Cass. pen., sez. V, sentenza 09/12/2003, n. 18368
CASS
Sentenza 9 dicembre 2003

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La riduzione della pena in seguito al giudizio abbreviato, risolvendosi in un'operazione puramente aritmetica di natura processuale conseguente alla scelta del rito ad opera dell'imputato, deve essere eseguita dal giudice logicamente e temporalmente dopo la determinazione della pena effettuata secondo i criteri e nel rispetto delle norme di natura sostanziale previste dal codice penale, in particolare della previsione di cui all'art. 78 cod. pen., diretta a temperare il principio del cumulo materiale della pena, per la quale non può essere superato il limite di anni trenta anche in caso di aumento derivante dalla continuazione. (In applicazione di questo principio la S.C. ha annullato la sentenza della Corte di appello che ha operato l'obbligatoria riduzione di un terzo sulla pena complessiva determinata per effetto della continuazione in anni trentatre, senza la previa riduzione ad anni trenta per effetto dell'applicazione dell'art. 78 cod. pen.).

Ai fini della consumazione del delitto di acquisto e di cessione di sostanza stupefacente (art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990), non occorre che la droga sia materialmente consegnata all'acquirente, ma è sufficiente che si sia formato il consenso delle << parti>> sulla quantità e qualità della sostanza e sul prezzo della stessa.

Integra il reato di procurata inosservanza di pena (art. 390 cod. pen.) - che è reato a forma libera - la condotta che costituisce concausa produttiva dell'effetto conseguito dal condannato, sicché l'aiuto prestato deve essere in connessione causale con l'intenzione del condannato di sottrarsi all'esecuzione della pena; l'elemento soggettivo richiede il dolo generico, che presuppone la consapevolezza da parte dell'agente della posizione di condannato della persona aiutata. (In applicazione di questo principio la S.C. ha ritenuto insussistenti gli estremi del reato in questione nella condotta di un componente di una delegazione di politici albanesi - della quale faceva parte sotto falso nome un soggetto ricercato, immediatamente riconosciuto e arrestato dai militari della Guardia di Finanza - che alla domanda degli stessi militari si limitò a segnalare che detto soggetto faceva parte della delegazione diretta a Strasburgo, non ravvisando in tale condotta una forma qualsiasi di aiuto, posto che effettivamente la delegazione albanese in rappresentanza di diversi partiti si stava recando a Strasburgo per partecipare ad un incontro sulla criminalità).

Commentari3

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    https://www.iusinitinere.it/

    1. Con sentenza del 17 novembre 2016 la Corte di appello di Napoli, decidendo in sede di rinvio a seguito di annullamento pronunciato dalla Corte di cassazione il 21 aprile 2015 nel processo a carico di Giovanni Cesarano, imputato dei delitti di cui all'art. 416-bis, commi dal primo al sesto e ottavo, cod. pen. (capo A), 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (capo B), nonché 10, 12 e 14 legge 14 ottobre 1974, n. 497 e 7 legge 12 luglio 1991, n. 203 (capo D), ritenuta la continuazione tra i reati in esame e quelli giudicati con le sentenze della Corte di assise di appello di Napoli del 29 giugno 2005 e della Corte di appello di Napoli del 22 gennaio 1996, rideterminava la pena in complessivi …

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  • 2Processo penale, giudizio abbreviato, reato giudicato con rito ordinario, continuazione, riduzione della pena, applicazioneAccesso limitato
    Redazione Altalex · https://www.altalex.com/ · 8 novembre 2018

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    L'applicazione della continuazione tra reati giudicati con rito ordinario ed altri giudicati con rito abbreviato comporta che soltanto nei confronti di questi ultimi deve operare la riduzione di un terzo della pena a norma dell'art. 442, comma 2, cod. proc. pen.. (Ricorso rigettato) (Normativa di riferimento: C.p.p. artt. 442., c. 2, 671; C.p. art. 81) Il fatto La Corte di appello di Napoli, decidendo in sede di rinvio a seguito di annullamento pronunciato dalla Corte di cassazione il 21 aprile 2015 nel processo a carico di G. C., imputato dei delitti di cui all'art. 416-bis, commi dal primo al sesto e ottavo, cod. pen. (capo A), 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (capo B), nonché 10, 12 e …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 09/12/2003, n. 18368
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 18368
Data del deposito : 9 dicembre 2003

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