(Successione nel processo).
Quando la parte vien meno per morte o per altra causa, il processo e' proseguito dal successore universale o in suo confronto.
[…] La successione nel processo è circoscritta, ai sensi dell'articolo 110 c.p.c, all'ipotesi del "venir meno della parte per morte o per altra causa"; mentre, nel caso in cui una norma abbia concepito un nuovo soggetto giuridico come destinatario di un trasferimento di funzioni e di attribuzioni altrimenti prima conferite (come è accaduto, […] e le agenzie fiscali, su cui v.sez. un. n. 3116-06 o sez. un. n. 6774-03 e con riferimento al trasferimento di funzioni dalle precedenti concessionarie ad Equitalia s.p.a v. Cass. 7318/2014), non si è dinanzi a una situazione rilevante ex art. 110 c.p.c., ma ad una vicenda traslativa di posizioni attive e passive specificamente determinate; 2. […]
Leggi di più…(massima n. 1) L'art. 110 c.p.c., secondo il quale, in caso di morte di una parte, il processo è proseguito dal successore universale o nei suoi confronti, esaurisce i propri effetti nella sfera processuale e non si estende fino alla creazione di una legittimazione sostanziale esclusa dalla specifica disciplina del rapporto in contestazione. Ne consegue che, in tema di azione di disconoscimento della paternità, dovendosi escludere, in forza dell'art. 246 c.c., in caso di morte del genitore la legittimazione di soggetti diversi da ascendenti e discendenti, la mancanza di questi ultimi rende improseguibile l'azione da parte del collaterale dell'originario attore, ancorché ne sia erede.
Leggi di più…[…] i quali, in forza del fenomeno successorio ex art. 110 c.p.c., avevano acquisito la legittimazione sostanziale e processuale, […] Al contrario – sottolineavano gli ex soci – il credito di rimborso IVA in questione risultava compreso nel bilancio di liquidazione; la nullità della sentenza e del procedimento per violazione degli artt. 110 c.p.c. e 1, comma 2, […] secondo gli ex soci: «la violazione di queste norme sostanziali integrava comunque anche un error in procedendo, laddove la loro esatta applicazione costituiva il presupposto per la corretta applicazione di una norma di rito (art. 110 cod. proc. civ.) che si assumeva violata proprio in conseguenza della violazione delle prime.». […]
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