Sentenza 20 maggio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Ragusa, sentenza 20/05/2025, n. 771 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Ragusa |
| Numero : | 771 |
| Data del deposito : | 20 maggio 2025 |
Testo completo
N. R.G. 1296/2021
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di RAGUSA
Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Giovanni Giampiccolo, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile iscritta al n. R.G. 1296/2021 promossa da:
(c.f. , con il patrocinio dell'avv. GIUSEPPE LEONE;
Parte_1 C.F._1
ATTRICE contro
(p.iva , in persona del legale Controparte_1 P.IVA_1 rappresentante pro tempore, con il patrocinio dell'avv. GIUSEPPE NICASTRO ROSSO;
CONVENUTA
OGGETTO: Risarcimento danni da responsabilità medica
CONCLUSIONI
Per parte attrice:
- ritenere e dire che le sofferenze patite dall'attrice e concretizzatesi in una “calcolosi Parte_1 del dotto biliare con colecistite acuta, infezione e reazione infiammatoria da protesi, ascesso del fegato, sepsi” sono state causate dall'imperizia dei medici del reparto Chirurgia dell di CP_2
Vittoria durante gli interventi chirurgici del gennaio 2019 per l'impianto di uno stent biliare, nonché dalla successiva omissione di controlli e dalla omessa sostituzione dello stent durante il 2019; per l'effetto, - condannare l a risarcire tutti i danni non patrimoniali subiti dall'attore, che CP_3 si quantificano in €. 60.594,00, ovvero in quella somma maggiore o minore che sarà determinata all'esito dell'istruttoria e comunque ritenuta di giustizia, oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali dal fatto all'effettivo soddisfo. Con vittoria degli onorari, diritti e spese di giudizio.
Per parte convenuta:
- Rigettare la domanda attorea in quanto infondata in fatto ed in diritto. Con favore delle spese e del compenso di difesa oltre spese generali, CPA ed IVA.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con atto di citazione ritualmente notificato in data 26.3.2021, conveniva in giudizio Parte_1
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9.1.2019, sottoposta ad intervento chirurgico di impianto di stent biliare. A causa di complicazioni, la paziente subiva un nuovo intervento chirurgico di revisione, a seguito del quale veniva ricoverata in rianimazione e dimessa in data 16.1.2019. Da quel momento in poi, la continuava ad avvertire Pt_1 malori e sofferenze ingravescenti che la portavano al ricovero, in data 20.1.2020, nel reparto di chirurgia dell'Ospedale di Vittoria, con diagnosi d'ingresso “calcolosi del dotto biliare con colecistite acuta, infezione e reazione infiammatoria da protesi, ascesso del fegato, sepsi”. Da qui, l'attrice veniva trasferita all'Ospedale di ove veniva sottoposta ad intervento di rimozione dello stent, e poi CP_1 ritrasferita a Vittoria, ove veniva dimessa una settimana dopo con l'indicazione di procedere ad un controllo periodico della protesi.
A fronte di tale ricostruzione dei fatti, la deduceva la responsabilità della struttura sanitaria Pt_1 convenuta per effetto della negligente ed imperita condotta del personale sanitario dell'
[...]
, sia al momento dell'esecuzione del primo intervento chirurgico di installazione Controparte_5 dello stent, che nella fase successiva, avendo i medici omesso di monitorare le condizioni di salute della paziente, di effettuare controlli periodici dello stent e di sostituirlo nei tempi medi previsti dalla letteratura medica (4-6 mesi). Costituitasi in lite, l' contestava la domanda attorea e ne Controparte_1 chiedeva il rigetto in quanto infondata. Anzitutto, affermava la diligente condotta dei medici dell' in sede di intervento chirurgico di installazione dello stent, il cui decorso Controparte_5 veniva complicato da un'evenienza indipendente dall'operato dei sanitari e richiamata nel consenso informato sottoscritto dalla paziente, risolta a mezzo di intervento di revisione il giorno successivo. Inoltre, in sede di dimissioni post-operatorie, i medici fornivano alla opportune prescrizioni Pt_1 clinico-terapeutiche, quali esame RX di controllo, dieta leggera, profilassi antibiotica e monitoraggio della crasi ematica e della funzionalità epato-pancreatica, che l'attrice disattendeva. Infine, deduceva l'insussistenza del nesso di causalità tra il primo intervento chirurgico e la colecistite acuta sopravvenuta l'anno successivo, nel gennaio del 2020, che portava alla rimozione e sostituzione dello stent, nonché la mancata prova del danno biologico invocato.
La causa veniva istruita con CTU medico legale espletata dal Dott. e dal Prof. Persona_1
volta ad accertare, “sulla base della documentazione versata in atti, se il danno evento Persona_2 lamentato da parte attrice (“calcolosi biliare …colecistite acuta…reazione infiammatoria da protesi…”) sia conseguenza o meno di una condotta imprudente, imperita o negligente dei sanitari che l'hanno avuta in cura;
se sia apprezzabile una condotta colposa di parte attrice che abbia concorso a causare o aggravare l'eventuale danno;
se dal danno evento sia derivato un danno alla salute, temporaneo e permanente, ed in caso positivo quantificarlo sulla base dei criteri medico legali di riferimento”.
Successivamente, all'udienza del 19.2.2025, veniva rimessa in decisione previa assegnazione dei termini ex art. 190 c.p.c. per le comparse conclusionali e le memorie di replica.
La domanda proposta nei confronti dell' è infondata e deve Controparte_1 essere rigettata sulla scorta delle risultanze della CTU medico legale espletata dai nominati Dott.
e dal Prof. Persona_1 Persona_2
I consulenti, ripercorrendo gli interventi chirurgici e i ricoveri della in base alle cartelle Pt_1 cliniche e ai referti prodotti in giudizio, hanno escluso qualsivoglia profilo di responsabilità professionale medica del personale sanitario dell' e dell' Controparte_5 [...]
, che ha agito in modo diligente e perito. Controparte_6
pagina 2 di 6 Alle ore 10:52 del 7.1.2019 la faceva ingresso nel pronto soccorso dell' di Pt_1 Controparte_4
Vittoria, ove le veniva diagnosticata una pancreatite acuta e veniva disposto il ricovero presso l'U.O.C. di Medicina Generale. A seguito di esami ematochimici, cardiologici ed ecografici, alle ore 19:40 del
9.1.2019 la paziente veniva sottoposta ad intervento di colangio-pacreato-grafia retrograda per via endoscopica (ERCP), con referto “l'esplorazione del II duodeno mette in evidenza la papilla in sede con calcolo impattato. Si esegue pre-cut che determina la fuoriuscita del calcolo e di abbondante bile densa. Si imbercia l'orifizio papillare con il papillotomo ma non si riesce ad ottenere un incannulamento profondo della via biliare incannulando il dotto pancreatico principale. Si posiziona protesi pancreatica profilattica (5 fr/4 cm). Successivamente si realizza pre-cut e si esegue colangiografia: la via biliare ha calibro massimo di 10 mm senza sicuri difetti di riempimenti (5 mm), si amplia la sfinterotomia con papillotomo e si assiste a modesto gemizio ematico. Si preferisce quindi posizionare protesi metallica totalmente ricoperta (10 mm/60 mm). Buono il drenaggio del contrasto in duodeno. Assenza di complicanze nel corso ed al termine della procedura. Si consiglia Rx-grafia di controllo della dimissione per verificare l'espulsione della protesi pancreatica”.
I CC.TT.UU. hanno valutato positivamente la scelta dell'intervento chirurgico, affermando che “Le patologie di cui era affetta la erano le seguenti: calcolosi biliare del dotto biliare principale e Pt_1 microlitiasi della colecisti in soggetto iperteso ed obeso. La litiasi biliare condizionava una stasi biliare con ittero ostruttivo ed una iniziale pancreatite acuta (in fase edematosa). Tale quale quadro clinico venutosi a determinare trovava una precisa indicazione nell'esame colangiografia retrograda per via endoscopica e nell'applicazione di una protesi pancreatica e di una protesi biliare per estrarre piccoli calcoli, ridurre la stasi di bile e favorirne il deflusso. Il trattamento attuato sulla è da Pt_1 ritenere “salvavita”: ha difatti favorito il deflusso biliare ed evitato che la pancreatite acuta iniziale, in fase edematosa, con alterazione modesta della funzionalità pancreatica potesse evolvere in una forma severa, di tipo necrotico - emorragica, decisamente più grave e talvolta anche fatale”.
Dal diario clinico del giorno successivo all'intervento (10.1.2025) si evince: alle ore 10:30 “Stamane condizioni cliniche nettamente migliorate, lamenta dolore in epigastrio, addome trattabile, lievemente dolente in epigastrio”; alle ore 19:15 “Nel pomeriggio scariche di melena frequenti e abbondanti. Non riferisce dolore. Si pratica terapia con Tranex. Si contatta telefonicamente il Dr. . Si esegue Per_3 emocromo e coagulazione in urgenza e si richiedono 2U di GRC, per eventuale emotrasfusione. Contattati i colleghi trasfusionisti. Si resta in attesa di referto esami”; alle ore 19:40 “Si richiedono telefonicamente 4U di GRC, si contatta il Dr. e si organizza ERCP urgente. In attesa di Per_3 GRC”; alle ore 20:10 “Si intraprende emotrasfusione di 1U di GRC e si avvisa il gastroenterologo”. Allo stesso modo, dalla cartella clinica dell'U.O.C. di Anestesia e Rianimazione, risulta “Pz […] sottoposta ieri (9.1.2019) ad E.R.C.P, in data odierna presenza di abbondanti scariche di melena con anemizzazione”.
Alla luce della sintomatologia esposta e dei nuovi esami clinici, in data 10.1.2019, la veniva Pt_1 sottoposta ad operazione di revisione del precedente intervento, con referto delle ore 21:49
“L'esplorazione del II duodeno mette in evidenza la papilla in sede con protesi plastica pancreatica e metallica biliare che fuoriescono dall'orificio papillare. Assenza di sanguinamento in atto. Presenza di coagulo adeso alla breccia sfinterotomica, che viene rimosso con lavaggio forzato. Assenza di lesioni sanguinanti in atto. Si appone emostatico (Purastat) sulla breccia a scopo preventivo. Assenza di complicanze nel corso ed al termine della procedura”.
Gli episodi di sanguinamento causativi di melena ed anemizzazione, che hanno reso necessaria la revisione del precedente intervento, devono ritenersi una possibile complicanza post-operatoria, non evitabile e non sintomatica di colpa medica. Del resto, dal consenso informato firmato dalla paziente in data 9.1.2019 risulta “Le complicanze specifiche più frequenti sono il dolore addominale (di intensità pagina 3 di 6 variabile accompagnato o non alterazioni di alcuni esami di laboratorio) che a volte può sfociare in una pancreatite con forte dolore addominale, l'infezione delle vie biliari che può portare febbre accompagnata da brividi intensi, l'emorragia della papilla e la perforazione dell'intestino. Queste complicanze sono abbastanza rare (meno dell'1%) quando la procedura è a solo scopo diagnostico, diventano più frequenti (2-4%) quando l'ERCP ha anche fine terapeutico, come ad esempio il taglio della papilla con l'estrazione di calcoli o nella della dilatazione di un restringimento con eventuale posizionamento di una protesi. In genere le complicanze possono essere curate adeguatamente con terapie farmacologiche, solo in casi più rari è necessario il ricorso a trasfusioni di sangue o a un intervento chirurgico”. La ha, pertanto, acconsentito a sottoporsi all'esame di ERCP con fine Pt_1 terapeutico (taglio della papilla, rimozione di calcoli e posizionamento di protesi) nella piena consapevolezza di possibili complicanze, quali appunto l'emorragia della papilla concretamente occorsa.
Sul punto non è apprezzabile alcun profilo di colpa medica.
Successivamente, la degenza ospedaliera proseguiva senza complicazioni e la paziente veniva dimessa in data 16.1.2019 con diagnosi “pancreatite acuta ed anemia (emotrasfusa), ipertensione arteriosa, colecistite e sludge biliare”, consiglio di “dieta leggera evitando i cibi elaborati, grassi, fritture, alcoolici”, indicazione di terapia farmacologica e segnalazione al medico curante “monitoraggio crasi ematica e funzionalità epato-pancreatica”.
Dopo circa un anno, alle ore 11:24 del 20.1.2020 la faceva nuovamente ingresso nel pronto Pt_1 soccorso dell' con anamnesi “esiti di laparotomia per pseudocisti Controparte_5 pancreatiche post pancreatite. Da circa 7 giorni dolore epigastrico persistente, nonostante la terapia praticata a base di antispastici e antiacidi” e veniva ricoverata presso l' . Controparte_7
Alle ore 13:00 del 27.1.2020, la paziente veniva sottoposta ad intervento di ERCP, così descritto
“Esame eseguito previa somministrazione di diclofenac 100 mg supposte. L'esplorazione del duodeno ha evidenziato la papilla in sede, da cui fuoriesce protesi biliare metallica. Si procede ad estrazione della protesi con ansa diatermica senza successo poiché la protesi rimane bloccata. Si tenta successivamente con pinza rimozione corpo estraneo ma si riscontra la stessa difficoltà. Si decide quindi di sospendere la procedura per evitare l'insorgenza di possibili complicanze e si contattano i chirurghi per programmare intervento di rimozione. Si consiglia controllo clinico e dei parametri bioumorali. Digiuno 12 ore”.
A seguito di tale infruttuoso tentativo, la paziente veniva trasferita in ambulanza presso l'U.O.C. di Chirurgia Generale dell'Ospedale Giovanni Paolo II di ove veniva ricoverata alle ore 20:00 CP_1 dello stesso 27.1.2020, con diagnosi di “calcolosi del dotto biliare con colecistite acuta, senza menzione di ostruzione, infezione e reazione infiammatoria da altre protesi, impianti e innesti interni, ascesso del fegato, sepsi, obesità non specificata”. Qui veniva sottoposta a nuovo intervento chirurgico, così descritto “induzione di pneumoperitoneo con trocar di sovraombelicale. introduzione di CP_8 altri tre trocar secondo tecnica francese. La colecisti appare distesa con modesti segni di colecistite. Si evidenzia un bombè a livello della regione pilorica (stent metallico ritenuto nella VBP e mobilizzato nello stomaco). Isolamento, doppio clippaggio e sezione di arteria cistica e dotto cistico.
Colecistectomia. Pilorotomia longitudinale. Visualizzazione e rimozione, senza sanguinamenti inopportuni, dello stent metallico che appare “ancorato” alla papilla. Piloroplastica sec. Heineke -
a punti staccati di vycril 2/0, in duplice strato. Apposizione di V trocar da 5 mm. al fianco sx. Per_4
e clampaggio della I ansa digiunale al fine di eseguire ERCP senza eccessiva distensione intestinale.
Tempo Endoscopico. ERCP, colangiografia, rimozione calcoli biliari con Fogarty e apposizione di stent plastico nella VBP. Ricreazione dello pneumoperitoneo. Drenaggio. Estrazione della colecisti in endobag e dei trocars sottovisione”. pagina 4 di 6 Alle ore 7:28 del 28.1.2020 si eseguiva esame di colangiografia retrograda, così descritto
“L'esplorazione del II duodeno mette in evidenza la papilla in sede. Si imbercia l'orificio papillare con il papillotomo su filo guida e si riesce ad ottenere un incannulamento profondo della via biliare, quindi si realizza colangiografia: la via biliare ha calibro leggermente superiore alla norma con alcuni difetti di riempimento da riferire a litiasi. Su filo guida si eseguono due passaggi con il catetere a palloncino che determina fuoriuscita di calcoli e sludge biliare. Sempre su filo guida si posiziona protesi biliare plastica 10 Fr/7 cm. Buono il drenaggio del contrasto in duodeno. Assenza di complicanze nel corso ed al termine della procedura”.
In proposito i CC.TT.UU. osservano, riportando letteratura scientifica a sostegno, che “l'indicazione al trattamento della calcolosi della via biliare e della colecisti, tramite la colangiopancreato-grafia retrograda per via endoscopica (ERCP), l'applicazione di una protesi biliare totalmente ricoperta, previa sfinterotomia endoscopica, e poi in un secondo tempo la colecistectomia laparoscopica e la sostituzione della protesi metallica biliare con uno stent in plastica, trova una precisa indicazione e motivazione per la gravità della patologa, dovuta alla gravità della calcolosi biliare, complicata da ittero ostruttivo e da pancreatite acuta in fase iniziale (p. edematosa)”.
Il decorso operatorio proseguiva in modo regolare e, in data 4.2.2020, la veniva dimessa Pt_1 dall'Ospedale di con diagnosi “calcolosi del dotto biliare con colecistite acuta, infezione e CP_1 reazione infiammatoria da protesi;
ascesso del fegato;
sepsi, obesità”, programmando un prericovero presso l'ambulatorio di Chirurgia dell' in data 2.3.2020 per l'intervento di Controparte_6 rimozione della protesi;
tale rimozione avveniva in data 28.9.2020.
I CC.TT.UU. hanno affermato che “L'infiammazione della protesi biliare, a distanza di circa un anno dal suo posizionamento, rientra tra le possibili, prevedibili e solo in parte prevenibili complicanze (come precisato nel consenso informato sottoscritto dalla paziente). La sua rimozione, avvenuta successivamente dopo alcuni mesi, in associazione alla terapia antibiotica, ha scongiurato il realizzarsi di un quadro settico con le temibili conseguenze”. Deve, pertanto, ritenersi che tale infiammazione non sia riconducibile ad una condotta censurabile dei sanitari dell' Controparte_5
in sede di primo intervento, ma ad una possibile complicanza post-operatoria, prontamente e
[...] correttamente fronteggiata dal personale medico.
Quanto, infine, al lamentato omesso controllo della successivamente al primo intervento Pt_1 chirurgico, nella relazione di dimissione ospedaliera dall' di Vittoria del 16.1.2019 Controparte_4 si legge “TERAPIA CONSIGLIATA: Norvasc 10: 1 cp la sera. Plaunac 20: 1 cp al mattino. Ciproxin 500: 1 cp x2/die (8-10) per altri 4 giorni. Catapresan 5 mg TTS ogni 7 giorni (cambio il giovedì). SEGNALAZIONI AL MEDICO CURANTE E MONITORAGGIO: Monitoraggio crisi ematica e funzionalità epato-pancreatica. Si resta a disposizione per ulteriori chiarimenti e informazioni”. Da ciò si desume che il personale medico ha fornito precise indicazioni alla paziente in ordine alla terapia farmacologica da seguire e ai controlli da effettuare, così escludendosi l'invocata responsabilità nella fase successiva all'intervento. A questo punto, la doveva attivarsi per rispettare le prescrizioni Pt_1 fornite, ma non è stata versata in atti alcuna documentazione da cui possa desumersi con certezza se lo abbia fatto o meno.
L'accertata assenza di colpa in capo ai sanitari dell' è già sufficiente al Controparte_5 rigetto della domanda attorea.
Ad ogni modo, l'attrice non ha neanche adeguatamente dimostrato il danno non patrimoniale di cui chiede il risarcimento. Anzitutto, non è stata allegata alcuna documentazione comprovante l'invocata invalidità permanente del 15% ovvero i pretesi dolori ingravescenti patiti tra le dimissioni del pagina 5 di 6 16.1.2019 ed il ricovero del 20.1.2020; in secondo luogo, i fastidi sembrano essersi risolti mediante la rimozione della protesi biliare, avvenuta in data 28.9.2020, che ha determinato un esito favorevole del quadro clinico. I CC.TT.UU. hanno, peraltro, chiarito che “i disturbi soggettivi ricorrenti lamentati dalla periziata, a fronte di esami strumentali (ecografia) ed esami di laboratorio (analisi cliniche) con valori risultati nella norma, rientrano in normali disturbi di adattamento dell'apparato digerente nel periodo post-colecistectomia. Tale sintomatologia può essere ben gestita dalla terapia medica a base di farmaci antispastici sulle vie biliari e farmaci fluidificanti biliari”.
Alla luce di quanto esposto, deve escludersi la responsabilità medica dei sanitari dell' CP_4 di Vittoria e deve rigettarsi la domanda risarcitoria di parte attrice.
[...]
Le spese di lite seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando nella causa iscritta al n. R.G. 1296/2021, disattesa ogni contraria istanza, difesa o eccezione:
rigetta la domanda di nei confronti dell' ; Parte_1 Controparte_1
condanna al pagamento in favore dell' delle Parte_1 Controparte_1 spese processuali, che si liquidano in € 7.052,00, oltre a rimborso spese generali, Iva e Cpa;
pone le spese di CTU, già liquidate come da separato provvedimento, definitivamente a carico di
. Parte_1
Ragusa, 15/05/2025.
Il Giudice
dott. Giovanni Giampiccolo
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