Cass. civ., SS.UU., sentenza 17/11/2016, n. 23397
CASS
Sentenza 17 novembre 2016

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è una sentenza emessa dalla Corte Suprema di Cassazione, Sezioni Unite, il 25 ottobre 2016, riguardante la questione della prescrizione dei crediti previdenziali. Le parti in causa erano l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) e una società di cartolarizzazione, in relazione a una cartella esattoriale per omesso pagamento di contributi previdenziali. L'INPS sosteneva che la mancata opposizione alla cartella avesse reso intangibile la pretesa contributiva, invocando l'applicazione del termine di prescrizione decennale ai sensi dell'art. 2953 cod. civ. Invece, la Corte d'Appello di Catania aveva dichiarato il credito prescritto, ritenendo che la scadenza del termine per opporsi avesse prodotto solo l'effetto della irretrattabilità del credito, senza attivare la conversione della prescrizione breve in quella ordinaria.

La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, affermando che la scadenza del termine per proporre opposizione a una cartella di pagamento determina solo l'irretrattabilità del credito, senza attivare l'art. 2953 cod. civ. per la conversione della prescrizione. La Corte ha sottolineato che la cartella esattoriale, essendo un atto amministrativo, non acquista efficacia di giudicato, e che la prescrizione dei crediti previdenziali è soggetta a regole specifiche, stabilendo così un principio di diritto di rilevante importanza per la materia della riscossione coattiva.

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Il principio, di carattere generale, secondo cui la scadenza del termine perentorio sancito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo, o comunque di riscossione coattiva, produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito, ma non anche la cd. "conversione" del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell'art. 2953 c.c., si applica con riguardo a tutti gli atti - in ogni modo denominati - di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali, ovvero di crediti relativi ad entrate dello Stato, tributarie ed extratributarie, nonché di crediti delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri Enti locali, nonché delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie o amministrative e così via. Pertanto, ove per i relativi crediti sia prevista una prescrizione (sostanziale) più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l'opposizione, non consente di fare applicazione dell'art. 2953 c.c., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo.

La scadenza del termine - pacificamente perentorio - per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui all'art. 24, comma 5, del d.lgs. n. 46 del 1999, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche la cd. "conversione" del termine di prescrizione breve (nella specie, quinquennale, secondo l'art. 3, commi 9 e 10, della l. n. 335 del 1995) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell'art. 2953 c.c.. Tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la suddetta cartella, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell'attitudine ad acquistare efficacia di giudicato. Lo stesso vale per l'avviso di addebito dell'INPS, che, dall'1gennaio 2011, ha sostituito la cartella di pagamento per i crediti di natura previdenziale di detto Istituto (art. 30 del d.l. n. 78 del 2010, conv., con modif., dalla l n. 122 del 2010).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., SS.UU., sentenza 17/11/2016, n. 23397
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 23397
Data del deposito : 17 novembre 2016

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