Cass. pen., SS.UU., sentenza 31/05/2007, n. 23381
CASS
Sentenza 31 maggio 2007

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In tema di durata della custodia cautelare, ai fini della individuazione del termine di fase allorché vi sia stata sentenza di condanna, in primo o in secondo grado, occorre aver riguardo alla pena complessivamente inflitta per tutti i reati per i quali è in corso la misura della custodia cautelare, e quindi alla pena unitariamente quantificata a seguito dell'applicazione del cumulo materiale o giuridico per effetto del riconoscimento del vincolo della continuazione.

Nei procedimenti cumulativi, la sospensione dei termini di custodia cautelare per la particolare complessità del dibattimento, quando si procede per taluno dei reati indicati nell'art. 407, comma secondo, lett. a) cod. proc. pen., opera anche nei confronti del coimputato, al quale siano contestati reati non compresi nell'elenco di cui al menzionato art. 407.

Commentario1

  • 1L’autopoiesi di legittimità
    https://dirittopenaleuomo.org/ · 2 maggio 2019

    Fascicolo 5/2019 Abstract. La sentenza oggetto del presente contributo affronta due questioni. La prima riguarda il raffronto tra i criteri generali per la determinazione della pena agli effetti dell'applicazione delle misure cautelari (i quali, ai sensi dell'art. 278 c.p.p., fanno riferimento alla cornice edittale prevista per ciascuna fattispecie, consumata o tentata) e quelli previsti, in particolare, per l'applicabilità della custodia cautelare in carcere (ancorati, ex art. per 275, comma 2 bis c.p.p., alla valutazione sulla pena che concretamente potrà essere irrogata) La seconda questione concerne le disposizioni di cui al medesimo art. 275, comma 2 bis c.p.p., in rapporto a quanto …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., SS.UU., sentenza 31/05/2007, n. 23381
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 23381
Data del deposito : 31 maggio 2007

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