Sentenza 4 giugno 2025
Massime • 1
In tema di procedura di notificazione semplificata ex art. 60, comma 1, lett. e), del DPR n. 600 del 1973, il messo notificatore, quando accerta l'irreperibilità assoluta del destinatario, deve indicare le ricerche che ha effettuato, con conseguente invalidità della notifica se il predetto si è limitato a sottoscrivere un modello prestampato, che, riportando generiche espressioni, impedisce ogni controllo del suo operato, non essendovi, in tal caso, attestazioni del pubblico ufficiale notificatore, impugnabili mediante querela di falso.
Commentari • 10
- 1. Accertamento Fiscale A Traslocatore: Come DifendersiGiuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 30 settembre 2025
Hai ricevuto un accertamento fiscale come traslocatore? In questi casi, l'Agenzia delle Entrate presume che parte dei compensi percepiti per traslochi, servizi di smontaggio e rimontaggio mobili, facchinaggio o depositi non sia stata dichiarata correttamente. Il settore dei traslochi è considerato dal Fisco ad alto rischio, soprattutto per l'elevato utilizzo di pagamenti in contanti e la difficoltà di tracciare ogni commessa. Le conseguenze possono essere molto gravi: recupero delle imposte, applicazione di sanzioni elevate e, nei casi più seri, perfino contestazioni penali. Tuttavia, non sempre la contestazione è fondata: con una difesa ben documentata è possibile ridurre le pretese …
Leggi di più… - 2. Come Difenderti Se L’agenzia Delle Entrate Notifica L’Atto A Indirizzo ErratoGiuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 22 febbraio 2026
Introduzione Quando un atto dell'Agenzia delle Entrate viene notificato a un indirizzo errato (fisico o digitale), il rischio non è solo “burocratico”: è concreto e immediato. Potresti non sapere nulla di un avviso di accertamento, di un atto di recupero, di una cartella o di un'intimazione; e scoprire tutto solo quando compaiono un fermo, un'ipoteca, un pignoramento, oppure quando un conto viene bloccato. In materia tributaria, infatti, la notifica è spesso la “cerniera” che fa partire i termini per impugnare e che rende l'atto efficace verso il contribuente. Se la notifica è viziata perché effettuata nel luogo sbagliato (o con canale non corretto), la difesa può essere molto più forte …
Leggi di più… - 3. Come Difendermi Se L’agenzia Delle Entrate Utilizza Dati Non AggiornatiGiuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 12 febbraio 2026
Introduzione Quando l'Amministrazione finanziaria fonda un atto (avviso di accertamento, cartella, intimazione, fermo, ipoteca, pignoramento) su informazioni anagrafiche, patrimoniali o procedimentali non più attuali, il contribuente rischia di pagare (o di subire azioni esecutive) per errori non suoi: notifiche inviate al vecchio indirizzo, pretesa riferita a un soggetto “sbagliato”, calcoli costruiti su presupposti superati, oppure automatismi che ignorano aggiornamenti già presenti in banche dati pubbliche. In questi casi, non è solo “ingiustizia”: spesso è vizio giuridico spendibile in autotutela, in giudizio e, soprattutto, in via cautelare per bloccare gli effetti più gravi. Dal …
Leggi di più… - 4. Accertamento Fiscale A Guide Turistiche: Come Difendersi Bene E Subito Con L’AvvocatoGiuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 20 gennaio 2026
Introduzione Ricevere un avviso di accertamento può essere un evento destabilizzante per qualsiasi contribuente, ma per le guide turistiche – professionisti spesso piccoli imprenditori o lavoratori autonomi che operano in un settore in forte evoluzione – lo shock può essere ancora maggiore. Negli ultimi anni l'Amministrazione finanziaria ha intensificato i controlli sulle professioni collegate al turismo, incrociando i dati provenienti da sistemi informatici, pagamenti elettronici, piattaforme di prenotazioni e confrontandoli con le dichiarazioni presentate. Un semplice errore nella compilazione della dichiarazione, l'uso disinvolto del contante, un versamento su conto cointestato o …
Leggi di più… - 5. Notifica illegittima se il messo non indica le ricerche effettuate per accertare l’irreperibilitàGruppodelfino.It · https://www.gruppodelfino.it/ · 16 agosto 2025
Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. civ., sez. V trib., sentenza 04/06/2025, n. 14990 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 14990 |
| Data del deposito : | 4 giugno 2025 |
| Fonte ufficiale : |
Testo completo
-controricorrente– avverso la sentenza n.7505/2017 della Commissione tributaria regionale del Lazio, depositata il 15 dicembre 2017; udita la relazione svolta dal consigliere Roberta Crucitti alla pubblica udienza del 6 maggio 2025; Tributi- Avviso di accertamen to- notifica Civile Sent. Sez. 5 Num. 14990 Anno 2025 Presidente: NAPOLITANO LUCIO Relatore: CRUCITTI ROBERTA Data pubblicazione: 04/06/2025 r.g.n.17569/2018 P.U.6/05/2025 udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Michele Di Mauro che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso;
udito per la controricorrente l’Avv. Carlo Maria Pisana. Fatti di causa Nella controversia originata dall’impugnazione da parte di Adriano Dall’Aglio di avviso di accertamento relativo a IRPEF dell’anno di imposta 2006, il contribuente ricorre, su due motivi, nei confronti dell’Agenzia delle entrate che resiste con controricorso, avverso la sentenza, indicata in epigrafe, con la quale la Commissione tributaria regionale del Lazio (d’ora in poi C.T.R.), in accoglimento dell’appello proposto dall’Ufficio, aveva riformato la sentenza di primo grado che aveva annullato l’atto impositivo per difetto di notifica. In particolare, il Giudice di appello, rilevato che la notificazione era avvenuta secondo il rito della cd. irreperibilità assoluta con invio di raccomandata dell’avvenuto deposito presso la casa comunale al domicilio fiscale del contribuente, riteneva, di conseguenza, tardivo il ricorso introduttivo proposto oltre i termini di legge. In prossimità dell’udienza pubblica il P.M., nella persona del Sostituto procuratore generale Michele Di Mauro, ha depositato requisitoria concludendo per l’inammissibilità del ricorso. Il ricorrente ha depositato memoria. Ragioni della decisione 1.Con un primo motivo -genericamente rubricato: violazione dell’art.360 n. 3 per errata e falsa applicazione di legge- il ricorrente deduce che la Commissione Tributaria Regionale è incorsa nella violazione dell’art. 60, comma 1, lett. e), d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, per avere ritenuto valida la notificazione dell’avviso di accertamento impugnato effettuata con il rito dell’irreperibilità assoluta di cui alla disposizione da ultimo citata, in quanto la ritualità della suddetta notificazione non è inficiata dal successivo invio (benché non r.g.n.17569/2018 P.U.6/05/2025 dovuto) della raccomandata con la comunicazione dell’avvenuto deposito dell’avviso presso la casa comunale, indirizzata presso il domicilio fiscale del contribuente, visto che il contribuente non aveva contestato né la correttezza del proprio domicilio fiscale in Latina, via Bruxelles n. 5, dove risultava, «dalla documentazione in atti, essere stata effettuata la notifica dell’avviso di accertamento e l’invio della raccomandata a.r. rimasta in giacenza», né la dichiarazione prodotta dal messo comunale riguardo alla sua irreperibilità e alle ricerche effettuate per rintracciarlo. Sostiene il ricorrente che le argomentazioni addotte dalla Commissione Tributaria Regionale a sostegno della decisione non sono condivisibili, stante l’inesistenza della notificazione de qua, perché: a) l’Amministrazione Finanziaria gli avrebbe dovuto notificare l’avviso di accertamento ai sensi dell’art. 140 cod. proc. civ. e non con il rito speciale degli irreperibili previsto dall’art. 60, comma 1, lett. e), del d.P.R. n. 600 del 1973, essendo a conoscenza del suo domicilio fiscale;
b) la notificazione è stata effettuata con il rito degli irreperibili senza che ne ricorressero i presupposti, non avendo il messo notificatore dato atto delle ricerche effettuate per consegnare il plico al destinatario. Conseguentemente, secondo la prospettazione difensiva, la Commissione Tributaria Regionale avrebbe dovuto ritenere tempestiva l’impugnazione dell’avviso di accertamento, in quanto, a causa dell’inesistenza della notificazione, il contribuente ne era venuto a conoscenza soltanto il 4 ottobre 2012, in occasione della risposta fornitagli dall’Amministrazione Finanziaria in relazione alle motivazioni delle procedure esecutive intraprese a suo carico dall’Agenzia delle Entrate. r.g.n.17569/2018 P.U.6/05/2025 2.Con il secondo motivo di ricorso, proposto in relazione all’art. 360, comma 1, n. 5 cod. proc. civ., si denuncia la sentenza impugnata di nullità per omesso esame di un punto decisivo della controversia, in quanto, contrariamente a quanto affermato dalla Commissione Tributaria Regionale, non risulterebbe che il messo notificatore abbia effettuato alcuna ricerca per rintracciare il contribuente, né che abbia eseguito tali ricerche con il dovuto scrupolo e diligenza. 3. L’Agenzia delle entrate, in controricorso, chiede a questa Corte di dichiarare inammissibile il ricorso per cassazione nonché l’atto con cui era stato introdotto il primo grado di giudizio essendo stato il contribuente dichiarato fallito dal Tribunale di Latina con sentenza n.128 del 15.11.2012. 3.1 L’eccezione va disattesa alla luce dei principi fissati di recente dalle Sezioni Unite di questa Corte le quali con sentenza n. 11287 del 28 aprile 2023 hanno statuito che: <<qualora i presupposti di un rapporto tributario si siano formati prima della dichiarazione fallimento, il contribuente dichiarato fallito a cui sia stato notificato l'atto impositivo può impugnarlo, ex art. 43 l.f., condizione che curatore astenuto dall'impugnazione, assumendo comportamento oggettivo pura e semplice inerzia, indipendentemente dalla consapevolezza volontà l'abbiano determinato;
l'insussistenza detto inerzia comporta, per fallito, difetto capacità processuale impugnare impositivo, vizio suscettibile essere rilevato, anche d'ufficio, in ogni grado del processo>>. Nel caso in esame è palese l’inerzia del curatore al quale, peraltro, l’Agenzia delle entrate, come dato atto in controricorso ha pure notificato l’atto di appello. 3.2 La censura articolata con il primo motivo di ricorso, ammissibile perché sufficientemente specifica, avendo la parte r.g.n.17569/2018 P.U.6/05/2025 trascritto parte della relata di notifica in seno al ricorso ed allegato sub 4) la stessa, è fondata, con assorbimento del secondo motivo. L’argomentazione svolta dalla C.T.R., a sostegno della declaratoria di tardività del ricorso introduttivo conseguente alla validità della notificazione effettuata secondo il rito della cd. irreperibilità assoluta, si pone in contrasto con la consolidata giurisprudenza di questa Corte, di recente, compendiata da Cass., Sez. T., n.781 del 12 gennaio 2025 così massimata: <<in tema di procedura notificazione semplificata ex art. 60, comma 1, lett. e), del d.p.r. n. 600 1973, il messo notificatore, quando accerta l'irreperibilità assoluta destinatario, deve indicare le ricerche che ha effettuato, con conseguente invalidità della notifica se predetto si è limitato a sottoscrivere un modello prestampato, che, riportando generiche espressioni, impedisce ogni controllo suo operato, non essendovi, in tal caso, attestazioni pubblico ufficiale impugnabili mediante querela falso>>. Invero, per la giurisprudenza consolidata di questa Corte la notificazione effettuata con la procedura di cui alla norma predetta richiede che il notificante dimostri di aver svolto ricerche volte a stabilire che il contribuente non abbia più l’abitazione, l’ufficio o l’azienda o la sede nel Comune del domicilio fiscale, non potendo, pertanto, ritenersi valida in difetto di evidenze concrete circa il compimento di tali ricerche (cfr. Cass. n. 23223/2024, Cass. n. 21384/2024, N. 14658 del 2024Cass. n. 8823/2024, Cass. n. 1172/2024). È stato, inoltre, precisato che deve considerarsi insufficiente la semplice dicitura ”sconosciuto“ apposta sulla relata di notifica, senza indicazione delle concrete attività di ricerca espletate (cfr. Cass. n. 19769/2024). r.g.n.17569/2018 P.U.6/05/2025 Non si è, infine, mancato di puntualizzare che va considerata invalida la notifica eseguita a mente dell’art. 60, comma 1, lettera e), del D.P.R. n. 600 del 1973, ove il messo si sia limitato a sottoscrivere un modello prestampato che riporti generiche espressioni, sì da impedire ogni controllo del suo operato, non essendovi, peraltro, in tal caso, attestazioni del pubblico ufficiale notificatore impugnabili mediante querela di falso (cfr. Cass. n. 14658/2024). 4. Dai suenunciati princìpi di diritto si è discostata la C.T.R. sicché ulteriormente erronea risulta la declaratoria di tardività del ricorso introduttivo. 5. Per le ragioni illustrate, va quindi disposta, ai sensi degli artt. 384, comma 2, prima parte, c.p.c. e 62, comma 2, del D. Lgs. n. 546 del 1992, la cassazione della sentenza impugnata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio, in diversa composizione, la quale procederà̀ a un nuovo esame della controversia uniformandosi ai principi di diritto sopra espressi. 6. Al giudice del rinvio viene rimessa anche la pronuncia sulle spese del giudizio di legittimità̀, a norma degli artt. 385, comma 3, seconda parte, c.p.c. e 62, comma 2, del D. Lgs. cit.
P.Q.M.
Accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo;
cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte di giustizia di secondo grado del Lazio, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche in ordine alle spese del giudizio di legittimità. Così deciso, in Roma, il 6 maggio 2025.