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Sentenza 3 gennaio 2025
Sentenza 3 gennaio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Venezia, sentenza 03/01/2025, n. 27 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Venezia |
| Numero : | 27 |
| Data del deposito : | 3 gennaio 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE DI VENEZIA
SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE
INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'UNIONE
EUROPEA
R.G. n.4487 /2024
PROMOSSO DA
N. Ricorrenti Difensore
1 Controparte_1 Parte_1
2 Parte_2
3
Controparte_2 CP_3 minorenne
4 CP_4 CP_3
5 Controparte_5
6 Controparte_6
7 Controparte_7
8
Controparte_8 minorenne
NEI CONFRONTI DI
Resistente Difensore
Controparte_9
Verbale di causa Udienza 03.01.2025 alle ore 08,05 e seguenti innanzi al dott. Giovanni Calasso, si procede alla trattazione e della causa mediante collegamento da remoto ai sensi dell'art. 221, comma 7, del d.l. n. 34/2020 e dell'art. 23, commi 1 e 7, del d.l. n. 137/2020 e successive integrazioni.
E' presente l'avv. Fici in sostituzione dell'avv. Pt_1
Su invito del Giudice, il difensore si impegna a mantenere attivata la funzione video per tutta la durata dell'udienza ed a prendere la parola nel rispetto delle indicazioni del giudice, in modo da garantire l'ordinato svolgimento dell'udienza Il Giudice avverte che la registrazione dell'udienza è vietata ed invita a dedurre L'avv. Fici fa presente di avere depositato in data 02.01.2025 le prove della notifica ed averle anticipate via mail. Ribadisce che la discendenza è paterna e post Unità D'Italia. Si riporta al ricorso e ne chiede l'accoglimento. Esonera il Giudice dalla lettura della decisione che sarà resa in udienza e depositata sul PCT
IL GOP
Decide come da separata e contestuale sentenza resa in udienza e letta alle parti non presenti alle ore 10,55
IL GOP
Dott.Giovanni Calasso
Dott. Giovanni Calasso 1
n. 4487/2024 R.G.
n. Reg. Sent.
n. Cron.
n Rep.
TRIBUNALE DI VENEZIA
SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE
INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'UNIONE
EUROPEA
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale civile di Venezia – I sezione civile – nella persona del giudice dott. Giovanni
Calasso, nel procedimento civile iscritto al n. 4487 del ruolo generale dell'anno 2024
PROMOSSO DA
Par Ricorrenti Difensore
1 Controparte_10
2 Parte_2
3
Controparte_11 minorenne
4 CP_4 CP_3
5 Controparte_5
6 Controparte_6
7 Controparte_7
8
Controparte_8 minorenne
NEI CONFRONTI DI
Resistente Difensore
Controparte_9
Oggetto: riconoscimento della cittadinanza italiana.
Esaminati gli atti e i verbali di causa;
preso atto delle conclusioni rassegnate dai procuratori delle parti;
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA CONTESTUALE
Conclusioni di parte ricorrente come da verbale di causa del giorno 03.01.2025
I. Con ricorso depositato in data 07.03.2024
Dott. Giovanni Calasso 2
1) , nata il [...] nella città di IT (PR- Brasile) e residente Controparte_1 nella Rua Plinio Salgado, n. 6, apt. 101, Praia dos Amores, Baléario Camboriù- SC- CAP:
88331-450;
2) , nata il [...] nella città di IT (PR- Brasile) e residente Parte_2 nella Rua Capitão NT Ferreira, n. 104, apt. 20, Jardim paulista, ÃO UL- SP- CAP: 01423-
020;
3) , nato il [...] nella Contea di Fairfax Controparte_11 (Virginia- USA) e residente nella Rua Capitão NT Ferreira, n. 104, apt. 20, Jardim paulista,
ÃO UL- SP- CAP: 01423-020, rappresentato ai fini del presente procedimento dai genitori, sig.ri , ut supra qualificata e , nato il Parte_2 Controparte_12 18.01.1973 nella città di LI (GO- Brasile) e residente nella Rua Capitão NT Ferreira,
n. 104, apt. 20, Jardim paulista, ÃO UL- SP- CAP: 01423-020;
4) , nato il [...] nella città di Washington- DC- USA Parte_4
e residente nella Rua Capitão NT Ferreira, n. 104, apt. 20, Jardim paulista, ÃO UL- SP- CAP: 01423-020;
5) , nata il [...] nella città di IT (PR- Brasile) e Controparte_5 residente nella Rua Capitão NT Ferreira, n. 104, apt. 20, Jardim paulista, ÃO UL- SP-
CAP: 01423-020;
6) , nata il [...] nella città di RA (DF- Brasile) e Controparte_6 residente nella QI 33, lote 15, snc, Guará II, RA- DF- CAP: ; P.IVA_1
7) , nato il [...] nella città di IT (PR-Brasile) e Controparte_7 residente nella Avenida Macuco, n. 71, apt. 161, Moema, città di ÃO UL- SP- CAP: 04523- 000;
8) , nata il [...], nella città di ÃO UL (SP- Controparte_8 Brasile) e residente nella Avenida Macuco, n. 71, apt. 161, Moema, città di ÃO UL- SP-
CAP: 04523-000, rappresentata ai fini del presente atto dai genitori, sig.ri CP_7
, ut supra qualificato e , nata il [...], nella
[...] Persona_1 città di ÃO UL (SP- Brasile) e residente nella Avenida Macuco, n. 71, apt. 161, Moema, città di ÃO UL- SP- CAP: 04523-000.
hanno convenuto in giudizio innanzi al Tribunale di Venezia il Controparte_9 formulando le seguenti conclusioni:
- riconoscere e dichiarare la cittadinanza italiana iure sanguinis delle parti ricorrenti;
- per l'effetto, ordinare al e, per esso, all'Ufficiale dello Stato Civile Controparte_9 competente, di adottare tutti i necessari e conseguenti provvedimenti, di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile della cittadinanza italiana dei ricorrenti indicati, provvedendo alle comunicazioni all'Autorità consolare competente.
Con vittoria di spese e compensi oltre rimborso forfettario per spese generali, IVA e CPA come per legge, da distrarsi in favore dello scrivente procuratore antistatario.
.
A sostegno della domanda precisavano che erano discendenti di nato Persona_2 in data 14.10.1879, da genitori italiani nel Comune di San Martino di Lupari (PD), poi
Dott. Giovanni Calasso 3
emigrato in Brasile dove non ha mai rinunciato alla cittadinanza italiana;
-dall'unione del suddetto e nasceva in Brasile la Persona_2 Persona_3 sig.ra il 18.04.1910 che si univa con Persona_4 [...]
e dall'unione suddetta nascevano in Brasile, CP_13
, il 20.01.193 che si univa con Parte_5 Parte_5
e e dall'unione nascevano, in Brasile,
[...] Persona_5 sig.ri:
➢ , il 28.06.1968 che si univa con Parte_2 Persona_6
e dall'unione nascevano, negli Stati Uniti,
[...]
✓ , il 30.10.2003 Parte_4
✓ , il 02.05.2006 Controparte_11
➢ , il 03.08.1969 che univa con Parte_6 Parte_7 e dall'unione nascevano, in Brasile
[...]
✓ , il 03.04.1998 Persona_7
✓ , il 10.02.2003 (doc. 13); Persona_8
➢ , il 01.04.1971 che si univa con Parte_8 [...]
e dall'unione nasceva: CP_14
✓ in Brasile, la sig.ra , il Parte_9
24.06.2011
• , il 30.03.1940 che si univa con Parte_10 Persona_9 [...]
e dall'unione nasceva: CP_1
➢ in Brasile, la sig.ra , il 21.06.1965 Controparte_1
II Il Procuratore della Repubblica di Venezia ha preso visione del presente procedimento;
III. Parte ricorrente ha anticipati via mail la notifica del ricorso e decreto
DIRITTO
Risulta dalla documentazione in atti, tradotta ed apostillata, che l'avo italiano non era stato naturalizzato cittadino brasiliano e, pertanto, non aveva mai perso la cittadinanza italiana e l'aveva trasmessa a sua volta ai suoi discendenti
E' provata la discendenza diretta per linea paterna da cittadino italiano. In linea di principio, dovrebbe affermarsi la carenza di interesse ad agire giudizialmente per l'accertamento della cittadinanza italiana, poiché non si registrano passaggi generazionali per linea femminile in epoca precostituzionale e, pertanto, nessun dubbio viene a porsi in merito alla operatività della giurisprudenza costituzionale ( sentenza n. 87 del 1975, sentenza n. 30 del 1983) che ha determinato il venir meno del criterio di trasmissione unicamente maschile e della disposizione che prevedeva la perdita della cittadinanza per la donna che contraeva matrimonio con un cittadino straniero. Pertanto, dal momento che il riconoscimento dello status civitatis incombe sul , i ricorrenti avrebbero dovuto limitarsi a Controparte_9 chiedere il rilascio del relativo certificato o comunque a richiedere il riconoscimento dello status all'autorità consolare presso il paese di residenza sulla scorta della documentazione attestante la loro discendenza da un cittadino italiano, senza necessità di instaurare un giudizio dinanzi al giudice ordinario.
Dott. Giovanni Calasso 4
Dagli atti si evince che:
- i ricorrenti sono discendenti diretti del cittadino italiano nato in Persona_2 data 14.10.1879
-Hanno, altresì, dedotto che:
- il Consolato Generale d'Italia competente aveva in corso l'evasione di richieste formulate da molti anni e nessun riscontro era dallo stesso pervenuto alle istanze formulate in via amministrativa;
-ai sensi dell'art. 2 della legge n. 241 del 7.08.1990 i procedimenti di competenza delle
Amministrazioni statali devono essere conclusi entro i termini determinati e certi, anche in conformità al principio di ragionevole durata del processo;
- nella richiesta di evasione della richiesta della ricorrente si prospetta il palese superamento dei termini di 730 giorni previsti dall'art. 3 del D.P.R. 18 aprile 1994, n. 362 e dall'art. 1 del d.P.R. 17/01/2014 n. 33, da parte dell'Autorità consolare nonostante per loro non siano ancora maturati.
-l'incertezza in ordine alla definizione della richiesta di riconoscimento dello status di civitatis italiano iure sanguinis ed il decorso di un lasso di tempo irragionevole rispetto all'interesse vantato, comportante peraltro una lesione dell'interesse stesso, equivalgono ad un diniego di riconoscimento del diritto, giustificando l'interesse a ricorrere alla tutela giurisdizionale;
Si rileva, altresì, che:
-attiene alla giurisdizione del giudice ordinario la domanda per l'acquisto della cittadinanza italiana nei casi previsti dagli artt. da 1 a 5 della L. 91/1992, trattandosi di ipotesi nelle quali si deve esclusivamente procedere alla ricognizione dei requisiti di un diritto soggettivo che la legge attribuisce alla persona;
e a quella del giudice amministrativo la domanda nei casi previsti dall'art. 9 della stessa legge, essendo in tali evenienze la posizione giuridica del soggetto richiedente quella del portatore di un interesse legittimo (Cass. Civ. Ord. Sez. U
Num. 29297 Anno 2021);
- trattasi, di conseguenza, di un procedimento inerente lo stato e capacità delle persone, attribuito in via esclusiva al tribunale dall'art. 9 cod. proc. civ., nonché relativo ad un diritto civile e politico, la cui tutela è sempre ammessa ex art. 113 cost. davanti al giudice ordinario (Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 28873 del 09/12/2008);
Ciò premesso occorre verificare se le istanze finalizzate ad ottenere la cittadinanza italiana al
Consolato competente sono una condizione di procedibilità della domanda. Con la parola procedibilità si indicano quelle condizioni processuali richieste perché un procedimento possa aver corso e cioè un atto espressamente previsto come necessario nella sequenza procedimentale con la conseguenza che, in mancanza, nessuna sanzione può essere applicata.
Nel caso di specie la norma di riferimento non prevede detta condizione, come accade in altri casi (vedasi procedimento di mediazione obbligatoria contenuta nell'art.5, comma 1-bis, d.lgs.28/2010, in forza della quale la procedura mediativa costituisce condizione di procedibilità per una serie di controversie afferenti questioni:
▪ di condomino;
▪ di locazione;
▪ di comodato;
▪ di affitto di azienda;
▪ di diritti reali;
▪ di divisioni;
▪ di successioni ereditarie;
▪ di patti di famiglia;
▪ di risarcimento dei danni da responsabilità medica e sanitaria;
▪ responsabilità da diffamazione a mezzo stampa;
Dott. Giovanni Calasso 5
▪ di contratti assicurativi, bancari e finanziari;
▪ associazione in partecipazione;
▪ ; CP_15
▪ franchising;
▪ opera;
▪ rete;
▪ somministrazione;
▪ società di persone e subfornitura).
Detta elencazione non può considerarsi suscettibile di estensione o applicazione analogica atteso che la mediazione obbligatoria è un'ipotesi di giurisdizione condizionata che, limitando il diritto delle parti di agire in giudizio, costituisce una deroga ai principi del nostro ordinamento, ed in quanto tale deve essere limitata alle fattispecie espressamente individuate dal legislatore. Nel caso di specie la norma, conferendo al il potere di accertare il diritto richiesto, CP_9 prevede un atto dell'amministrazione cui è demandata la valutazione dei documenti comprovanti le condizioni personali del ricorrente. Come precisato dalla Corte di Cassazione, sia pure in riferimento ad altra situazione e allo stato di invalidità, l'attività di certificazione di una condizione personale da parte della P.A. non può essere discrezionale e non può affievolire da diritto a interesse legittimo la posizione soggettiva del ricorrente (S.U. 17 dicembre 1999 n. 912).
Una corretta lettura della citata norma regolamentare per la quale il può Controparte_9 riconoscere e dichiarare la cittadinanza italiana, in base alla documentazione allegata dall'istante, comprendente ogni documento idoneo a dimostrare legalmente tale stato, induce a ritenere che la certificazione possa negarsi, solo quando non sia documentalmente provata la situazione che si chiede di attestare o allorché il eserciti la sua facoltà di chiedere CP_9 altri documenti. Tanto in quanto l'unico potere discrezionale, di tipo tecnico, del è Controparte_9 quello di valutare i documenti prodotti dall'interessato finalizzati a provare l'essere cittadino italiano.
A tal riguardo la stessa Avvocatura Distrettuale che rappresenta e difende il
[...]
precisa: CP_9 È evidente, dunque, dalla mera lettura del dettato normativo, come l'Amministrazione dell'Interno, nella presente fattispecie, svolga una mera attività di certificazione di una condizione personale (Cass. Sez. Unite 17 dicembre 1999, n. 912) e l'Amministrazione dell'Interno nulla sa, in proposito, circa la posizione dei ricorrenti. In altre parole, non è possibile prendere alcuna posizione in riguardo alla situazione sostanziale: conseguentemente il non può assumere – da un punto di vista Controparte_9 sostanziale – la posizione di convenuto nel presente giudizio, non avendo in alcun modo causato la necessità di rivolgersi al giudice, non risultando il perseguimento dell'alternativo procedimento in sede amministrativa”. Ne discende che, nel caso in cui la domanda attorea dovesse essere accolta, non potrà essere pronunciata alcuna condanna alle spese, applicandosi anche al regolamento delle spese il principio di causalità (cfr. per arg. Cass. 2473/2009 e Cass. 19456/2008)”. Alla luce di quanto sopra, sussiste la facoltà alternativa di ottenere il riconoscimento in via amministrativa o giudiziale, non potendo l'assenza di certificazione amministrativa precludere il procedimento giurisdizionale di riconoscimento dei diritti di inerenti lo status della persona.
A ciò si aggiunge che la domanda inoltrata al Consolato competente non è altro che una
“fictio” sia perché nelle occasioni in cui l'amministrazione comunica il numero al ricorrente non porta mai a compimento la pratica in termini ragionevoli, sia perché con il nuovo sistema di prenotazione on-line, di fatto, il ricorrente non riesce mai a prenotare. Detti aspetti non risultano mai essere stati confutati dal per cui devono ritenersi come Controparte_9 veritieri e assodati
Dott. Giovanni Calasso 6
Peraltro è fatto notorio che le domande inoltrate al non si concludono in tempi Pt_11 ragionevoli e il fatto notorio, derogando al principio dispositivo delle prove e al principio del contraddittorio, va inteso come fatto acquisito alle conoscenze della collettività, con tale grado di certezza da apparire indubitabile ed incontestabile. A tal riguardo la S.C. ha più volte affermato che, comportando una deroga al principio dispositivo, deve essere inteso in senso rigoroso, ossia come fatto acquisito dalla collettività con tale grado di certezza da apparire indubitabile e incontestabile (Cass. n. 14063/2014).
In rito poi, deve ritenersi che, con riferimento alla disposizione dell'art. 3 del D.P.R. 18 aprile 1994, n. 362, il decorso del termine di 730 giorni non sia configurabile, in difetto di espressa previsione legislativa, come condizione di procedibilità', proponibilità o ammissibilità della domanda. Invero, muovendo dalla nozione di improcedibilità, quale conseguenza sanzionatoria di un comportamento procedurale omissivo, derivante dal mancato compimento di un atto espressamente configurato come necessario nella sequenza procedimentale, deve concludersi che detta sanzione dev'essere espressamente prevista, non potendo procedersi ad applicazione analogica in materia sanzionatoria, attese le gravi conseguenze del rilievo dell'improcedibilità. Inoltre poichè le disposizioni che prevedono condizioni di procedibilità o di ammissibilità, come già evidenziato, costituiscono una deroga all'esercizio del diritto di agire in giudizio garantito dall'art. 24 Cost., esse non possono neppure essere interpretate in senso estensivo. Di qui la non necessità di allegare la domanda inoltrata al Pt_11
Alla luce di quanto sopra la domanda deve essere accolta dichiarando il ricorrente cittadino italiano e disponendo l'adozione da parte del dei provvedimenti Controparte_9 conseguenti. Le spese di lite, stante la peculiarità della materia del contendere in ragione della mancanza di contenzioso, vanno compensate tra le parti
Tanto anche in considerazione che la presente azione è solo di mero accertamento, priva in sostanza di un contezioso, come anche precisato dal in analoghi giudizi Controparte_9 in cui si è costituito: “È evidente, dunque, dalla mera lettura del dettato normativo, come
l'Amministrazione dell'Interno, nella presente fattispecie, svolga una mera attività di certificazione di una condizione personale (Cass. Sez. Unite 17 dicembre 1999, n. 912) e
l'Amministrazione dell'Interno nulla sa, in proposito, circa la posizione dei ricorrenti. In altre parole, non è possibile prendere alcuna posizione in riguardo alla situazione sostanziale: conseguentemente il non può assumere – da un punto di Controparte_9 vista sostanziale – la posizione di convenuto nel presente giudizio, non avendo in alcun modo causato la necessità di rivolgersi al giudice, non risultando il perseguimento dell'alternativo procedimento in sede amministrativa”.
Ne discende che, nel caso in cui la domanda attorea dovesse essere accolta, non potrà essere pronunciata alcuna condanna alle spese, applicandosi anche al regolamento delle spese il principio di causalità (cfr. per arg. Cass. 2473/2009 e Cass. 19456/2008)”.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così decide:
I) accoglie la domanda e, per l'effetto, dichiara che il ricorrente è cittadino italiano;
II) ordina al e, per esso, all'ufficiale dello stato civile competente, di Controparte_9 procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
III). compensa le spese di lite
Dott. Giovanni Calasso 7
Sentenza resa ex articolo 281-sexies c.p.c., pubblicata ed allegazione al verbale alle ore
10,55
Lecce-Venezia,03.01.2025.
IL GOP
Dott. Giovanni Calasso
Dott. Giovanni Calasso 8
SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE
INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'UNIONE
EUROPEA
R.G. n.4487 /2024
PROMOSSO DA
N. Ricorrenti Difensore
1 Controparte_1 Parte_1
2 Parte_2
3
Controparte_2 CP_3 minorenne
4 CP_4 CP_3
5 Controparte_5
6 Controparte_6
7 Controparte_7
8
Controparte_8 minorenne
NEI CONFRONTI DI
Resistente Difensore
Controparte_9
Verbale di causa Udienza 03.01.2025 alle ore 08,05 e seguenti innanzi al dott. Giovanni Calasso, si procede alla trattazione e della causa mediante collegamento da remoto ai sensi dell'art. 221, comma 7, del d.l. n. 34/2020 e dell'art. 23, commi 1 e 7, del d.l. n. 137/2020 e successive integrazioni.
E' presente l'avv. Fici in sostituzione dell'avv. Pt_1
Su invito del Giudice, il difensore si impegna a mantenere attivata la funzione video per tutta la durata dell'udienza ed a prendere la parola nel rispetto delle indicazioni del giudice, in modo da garantire l'ordinato svolgimento dell'udienza Il Giudice avverte che la registrazione dell'udienza è vietata ed invita a dedurre L'avv. Fici fa presente di avere depositato in data 02.01.2025 le prove della notifica ed averle anticipate via mail. Ribadisce che la discendenza è paterna e post Unità D'Italia. Si riporta al ricorso e ne chiede l'accoglimento. Esonera il Giudice dalla lettura della decisione che sarà resa in udienza e depositata sul PCT
IL GOP
Decide come da separata e contestuale sentenza resa in udienza e letta alle parti non presenti alle ore 10,55
IL GOP
Dott.Giovanni Calasso
Dott. Giovanni Calasso 1
n. 4487/2024 R.G.
n. Reg. Sent.
n. Cron.
n Rep.
TRIBUNALE DI VENEZIA
SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE
INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'UNIONE
EUROPEA
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale civile di Venezia – I sezione civile – nella persona del giudice dott. Giovanni
Calasso, nel procedimento civile iscritto al n. 4487 del ruolo generale dell'anno 2024
PROMOSSO DA
Par Ricorrenti Difensore
1 Controparte_10
2 Parte_2
3
Controparte_11 minorenne
4 CP_4 CP_3
5 Controparte_5
6 Controparte_6
7 Controparte_7
8
Controparte_8 minorenne
NEI CONFRONTI DI
Resistente Difensore
Controparte_9
Oggetto: riconoscimento della cittadinanza italiana.
Esaminati gli atti e i verbali di causa;
preso atto delle conclusioni rassegnate dai procuratori delle parti;
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA CONTESTUALE
Conclusioni di parte ricorrente come da verbale di causa del giorno 03.01.2025
I. Con ricorso depositato in data 07.03.2024
Dott. Giovanni Calasso 2
1) , nata il [...] nella città di IT (PR- Brasile) e residente Controparte_1 nella Rua Plinio Salgado, n. 6, apt. 101, Praia dos Amores, Baléario Camboriù- SC- CAP:
88331-450;
2) , nata il [...] nella città di IT (PR- Brasile) e residente Parte_2 nella Rua Capitão NT Ferreira, n. 104, apt. 20, Jardim paulista, ÃO UL- SP- CAP: 01423-
020;
3) , nato il [...] nella Contea di Fairfax Controparte_11 (Virginia- USA) e residente nella Rua Capitão NT Ferreira, n. 104, apt. 20, Jardim paulista,
ÃO UL- SP- CAP: 01423-020, rappresentato ai fini del presente procedimento dai genitori, sig.ri , ut supra qualificata e , nato il Parte_2 Controparte_12 18.01.1973 nella città di LI (GO- Brasile) e residente nella Rua Capitão NT Ferreira,
n. 104, apt. 20, Jardim paulista, ÃO UL- SP- CAP: 01423-020;
4) , nato il [...] nella città di Washington- DC- USA Parte_4
e residente nella Rua Capitão NT Ferreira, n. 104, apt. 20, Jardim paulista, ÃO UL- SP- CAP: 01423-020;
5) , nata il [...] nella città di IT (PR- Brasile) e Controparte_5 residente nella Rua Capitão NT Ferreira, n. 104, apt. 20, Jardim paulista, ÃO UL- SP-
CAP: 01423-020;
6) , nata il [...] nella città di RA (DF- Brasile) e Controparte_6 residente nella QI 33, lote 15, snc, Guará II, RA- DF- CAP: ; P.IVA_1
7) , nato il [...] nella città di IT (PR-Brasile) e Controparte_7 residente nella Avenida Macuco, n. 71, apt. 161, Moema, città di ÃO UL- SP- CAP: 04523- 000;
8) , nata il [...], nella città di ÃO UL (SP- Controparte_8 Brasile) e residente nella Avenida Macuco, n. 71, apt. 161, Moema, città di ÃO UL- SP-
CAP: 04523-000, rappresentata ai fini del presente atto dai genitori, sig.ri CP_7
, ut supra qualificato e , nata il [...], nella
[...] Persona_1 città di ÃO UL (SP- Brasile) e residente nella Avenida Macuco, n. 71, apt. 161, Moema, città di ÃO UL- SP- CAP: 04523-000.
hanno convenuto in giudizio innanzi al Tribunale di Venezia il Controparte_9 formulando le seguenti conclusioni:
- riconoscere e dichiarare la cittadinanza italiana iure sanguinis delle parti ricorrenti;
- per l'effetto, ordinare al e, per esso, all'Ufficiale dello Stato Civile Controparte_9 competente, di adottare tutti i necessari e conseguenti provvedimenti, di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile della cittadinanza italiana dei ricorrenti indicati, provvedendo alle comunicazioni all'Autorità consolare competente.
Con vittoria di spese e compensi oltre rimborso forfettario per spese generali, IVA e CPA come per legge, da distrarsi in favore dello scrivente procuratore antistatario.
.
A sostegno della domanda precisavano che erano discendenti di nato Persona_2 in data 14.10.1879, da genitori italiani nel Comune di San Martino di Lupari (PD), poi
Dott. Giovanni Calasso 3
emigrato in Brasile dove non ha mai rinunciato alla cittadinanza italiana;
-dall'unione del suddetto e nasceva in Brasile la Persona_2 Persona_3 sig.ra il 18.04.1910 che si univa con Persona_4 [...]
e dall'unione suddetta nascevano in Brasile, CP_13
, il 20.01.193 che si univa con Parte_5 Parte_5
e e dall'unione nascevano, in Brasile,
[...] Persona_5 sig.ri:
➢ , il 28.06.1968 che si univa con Parte_2 Persona_6
e dall'unione nascevano, negli Stati Uniti,
[...]
✓ , il 30.10.2003 Parte_4
✓ , il 02.05.2006 Controparte_11
➢ , il 03.08.1969 che univa con Parte_6 Parte_7 e dall'unione nascevano, in Brasile
[...]
✓ , il 03.04.1998 Persona_7
✓ , il 10.02.2003 (doc. 13); Persona_8
➢ , il 01.04.1971 che si univa con Parte_8 [...]
e dall'unione nasceva: CP_14
✓ in Brasile, la sig.ra , il Parte_9
24.06.2011
• , il 30.03.1940 che si univa con Parte_10 Persona_9 [...]
e dall'unione nasceva: CP_1
➢ in Brasile, la sig.ra , il 21.06.1965 Controparte_1
II Il Procuratore della Repubblica di Venezia ha preso visione del presente procedimento;
III. Parte ricorrente ha anticipati via mail la notifica del ricorso e decreto
DIRITTO
Risulta dalla documentazione in atti, tradotta ed apostillata, che l'avo italiano non era stato naturalizzato cittadino brasiliano e, pertanto, non aveva mai perso la cittadinanza italiana e l'aveva trasmessa a sua volta ai suoi discendenti
E' provata la discendenza diretta per linea paterna da cittadino italiano. In linea di principio, dovrebbe affermarsi la carenza di interesse ad agire giudizialmente per l'accertamento della cittadinanza italiana, poiché non si registrano passaggi generazionali per linea femminile in epoca precostituzionale e, pertanto, nessun dubbio viene a porsi in merito alla operatività della giurisprudenza costituzionale ( sentenza n. 87 del 1975, sentenza n. 30 del 1983) che ha determinato il venir meno del criterio di trasmissione unicamente maschile e della disposizione che prevedeva la perdita della cittadinanza per la donna che contraeva matrimonio con un cittadino straniero. Pertanto, dal momento che il riconoscimento dello status civitatis incombe sul , i ricorrenti avrebbero dovuto limitarsi a Controparte_9 chiedere il rilascio del relativo certificato o comunque a richiedere il riconoscimento dello status all'autorità consolare presso il paese di residenza sulla scorta della documentazione attestante la loro discendenza da un cittadino italiano, senza necessità di instaurare un giudizio dinanzi al giudice ordinario.
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Dagli atti si evince che:
- i ricorrenti sono discendenti diretti del cittadino italiano nato in Persona_2 data 14.10.1879
-Hanno, altresì, dedotto che:
- il Consolato Generale d'Italia competente aveva in corso l'evasione di richieste formulate da molti anni e nessun riscontro era dallo stesso pervenuto alle istanze formulate in via amministrativa;
-ai sensi dell'art. 2 della legge n. 241 del 7.08.1990 i procedimenti di competenza delle
Amministrazioni statali devono essere conclusi entro i termini determinati e certi, anche in conformità al principio di ragionevole durata del processo;
- nella richiesta di evasione della richiesta della ricorrente si prospetta il palese superamento dei termini di 730 giorni previsti dall'art. 3 del D.P.R. 18 aprile 1994, n. 362 e dall'art. 1 del d.P.R. 17/01/2014 n. 33, da parte dell'Autorità consolare nonostante per loro non siano ancora maturati.
-l'incertezza in ordine alla definizione della richiesta di riconoscimento dello status di civitatis italiano iure sanguinis ed il decorso di un lasso di tempo irragionevole rispetto all'interesse vantato, comportante peraltro una lesione dell'interesse stesso, equivalgono ad un diniego di riconoscimento del diritto, giustificando l'interesse a ricorrere alla tutela giurisdizionale;
Si rileva, altresì, che:
-attiene alla giurisdizione del giudice ordinario la domanda per l'acquisto della cittadinanza italiana nei casi previsti dagli artt. da 1 a 5 della L. 91/1992, trattandosi di ipotesi nelle quali si deve esclusivamente procedere alla ricognizione dei requisiti di un diritto soggettivo che la legge attribuisce alla persona;
e a quella del giudice amministrativo la domanda nei casi previsti dall'art. 9 della stessa legge, essendo in tali evenienze la posizione giuridica del soggetto richiedente quella del portatore di un interesse legittimo (Cass. Civ. Ord. Sez. U
Num. 29297 Anno 2021);
- trattasi, di conseguenza, di un procedimento inerente lo stato e capacità delle persone, attribuito in via esclusiva al tribunale dall'art. 9 cod. proc. civ., nonché relativo ad un diritto civile e politico, la cui tutela è sempre ammessa ex art. 113 cost. davanti al giudice ordinario (Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 28873 del 09/12/2008);
Ciò premesso occorre verificare se le istanze finalizzate ad ottenere la cittadinanza italiana al
Consolato competente sono una condizione di procedibilità della domanda. Con la parola procedibilità si indicano quelle condizioni processuali richieste perché un procedimento possa aver corso e cioè un atto espressamente previsto come necessario nella sequenza procedimentale con la conseguenza che, in mancanza, nessuna sanzione può essere applicata.
Nel caso di specie la norma di riferimento non prevede detta condizione, come accade in altri casi (vedasi procedimento di mediazione obbligatoria contenuta nell'art.5, comma 1-bis, d.lgs.28/2010, in forza della quale la procedura mediativa costituisce condizione di procedibilità per una serie di controversie afferenti questioni:
▪ di condomino;
▪ di locazione;
▪ di comodato;
▪ di affitto di azienda;
▪ di diritti reali;
▪ di divisioni;
▪ di successioni ereditarie;
▪ di patti di famiglia;
▪ di risarcimento dei danni da responsabilità medica e sanitaria;
▪ responsabilità da diffamazione a mezzo stampa;
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▪ di contratti assicurativi, bancari e finanziari;
▪ associazione in partecipazione;
▪ ; CP_15
▪ franchising;
▪ opera;
▪ rete;
▪ somministrazione;
▪ società di persone e subfornitura).
Detta elencazione non può considerarsi suscettibile di estensione o applicazione analogica atteso che la mediazione obbligatoria è un'ipotesi di giurisdizione condizionata che, limitando il diritto delle parti di agire in giudizio, costituisce una deroga ai principi del nostro ordinamento, ed in quanto tale deve essere limitata alle fattispecie espressamente individuate dal legislatore. Nel caso di specie la norma, conferendo al il potere di accertare il diritto richiesto, CP_9 prevede un atto dell'amministrazione cui è demandata la valutazione dei documenti comprovanti le condizioni personali del ricorrente. Come precisato dalla Corte di Cassazione, sia pure in riferimento ad altra situazione e allo stato di invalidità, l'attività di certificazione di una condizione personale da parte della P.A. non può essere discrezionale e non può affievolire da diritto a interesse legittimo la posizione soggettiva del ricorrente (S.U. 17 dicembre 1999 n. 912).
Una corretta lettura della citata norma regolamentare per la quale il può Controparte_9 riconoscere e dichiarare la cittadinanza italiana, in base alla documentazione allegata dall'istante, comprendente ogni documento idoneo a dimostrare legalmente tale stato, induce a ritenere che la certificazione possa negarsi, solo quando non sia documentalmente provata la situazione che si chiede di attestare o allorché il eserciti la sua facoltà di chiedere CP_9 altri documenti. Tanto in quanto l'unico potere discrezionale, di tipo tecnico, del è Controparte_9 quello di valutare i documenti prodotti dall'interessato finalizzati a provare l'essere cittadino italiano.
A tal riguardo la stessa Avvocatura Distrettuale che rappresenta e difende il
[...]
precisa: CP_9 È evidente, dunque, dalla mera lettura del dettato normativo, come l'Amministrazione dell'Interno, nella presente fattispecie, svolga una mera attività di certificazione di una condizione personale (Cass. Sez. Unite 17 dicembre 1999, n. 912) e l'Amministrazione dell'Interno nulla sa, in proposito, circa la posizione dei ricorrenti. In altre parole, non è possibile prendere alcuna posizione in riguardo alla situazione sostanziale: conseguentemente il non può assumere – da un punto di vista Controparte_9 sostanziale – la posizione di convenuto nel presente giudizio, non avendo in alcun modo causato la necessità di rivolgersi al giudice, non risultando il perseguimento dell'alternativo procedimento in sede amministrativa”. Ne discende che, nel caso in cui la domanda attorea dovesse essere accolta, non potrà essere pronunciata alcuna condanna alle spese, applicandosi anche al regolamento delle spese il principio di causalità (cfr. per arg. Cass. 2473/2009 e Cass. 19456/2008)”. Alla luce di quanto sopra, sussiste la facoltà alternativa di ottenere il riconoscimento in via amministrativa o giudiziale, non potendo l'assenza di certificazione amministrativa precludere il procedimento giurisdizionale di riconoscimento dei diritti di inerenti lo status della persona.
A ciò si aggiunge che la domanda inoltrata al Consolato competente non è altro che una
“fictio” sia perché nelle occasioni in cui l'amministrazione comunica il numero al ricorrente non porta mai a compimento la pratica in termini ragionevoli, sia perché con il nuovo sistema di prenotazione on-line, di fatto, il ricorrente non riesce mai a prenotare. Detti aspetti non risultano mai essere stati confutati dal per cui devono ritenersi come Controparte_9 veritieri e assodati
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Peraltro è fatto notorio che le domande inoltrate al non si concludono in tempi Pt_11 ragionevoli e il fatto notorio, derogando al principio dispositivo delle prove e al principio del contraddittorio, va inteso come fatto acquisito alle conoscenze della collettività, con tale grado di certezza da apparire indubitabile ed incontestabile. A tal riguardo la S.C. ha più volte affermato che, comportando una deroga al principio dispositivo, deve essere inteso in senso rigoroso, ossia come fatto acquisito dalla collettività con tale grado di certezza da apparire indubitabile e incontestabile (Cass. n. 14063/2014).
In rito poi, deve ritenersi che, con riferimento alla disposizione dell'art. 3 del D.P.R. 18 aprile 1994, n. 362, il decorso del termine di 730 giorni non sia configurabile, in difetto di espressa previsione legislativa, come condizione di procedibilità', proponibilità o ammissibilità della domanda. Invero, muovendo dalla nozione di improcedibilità, quale conseguenza sanzionatoria di un comportamento procedurale omissivo, derivante dal mancato compimento di un atto espressamente configurato come necessario nella sequenza procedimentale, deve concludersi che detta sanzione dev'essere espressamente prevista, non potendo procedersi ad applicazione analogica in materia sanzionatoria, attese le gravi conseguenze del rilievo dell'improcedibilità. Inoltre poichè le disposizioni che prevedono condizioni di procedibilità o di ammissibilità, come già evidenziato, costituiscono una deroga all'esercizio del diritto di agire in giudizio garantito dall'art. 24 Cost., esse non possono neppure essere interpretate in senso estensivo. Di qui la non necessità di allegare la domanda inoltrata al Pt_11
Alla luce di quanto sopra la domanda deve essere accolta dichiarando il ricorrente cittadino italiano e disponendo l'adozione da parte del dei provvedimenti Controparte_9 conseguenti. Le spese di lite, stante la peculiarità della materia del contendere in ragione della mancanza di contenzioso, vanno compensate tra le parti
Tanto anche in considerazione che la presente azione è solo di mero accertamento, priva in sostanza di un contezioso, come anche precisato dal in analoghi giudizi Controparte_9 in cui si è costituito: “È evidente, dunque, dalla mera lettura del dettato normativo, come
l'Amministrazione dell'Interno, nella presente fattispecie, svolga una mera attività di certificazione di una condizione personale (Cass. Sez. Unite 17 dicembre 1999, n. 912) e
l'Amministrazione dell'Interno nulla sa, in proposito, circa la posizione dei ricorrenti. In altre parole, non è possibile prendere alcuna posizione in riguardo alla situazione sostanziale: conseguentemente il non può assumere – da un punto di Controparte_9 vista sostanziale – la posizione di convenuto nel presente giudizio, non avendo in alcun modo causato la necessità di rivolgersi al giudice, non risultando il perseguimento dell'alternativo procedimento in sede amministrativa”.
Ne discende che, nel caso in cui la domanda attorea dovesse essere accolta, non potrà essere pronunciata alcuna condanna alle spese, applicandosi anche al regolamento delle spese il principio di causalità (cfr. per arg. Cass. 2473/2009 e Cass. 19456/2008)”.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così decide:
I) accoglie la domanda e, per l'effetto, dichiara che il ricorrente è cittadino italiano;
II) ordina al e, per esso, all'ufficiale dello stato civile competente, di Controparte_9 procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
III). compensa le spese di lite
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Sentenza resa ex articolo 281-sexies c.p.c., pubblicata ed allegazione al verbale alle ore
10,55
Lecce-Venezia,03.01.2025.
IL GOP
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