Cass. pen., sez. V, sentenza 11/01/2000, n. 4679
CASS
Sentenza 11 gennaio 2000

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In tema di falsità materiale, l'espressione "esercizio delle sue funzioni", cui il legislatore fa ricorso per sanzionare più severamente il falso commesso dal pubblico ufficiale, deve riferirsi all'ambito di competenza funzionale dello stesso. A ciò consegue che, se nell'agente non è mai venuta meno tale qualifica, l'alterazione che costui abbia compiuto di un atto pubblico viene correttamente ricondotta sotto la previsione dell'art. 476 cod.pen. e non sotto quella della falsità materiale commessa da privato. (Fattispecie relativa ad un medico, dipendente ospedaliero, condannato, nella fase di merito, per avere alterato una cartella clinica, precedentemente da lui redatta in modo corretto. La difesa dell'imputato ricorrente aveva sostenuto che l'esercizio delle funzioni era cessato con la originaria compilazione della cartella e che, quindi, la successiva alterazione poteva, al più, ricondursi alla fattispecie incriminatrice di cui all'art. 482 cod.pen. La Suprema Corte, nell'enunciare il principio sopra riportato, ha rigettato il ricorso).

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    Simone Marani · https://www.altalex.com/ · 4 febbraio 2013

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 11/01/2000, n. 4679
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 4679
Data del deposito : 11 gennaio 2000

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