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Sentenza 27 marzo 2025
Sentenza 27 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Trapani, sentenza 27/03/2025, n. 18 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Trapani |
| Numero : | 18 |
| Data del deposito : | 27 marzo 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE DI TRAPANI Sezione Civile
- Ufficio Procedure Concorsuali -
Il Tribunale di Trapani, in composizione collegiale, nelle persone dei signori magistrati
Dott. Michele Ruvolo Presidente
Dott. Anna Loredana Ciulla Giudice est.
Dott. Arianna Lo Vasco Giudice
nel procedimento n. R.G. 9-1/2025 ha pronunciato la seguente
SENTENZA
letto il ricorso ex art. 268 C.C.I.I. proposto da nata a [...] il [...] residente in Parte_1
Bologna, Viale dei Sabbioni n. 13 int.1, codice fiscale partita iva C.F._1 P.IVA_1 in qualità di titolare della impresa “ con sede legale in Favignana, Piazza Controparte_1
Europa n. 40, iscritta al R.I. dal 25/01/2016 avente ad oggetto l'attività di commercio al dettaglio abbigliamento per adulti e accessori, per l'apertura della liquidazione controllata del proprio patrimonio;
considerato, in via generale, che il procedimento per l'apertura di una procedura di liquidazione controllata, in virtù del rinvio contenuto nell'art. 65, comma 2, CCI, deve ritenersi soggetto alla disciplina generale del procedimento unitario contenuta nel Titolo III CCI (ed in particolare alla disciplina del procedimento unitario prevista per l'istanza di liquidazione giudiziale), nei limiti di compatibilità; ritenuta la competenza dell'intestato Tribunale ex art 27, c. 2 CCI, atteso che la sede dell'impresa individuale è collocata nel circondario del Tribunale di Trapani;
considerato che, in forza dalla già affermata applicabilità nei limiti di compatibilità della disciplina generale del procedimento unitario contenuta nel Titolo III CCI, anche al procedimento per l'apertura della liquidazione controllata richiesta dal debitore deve ritenersi applicabile l'art. 39, commi 1 e 2, CCI;
considerato che il vaglio di compatibilità induce alla conclusione che la documentazione da allegare al ricorso presentato dal debitore persona fisica non esercente attività di impresa consista in: 1) dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni;
2) inventario dei beni del ricorrente (dovendosi intendere in questi termini lo stato delle attività, anche ai fini dell'adozione dei provvedimenti previsti dall'art. 270, comma 2 lett. e della successiva redazione dell'atto previsto dall'art. 272, comma 2, CCI); 3) elenco nominativo dei creditori, con la specificazione dei rispettivi crediti e delle cause di prelazione, oltre che dei terzi titolari di diritti sui beni del debitore, con indicazione, in entrambi i casi, del rispettivo domicilio digitale;
4) elenco degli atti dispositivi compiuti nei cinque anni antecedenti (dovendosi intendere in questi termini il riferimento agli atti di straordinaria amministrazione contenuto nell'art. 39, comma 2, CCI, anche in funzione delle scelte del liquidatore da compiere ai sensi dell'art. 274, comma 2, CCI); 5) lo stato di famiglia e l'elenco delle spese necessarie per il mantenimento del debitore e della sua famiglia (ai fini della tempestiva adozione del provvedimento previsto dall'art. 268 , comma 4 lett. b), CCI);
5) elenco degli atti dispositivi compiuti nei cinque anni antecedenti (dovendosi intendere in questi termini il riferimento agli atti di straordinaria amministrazione contenuto nell'art. 39, comma 2, CCI, anche in funzione delle scelte del liquidatore da compiere ai sensi dell'art. 274, comma 2, CCI); 5) lo stato di famiglia e l'elenco delle spese necessarie per il mantenimento del debitore e della sua famiglia (ai fini della tempestiva adozione del provvedimento previsto dall'art. 268 , comma 4 lett. b), CCI); considerato, d'altra parte, che la necessità di questo corredo documentale si giustifica anche in funzione del vaglio del contenuto della relazione dell'OCC previsto dall'art. 269 comma 2 C.C.I.I., nell'ipotesi di liquidazione chiesta dal debitore;
considerato che nel caso di specie tali documenti sono stati allegati;
rilevato che al ricorso è stata allegata anche la relazione particolareggiata del gestore della crisi nominato dall'OCC dott.ssa la quale ha verificato la completezza ed attendibilità della Persona_1 documentazione prodotta a corredo della domanda ed ha adeguatamente illustrato la situazione economica, patrimoniale e finanziaria della ricorrente;
rilevato, sulla scorta della documentazione depositata in atti e dei chiarimenti forniti dal gestore della crisi, che il ricorrente non è assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza;
ritenuta la sussistenza della condizione di sovraindebitamento della ricorrente ai sensi dell'art. 2, c. 1 lett c) CCI, atteso che, come emerge dalla documentazione prodotta e dalla verifica operata dal gestore della crisi nominato dall'OCC, la ricorrente: a) è gravata da debiti verso banche, istituti finanziari, erario ed enti pubblici, con una esposizione complessiva di oltre € 167.520,45 €;
b) non è proprietaria di nessun bene immobile;
c) possiede un unico bene mobile registrato VW Polo Targa EV775EF anno di immatricolazione
18/03/2014 del valore commerciale di € 6.000,00 ( sottoposto a fermo amministrativo da parte del
Comune di Bologna e verbale di pignoramento da parte di AdERiscossione di Bologna);
d) ha un residuo di magazzino d circa 500,00 euro;
e) ha un reddito netto derivante dall'attività di lavoro occasionale (avendo cessato l'attività nel mese di dicembre 2024) di € 6.000,00 annui circa;
f) nel mese di giugno 2025 maturerà il diritto alla pensione e percepirà circa 600,00 euro al mese;
g) sostiene spese mensili per circa 1.700,00 euro;
rilevato che il novellato art. 269 CCII prevede che il gestore della crisi debba indicare le cause dell'indebitamento e la diligenza impiegata dal debitore nell'assumere le obbligazioni;
considerato che
non sono emerse condotte tali da incidere negativamente sulla possibilità di accedere allo st5rumento richiesto, non essendo state evidenziate dall'OCC atti in frode ai creditori o atti di disposizione compiuti negli ultimi cinque anni che abbiano inciso negativamente sulla sua capacità di adempiere le obbligazioni su di essa gravanti;
considerato che la ricorrente intende destinare alla procedura la somma di 500,00 mensili, corrispondenti a € 6.000,00 annui, per i prossimi 3 anni, grazie all'introito derivante dall'impegno assunto dalla zia;
l'autovettura VW Polo Targa EV775EF del valore commerciale di € 6.000,00; il magazzino merci residuo al 30/11/2024 di € 500,00; considerato che: 1) la durata di una procedura liquidatoria è ovviamente dipendente dal tempo richiesto per la liquidazione dei beni, con la conseguenza che essa non può essere chiusa finché vi siano dei beni da liquidare ( nel caso di specie si attenderà, ai fini della chiusura della procedura, come sopra chiarito, la vendita del bene della moglie al fine di incamerare l'introito che la stessa si è obbligata a riversare alla procedura); 2) che il C.C.I.I. all'art. 282 ha introdotto la possibilità per il debitore di ottenere comunque l'esdebitazione, trascorsi tre anni dall'apertura della procedura, anche se l'attività di liquidazione dei beni non è cessata (l'esdebitazione, in questo caso, è dichiarata d'ufficio); 3) in particolare la prosecuzione dell'attività liquidatoria, anche a fronte dell'esdebitazione, pur non essendo prevista, si ricava dalla sovrapponibilità tra la soluzione prevista dal primo comma dell'art. 282 e quella prevista dai primi due commi dell'art. 281, dalla mancata previsione di un provvedimento di chiusura della procedura aperta al momento dell'esdebitazione e dalla più volte evidenziata equiparazione strutturale e funzionale della liquidazione controllata alla liquidazione giudiziale;
4) ma l'interpretazione del dettato normativo (commi
5 e 6 dell'art. 281) che prevede la prosecuzione dell'attività di liquidazione, una volta dichiarata l'esdebitazione, deve essere conforme alla norma comunitaria da cui deriva, ossia il citato art. 21 comma
3 della Direttiva n. 1023/19; questa disposizione, in particolare, prevede la possibilità per i singoli ordinamenti di stabilire la prosecuzione dell'attività liquidatoria, ma limitatamente ai beni rientranti nella massa concorsuale al momento dell'esdebitazione; 5) ne consegue che, una volta dichiarata l'esdebitazione, la liquidazione non può proseguire per l'acquisizione di beni futuri, come le quote di reddito non ancora maturate in quel momento;
ritenuto che dalle considerazioni su esposte possono trarsi le seguenti conclusioni: a) la procedura non può essere chiusa finché sia possibile l'apprensione di una quota di reddito del debitore o comunque destinata al piano, come nel caso di specie sotto forma di finanza esterna, posto che si tratta in ogni caso di un'attività liquidatoria, anche se non accompagnata dalla liquidazione di altri beni;
b) il debitore può ottenere l'esdebitazione, trascorsi tre anni dall'apertura della procedura;
c) una volta dichiarata l'esdebitazione, l'apprensione di quote di reddito non è più possibile, poiché la prosecuzione dell'attività liquidatoria è limitata ai beni già presenti nel patrimonio del debitore in quel momento o comunque destinati alla soddisfazione dei creditori;
ritenuto che, giusto il disposto dell'art. 270, c. 2 lett. b) C.C.I.I. quale liquidatore possa essere nominato lo stesso OCC; considerato che nel dispositivo può essere omesso l'ordine previsto dall'art. 270 comma 2 lett c), poiché
i documenti corrispondenti sono stati già depositati;
considerato che il divieto di iniziare o proseguire esecuzioni individuali o cautelari non deve essere dichiarato nel provvedimento di apertura (come era previsto dall'art. 14 quinquies l. 3/12), poiché costituisce un effetto automatico dell'apertura della procedura ai sensi del combinato disposto degli artt.
270, comma 5, e 150 C.C.I.I., salvo diversa determinazione dell'OCC di proseguire l'eventuale esecuzione pendente ove questa consenta il miglior soddisfacimento dei creditori;
ritenuto, quindi, che sussistano tutti i presupposti per dichiarare aperta la procedura di liquidazione controllata del patrimonio;
ritenuto opportuno, onde evitare la maturazione di costi non necessari, ordinare al liquidatore di aprire un conto corrente intestato alla procedura solo nel momento in cui vi saranno effettivamente delle somme da accantonare;
visto l'art. 270 C.C.I.I.
P.Q.M.
dichiara aperta la procedura di liquidazione controllata del patrimonio di , nata a [...] Parte_1 il 05/05/1958 residente in [...] int.1, codice fiscale
partita iva in qualità di titolare della impresa “ C.F._1 P.IVA_1 [...]
” con sede legale in Favignana, Piazza Europa n. 40; CP_1
nomina Giudice Delegato la dott.ssa Anna Loredana Ciulla;
nomina liquidatore l'OCC;
assegna ai creditori ed ai terzi, che vantano diritti reali o personali su cose in possesso del ricorrente, il termine perentorio di giorni 60 dalla notifica della presente sentenza per la trasmissione al liquidatore, a mezzo posta elettronica certificata all'indirizzo PEC che sarà loro indicato, della domanda di restituzione, di rivendicazione o di ammissione al passivo, predisposta ai sensi dell'art. 201 C.C.I.I.; ordina al ricorrente e ai terzi che li detengano di consegnare e rilasciare immediatamente al liquidatore i beni facenti parte del patrimonio oggetto di liquidazione, dispone che risulti escluso dalla liquidazione controllata il reddito della ricorrente sino alla concorrenza dalle somme necessarie al suo mantenimento nei limiti indicati dall'OCC e ordina allo stesso di versare al liquidatore il reddito eccedente tale limite nonché ogni ulteriore entrata (a qualsiasi titolo) che dovesse sopraggiungere durante la pendenza della procedura;
ordina al liquidatore di aprire un conto corrente intestato alla procedura secondo i tempi indicati in parte motiva;
dispone che il liquidatore provveda a far inserire la presente sentenza sul sito internet del Tribunale di
Trapani, mediante consegna di apposita copia debitamente omissata dei dati sensibili ed a notificarla al debitore, ai creditori e ai titolari di diritti sui beni oggetto di liquidazione ai sensi dell'art. 270, c. 4 C.C.I.I.;
l'esecuzione dei suddetti adempimenti dovrà essere immediatamente documentata, mediante deposito nel fascicolo telematico e successivamente riportata nella prima relazione semestrale;
dispone altresì i seguenti adempimenti a carico del nominato liquidatore:
- entro 30 giorni dalla comunicazione della presente sentenza, provveda ad aggiornare l'elenco dei creditori e dei titolari di diritti sui beni oggetto di liquidazione, ai quali notificherà senza indugio la presente sentenza, indicando anche il proprio indirizzo PEC al quale dovranno essere inoltrate le domande di ammissione al passivo, di rivendica e di restituzione di beni. Qualora il liquidatore non sia soggetto abilitato alla notifica in proprio (via PEC o a mezzo posta), la notifica dovrà essere effettuata a mezzo ufficiale giudiziario. L'esecuzione delle notifiche dovrà essere immediatamente documentata, mediante deposito nel fascicolo telematico;
- entro 90 giorni dall'apertura, provveda alla formazione dell'inventario dei beni del debitore e alla redazione di un programma in ordine ai tempi e alle modalità della liquidazione, che depositerà in cancelleria per l'approvazione da parte del giudice delegato
- entro 45 giorni dalla scadenza del termine assegnato per la proposizione delle domande di insinuazione/rivendica/restituzione provveda ad attivare la procedura di formazione dello stato passivo ai sensi dell'art. 273 C.C.I.I.;
- entro il 30/6 e il 30/12 di ogni anno (a partire dal 30/06/2025) il liquidatore depositi in cancelleria un rapporto riepilogativo delle attività svolte, accompagnato dal conto della sua gestione, con allegato l'estratto del conto corrente della procedura. Nel rapporto il liquidatore dovrà indicare anche a) se il ricorrente stia cooperando al regolare, efficace e proficuo andamento della procedura, senza ritardarne lo svolgimento e fornendo al liquidatore tutte le informazioni utili e i documenti necessari per il suo buon andamento;
b) ogni altra circostanza rilevante ai fini della esdebitazione ai sensi degli artt. 280 e 282 C.C.I.I.; c) i progressi relativi alla vendita dell'immobile di proprietà della moglie del debitore.
Il rapporto, una volta vistato dal Giudice, dovrà essere comunicato dal liquidatore al debitore, ai creditori e all'OCC; - in prossimità del decorso di tre anni dall'apertura, trasmetta ai creditori una relazione in cui prenderà posizione sulla sussistenza delle condizioni di cui all'art. 280 C.C.I.I. e recepisca le eventuali osservazioni dei creditori, per poi prendere posizione su di esse e depositare una relazione finale il giorno successivo alla scadenza del triennio, ai fini di cui all'art. 282 C.C.I.I. che potrà aversi esclusivamente con i limiti di cui in parte motiva;
- provveda, una volta terminata l'attività di liquidazione dei beni compresi nel patrimonio e acquisita la finanza esterna derivante dalla vendita del bene di proprietà della moglie, a presentare il conto della gestione, con richiesta di liquidazione del suo compenso, ai sensi dell'art. 275, c. 3 C.C.I.I.;
- provveda, una volta terminato il riparto tra i creditori, a richiedere al Tribunale l'emissione del decreto di chiusura della procedura ai sensi dell'art. 276 C.C.I.I.
Manda alla cancelleria per la comunicazione al ricorrente, al liquidatore e all'OCC.
Così deciso in Trapani nella camera di consiglio del giorno 26.03.2025.
IL GIUDICE RELATORE IL PRESIDENTE
Dott.ssa Anna Loredana Ciulla Dott. Michele Ruvolo