Versione
6 marzo 1975
6 marzo 1975
Art. 3.
Per espressa richiesta della persona affetta da cecita' e' ammessa ad assistere la medesima, nel compimento degli atti di cui all'articolo 2, o a partecipare alla loro redazione, nei limiti indicati dall'interessato, altra persona cui egli accordi la necessaria fiducia.
La persona che, ai sensi del comma precedente, presta assistenza nel compimento di un atto, deve apporre su di esso, dopo la firma del cieco, la propria, premettendo ad essa le parole "il testimone".
La persona che, ai sensi del primo comma, partecipa alla redazione di un atto, deve apporre su di esso, dopo la firma del cieco, la propria, premettendo le parole "partecipante alla redazione dell'atto".
Per espressa richiesta della persona affetta da cecita' e' ammessa ad assistere la medesima, nel compimento degli atti di cui all'articolo 2, o a partecipare alla loro redazione, nei limiti indicati dall'interessato, altra persona cui egli accordi la necessaria fiducia.
La persona che, ai sensi del comma precedente, presta assistenza nel compimento di un atto, deve apporre su di esso, dopo la firma del cieco, la propria, premettendo ad essa le parole "il testimone".
La persona che, ai sensi del primo comma, partecipa alla redazione di un atto, deve apporre su di esso, dopo la firma del cieco, la propria, premettendo le parole "partecipante alla redazione dell'atto".
Commentari • 8
- 1. “Nullità virtuale” della fideiussione sottoscritta da persona non vedenteDi Donato Giovenzana · https://www.dirittodelrisparmio.it/ · 6 gennaio 2020 · 15.458175
Cass., III sez. civ., sent. n. 29332 del 13.11.2019 di Donato Giovenzana La Suprema Corte – nel rigettare l'unico motivo di ricorso avanzato dalla banca – ha condiviso la Corte territoriale laddove ha affermato che i contratti di fidejussione erano stati posti in essere da persona affetta da cecità, assistita da un soggetto che aveva utilizzato la sua funzione di testimone-assistente per porre in essere raggiri (integranti il delitto di truffa aggravata, sebbene ciò fosse stato accertato dal giudice penale solo in un secondo tempo) nei confronti di persona non vedente, concludendo che tale soggetto non aveva la qualità richiesta dall'art. 3 della legge n. 18 del 1975. […]
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Giurisprudenza • 10
- 1. Cass. civ., sez. III, sentenza 13/11/2019, n. 29332Provvedimento: […] per gli stessi fatti oggetto di causa, per truffa aggravata e la sentenza penale di condanna aveva accertato che il consenso della NI era frutto di un raggiro, posto in essere dal pervenuto (tra l'altro) in forza della sua qualità di testimone-assistente, ai sensi dell'art. 3 della legge n. 18 del 1975, ai danni della stessa non vedente. […]Leggi di più...
- truffa aggravata·
- nullità virtuale·
- libertà negoziale·
- art. 1418 cod. civ.·
- cecità totale·
- invalidità contratto·
- art. 3 legge n. 18 del 1975·
- fidejussione·
- testimone-assistente