Corte d'Appello Roma, sentenza 27/06/2025, n. 4092
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Sentenza 27 giugno 2025

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Il provvedimento analizzato è una sentenza emessa dalla Corte di Appello di Roma, presieduta dalla dott.ssa Silvia Di Matteo, con la partecipazione dei consiglieri dott. Paolo Andrea Taviano e dott. Renato Castaldo. Le parti in causa si sono contese l'inefficacia di un atto di donazione di un immobile, con l'appellante che sosteneva di essere creditore della donante e chiedeva la revoca dell'atto ai sensi dell'art. 2901 c.c. L'appellante sosteneva che la donazione fosse stata effettuata con beni non appartenenti ai minori, ma provenienti da una provvista non dichiarata, e che l'atto pregiudicasse il suo credito.

Il giudice ha accolto l'appello, ritenendo che l'immobile fosse stato acquistato dalla madre in proprio e non con i proventi delle polizze vita intestate ai figli, come sostenuto dalla parte appellata. La Corte ha evidenziato che l'acquisto era avvenuto prima della donazione e che non vi era prova della provenienza delle somme utilizzate. Inoltre, ha affermato che la donazione costituiva un atto pregiudizievole per il creditore, rendendo quindi l'atto inefficace. La Corte ha anche riconosciuto la legittimazione passiva della procuratrice speciale dei minori, confermando la sua rappresentanza in relazione all'atto di donazione. La sentenza ha quindi ordinato la trascrizione dell'inefficacia dell'atto di donazione e condannato le parti appellate alle spese legali.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Roma, sentenza 27/06/2025, n. 4092
    Giurisdizione : Corte d'Appello Roma
    Numero : 4092
    Data del deposito : 27 giugno 2025

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