Sentenza 29 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Catania, sentenza 29/03/2025, n. 1408 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Catania |
| Numero : | 1408 |
| Data del deposito : | 29 marzo 2025 |
Testo completo
R E P U B B L I C A I T A L I A N A
In nome del Popolo Italiano
T R I B U N A L E D I C A T A N I A
Sezione Lavoro
Il giudice del lavoro del Tribunale di Catania dott.ssa Laura Renda, a seguito dell'udienza del 25 marzo 2025, trattata secondo le modalità di cui all'art. 127 ter c.p.c., ha emesso la seguente
SENTENZA nella causa iscritta al n. R.G. 4895/2024 promossa da
, rappr. e dif. dall'avv.to MARZA' CARMELO giusta procura in Parte_1
atti; ricorrente contro
, rappr. e dif. dall'avv.to BATTIATO MARIA ROSARIA, che lo rappresenta per procura CP_1
generale alle liti a rogito notaio in Roma rep. N. 37875/7313 del 22/03/24. Pec: Persona_1
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resistente
Avente ad oggetto: opposizione a ATP
Parte ricorrente concludeva come da note sostitutive di udienza.
In fatto e in diritto
Con ricorso depositato in data 20 maggio 2024 parte ricorrente, a seguito di contestazione delle conclusioni formulate dal consulente tecnico di ufficio in sede di accertamento tecnico preventivo previsto dall'art. 445 bis c.p.c., presentava rituale opposizione chiedendo riconoscersi la sussistenza dei requisiti sanitari per la fruizione della prestazione assistenziale oggetto della sua pretesa
(indennità di accompagnamento) nonché della condizione di portatrice di handicap in situazione di gravità fin dalla data della domanda del 24 febbraio 2023, atteso che erano state riconosciute le condizioni sanitarie per entrambe le istanze formulate ma a decorrere da settembre 2023
Ritualmente instauratosi il contraddittorio, si costituiva in giudizio l' contestando la CP_1
prospettazione avversaria.
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Indi la causa viene decisa e definita nei termini che seguono.
Va subito premesso, in relazione alla contestazione formulata dall' che eccepisce CP_1
l'inammissibilità del ricorso - che risulta peraltro tempestivamente proposto - per mancanza di idonee e specifiche contestazioni alle conclusioni formulate dal consulente tecnico d'ufficio nella precedente fase di accertamento tecnico preventivo, che nel giudizio di merito in esame introdotto per contestare le risultanze della CTU depositata a seguito dell'espletamento dell'ATP, ai sensi dell'art. 445 bis cpc, il ricorso è stato formulato proponendosi specifici motivi di contestazione delle conclusioni e delle argomentazioni elaborate dal CTU nella precedente fase di ATPO, giusta quanto disposto dall'art. 445, comma 6, c.p.c.
D'altro verso si ribadisce che l'accertamento tecnico preventivo ha come suo esclusivo oggetto la verifica della ricorrenza del requisito sanitario necessario per la prestazione assistenziale e così anche la fase di opposizione.
In tal senso si è espressa la giurisprudenza di legittimità da questo giudice condivisa che, ribadendo come il procedimento per ATP abbia ad oggetto soltanto l'accertamento del requisito sanitario, ha osservato, con riferimento alla fase dell'opposizione, quanto segue: “Se invece una delle parti contesti le conclusioni del CTU, si apre un procedimento contenzioso, con onere della parte dissenziente di proporre ricorso al giudice, in un termine perentorio, un ricorso in cui, a pena di inammissibilità, deve specificare i motivi della contestazione. Si svolge così una nuova fase contenziosa, ancora limitata “solo” alla discussione sulla invalidità, fase peraltro circoscritta agli elementi di contestazione proposti dalla parte dissenziente (ricorrente)” (Cass. civ., sez. lav., n.
6084/2014).
Ciò posto, nel procedimento per ATP il CTU aveva concluso il suo giudizio reputando che la versasse in condizioni tali da potere essere ritenuta invalida nella misura del 100% ed in Parte_1
condizioni tali da meritare il riconoscimento della indennità di accompagnamento, oltre che portatrice di handicap in situazione di gravità dal settembre 2023.
Parte ricorrente ha, tuttavia, contestato specificamente l'esito del suddetto accertamento sanitario con specifico riguardo alla individuata decorrenza.
Il CTU nominato nell'ambito dell'opposizione, confermando la diagnosi già formulata dalla consulente nominata in fase di ATP (“Artrite reumatoide, osteoporosi con spondiloartrosi, encefalovasculopatia cronica con malattia di Alzheimer MMSE 15.5, iperparatiroidismo, sindrome
2 ansioso-depressiva, cardiopatia ipertrofica”), ha concluso nel senso che la ricorrente sia da considerare invalida totale e permanente 100% e con necessità di assistenza continua non essendo in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita, oltre che portatrice di handicap ai sensi dell'art. 3 c. 3 della legge 104/92 già da data antecedente la stessa presentazione della domanda amministrativa, poiché già nel giugno 2022 veniva formulata diagnosi di diagnosi di Alzheimer di grado moderato.
La relazione, immune da vizi, e avverso la quale alcuna contestazione è stata formulata dalle parti nel termine assegnato, va condivisa e richiamata.
In definitiva deve concludersi per l'accoglimento integrale del ricorso.
Le spese di lite del presente giudizio di opposizione e quelle della fase di ATP vanno poste a carico dell' rimasto soccombente. CP_1
Le stesse vanno liquidate ai sensi del d.m. n. 55/2014 sì come integrato e modificato dal DM
147/2022 applicando i valori minimi avuto riguardo alla natura del procedimento e alla modesta rilevanza giuridica delle questioni affrontate.
Il valore della causa va stabilito alla stregua del criterio previsto dall'articolo 13 comma 1 c.p.c. (ciò richiamando quanto statuito dalle sezioni unite della Corte di Cassazione con sentenza 21 maggio
2015, n. 10454 secondo cui “Le prestazioni di assistenza sociale hanno natura alimentare, in quanto fondate esclusivamente sullo stato di bisogno del beneficiario, a differenza delle prestazioni previdenziali, che presuppongono un rapporto assicurativo e hanno più ampia funzione di tutela.
Pertanto, nelle controversie relative a prestazioni assistenziali, il valore della causa ai fini della liquidazione delle spese di giudizio si stabilisce con il criterio previsto dall'art. 13, primo comma, cod. proc. civ. per le cause relative alle prestazioni alimentari, sicché, se il titolo è controverso, il valore si determina in base all'ammontare delle somme dovute per due anni”).
Precisato dunque che lo scaglione di riferimento è quello compreso tra € 5.200,00 ed € 26.000,00 e che ai sensi dell'articolo 4 del D.M. n. 55/2014, comma 1, secondo periodo, come modificato dal
DM 147/2022 il giudice tiene conto dei valori medi di cui alle tabelle allegate, che, in applicazione dei parametri generali, possono essere diminuiti del 50% per cento;
che quanto alla fase di ATP, muovendo dalla tabella 9 i valori medi già diminuiti del 50% sono pari ad € 1168,50; che quanto alla fase di opposizione, muovendo dalla tabella numero 4 (cause di previdenza), i valori sono pari ad € 2695,50, determinati diminuendo del 50% i valori medi di cui alle varie voci afferenti le diverse fasi (studio, introduttiva, istruttoria decisionale);
3 le spese di entrambe le fasi vanno liquidate in € 3.864,00, oltre rimborso spese generali al 15%,
CPA e IVA come per legge, con distrazione in favore dell'avv.to Carmelo Marzà ai sensi dell'art. 93 c.p.c..
Le spese di CTU, liquidate come da separati decreti di pari data, vanno poste a carico dell' . CP_1
P.Q.M.
Il giudice del lavoro di Catania, disattesa ogni ulteriore domanda, eccezione e difesa, così statuisce: in accoglimento del ricorso e in riforma dell'accertamento del requisito sanitario secondo le risultanze indicate nella relazione del CTU depositata nell'ambito del procedimento per ATP ex art. 445 bis c.p.c. iscritto al n. 12768/2023 R.G., dichiara che è inabile al 100% e Parte_1
non in grado di attendere agli atti quotidiani della vita nonché portatrice di handicap in situazione di gravità dalla domanda amministrativa (24.2.2023); condanna l' a rifondere in favore della ricorrente le spese di lite di entrambe le fasi che liquida CP_1 in misura pari ad € 3.864,00 oltre rimborso spese generali al 15%, CPA e IVA come per legge che distrae in favore dell'avv.to Carmelo Marzà.
Pone a carico dell' le spese tanto della consulenza tecnica espletata nel corso CP_1 dell'accertamento tecnico preventivo, quanto della consulenza tecnica espletata in questo giudizio, liquidate con separati decreti di pari data.
Così deciso in Catania il 29/03/2025
Il Giudice del Lavoro
Dott.ssa Laura Renda
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