Cass. civ., sez. II, sentenza 29/05/2024, n. 15026
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Sentenza 29 maggio 2024

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Il provvedimento analizzato è una sentenza emessa dalla Corte Suprema di Cassazione, Seconda Sezione Civile, il 29 maggio 2024, con numero di registro generale 27516/2018. Le parti in causa hanno presentato richieste contrastanti: la ricorrente principale ha chiesto l'accertamento della nullità di atti relativi all'impresa familiare e la divisione dei beni in comunione legale, mentre la ricorrente incidentale ha contestato il rigetto della domanda di pagamento degli utili maturati durante la collaborazione nell'impresa. La Corte d'Appello di Bologna aveva confermato il rigetto delle domande, ritenendo che non fosse stata provata la natura comune dei beni e che l'attrice non avesse dimostrato di non aver ricevuto utili.

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso incidentale, evidenziando che la Corte d'Appello aveva erroneamente invertito l'onere della prova, imponendo alla ricorrente di dimostrare l'assenza di versamenti, mentre spettava al convenuto provare di aver adempiuto ai suoi obblighi. Inoltre, la Cassazione ha ritenuto che la dichiarazione di rinuncia della ricorrente fosse soggetta alla disciplina di cui all'art. 2113 c.c., e che la tardività della sua impugnazione non potesse essere rilevata d'ufficio. Pertanto, la sentenza è stata cassata in parte, con rinvio alla Corte d'Appello di Bologna per un nuovo esame.

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Massime1

In tema di impresa familiare, il partecipante che agisce per ottenere la propria quota di utili ha l'onere di provare la consistenza del patrimonio aziendale e la quota astratta della propria partecipazione, potendo a tal fine ricorrere anche a presunzioni semplici, tra cui la predeterminazione delle quote operata a fini fiscali; sul familiare esercente l'impresa grava invece l'onere di fornire la prova contraria rispetto alle eventuali presunzioni semplici, nonché di dimostrare il pagamento degli utili spettanti pro quota a ciascun partecipante.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. civ., sez. II, sentenza 29/05/2024, n. 15026
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 15026
    Data del deposito : 29 maggio 2024

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