo comma 37 ha previsto che la disposizione di cui sopra entrasse in vigore a partire dal centottantesimo giorno dall'entrata in vigore della legge. Pertanto, dal 22 giugno 2022, la competenza viene fissata assumendo come parametro di riferimento il Comune di nascita del padre, della madre o, in ultima ratio, dell'antenato dei ricorrenti. In ordine alla competenza funzionale della Sezione
Immigrazione si osserva che l'art. 1 del decreto-legge del 17.02.2017 n. 13 ha istituito le
Sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea, presso i tribunali ordinari del luogo nel quale hanno sede le Corti d'appello, e la legge di conversione del 13 aprile 2017, n. 46 ha attribuito per esse la competenza inderogabile anche in materia di "stato di cittadinanza italiana".
Pertanto, nel caso di specie, posto che i ricorrenti sono residenti all'estero, che l'avo è nato a
Bagnolo Piemonte (CN), che ricade nella giurisdizione del Distretto di Corte di appello di
Torino, il Foro competente è inderogabilmente il Tribunale Civile di Torino, Sezione specializzata in materia di immigrazione.
3 3. Con riferimento all'interesse ad agire, merita evidenziare che, nonostante la norma preveda che i soggetti interessati debbano chiedere ed ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana all'Autorità Consolare presso il paese di residenza, è ormai da anni ben nota la situazione burocratica che affligge i vari Consolati italiani in Argentina, presso i quali il tempo medio di attesa per la convocazione può stimarsi in almeno dieci anni. In questi casi è possibile adire direttamente il Tribunale in Italia per ottenere il riconoscimento della cittadinanza, senza attendere la fila del . Secondo un orientamento ormai Parte_5 consolidato della giurisprudenza di merito, deve conseguentemente ritenersi che i tempi di risposta dei siano irragionevoli e che contraddicano l'articolo 3 del D.P.R 362/1994, Parte_6 norma che fissa in 730 giorni (due anni) il termine per definire il procedimento di cittadinanza. Inoltre, si deve tenere in considerazione l'operatività del termine generale per la conclusione del procedimento di cui all'art. 2 della Legge n. 241/1990, secondo cui procedimenti di competenza delle Amministrazioni statali devono essere conclusi entro tempi determinati e certi, anche in conformità al principio di ragionevole durata del processo.
Invero, le lunghe tempistiche si traducono in un diniego di giustizia, per cui viene riconosciuta agli interessati la possibilità di ricorrere direttamente il Giudice, il quale, accertata la discendenza sulla base dei documenti sopra indicati, riconoscerà la cittadinanza italiana dei richiedenti.
4. In linea di principio, il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis ai discendenti di emigrati italiani all'estero consiste nella ricognizione del possesso ininterrotto dalla nascita dello status civitatis di un soggetto, quale discendente di cittadino italiano per nascita (ex art. 1, comma 1, L. n. 91/1992 “È cittadino per nascita: a) il figlio di padre o di madre cittadini;
b) chi è nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono”. La legislazione italiana, del resto, anche in regime della normativa precedentemente in vigore alla Legge n. 91/1992, ossia la Legge n. 555/1912, ha sempre assunto e mantenuto, come principio cardine per l'acquisto della cittadinanza ab origine lo ius sanguinis, ponendo così in primo piano il legame di sangue tra genitore e figlio.
Di conseguenza, le condizioni richieste per il riconoscimento dello status civitatis italiano iure sanguinis ai discendenti da avo italiano emigrato all'estero si basano sulla dimostrazione dei due requisiti essenziali, ovvero:
1) discendenza dal soggetto originariamente investito dello status civitatis italiano
(vale a dire l'avo emigrato);
2) prova dell'assenza di interruzioni nella trasmissione della cittadinanza.
4 Lo straniero, nato in [...] che lo riconosca suo cittadino per nascita e che sia discendente di avo cittadino italiano, può chiedere che gli venga riconosciuta la cittadinanza italiana per diritto di sangue. Lo status di cittadino, una volta acquisito, ha natura permanente, è imprescrittibile e può essere riconosciuto in ogni tempo in base alla semplice prova della fattispecie acquisitiva integrata dalla nascita da cittadino italiano, occorrendo, quale unica condizione, che la catena di trasmissione della cittadinanza non si sia interrotta per naturalizzazione o per rinuncia di uno degli ascendenti prima della nascita del figlio cui si vorrebbe trasmettere la cittadinanza (cfr. Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 25317 del 24 agosto 2022).
5. Nel caso di specie, la domanda è fondata.
I ricorrenti hanno agito in giudizio per il riconoscimento dello status di cittadini italiani in virtù della comune discendenza da cittadino italiano, emigrato in Argentina. La linea di discendenza riportata dai ricorrenti trova esatta corrispondenza nella documentazione versata in atti, tradotta ed apostillata, da cui emerge:
- che l'avo , cittadino italiano, è nato l'[...] a [...] Persona_2
Piemonte (CN) (cfr. doc. 2) e in data 14.9.1887 ha contratto matrimonio in Argentina con la sig.ra (cfr. doc. 3); Persona_3
- che il sig. non si è mai naturalizzato cittadino argentino come da Persona_2 certificato negativo di naturalizzazione rilasciato dalle Autorità argentine competenti
(cfr. doc. 1);
- che dall'unione tra il sig. e la sig.ra nasceva in Persona_2 Persona_3
Argentina in data 27.5.1902 il sig. (cfr. doc. 4); CP_2
- che dall'unione avvenuta in Argentina in data 16.9.1936 tra il sig. e la CP_2 sig.ra (cfr. doc. 5) nascevano in Argentina in data 18.1.1946 Persona_5 la sig.ra (cfr. doc. 14), odierna ricorrente, e in data Parte_4
13.5.1939 il sig. (cfr. doc. 7); Parte_7
- che dall'unione avvenuta in Argentina in data 7.1.1972 tra il sig. Parte_8
e la sig.ra (cfr. doc. 8) nasceva in Argentina in data
[...] Persona_6
25.8.1974 la sig.ra (cfr. doc. 10), odierna ricorrente;
Parte_1
- che dall'unione avvenuta in Argentina in data 17.7.1970 tra la sig.ra Parte_4
e il sig. (cfr. doc. 15) nasceva in Argentina in
[...] Parte_9 data 10.5.1976 la sig.ra (cfr. doc. 16), odierna Parte_10 ricorrente;
5 - che dall'unione avvenuta in Argentina in data 23.11.2001 tra la sig.ra e Parte_1 il sig. (cfr. doc. 11) nascevano in Argentina in data 12.7.2004 la Persona_7 sig.ra (cfr. doc. 12) e in data 22.1.2008 il minore Parte_2 [...]
(cfr. doc. 13), odierni ricorrenti;
Persona_1
- che in data 8.4.2005 la sig.ra contraeva matrimonio con Parte_3 il sig. dal quale successivamente divorziava (cfr. doc. Persona_8
17).
5.1 Con riguardo alla trasmissione della cittadinanza in linea maschile, secondo la normativa italiana, la cittadinanza si trasmette per discendenza iure sanguinis, per cui alla nascita si acquista la cittadinanza del proprio genitore, ex articolo 1 della Legge n. 91/92: “è cittadino il figlio di padre o di madre cittadini confermando il principio del riconoscimento della cittadinanza italiana per derivazione paterna al figlio del cittadino, a prescindere dal luogo di nascita”. Pertanto, nell'ipotesi di discendenza paterna, colui che è nato in [...] ha diritto di essere riconosciuto cittadino italiano se dimostra di avere un avo italiano
(maschio), senza limiti generazionali (purché l'antenato italiano sia deceduto dopo il 17 marzo
1861, data della proclamazione del Regno d'Italia). L'unica condizione richiesta è che la catena di trasmissione della cittadinanza non si sia interrotta per naturalizzazione o per rinuncia di uno degli ascendenti prima della nascita del figlio cui si vorrebbe trasmettere la cittadinanza.
Dunque, alla luce della copiosa giurisprudenza attuale, se l'avo italiano non è mai stato naturalizzato come cittadino dello Stato di emigrazione e, al contempo, gli ascendenti in linea retta non hanno mai rinunciato alla cittadinanza italiana, il diritto dei richiedenti ad essere riconosciuti cittadini italiani è fondato e la domanda deve essere accolta. Nel caso di specie, risultano integralmente provati (mediante gli appositi certificati apostillati rilasciati dalle competenti Autorità diplomatico consolari italiane) i requisiti per riconoscere la cittadinanza italiana in capo ai ricorrenti e, pertanto, deve essere accolta la domanda dichiarando i ricorrenti cittadini italiani e disponendo l'adozione da parte del dei Controparte_1 provvedimenti conseguenti.
6. Tenuto conto della natura della procedura e non essendovi stata costituzione in giudizio delle altre parti, sussistono giusti motivi per compensare le spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale di Torino, in composizione monocratica, ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione disattesa, definitivamente pronunciando, così provvede:
6 - accoglie il ricorso e riconosce in capo ai ricorrenti nata in Parte_1
Argentina il 25.8.1974; nato in [...] il [...]; Persona_1
nata in [...] il [...]; Parte_2 [...]
, nata in [...] il [...]; Parte_3 Parte_4 nata in [...] il [...], il diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana stante la sussistenza dei presupposti previsti ex lege per tutti i motivi dedotti in narrativa;
- ordina al e, per esso, all'Ufficiale dello stato civile competente, Controparte_1 di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza della persona indicata, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle Autorità Consolari competenti;
- compensa le spese di causa.
Così deciso in Torino, il 4 luglio 2025
Il Giudice
Fabrizio Alessandria
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