Cass. pen., sez. VI, sentenza 05/12/2017, n. 10569
CASS
Sentenza 5 dicembre 2017

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La distinzione tra il delitto di peculato e quello di truffa aggravata, ai sensi dell'art. 61, n. 9, cod. pen., va individuata con riferimento alle modalità del possesso del denaro o di altra cosa mobile altrui oggetto di appropriazione, ricorrendo il peculato quando il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio se ne appropri avendone già il possesso o comunque la disponibilità per ragione del suo ufficio o servizio, e ravvisandosi invece la truffa aggravata quando il soggetto attivo, non avendo tale possesso, se lo procuri fraudolentemente, facendo ricorso ad artifici o raggiri per appropriarsi del bene. Pertanto nelle ipotesi di peculato le condotte di falsificazione documentale o gli artifici costituiscono un "post factum" non punibile in quanto compiuti per conseguire un risultato ulteriore finalizzato all'occultamento o al perfezionamento della materiale appropriazione della "res".

Commentari2

  • 1Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/

    RITENUTO IN FATTO 1. La Corte di appello di Bologna con la sentenza del 25 settembre 2019, oggetto dell'odierna impugnazione, ha confermato in punto di responsabilità la sentenza del 24 marzo 2017 del Tribunale di Bologna che condannava Manes B. per il reato di peculato in relazione ad alcuni rimborsi da lui ottenuti, nella sua qualità di componente del Consiglio della Regione Emilia-Romagna, a carico dei fondi del gruppo consiliare di appartenenza per spese risultate non rimborsabili secondo la normativa regionale applicabile. 1.1. In particolare, nell'ambito del più ampio elenco di cui al capo di imputazione, la condanna riguardava i rimborsi per le spese del 30 ottobre 2010, 27 …

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  • 2Peculato e truffa aggravata: quali differenze per l'art.61 n.9 cod. pen.?
    Di Tullio D'Elisiis Antonio · https://www.diritto.it/ · 30 giugno 2022

    In cosa il delitto di peculato si distingue da quello di truffa aggravata ai sensi dell'art. 61, n. 9, cod. pen.. (Riferimenti normativi: Cod. pen., art. 314; 640, 61, n. 9) Indice Il fatto I motivi addotti nel ricorso per Cassazione Le valutazioni giuridiche formulate dalla Cassazione Conclusioni 1. Il fatto La Corte di Appello di Lecce confermava sostanzialmente la sentenza con cui l'imputata era stata condannata per il reato di peculato. In particolare, all'accusata, medico dipendente di una Asl, operante in regime di attività libero professionista intramuraria (c.d. intramoenia allargata) autorizzata presso il suo studio professionale privato, era contestato di essersi appropriata …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 05/12/2017, n. 10569
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 10569
Data del deposito : 5 dicembre 2017

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