Cass. civ., sez. I, sentenza 02/10/2015, n. 19727
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Sentenza 2 ottobre 2015

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L'amministratore di una società di capitali che non abbia proposto, quale "interessato" ai sensi dell'art. 18 l.fall. (nella formulazione applicabile "ratione temporis"), opposizione avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, non è legittimato ad impugnare autonomamente la sentenza che abbia deciso sull'opposizione proposta dalla società fallita, atteso che, ove fosse intervenuto nel giudizio, avrebbe assunto la veste di interventore meramente adesivo, ex art. 105, comma 2, c.p.c., come tale legittimato solo all'impugnazione adesiva, mentre, qualora non vi avesse partecipato, non sarebbe legittimato per assenza della qualità di parte nel precedente grado di giudizio, né potrebbe invocare la disciplina degli artt. 110 e 111 c.p.c., non essendo nemmeno successore, a titolo universale o particolare, della società fallita.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. civ., sez. I, sentenza 02/10/2015, n. 19727
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 19727
    Data del deposito : 2 ottobre 2015

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