Sentenza 24 settembre 2024
Commentari • 0
Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Milano, sentenza 24/09/2024, n. 649 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Milano |
| Numero : | 649 |
| Data del deposito : | 24 settembre 2024 |
Testo completo
SI PRENOTI
A DEBITO
(artt. 146 d.p.r. 115/2002
59 d.p.r.131/1986)
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI MILANO
SEZIONE SECONDA CIVILE
RG Ist. liq. giud. N. 753/2024 P.U. riunita in camera di consiglio nelle persone dei sottoscritti magistrati:
Dott.ssa Caterina Macchi Presidente
Dott.ssa Guendalina Pascale Giudice
Dott. Francesco Pipicelli Giudice rel. ha pronunciato la seguente
SENTENZA nel procedimento unitario RG PU N. 753/2024 per dichiarazione di apertura di liquidazione giudiziale promosso con ricorso depositato telematicamente in data 5 giugno 2024,
DA
Cassa Assistenziale Paritetica Edile (C.A.P.E.) della Provincia di Brescia, C.F. 80010870170, con sede legale in Brescia (BS), Via Guglielmo Oberdan n. 122, in persona del suo Presidente e legale rappresentante geom. Raffaele Collicelli, C.F. [...], rappresentata e difesa per procura speciale allegata con modalità telematica a margine del ricorso dall'avv. Fabio Bertella, C.F.
[...], presso il cui studio in Brescia (BS) Via Guglielmo Oberdan n. 122 elegge domicilio, il quale dichiara di voler ricevere avvisi e comunicazioni al seguente indirizzo di posta elettronica: fabio.bertella@brescia.pecavvocati.it , nei confronti di
1
12576930965), con sede legale a MILANO (MI) PIAZZA QUATTRO NOVEMBRE 4 cap
20124;
*****
Il Tribunale esaminati gli atti ed udita la relazione del Giudice Delegato;
PREMESSO CHE con ricorso depositato ed iscritto a ruolo in data 5 giugno 2024, CASSA ASSISTENZIALE
PARITETICA EDILE (C.A.P.E.) DE IA DI BR ha chiesto dichiararsi l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti della società ACRUX SOCIETA' A
RESPONSABILITA' LIMITATA SEMPLIFICATA;
fissata udienza, il contradditorio si è regolarmente costituito con la notifica alla società debitrice del ricorso, del decreto di fissazione d'udienza e delega del giudice relatore, perfezionatasi con deposito presso la Casa Comunale di
Milano in data 13 agosto 2024 ai sensi dell'articolo 40 comma 8 CCII, nel rispetto dei termini di almeno quindici giorni anteriori ex art 41 comma 2 CCII, essendo stata fissata e tenuta l'udienza di convocazione innanzi al giudice relatore designato in data 17 settembre 2024; in precedenza, la notifica non si era perfezionata né presso la sede legale risultante da visura camerale, in data 2 agosto
2024, con la motivazione riportata nel verbale dell'ufficiale giudiziario “trasferita, come da informazioni assunte in loco dal portiere dello stabile”; né a mezzo PEC a cura della cancelleria nonostante il tentativo eseguito in data 18.6.2024, con esito non positivo per cause imputabili al destinatario, ex art. 40 comma 6 CCII, in quanto “il destinatario selezionato non ha ricevuta di ritorno elettronica” ed è privo di rubrica telematica ovvero non è in possesso di una PEC neppure assegnata d'ufficio dal registro delle imprese e quella riportata in visura camerale evidentemente non è più esistente né funzionante;
OSSERVA
La competenza territoriale
Sussiste, ai sensi degli articoli 26, 27 e 28 CCII (D.Lvo 14/2019 e successive modifiche) la giurisdizione e competenza di questo Tribunale dal momento che il Centro degli interessi principali dell'impresa (COMI) è situato in Italia, in Comune ricompreso nel circondario dell'intestato
Tribunale, in quanto risulta da visura aggiornata che la società debitrice ha sede legale in MILANO
(MI) PIAZZA QUATTRO NOVEMBRE 4 cap. 20124;
L'esercizio di attività commerciale e le soglie dimensionali
2 • La debitrice è una società che esercita attività commerciale ai sensi dell'articolo 2195 c.c. come da visura camerale, avente per oggetto sociale, senza pretesa di esaustività, l'attività prevalente ivi descritta di “costruzione di edifici residenziali e non residenziali”;
• La debitrice non ha dimostrato la sussistenza congiunta dei requisiti di cui all'articolo 2, comma 1, lett. d) CCII, risultando pertanto soggetta alle disposizioni sulla liquidazione giudiziale, conformemente a quanto stabilito dall'art. 121 CCII;
l'onere probatorio non è stato assolto dalla società debitrice, la qual ha scelto di non far pervenire la documentazione richiesta dal decreto di fissazione dell'udienza e, quindi, di non dimostrare il possesso congiunto delle soglie dimensionali predette (cfr. Cass. Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 24138 del
27/09/2019, Sez. 1 -, Ordinanza n. 30516 del 23/11/2018, Sez. 1 - , Sentenza n. 24548 del
01/12/2016). Ne discende, dunque, che trova applicazione, nel caso di specie, il principio per cui, in istruttoria, l'omesso deposito da parte dell'imprenditore raggiunto da istanza, della situazione patrimoniale, economica e finanziaria aggiornata, al pari dei bilanci relativi agli ultimi tre esercizi, in violazione dell'art. 41 comma 4 CCII, si risolve in danno dell'imprenditore medesimo che “è onerato della prova del non superamento dei limiti dimensionali …” (Cass. civ., sez. 1, 31.5.2012, n. 8769; Cass. Civ., sez. 1, 30.5.2013, n.
13643; Cass. Civ., sez. 6 - 1, 24.10.2017, n. 25188; Cass. Sez. 1, Sentenza n. 625 del
15/01/2016).
Considerata l'omessa approvazione e deposito ufficiale del bilancio al 31.12.2023 – essendo stata costituita la società a settembre 2022 - e vista la mancata produzione di una situazione contabile aggiornata, l'imprenditore non costituendosi non ha inteso soddisfare l'onere probatorio di cui è, ex lege, gravato.
La legittimazione attiva di parte ricorrente e la condizione di procedibilità ex art. 49 u.c. CCII.
Sussiste la legittimazione attiva della ricorrente per un importo oggetto di atto di precetto pari a
21.965,51 notificato via PEC in data 19.9.2023.
Sussistono, inoltre, debiti previdenziali verso INPS/INAIL scaduti, non pagati e non rateizzati, non oggetto di definizione agevolata, come da estratto aggiornato del concessionario di riscossione, pari ad € 105.319,84 formatisi a partire da ottobre 2022, emergenti anche dal DURC negativo.
Ai sensi dell'art. 49 co. 5 CCII l'ammontare dei debiti scaduti e non pagati risultanti dagli atti è pertanto complessivamente superiore a € 30.000,00.
L'insolvenza
3 Quanto al requisito dell'insolvenza, va rammentato in diritto che lo stato d'insolvenza dell'imprenditore commerciale, quale presupposto per la dichiarazione di fallimento, “si realizza in presenza di una situazione d'impotenza, strutturale e non solo transitoria, a soddisfare regolarmente
e con mezzi normali le proprie obbligazioni, a seguito del venire meno delle condizioni di liquidità e di credito necessarie alla relativa attività…” (vedi da ultimo Sez. 1 - , Ordinanza n. 7087 del
03/03/2022; Cass. Sez. 1 - , Sentenza n. 29913 del 20/11/2018; conforme da ultimo Cass. Sez. 1 - ,
Ordinanza n. 30284 del 14/10/2022 secondo cui lo stato di insolvenza “va desunto, più che dal rapporto tra attività e passività, dalla possibilità dell'impresa di continuare ad operare proficuamente sul mercato, fronteggiando con mezzi ordinari le obbligazioni, sicché i beni e i crediti che compongono il patrimonio sociale vanno considerati non solo per il loro valore contabile e di mercato, ma anche in rapporto all'attitudine ad essere adoperati per estinguere tempestivamente i debiti, senza compromissione – di regola – dell'operatività dell'impresa”); l'insolvenza consiste nell'accertata impotenza economico-finanziaria dell'impresa ad operare sul mercato, fronteggiando le obbligazioni secondo un criterio di "normalità", ben potendosi desumere sulla base di parametri ed indici concreti quali: perdite di esercizio relative all'anno precedente al fallimento;
la pesante situazione debitoria;
inesistenza di liquidità; mancato adempimento di debiti anche di modesto importo ecc.;
La debitrice si trova pertanto in stato di insolvenza, secondo quanto previsto dall'art. 121 CCII, come risulta desumibile in concreto:
a. dall'inadempimento dei crediti da lavoro (mancato pagamento degli accantonamenti e dei contributi convenuti in sede di contrattazione collettiva) della Cassa Edile ricorrente, per importi modesti e portati da decreto ingiuntivo, fisiologicamente adempibili da un'impresa non in crisi quale normale costo di produzione, fatto indicativo pertanto dell'incapacità di pagare regolarmente e con mezzi normali le obbligazioni commerciali;
b. dal mancato pagamento di non irrisori debiti previdenziali, maturati da aprile 2023 e quindi risalenti nel tempo, scaduti e non rateizzati per un importo pari a euro 105.300 circa e quindi dall'esito negativo della verifica di regolarità contributiva ( DURC);
c. dall'omesso deposito del bilancio di esercizio al 31.12.2023, nonostante la scadenza dei termini di legge, in violazione dell'art. 2478 bis c.c.
Alla luce di tali elementi univoci e concreti è da escludere il ricorrere di un fenomeno di occasionale inadempienza, dovendosi per contro desumere dagli elementi sinora evidenziati e da altri “fatti esteriori” il sussistere uno stato di definitiva incapacità dell'impresa di fare fronte regolarmente alle
4 proprie obbligazioni: emerge infatti come l'impresa debitrice non abbia più credito di terzi e mezzi finanziari propri per soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni.
Ritiene, pertanto, il Collegio che debba emettersi sentenza di apertura della liquidazione giudiziale ex art. 49 CCII, designando un curatore che sia in possesso di una struttura organizzativa adeguata e di risorse che appaiano adeguate al fine del rispetto dei tempi previsti dall'articolo 213 CCII e che alla data odierna risulta iscritto all'albo dei soggetti incaricati dall'autorità giudiziaria delle funzioni di gestione e di controllo nelle procedure di cui al codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza.
P.Q.M.
1) DICHIARA l'apertura della liquidazione giudiziale della società ACRUX SOCIETA' A
RESPONSABILITA' LIMITATA SEMPLIFICATA (c.f. e P. IVA 12576930965), con sede legale a MILANO (MI) PIAZZA QUATTRO NOVEMBRE 4 cap 20124, quale procedura principale di insolvenza ex art. 3 comma 1 Reg. UE n. 848/15;
2) NOMINA Giudice Delegato il dott. Francesco Pipicelli;
3) NOMINA Curatore la dott.ssa ROBERTA ZORLONI, soggetto che ha i requisiti di cui agli articoli 356, 358, 2 lettera n) codice della crisi;
4) ORDINA al debitore, ove non vi abbia già provveduto, di depositare, entro tre giorni dalla data di comunicazione della presente sentenza, i bilanci e le scritture contabili e fiscali obbligatorie, in formato digitale nei casi in cui la documentazione è tenuta a norma dell'articolo 2215-bis del codice civile, dei libri sociali, delle dichiarazioni dei redditi, IRAP e IVA dei tre esercizi precedenti, nonché dell'elenco dei creditori corredato dall'indicazione del loro domicilio digitale, se non già eseguito a norma dell'art. 39 CCII;
5) FISSA l'adunanza per l'esame dello stato passivo in data 15 gennaio 2025 ore 9.30 sull'applicativo autorizzato Microsoft Teams al seguente link ipertestuale della stanza virtuale del giudice delegato che si trascrive di seguito, disponendosi la modalità di trattazione da remoto dell'udienza ai sensi dell'art. 203 co. 3 ultima parte CCII, che consente la copertura normativa indipendentemente dal c.d. “periodo emergenziale”, avvisando il debitore che può comparire alla predetta udienza e può chiedere di essere sentito sulle domande di ammissione al passivo a norma dell'art. 203 comma 4 CCII: https://teams.microsoft.com/l/meetup- join/19%3ameeting_MGVkNjgzY2UtMDdhMS00M2ZiLTkyNjctNTI0MmJiZGIyOTMx%40threa
d.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%22792bc8b1-9088-4858-b830-
2aad443e9f3f%22%2c%22Oid%22%3a%228df10bb4-001b-4015-9737-15476113e02a%22%7d
5 6) assegna ai creditori e ai terzi, che vantano diritti reali o personali su cose in possesso del debitore, il termine perentorio di trenta giorni prima dell'udienza di cui al precedente n. 5 per la presentazione delle domande di insinuazione a norma dell'art. 201 codice della crisi;
7) ORDINA al curatore di effettuare le comunicazioni di cui all'art. 200 codice della crisi;
8) autorizza il curatore, con le modalità di cui agli articoli 155-quater, 155-quinquies e 155-sexies delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile:
a) ad accedere alle banche dati dell'anagrafe tributaria e dell'archivio dei rapporti finanziari;
b) ad accedere alla banca dati degli atti assoggettati a imposta di registro e ad estrarre copia degli stessi;
c) ad acquisire l'elenco dei clienti e l'elenco dei fornitori di cui all'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni;
d) ad acquisire la documentazione contabile in possesso delle banche e degli altri intermediari finanziari relativa ai rapporti con l'impresa debitrice, anche se estinti;
e) ad acquisire le schede contabili dei fornitori e dei clienti relative ai rapporti con l'impresa debitrice;
f) ad accedere alla Banca dati del PRA (Pubblico Registro Automobilistico) in regime di esenzione degli importi per ottenere la visura attuale e la visura storica dell'impresa debitrice;
9) ORDINA al curatore di procedere immediatamente – utilizzando i più opportuni strumenti, anche fotografici – alla ricognizione informale dei beni esistenti nei locali di pertinenza del debitore
(sede principale, eventuali sedi secondarie ovvero locali e spazi a qualunque titolo utilizzati), anche senza la presenza del cancelliere e dello stimatore, ai sensi dell'art. 193 codice della crisi;
10) ORDINA al curatore, ai sensi dell'art. 195 codice della crisi, di iniziare successivamente e con sollecitudine il procedimento di inventariazione dei predetti beni, omettendo l'apposizione dei sigilli, salvo che sussistano ragioni concrete che la rendono necessaria, utile o comunque opportuna, tenuto conto della natura e dello stato dei beni;
per i beni e le cose sulle quali non è possibile apporre i sigilli, dispone che si proceda ai sensi dell'art. 758 cpc;
11) ORDINA ai sensi dell'art. 45 codice della crisi, che la presente sentenza sia comunicata in copia integrale al curatore, al debitore istante ed al pubblico ministero;
12) DISPONE la trasmissione ai sensi dell'art. 45 e 49 co. 4 codice della crisi all'ufficio del registro delle imprese ove il debitore ha sede legale e , se difforme, da quella effettiva anche all'Ufficio del Registro delle imprese della sede effettiva per l'annotazione.
6 Così deciso in Milano, nella camera di consiglio della Sezione Seconda Civile, in data 19 settembre
2024.
Il giudice rel. est.
Il Presidente
Dott. Francesco Pipicelli Dott.ssa Caterina Macchi
7