Cass. civ., SS.UU., sentenza 05/12/2023, n. 33954
CASS
Sentenza 5 dicembre 2023

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è una sentenza emessa dalla Corte Suprema di Cassazione, Sezioni Unite Civili, il 7 novembre 2023, riguardante un contenzioso tra una società immobiliare e un comune. La società ricorrente sosteneva di aver subito un danno a causa della modifica della destinazione urbanistica di un terreno, da edificabile a agricolo, da parte del comune, dopo aver ricevuto rassicurazioni sul ripristino della sua natura edificabile. Le richieste della società includevano la responsabilità precontrattuale del comune e, in subordine, il riconoscimento dell'arricchimento ingiustificato. Il Tribunale di Udine aveva accolto solo la domanda di arricchimento, ma la Corte d'Appello di Trieste aveva dichiarato inammissibile tale domanda, ritenendo che non fosse sussidiaria rispetto alla domanda principale rigettata.

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che la domanda di arricchimento è proponibile anche quando la domanda principale è stata rigettata per carenza di prova, a condizione che non derivi da prescrizione o decadenza. La Corte ha sottolineato l'importanza di valutare la sussidiarietà in concreto, stabilendo che la regola di sussidiarietà non preclude l'azione di arricchimento se la domanda principale è stata rigettata per insussistenza del titolo. Pertanto, la sentenza d'appello è stata cassata e il caso è stato rinviato per un nuovo esame, evidenziando la necessità di considerare anche gli altri motivi di appello.

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Massime1

Ai fini del rispetto della regola di sussidiarietà di cui all'art. 2042 c.c., la domanda di ingiustificato arricchimento (avanzata autonomamente ovvero in via subordinata rispetto ad altra domanda principale) è proponibile ove la diversa azione - sia essa fondata sul contratto ovvero su una specifica disposizione di legge ovvero ancora su clausola generale - si riveli carente ab origine del titolo giustificativo, restando viceversa preclusa ove quest'ultima sia rigettata per prescrizione o decadenza del diritto azionato o per carenza di prova del pregiudizio subito o per nullità derivante dall'illiceità del titolo contrattuale per contrasto con norme imperative o con l'ordine pubblico. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che aveva dichiarato improponibile la domanda di ingiustificato arricchimento, proposta in via subordinata rispetto a quella di risarcimento del danno da responsabilità precontrattuale, nonostante quest'ultima fosse stata rigettata nel merito per carenza di prova della violazione dell'obbligo di buona fede da parte del convenuto).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., SS.UU., sentenza 05/12/2023, n. 33954
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 33954
Data del deposito : 5 dicembre 2023

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