Cass. civ., sez. III, sentenza 24/01/2024, n. 2376
CASS
Sentenza 24 gennaio 2024

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Terza Civile, emessa il 11 luglio 2023, con numero di registro generale 19/2021. Le parti in causa, da un lato, i genitori di una minore, e dall'altro, la Città Metropolitana di Catania, si sono confrontate su una richiesta di risarcimento danni a seguito di un incidente stradale in cui la minore era caduta a causa di una buca nel manto stradale. I ricorrenti sostenevano che la condotta della minore non fosse tale da interrompere il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno subito, contestando l'applicazione del "caso fortuito" da parte della Corte d'appello.

Il giudice ha rigettato il ricorso, affermando che la responsabilità del custode è di natura oggettiva e che la condotta colposa del danneggiato può influire sul risarcimento, ma non interrompe automaticamente il nesso causale. La Corte ha chiarito che, per configurare un caso fortuito, la condotta del danneggiato deve essere "autonoma, eccezionale, imprevedibile ed inevitabile", mentre nel caso specifico, la condotta della minore non soddisfaceva tali requisiti. La decisione si basa su un consolidato orientamento giurisprudenziale, confermando la necessità di valutare la colpa del danneggiato in relazione alla responsabilità del custode.

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Massime1

In tema di responsabilità per cosa in custodia, l'incidenza causale (concorrente o esclusiva) del comportamento del danneggiato presuppone che lo stesso abbia natura colposa, non richiedendosi, invece, che la condotta si presenti anche come autonoma, eccezionale, imprevedibile e inevitabile.

Commentari4

  • 1Danno da cosa in custodia: niente concorso di colpa senza condotta colposa concreta (Cass. 5069/26)
    Studio Legale Calvello · https://www.studiolegalecalvello.it/articoli/ · 12 marzo 2026

    Cass. civ., Sez. III, Ordinanza, 06/03/2026, n. 5069 La Corte di Cassazione affronta il tema della responsabilità ex art. 2051 c.c. per danni da cosa in custodia in relazione alla caduta di una cittadina su una scalinata comunale deteriorata. I giudici di merito avevano riconosciuto un concorso di colpa della danneggiata, riducendo il risarcimento. La Suprema Corte censura la decisione d'appello per motivazione apparente, rilevando che il giudice non aveva individuato una concreta condotta colposa della vittima idonea a incidere sul nesso causale. La mera conoscenza dello stato dei luoghi non basta a fondare il concorso di colpa. La sentenza viene quindi cassata con rinvio alla Corte …

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  • 2colpa del danneggiato
    Stefano Guadagno · https://www.studioclaudioscognamiglio.it/articoli/ · 21 gennaio 2026

    In caso di danni da cose in custodia, la condotta del danneggiato, per poter interrompere il nesso causale, deve essere colposa ma non deve necessariamente essere imprevedibile e inevitabile. Questo il principio affermato dalla Cassazione, con ordinanza n. 808 del 15 gennaio 2026. La parte attrice aveva convenuto il Comune di Roma al fine di ottenere il risarcimento dei danni conseguenti ad una caduta su pavimentazione sconnessa a causa dell'avvallamento di alcune tessere di marmo che la componevano. I Giudici del merito rigettavano la domanda attorea escludendo che l'alterazione della pavimentazione potesse costituire insidia, essendo ben visibile sia per la differenza cromatica delle …

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  • 3Responsabilità da cose in custodia e condotta colposa della vittima
    Stefano Guadagno · https://www.studioclaudioscognamiglio.it/articoli/ · 30 ottobre 2024

    La Cassazione torna a occuparsi di responsabilità da cose in custodia ex art. 2051 c.c., ribadendo che l'incidenza causale del comportamento del danneggiato nella verificazione dell'evento dannoso presuppone solo la condotta colposa del danneggiato, non richiedendosi, invece, che essa si presenti anche come autonoma, eccezionale, imprevedibile e inevitabile Questo il principio affermato dalla Cassazione, con ordinanza del 16 ottobre 2024, n. 26895. La vicenda processuale origina dalla domanda proposta da due genitori, nei confronti di impresa edile e del Comune, per ottenere il risarcimento dei danni subiti dal figlio a causa della caduta in una buca aperta su un marciapiede di una via …

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  • 4Caduta su scalinata pubblica e responsabilità del Comune (Cass. n. 5069/26)
    Studio Legale Calvello · https://www.studiolegalecalvello.it/articoli/ · 12 marzo 2026

    Cass. civ., Sez. III, Ordinanza, 06/03/2026, n. 5069 La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 5069/2026, affronta il tema della responsabilità ex art. 2051 c.c. per danno da cosa in custodia derivante dalla caduta su una scalinata comunale in cattivo stato manutentivo. La Corte censura la decisione della Corte d'Appello che aveva riconosciuto un concorso di colpa della danneggiata ai sensi dell'art. 1227 c.c. senza individuare concretamente una condotta colposa della stessa. Viene affermato che non è sufficiente la mera conoscenza dello stato dei luoghi per attribuire colpa al danneggiato. La motivazione del giudice di merito è qualificata come motivazione apparente, poiché …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. III, sentenza 24/01/2024, n. 2376
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 2376
Data del deposito : 24 gennaio 2024

Testo completo