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Sentenza 9 aprile 2025
Sentenza 9 aprile 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Brindisi, sentenza 09/04/2025, n. 598 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Brindisi |
| Numero : | 598 |
| Data del deposito : | 9 aprile 2025 |
Testo completo
Tribunale Ordinario di Brindisi
Tribunale di Brindisi - Sezione Lavoro
N.R.G. 4626/2023
Il Giudice Gabriella Puzzovio, all'udienza del 09/04/2025 discussa mediante lo scambio di note scritte ex art. 127 ter cpc, ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa proposta da
, rappresentata e difesa dall'Avv.to MARONE GUIDO;
Parte_1
ricorrente contro
e , Controparte_1 Controparte_2 rappresentati e difesi dal Dirigente dell'Ambito Territoriale di Brindisi dott.ssa DI NOIA ANGELA
TIZIANA;
resistenti
OGGETTO: carta docenti
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Con ricorso ex art 414 cpc, depositato in data 27.11.2023 e regolarmente notificato, la ricorrente in epigrafe emarginata ha convenuto la resistente Amministrazione davanti al Giudice del Lavoro di Brindisi, per ivi sentire accogliere le seguenti conclusioni: “A) per l'accertamento e la declaratoria del diritto del ricorrente, quale docente precario siccome destinatario di incarichi di supplenza annuale, per gli aa.ss.
2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023, 2023/2024, ad ottenere la cd. Carta elettronica per
l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, prevista dall'art. 1, co. 121 della L. 13 luglio 2015 n. 107, con conseguente accredito dell'importo pari ad € 500,00 per ciascuna annualità di servizio;
B) per l'effetto, per la condanna dell'Amministrazione resistente ad erogare le somme di cui all'art. 1, co. 121 della L. 13 luglio 2015 n. 107 per ciascuna annualità effettivamente svolta con contratti a tempo determinato, per un importo complessivo pari ad €
2.500,00, mediante rilascio della Carta elettronica con le modalità previste per il personale docente di
ruolo ovvero con modalità e funzionalità analoghe, e relativo accredito delle suddette somme;
C) in ogni
caso, dichiarare la nullità e/o annullare o comunque disapplicare ex art. 63 del D.Lgs. 30 marzo 2001
n. 165 qualsiasi atto e/o provvedimento contrario, siccome irrimediabilmente invalido ed illegittimo, ivi
compresi: a) il DPCM 23 settembre 2015, recante «Modalità di assegnazione e di utilizzo della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado», nella parte in cui delimita l'assegnazione di tale indennità soltanto al personale di ruolo;
b) la nota dirigenziale della Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie, prot. n.
AOODGRUF.0015219 del 15 ottobre 2015, recante indicazioni operative;
c) la nota dirigenziale CP_3
del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, prot. n. AOODIPT.000035 CP_3
del 7 gennaio 2016, recante indicazioni per la definizione del piano triennale per la formazione del
personale; d) il DPCM 29 novembre 2016, recante «Disciplina delle modalità di assegnazione e utilizzo
della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado», nella parte in cui delimita l'assegnazione di tale indennità soltanto al personale di ruolo;
e) qualsiasi ulteriore atto premesso, connesso e/o consequenziale siccome lesivo dei diritti e degli interessi del ricorrente.” Il tutto con vittoria di spese ed onorari e distrazione.
In particolare, allegava la ricorrente: - di aver prestato servizio quale docente precaria destinataria di incarichi di supplenza annuale durante gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023
e 2023/2024 presso gli Istituti e per i periodi siccome meglio indicati in ricorso;
- di non essere stata, al pari dei docenti di ruolo, destinataria della “carta del docente” introdotta dall'art. 1 comma 121 della legge n. 107 del 13 luglio 2015 e seguente DPCM 23.9.2015, che consiste in un contributo annuo di euro
500,00 destinato all'acquisto di beni e servizi formativi per lo sviluppo delle competenze professionali.
Rappresentava l'illegittimità di tale determinazione dacché palesemente discriminatoria così come definitivamente riconosciuto dal Giudice Amministrativo, chiamato a pronunciarsi nell'ambito della propria giurisdizione, sulla legittimità dei DPCM 23 settembre 2015 e 28 novembre 2016 (cfr. Cons.
Stato, Sez. VII, 16 marzo 2022 n. 1842) e, da ultimo, anche dalla Corte di Giustizia UE (cfr. Corte di
Giustizia UE, Sez. VI, 18 maggio 2022 in causa C-450/21).
Lamentava, quindi, la violazione e falsa applicazione di una serie di principi e norme di legge dal richiamato quadro normativo italiano determinato dalla Legge n.107/2015 e dai successivi D.P.C.M. del
23.09.2015 e del 28.11.2016, ai precetti costituzionali contenuti negli artt. 3, 35 e 97 Cost.; dalla contrattazione collettiva di settore che agli artt. 63 e 64 del C.C.N.L. del 29/11/2007, nel disciplinare gli obblighi di formazione del personale docente non distingue tra personale a tempo determinato e personale a tempo indeterminato, alla normativa contenuta nell'Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato recepito dalla Direttiva 1999/70, alle decisioni della Corte di Giustizia Europea sulla violazione delle clausole 4 e 6 dell'Accordo Quadro sul Lavoro a Tempo Determinato del 18.03.1999 allegato alla stessa
Direttiva n.1999/70/CE e dell'art. 25 del D.Lgs.n.81/2015; dalle clausole generali di correttezza, diligenza e buona fede di cui agli artt. 1175, 1176 e 1375 cod. civ all'art. 1218 cod.civ.; dagli artt. 14, 20 e 21 della carta dei diritti fondamentali dell'UE all'art. 10 della carta sociale europea;
dall'art. 25 del D.LGS. 15 giugno 2015, N. 81 all'art. 282 del D.LGS. 16 aprile 1994 N. 207; dall'art. 28 del CCNL COMPARTO
SCUOLA del 4 agosto 1995 all'art. 24 del CCNL COMPARTO ISTRUZIONE E RICERCA DEL 19 aprile 2018 ed, infine, all'art. 2 DEL CCNI sulla formazione per il triennio 2019-2022. Richiamava, quindi, numerosi precedenti giurisprudenziali pure versati in atti (cfr. da ultimo Corte di Cassazione -
Sezione Lavoro n. 29961 del 27/10/2023) e rassegnava le conclusioni innanzi trascritte.
Si costituiva il convenuto contestando in fatto ed in diritto gli avversi assunti e, pur CP_1 confermando di fatto le supplenze per i periodi dichiarati in ricorso, rilevava che lo stesso dettato normativo (Legge 107/2015 commi 124, 121, 123, 125) è sempre stato univoco nel riconoscere il beneficio in parola ad una precisa platea di beneficiari (ovvero i soli ruolisti/docenti a tempo indeterminato) al fine anche di rispettare le previsioni di spesa pubblica, nonché la particolare natura della
Carta del docente che non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile. Instava, in forza di tanto, nella denegata ipotesi di accoglimento della domanda, per la compensazione delle spese di lite.
Concludeva comunque per il rigetto chiedendo, in subordine, di “rideterminare la somma richiesta, parametrandola all'effettiva prestazione di lavoro prestato (in termini di orario e giorni), escludendo, ove ritenuto di giustizia, i periodi di servizio prestati per supplenze brevi e saltuarie.”
Istruito il procedimento con l'acquisizione degli atti e documenti offerti dalle parti, all'odierna udienza, all'esito della discussione mediante lo scambio di note scritte ex art. 127 ter cpc, la causa veniva decisa come da dispositivo.
***
Il ricorso è fondato e deve esser accolto per quanto di ragione.
In primo luogo, si osserva come, nella specie, è documentato e non contestato che la ricorrente abbia prestato servizio alle dipendenze del convenuto quale docente non di ruolo e che i periodi in CP_1
cui il servizio è stato prestato, in forza di contratti annuali e fino al termine delle attività didattiche, siano quelli indicati in ricorso.
Non è contestato inoltre che la stessa, assunta in forza dei contratti a tempo determinato via via succedutisi,
ha svolto un'attività lavorativa analoga a quella dei docenti di ruolo, dovendo disporre elle medesime competenze professionali ed essendo soggetti, come il suddetto personale di ruolo, all'obbligo di formazione continua.
Né v'è dubbio, infine, che la ricorrente non abbia percepito la Carta elettronica del Docente, vale a dire che non gli sia stata erogata tramite la suddetta Carta la somma di € 500,00 annui prevista dall'art. 1, commi 121-124, della legge n. 107/2015 per l'acquisto di beni e servizi formativi finalizzati allo sviluppo delle competenze professionali, poiché assegnata dal soltanto al personale docente di ruolo. CP_1
Ciò posto, occorre ora inquadrare la questione nell'ambito della normativa interna e sovranazionale che regola la fattispecie.
L'art. 1, comma 121, della legge n. 107 del 13.07.2015 di riforma della scuola (cd. "Buona Scuola")
prevede che: "Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.
La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il
, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica Controparte_4
o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile".
Il successivo comma 122 stabilisce che "Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il e con il Ministro dell'economia e delle finanze, Controparte_5
da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalità di assegnazione e utilizzo della Carta di cui al comma 121, l'importo da assegnare nell'ambito delle risorse disponibili di cui al comma 123, tenendo conto del sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale, nonché le modalità per l'erogazione delle agevolazioni e dei benefici collegati alla
Carta medesima."
Il comma 124 sancisce poi che "Nell'ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale. Le attività di formazione sono definite dalle singole istituzioni scolastiche in coerenza con il piano triennale dell'offerta formativa e con i risultati emersi dai piani di miglioramento delle istituzioni scolastiche previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, sulla base delle priorità nazionali indicate nel Piano nazionale di formazione, adottato ogni tre anni con decreto del
, sentite le organizzazioni sindacali rappresentative Controparte_5
di categoria".
Nel dare attuazione alla previsione normativa si è previsto, all'art. 2 del D.P.C.M. n. 32313 del 23.09.2015, che i destinatari della carta docenti siano "I docenti di ruolo a tempo indeterminato presso le Istituzioni
scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova", con ciò, quindi, escludendo i docenti assunti con contratto a tempo determinato.
Inoltre, il D.P.C.M. del 28 novembre 2016 (che ha sostituito quello del 23 settembre 2015), all'art. 3,
individua tra i beneficiari della Carta anche "i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati"
In tale quadro si inserisce poi la nota del prot. n. 15219 del 15 ottobre 2015, la quale al punto CP_1
2, rubricato "Destinatari", ribadisce che "la Carta del docente (e il relativo importo nominale di 500
euro/anno) è assegnata ai docenti di ruolo delle Istituzioni scolastiche statali a tempo indeterminato, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti in periodo di formazione e prova, che non siano stati sospesi per motivi disciplinari (art. 2 DPCM)".
Va osservato inoltre che l'art. 282 del Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione
(d.lgs. 16 aprile 1994, n. 297) sancisce, che "L'aggiornamento è un diritto-dovere fondamentale del personale ispettivo, direttivo e docente. Esso è inteso come adeguamento delle conoscenze allo sviluppo delle scienze per singole discipline e nelle connessioni interdisciplinari;
come approfondimento della preparazione didattica".
Anche il C.C.N.L. Scuola attribuisce rilievo centrale alla formazione dei docenti, disponendo, all'art. 63, rubricato "Formazione in Servizio", che "1. La formazione costituisce una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di cambiamento, per un'efficace politica di sviluppo delle risorse umane. L'Amministrazione è tenuta a fornire strumenti,
risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio. La formazione si realizza anche attraverso strumenti che consentono l'accesso a percorsi universitari, per favorire l'arricchimento e la mobilità professionale mediante percorsi brevi finalizzati ad integrare il piano di studi con discipline coerenti con le nuove classi di concorso e con profili considerati necessari secondo le norme vigenti.
Conformemente all'Intesa sottoscritta il 27 giugno 2007 tra il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione e le Confederazioni sindacali, verrà promossa, con particolare riferimento ai processi d'innovazione, mediante contrattazione, una formazione dei docenti in servizio organica e collegata ad un impegno di prestazione professionale che contribuisca all'accrescimento delle competenze richieste dal ruolo.
2.Per garantire le attività formative di cui al presente articolo l'Amministrazione utilizza tutte le risorse disponibili, nonché le risorse allo scopo previste da specifiche norme di legge o da norme comunitarie. (…)".
Il successivo art. 64 del medesimo C.C.N.L., rubricato "Fruizione del diritto alla formazione", prevede che "1. La partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità".
Infine, va richiamata la clausola 4 dell'Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato del 18.3.1999, attuato dalla Direttiva 1999/70/CE del 28.6.1999, che al punto 1 prevede: "Per quanto riguarda le condizioni di impiego, i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive"; in particolare, al punto 4 della clausola si dispone che: "I criteri del periodo di anzianità di servizio relativi a particolari condizioni di lavoro dovranno essere gli stessi sia per i lavoratori a tempo determinato sia per quelli a tempo indeterminato, eccetto quando criteri diversi in materia di periodo di anzianità siano giustificati da motivazioni oggettive".
Così ricostruito il quadro normativo di riferimento, appare evidente, dalla lettura disposizioni appena richiamate, che la Carta del Docente, che è un beneficio economico con destinazione vincolata all'aggiornamento e alla formazione del docente, costituisce uno strumento destinato a favorire la formazione del personale docente e che la formazione si connota quale elemento essenziale nell'attività lavorativa degli insegnanti, senza che rilevi, in questa prospettiva, la distinzione tra docenti assunti a tempo indeterminato e determinato.
Tuttavia, la legge che ha introdotto la Carta Docenti e i decreti che ad essa hanno dato attuazione, hanno scelto di riconoscere tale strumento solo ai docenti assunti a tempo indeterminato, dando luogo, in questo modo, a una evidente disparità di trattamento a danno dei docenti assunti a tempo determinato, senza che ciò trovi alcun tipo di giustificazione, considerata la omogeneità della prestazione lavorativa svolta dagli insegnanti di ruolo e precari e l'identità della finalità di formazione del personale docente che, quindi, non può che essere comune a tutti i docenti, indipendentemente dalle relative modalità di assunzione.
Inoltre, la scelta effettuata appare ancora più irragionevole se si considera che sono stati inclusi nei destinatari della Carta del Docente anche docenti assunti con contratto a tempo parziale – che, quindi,
almeno astrattamente, potrebbero svolgere un numero di ore inferiore a quello di docenti assunti a tempo determinato ma con contratto a tempo pieno -, nonché docenti in periodo di prova e, quindi, come tali, non ancora inseriti a tutti gli effetti nell'organico ministeriale.
Sulla questione relativa all'esclusione del personale docente a tempo determinato dal beneficio della Carta
del Docente si è pronunciato il Consiglio di Stato, Sezione Settima, il quale, con sentenza n. 1842/2022
del 16.3.2022, mutando il proprio precedente orientamento (sent. n. 3979/2017), ha annullato gli atti amministrativi impugnati nella parte in cui non contemplavano i docenti non di ruolo tra i destinatori della
Carta del Docente, affermando come tale beneficio spetti anche a tutti i docenti assunti con contratto a tempo determinato.
Di recente, poi, sul punto è intervenuta anche la Suprema Corte di Cassazione (pronuncia n. 29961, del
27/10/2023) affermando i seguenti principî di diritto:
1.La Carta del Docente di cui all'art. 1, comma 121, l. n. 107 del 2015 spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31 agosto, ai sensi dell'art. 4, comma 1, l. n. 124 del 1999 o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30 giugno, ai sensi dell'art. 4, comma 2, della l. n. 124 del 1999, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al . CP_1
2. Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, l. n. 107 del 2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in forma specifica, per l'attribuzione della Carta
Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della l. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
3. Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, l. n. 107 de 2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale, siano fuoriusciti dal sistema delle docenze scolastiche, per cessazione dal servizio di ruolo o per cancellazione dalle graduatorie per le supplenze, spetta il risarcimento, per i danni che siano da essi allegati, rispetto ai quali,
oltre alla prova presuntiva, può ammettersi la liquidazione equitativa, da parte del giudice del merito, nella misura più adeguata al caso di specie, tenuto conto delle circostanze del caso concreto (tra cui ad es. la durata della permanenza nel sistema scolastico, cui l'attribuzione è funzionale, o quant'altro rilevi), ed entro il massimo costituito dal valore della Carta, salvo allegazione e prova specifica di un maggior pregiudizio.
4. L'azione di adempimento in forma specifica per l'attribuzione della Carta Docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948, n. 4 c.c., che decorre dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito, ovverosia, per i casi di cui all'art. 4, comma 1 e 2, l. n. 124 del 1999, dalla data del conferimento dell'incarico di supplenza o, se posteriore, dalla data in cui il sistema telematico consentiva anno per anno la registrazione sulla corrispondente piattaforma informatica;
la prescrizione delle azioni risarcitorie per mancata attribuzione della Carta Docente, stante la natura contrattuale della responsabilità,
è decennale ed il termine decorre, per i docenti già transitati in ruolo e cessati dal servizio o non più iscritti nelle graduatorie per le supplenze, dalla data della loro fuoriuscita dal sistema scolastico.
La Corte, richiamati gli obblighi di aggiornamento fissati a carico del personale docente dagli articoli 282
d.l.vo 297/1994, 63 e 64 CCNL di Comparto, la già ritenuta estensione dell'obbligo a tutto il copro docente
(Consiglio di Stato n. 1842/2022 del 16.03.2022, cit.), ritenuta la pertinenza della Carta della quale si discute alla formazione continua dei docenti e la connessione temporale tra tale sostegno alla formazione
e la didattica…… nei termini appunto di sostegno alla didattica su un piano di durata almeno annuale….. ha fatto proprio il principio espresso dalla Corte di Giustizia secondo il quale i docenti allorquando
svolgano una prestazione lavorativa pienamente comparabile, devono consequenzialmente ricevere
analogo trattamento, indirizzando la propria riflessione su quali siano le supplenze rispetto alle quali vi sia sovrapponibilità di condizioni, in modo tale che l'obiettivo del legislatore non possa essere perseguito se non assicurando al contempo parità di trattamento.
Applicando tali principi al caso in esame, rilevato che la ricorrente è attualmente interna al sistema delle docenze, il Tribunale ritiene di poter accogliere la domanda riconoscendo in favore della stessa l'accredito della carta docente con riferimento ai periodi lavorati a decorrere dall'a.s. 2019- 2020 al 2023-2024.
Le spese di lite seguono la soccombenza.
P.Q.M.
Il Tribunale di Brindisi, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza ed eccezione disattesa o assorbita, sulla domanda proposta dalla parte ricorrente in epigrafe emarginata così dispone:
- accoglie la domanda nei termini indicati in motivazione;
- dichiara il diritto della parte ricorrente alla attribuzione della Carta del Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore nominale di € 500,00 per ciascuna delle annualità nelle quali ha svolto (e quindi, per gli aa.ss. 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024) incarichi di docenza a tempo determinato;
- condanna il alla erogazione della carta del docente in ragione degli Controparte_1 importi in tal modo dovuti oltre rivalutazione ed interessi dalla data del diritto all'accredito di ciascuna annualità e sino alla concreta attribuzione;
- condanna il al pagamento delle spese di lite che si liquidano in Controparte_1
€.1030,00 oltre spese generali (15%) IVA e CPA come per legge, con attribuzione al difensore della ricorrente.
Brindisi, 09/04/2025
Il Giudice
Gabriella Puzzovio