TRIB
Sentenza 9 giugno 2025
Sentenza 9 giugno 2025
Commentari • 0
Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Vallo della Lucania, sentenza 09/06/2025, n. 245 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Vallo della Lucania |
| Numero : | 245 |
| Data del deposito : | 9 giugno 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Vallo della Lucania – in funzione di Giudice di Appello- nella persona del Giudice dr.ssa Marianna Frangiosa ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 1353 del ruolo generale degli affari contenziosi dell'anno 2017 vertente
TRA
(P. I.V.A.: ) in persona del legale Parte_1 P.IVA_1 rappresentante pro tempore, con sede in Roma (RM), al Viale Campo Boario, n.
56/D, rappresentata e difesa, congiuntamente e disgiuntamente, dagli avvocati
Arturo Leone (C.F. ), Alessandro Berti Arnoaldi (C.F. C.F._1
e Marco D'Aragona (C.F. ), ed C.F._2 C.F._3 elettivamente domiciliata in Salerno, al Corso Vittorio Emanuele, n. 58 giusta procura in calce all'atto di citazione in appello;
APPELLANTE
E
, nato a [...], il [...] (C.F. Controparte_1
), residente in [...]
n. 10, rappresentato e difeso, dall'avv. Raffaele Marciano (C.F.
) ed elettivamente domiciliato presso lo studio, sito in in C.F._5
EA IL (Sa) alla Via Villa Simeoni, N. 12, giusta procura in calce alla comparsa di costituzione e risposta in appello;
APPELLATO
NONCHÉ
(C. F. ), in Controparte_2 P.IVA_2 persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall' Avvocatura Distrettuale dello Stato di Salerno, (C.F.: ), presso cui, ope P.IVA_3 legis, è domiciliata al Corso Vittorio Emanuele, 58, in Salerno, giusta procura in calce alla comparsa di costituzione e risposta in appello;
APPELLATA
OGGETTO: appello avverso la sentenza dell'Ufficio del Giudice di Pace di Agropoli,
n. 164/2017 emessa nell'ambito del giudizio civile iscritto al n. di RG. 775 bis/2016.
CONCLUSIONI
Per parte appellante, come da note scritte del Parte_1
05.12.2024: “ Piaccia all'Ill.mo Tribunale adito, ogni contraria domanda, istanza ed eccezione disattesa, in accoglimento del presente appello, così provvedere in riforma
e/o annullamento della sentenza impugnata del Giudice di Pace di Agropoli, Dott.
Giovannone, n. 164/2017 pubblicata il 1° febbraio 2017: - in via preliminare: accertare e dichiarare la carenza di legittimazione attiva del Sig.
[...] con conseguente inammissibilità e/o infondatezza delle sue domande;
- CP_1 in via principale: salva la suddetta eccezione, disporre l'integrale rigetto di tutte;
conseguentemente, condannare il Sig. alla restituzione in Controparte_1 favore di dell'importo di Euro 1.369,00 dal primo ricevuto in Parte_1 forza della sentenza appellata;
ed in ogni caso di quanto ricevuto in forza della sentenza di primo grado. Con vittoria delle spese e competenze tutte del doppio grado di giudizio, oltre IVA, CPA e spese generali...”. Per parte appellata, sig.
[...]
come da nota del 20.11.2024: “si riporta alla propria comparsa di CP_1 costituzione e risposta ed alle conclusioni ivi rassegnate chiedendo il rigetto dell'appello con condanna al pagamento delle spese di giudizio da liquidarsi al sottoscritto avvocato antistatario.Si chiede che la causa sia introitata a sentenza con la concessione dei termini di cui all'art. 190 c.p.c.”.
La causa veniva trattenuta in decisione con concessione dei termini ex art. 190
c.p.c. con provvedimento reso in data 9.12.2024.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con atto d'appello regolarmente notificato alle controparti, le Parte_1 interponevano gravame avverso la sentenza n.164/2017 (Cron. 228/2017),
[...] resa dal Giudice di Pace di Agropoli, in data 19.1.2017 e pubblicata mediante deposito in Cancelleria del 01.02.2017, con la quale veniva accolta la domanda proposta da Sig. nei confronti dell'appellante medesima e Controparte_1 dell' . Controparte_2
Il giudizio di prime cure, iscritto dinanzi all'Ufficio del Giudice di Pace di Agropoli al n. di RG. 775bis/2016, aveva in particolare ad oggetto la domanda avanzata dal sig. e volta alla declaratoria di nullità o, comunque, di Controparte_1 annullabilità dei contratti di partecipazione a varie lotterie istantanee, nel caso di specie, 45 tagliandi di “Nuovo Maxi Miliardario”, “Mega Doppia Sfida” “Nuovo
Miliardario” conclusi mediante l'acquisto dei tagliandi di partecipazione allegati ed esibiti in originale nell'ambito del giudizio di prime cure, con contestuale richiesta di condanna -in via solidale ovvero in via sussidiaria- delle Parte_1
e dell' , alla restituzione del prezzo Controparte_2 pagato per l'acquisto degli stessi, pari ad € 700,00; in via subordinata, poi, l'attore in primo grado aveva richiesto l'accertamento della responsabilità precontrattuale ex art. 1337 c.c., in via solidale ovvero in via sussidiaria, delle convenute
[...]
e dell , con conseguente Parte_1 Controparte_2 richiesta di risarcimento del danno da commisurarsi al prezzo pagato per l'acquisto dei tagliandi sopra elencati. Chiedeva, inoltre, la condanna alle spese e competenze del giudizio.
Nell'ambito del giudizio di primo grado, si costituivano le che Parte_1 eccepivano, in via preliminare, il difetto di legittimazione attiva del sig. CP_1
e contestavano, nel merito la prospettazione attorea e le eccezioni poste a fondamento della domanda.
Si costituiva, inoltre, ritualmente l' , la Controparte_2 CP_2 quale insisteva per la dichiarazione di difetto di legittimazione attiva del sig.
nel merito chiedeva dichiararsi l'infondatezza delle domande avanzate CP_1 dal sig. ed in via subordinata, insisteva per la dichiarazione Controparte_1 del suo difetto di legittimazione passiva ovvero, in via ulteriormente gradata, chiedeva di essere manlevata nei confronti della convenuta odierna appellante
Parte_2 Entrambe le domande attoree, articolate in via subordinata tra loro, erano fondate sulla pretesa violazione dell'art. 7, comma V, del D.L. 158/2012, cd. Decreto
Balduzzi, che aveva introdotto l'obbligo, a decorrere dall'1/1/2013, di inserire su tutti i tagliandi delle lotterie istantanee l'indicazione di alcuni avvertimenti, ed in particolare, quello avente ad oggetto la dipendenza patologica del gioco nonché le informazioni dettagliate sulle probabilità di vincita. Deduceva, inoltre, che detti contratti sarebbero comunque invalidi, ex artt. 1427 e 1429 C.C., per vizio del consenso.
Il Giudice di Pace, con la sentenza oggetto del presente gravame, respinte la eccezione preliminare di difetto di legittimazione attiva sollevata da
[...] ed , accoglieva la Parte_1 Controparte_2 domanda principale, dichiarando, sul presupposto della natura imperativa della norma violata di cui al citato art. 7, comma V del Decreto Balduzzi, la nullità ex art. 1418 C.C. dei contratti di scommessa istantanei conclusi e, per l'effetto, condannava le e l' Parte_1 Controparte_2
, in solido tra loro, alla restituzione, in favore del sig.
[...] Controparte_1 della somma di € 700,00, oltre interessi dalla domanda, nonché -sempre in via solidale- alla refusione delle spese e competenze del giudizio di primo grado della complessiva somma di €. 443,00 di cui €. 43,00 per spese ed €. 400,00 per compensi, oltre accessori come per legge, in favore del procuratore dichiaratosi antistatario. Condannava, inoltre, in virtù della Convenzione del 05.08.2000, la società a tenere indenne l' Parte_1 Controparte_2
per quanto la stessa verserà in esecuzione della sentenza oggetto
[...] del presente gravame.
Con l'atto introduttivo del presente gravame, in punto di diritto, le
[...] deducevano: che il Giudice di prime cure era incorso in vizio di Parte_1 errata e contraddittoria ricostruzione del fatto, nella misura in cui aveva rigettato l'eccezione di difetto di legittimazione attiva dell'attore sulla argomentazione che il semplice possesso dei 45 tagliandi di scommessa istantanea non poteva valere a fondare la legittimazione attiva del Sig. che il Giudice di Controparte_1
Pace adito aveva fornito un'errata interpretazione dell'art. 7, comma 5 del d.l. n.
158/2012, poiché, in primo luogo, il precetto ivi contenuto non può essere interpretato come norma di validità, avendo esso ad oggetto semplici obblighi informativi, ed in quanto poi, proprio relativamente a tale versante, le informazioni relative alle probabilità di vincita erano state rese note, non solo con il rinvio ai
Decreti Direttoriali a mezzo dei quali erano state indette le lotterie de quo vertitur, debitamente esposto nelle sale di vendita e costituendone, per l'effetto, una presunzione di conoscenza delle condizioni contrattuali, ma soprattutto dalla formula apposta a tergo dei tagliandi la quale rinviava – ai fini di essere informati sulle percentuali di vincita- ai siti web dell'Amministrazione. Impugnava, inoltre, le domande articolate in via subordinata dall'attore.
Concludeva, pertanto, l'appellante per la riforma integrale della sentenza impugnata ed il consequenziale rigetto della domanda articolata in primo grado dal sig. previa restituzione in favore delle CP_1 Parte_1 dell'importo pari ad €. 1.396,00, ottenuto in forza della provvisoria esecuzione della sentenza di primo grado.
Nell'ambito del presente giudizio si costituiva, inoltre, l' Controparte_2
, che preliminarmente aderiva alle conclusioni di cui all'appello
[...] principale. Osservava, altresì, che il Giudice di prime cure aveva inopinatamente respinto il difetto di legittimazione attiva del Sig. sul rilievo Controparte_1 che lo stesso non aveva offerto alcuna prova in relazione alla stipula dei contratti di scommessa istantanea e non essendo sufficiente a tale scopo la mera detenzione dei tagliandi di gioco;
si doleva, inoltre, che il Giudice di Pace non si era pronunciato sulla sollevata eccezione di carenza di legittimazione passiva sull'evidente rilievo della sua funzione di attività di vigilanza sulla gestione delle Lotterie da parte del concessionario Nel merito, impugnava la sentenza nella parte Parte_1 in cui aveva ritenuto nulli, ex art. 1418 CC, i contratti di scommessa istantanea sulla considerazione dell'imperatività della norma di cui all'art. dell'art. 7, comma
5 del d.l. n. 158/2012. Deduceva, inoltre, che non poteva ritenersi integrata alcuna responsabilità precontrattuale ex art. 1337 c.c., con conseguente rigetto, della domanda di risarcimento del danno avanzata dall'attore in primo grado. In via subordinata, insisteva per la conferma del capo del dispositivo di cui al capo c) della sentenza impugnata, a mezzo del quale il Giudice di Pace adito aveva -in virtù della Convenzione del 05.08.2000, condannato le a tenere Parte_1 indenne l' di quanto tenuta a versare Controparte_2 al sig. in esecuzione del predetto capo. Controparte_1 Concludeva, quindi, per il rigetto di tutte le domande proposte nei confronti della l' per carenza di legittimazione passiva Controparte_2
o, in subordine, perché infondate in fatto ed in diritto. In subordine, chiedeva condannarsi le a tenere indenne di tutto quanto versato al Parte_1 sig. in conseguenza del titolo oggetto del presente gravame. Controparte_1
Con vittoria di spese di lite.
Con comparsa di costituzione e risposta in appello depositata presso l'intestato
Tribunale addì 23.11.2017 si costituiva in giudizio il sig. Controparte_1 contestando le deduzioni in fatto ed in diritto articolate dalla odierna appellante e, sul presupposto della correttezza della pronuncia di prime cure, ne chiedeva la conferma integrale, con conseguente rigetto del proposto appello.
Contestava, inoltre, le domande formulate dall' l' Controparte_2
, ed in particolare, l'eccezione di carenza di legittimazione passiva.
[...]
In via subordinata, chiedeva annullarsi, ai sensi e per gli effetti degli artt. 1427 e
1439 C.C. i contratti di partecipazione alle lotterie istantanee conclusi dall'odierno appellato, previa restituzione dell'importo di €. 700,00 pagato per l'acquisto dei tagliandi. In via ulteriormente gradata chiedeva, inoltre, accertarsi e dichiararsi la violazione da parte di e dell' Parte_1 Controparte_2
del precetto di cui all'art. 1337 C.C, con conseguente condanna
[...]
– in solido- delle e dell' Parte_1 Controparte_2
al pagamento – a titolo di risarcimento del danno- della somma di €. 700,00
[...] quale prezzo di acquisto versato dal sig. ovvero, al diverso importo CP_1 ritenuto di giustizia, entro i limiti di €. 5.000,00 con rinuncia all'eventuale esubero.
Con vittoria di spese ed onorari del doppio grado di giudizio, da attribuirsi al procuratore per dichiarato anticipo.
Previa acquisizione del fascicolo di primo grado, la causa veniva rinviata per la precisazione delle conclusioni e, a seguito di una serie di rinvii per carico di ruolo, la causa veniva trattenuta in decisione con concessione dei termini ex art. 190
c.p.c., all'udienza cartolare del 05.12.2024.
Con il deposito della comparsa conclusionale l'odierno appellato, nel riportarsi ai propri atti, ha insistito per il rigetto dell'interposto gravame, previa conferma integrale dell'impugnato provvedimento. Nel merito, l'appello proposto dalle è fondato e tempestivo e Pt_1 Parte_1 deve, pertanto, trovare accoglimento, con conseguente, integrale riforma della sentenza resa dal Giudice di Pace di Agropoli.
In via del tutto preliminare, deve darsi atto che la presente motivazione viene redatta sulla base del principio della “ragione più liquida”, desumibile dagli artt.
24 e 111 Cost., in applicazione del quale deve ritenersi consentito al Giudice di esaminare un motivo di merito, suscettibile di assicurare la definizione del giudizio, anche in presenza di una questione pregiudiziale (Cass., S.U., n. 9936/2014).
Il principio della ragione più liquida, imponendo un approccio interpretativo con la verifica delle soluzioni sul piano dell'impatto operativo, piuttosto che su quello della coerenza logico-sistematica, consente, infatti, di sostituire il profilo dell'evidenza a quello dell'ordine delle questioni da trattare, di cui all'art. 276 c.p.c., in una prospettiva aderente alle esigenze di economia processuale e di celerità del giudizio, costituzionalizzata dall'art. 111 Cost., con la conseguenza che la causa può essere decisa sulla base della questione ritenuta di più agevole soluzione - anche se logicamente subordinata - senza che sia necessario esaminare previamente le altre
(Cass. n. 12002/2014).
Nel merito, giova rappresentare che il contratto di lotteria istantanea è inquadrabile nella fattispecie disciplinata dall'articolo 1935 del codice civile, rubricato “lotterie autorizzate” e rientra nell'alveo dei contratti aleatori per i quali la vincita costituisce un evento incerto e consente una vincita istantanea.
La legge 62/1990 aveva autorizzato il Ministero ad istituire con proprio decreto le lotterie nazionali ad estrazione istantanea, previa adozione di idoneo regolamento;
il regolamento è contenuto nell'art.1 del D.M. 183/1991, istitutivo delle lotterie istantanee, integrato dal D.L. 158/2012, convertito dalla legge 189/2012, che al comma 5 dell'articolo 7, ha statuito che le formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincite di denaro, nonché le relative probabilità di vincita devono figurare sulle schedine ovvero sui tagliandi di tali giochi e che, qualora l'entità dei dati da riportare sia tale da non poter essere contenuta nelle dimensioni delle schedine, ovvero dei tagliandi, questi ultimi devono recare l'indicazione della possibilità di consultazione di note informative sulle probabilità di vincita sui siti istituzionali dell' Controparte_3 e di seguito, per successiva sua incorporazione, della
[...] [...]
e, ancora, che le note informative devono essere Controparte_2 esposte e disponibili presso i punti di vendita dei biglietti di gioco. Sono, dunque ammesse due forme di informativa: la prima costituita dalla espressa indicazione sul tagliando di gioco delle probabilità di vincita e la seconda dalla indicazione, sempre sul tagliando, del sito internet nel quale reperire le informazioni.
Il Giudice di prime cure accoglieva la domanda proposta in primo grado dal sig.
ritenendo che l'articolo 7, comma 5 del d.l. 158/2012, Controparte_1 convertito dalla legge n. 189/2012, cd. Decreto Balduzzi, fosse norma imperativa e che, non comparendo nei tagliandi prodotti nel giudizio alcun avvertimento, ma soltanto l'indicazione di rinvio al sito web, ne faceva derivare la nullità del contratto a norma dell'articolo 1418 c.c..
Per quanto, infatti, sia innegabile la valenza imperativa di detta norma, ne è altrettanto evidente la natura di condotta, giacché scaturente dal generale obbligo di buona fede che permea i rapporti negoziali proprio in considerazione del fatto che tali obblighi informativi afferiscono all'esplicitazione, da un lato, dei rischi che il gioco comporta per la salute delle persone e delle probabilità di vincita, dall'altro, quale espressione diretta di trasparenza, in quanto precipitato immediato della correttezza contrattuale.
Del resto, la Suprema Corte ha avuto modo, in un caso analogo a quello attualmente al vaglio del Tribunale, di precisare che “…l'obbligo di informazione imposto dalle norme sopra ricordate costituisce dunque una regola di condotta per il concessionario, punita con una sanzione amministrativa, non una regola conformativa del contenuto del contratto. È indubbio che quell'obbligo sia stato introdotto al fine di contrastare la dipendenza patologica dal gioco, ma questo ovviamente non è sufficiente per poter affermare che la mancanza della stampigliatura sui tagliandi comporti la nullità del contratto di scommessa…” (Cass., sez. VI-III, n. 26999/2021).
Giova, innanzitutto, precisare che, ormai da tempo, la giurisprudenza di legittimità ha chiarito la fondamentale divergenza che caratterizza i differenti effetti scaturenti dal mancato rispetto di norme imperative, a seconda che esse siano norme imperative di validità o norme imperative di comportamento. La qualificazione di una norma come norma imperativa, invero, non comporta, di per sé, che la sanzione prevista per la relativa violazione sia la nullità del contratto nel cui ambito essa sia stata perpetrata, giacché ciò che rileva sul punto è, in verità, la qualifica della norma imperativa come norma di validità o norma di comportamento. Solo la violazione delle prime, in particolare, comporta la configurabilità dell'ipotesi contemplata dall'art. 1418, comma 1 c.c., di nullità cd.
“virtuale”, pur in assenza di un'espressa sanzione che sancisca esplicitamente la configurabilità della più grave forma di patologia negoziale, nel qual caso, come noto, è dato discorrere di nullità cd. “testuale”.
Per contro, la violazione di norme di comportamento determina solo ed esclusivamente la responsabilità in capo al contraente che abbia posto in essere la relativa violazione. La distinzione è stata più volte ribadita dalla Suprema Corte, a partire dalla nota pronuncia resa dalle Sezioni Unite, n. 26724 del 19/12/2007 – che, nell'attribuire valenza costituzionale al principio di buona fede, ha, comunque, ribadito la natura di norma di condotta delle disposizioni che di essa sono espressione, salvi i casi puntualmente previsti dalla legge, facendone discendere, quale sanzione per il comportamento di esse violativo, la sola responsabilità, contrattuale o precontrattuale della parte che quella violazione ha perpetrato.
Più di recente, la giurisprudenza ha precisato che “…In tema di nullità del contratto per contrarietà a norme imperative, unicamente la violazione di norme inderogabili concernenti la validità del contratto è suscettibile, ove non altrimenti stabilito dalla legge, di determinarne la nullità e non già la violazione di norme, anch'esse imperative, riguardanti il comportamento dei contraenti, la quale può essere fonte di responsabilità…” (Cass., sez. III, 31/5/2021, n. 15099).
Le conclusioni cui è pervenuta la Corte di legittimità sono condivisibili, atteso che la nullità del contratto per violazione di norme imperative si configura come un rimedio eccezionale, per i casi tassativamente indicati dalla legge e che lo stesso articolo 7 citato, al successivo comma 6, prevede che la sanzione per la violazione dell'obbligo di informazione è unicamente di carattere pecuniario.
Deve, inoltre, soggiungersi che l'articolo 7, comma 5, del D.L. 158/2012, convertito dalla legge 189/2012, prevede che “…qualora l'entità dei dati da riportare è tale da non poter essere contenuta nelle dimensioni delle schedine ovvero dei tagliandi, questi ultimi devono recare l'indicazione della possibilità di consultazione di note informative sulle probabilità di vincita sui siti istituzionali dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e di seguito, per successiva sua incorporazione, della ” e che, dunque, il richiamo al sito Controparte_4 internet possa, peraltro, ritenersi sufficiente quanto all'assolvimento della regola di condotta che secondo i Giudici di legittimità grava sul concessionario, tenuto conto delle dimensioni dei tagliandi oggetto di causa. Non meritano, pertanto, accoglimento le deduzioni di parte appellata coltivate fino ai propri scritti difensivi in comparsa conclusionale.
Ha, dunque, certamente errato il Giudice di Pace di Agropoli nel ritenere che la presunta violazione dell'art. 7, comma 5 del d.l. n. 158/2012 potesse condurre alla nullità dei contratti stipulati tra l'attore e la odierna appellante, sul presupposto che tale norma avesse carattere imperativo.
Alla luce delle anzidette considerazioni va esclusa anche l'invocata annullabilità dei contratti di lotteria istantanea per asserito vizio del consenso, pure avanzata in via subordinata dall'appellato, posto che, da un lato, la violazione dell'obbligo informativo, e dunque di una norma di comportamento, non determina un vizio genetico del negozio, e che, dall'altro, la mera omissione, sui tagliandi, delle informazioni sulle probabilità di vincita non integra gli estremi del dolo rilevante ex art. 1439 c.c. Invero, la sola reticenza ed il silenzio (omissioni ingannevoli) non sono sufficienti ad invalidare il contratto, dovendosi questi comportamenti inserire in un contesto malizioso, fatto di artifici e raggiri, idoneo a realizzare il fine perseguito
(Cass. n. 11009/18, n. 13231/10, n. 9253/06). E gravava pur sempre su parte appellata (attrice in primo grado) l'onere di provare, con particolare rigore e precisione, il dolo della società appellante, che non può basarsi su semplici induzioni o presunzioni o criteri di verosimiglianza (Cass. n. 1570/69). Nel caso in esame, invece, l'appellata aveva, comunque, la possibilità, se fosse stato davvero interessato a tale profilo contrattuale, di conoscere ex ante la misura della sua alea, ossia le probabilità di vincita, tramite la consultazione dei siti istituzionali a ciò preposti.
Dalla lettura dei tagliandi agli atti (allegati alla produzione di primo grado) si evince in modo cristallino come essi contenessero l'informazione per il giocatore della possibilità di informarsi circa le probabilità di vincita sui siti istituzionali ivi indicati, sicchè il sig. ben avrebbe potuto, seguendo tali indicazioni, CP_1 assolutamente intellegibili, recarsi sui predetti siti ed acquisire le informazioni per lui asseritamente necessarie. Al contrario, non vi ha provveduto, giungendo ad acquistare ben n. 45 tagliandi delle lotterie istantanee, in tal modo palesando disinteresse e noncuranza rispetto alle effettive probabilità di vincita, che pur avrebbe potuto conoscere senza particolari difficoltà o sforzi di sorta.
Ne emergono profili di responsabilità. In proposito, è appena il caso di ricordare che la responsabilità precontrattuale, in quanto ancorata ai criteri probatori che regolano l'illecito aquiliano, comporta che l'onere probandi sia a carico di colui che si pretende danneggiato, il quale è tenuto a provare la sussistenza della condotta illecita, il danno concretamente subito ed il nesso eziologico che avvince i due precitati elementi e che si sostanzia, nello specifico caso della responsabilità precontrattuale da violazione di obblighi informativi, stante la natura omissiva della stessa, nella dimostrazione che, qualora il danneggiante avesse tenuto il comportamento alternativo lecito, il danneggiato non avrebbe concluso il contratto o lo avrebbe concluso – ma non può certo essere questo il caso per evidenti ragioni date dalla natura del contratto da gioco – a condizioni diverse.
Ebbene, nel caso di specie, risultano totalmente manchevoli, tanto la prova della condotta illecita perpetrata, quanto quella del nesso causale, nei termini innanzi specificati.
L'appello proposto deve, dunque, trovare accoglimento e, per l'effetto, deve essere integralmente riformata la sentenza di prime cure, nella misura in cui aveva accolto la domanda attorea e condannato le e l' Parte_1 [...] alla restituzione della somma di €. 700,00 a favore Controparte_2 dell'odierno appellato, nonché manlevato l' di Controparte_2 quanto da essa versato in esecuzione della sentenza di primo grado.
La pronuncia di riforma comporta l'annullamento della sentenza di primo grado e, dunque, in presenza di espressa domanda in tal senso, la condanna alla restituzione di quanto versato e percepito dall'odierno appellato ( in virtù di sentenza con declaratoria di provvisoria esecutività) avendo l'appellata richiesto la restituzione di quanto versato.
Così come precisato dalla giurisprudenza di legittimità, la richiesta di restituzione di somme corrisposte in esecuzione della sentenza di primo grado consegue alla richiesta di modifica della decisione impugnata, sicchè non costituisce domanda nuova ed è ammissibile in appello, ma deve essere formulata, a pena di decadenza, con l'atto di gravame se, a tale momento, la sentenza sia stata già eseguita, ovvero nel corso nel giudizio qualora l'esecuzione sia avvenuta dopo la proposizione dell'impugnazione ( cfr. Cass. N. 1324/2016; Cass. N. 7144/2021). Ebbene, tale domanda risulta articolata dalle sin dal proprio atto Parte_1 introduttivo.
In accoglimento della domanda principale si dichiarano assorbite le altre domande pure devolute a questo Giudice in funzione di Giudice di appello.
Circa il regolamento delle spese processuali, tenuto conto dell'intervenuta citata pronuncia della Corte di Cassazione, che, nelle more dell'appello, ha fornito una soluzione definitiva circa la natura della norma la cui applicazione era stata invocata dall'appellato, sussistono le gravi ed eccezionali ragioni di cui all'art. 92, comma 2 c.p.c. per l'integrale compensazione del doppio grado di giudizio fra tutte le parti in giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale di Vallo della Lucania, in funzione di giudice di appello, definitivamente pronunziando, ogni contraria istanza ed eccezione disattesa, così provvede:
-accoglie l'appello proposto da in persona del l.r.p.t. e, per Parte_1
l'effetto, in riforma integrale della sentenza n. 164/2017 pronunciata dal Giudice di Pace di Agropoli, rigetta tutte le domande proposte con l'atto di citazione di primo grado dal sig. Controparte_1
-condanna il sig. alla restituzione in favore di Controparte_1 [...] della somma ricevuta in esecuzione della sentenza di primo grado, Parte_1 oltre interessi legali dal pagamento sino all'effettiva restituzione.
- compensa integralmente le spese del doppio grado del giudizio fra tutte le parti.
Così deciso in Vallo della Lucania il 9.6.2025
Il Giudice
Dr.ssa Marianna Frangiosa
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Vallo della Lucania – in funzione di Giudice di Appello- nella persona del Giudice dr.ssa Marianna Frangiosa ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 1353 del ruolo generale degli affari contenziosi dell'anno 2017 vertente
TRA
(P. I.V.A.: ) in persona del legale Parte_1 P.IVA_1 rappresentante pro tempore, con sede in Roma (RM), al Viale Campo Boario, n.
56/D, rappresentata e difesa, congiuntamente e disgiuntamente, dagli avvocati
Arturo Leone (C.F. ), Alessandro Berti Arnoaldi (C.F. C.F._1
e Marco D'Aragona (C.F. ), ed C.F._2 C.F._3 elettivamente domiciliata in Salerno, al Corso Vittorio Emanuele, n. 58 giusta procura in calce all'atto di citazione in appello;
APPELLANTE
E
, nato a [...], il [...] (C.F. Controparte_1
), residente in [...]
n. 10, rappresentato e difeso, dall'avv. Raffaele Marciano (C.F.
) ed elettivamente domiciliato presso lo studio, sito in in C.F._5
EA IL (Sa) alla Via Villa Simeoni, N. 12, giusta procura in calce alla comparsa di costituzione e risposta in appello;
APPELLATO
NONCHÉ
(C. F. ), in Controparte_2 P.IVA_2 persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall' Avvocatura Distrettuale dello Stato di Salerno, (C.F.: ), presso cui, ope P.IVA_3 legis, è domiciliata al Corso Vittorio Emanuele, 58, in Salerno, giusta procura in calce alla comparsa di costituzione e risposta in appello;
APPELLATA
OGGETTO: appello avverso la sentenza dell'Ufficio del Giudice di Pace di Agropoli,
n. 164/2017 emessa nell'ambito del giudizio civile iscritto al n. di RG. 775 bis/2016.
CONCLUSIONI
Per parte appellante, come da note scritte del Parte_1
05.12.2024: “ Piaccia all'Ill.mo Tribunale adito, ogni contraria domanda, istanza ed eccezione disattesa, in accoglimento del presente appello, così provvedere in riforma
e/o annullamento della sentenza impugnata del Giudice di Pace di Agropoli, Dott.
Giovannone, n. 164/2017 pubblicata il 1° febbraio 2017: - in via preliminare: accertare e dichiarare la carenza di legittimazione attiva del Sig.
[...] con conseguente inammissibilità e/o infondatezza delle sue domande;
- CP_1 in via principale: salva la suddetta eccezione, disporre l'integrale rigetto di tutte;
conseguentemente, condannare il Sig. alla restituzione in Controparte_1 favore di dell'importo di Euro 1.369,00 dal primo ricevuto in Parte_1 forza della sentenza appellata;
ed in ogni caso di quanto ricevuto in forza della sentenza di primo grado. Con vittoria delle spese e competenze tutte del doppio grado di giudizio, oltre IVA, CPA e spese generali...”. Per parte appellata, sig.
[...]
come da nota del 20.11.2024: “si riporta alla propria comparsa di CP_1 costituzione e risposta ed alle conclusioni ivi rassegnate chiedendo il rigetto dell'appello con condanna al pagamento delle spese di giudizio da liquidarsi al sottoscritto avvocato antistatario.Si chiede che la causa sia introitata a sentenza con la concessione dei termini di cui all'art. 190 c.p.c.”.
La causa veniva trattenuta in decisione con concessione dei termini ex art. 190
c.p.c. con provvedimento reso in data 9.12.2024.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con atto d'appello regolarmente notificato alle controparti, le Parte_1 interponevano gravame avverso la sentenza n.164/2017 (Cron. 228/2017),
[...] resa dal Giudice di Pace di Agropoli, in data 19.1.2017 e pubblicata mediante deposito in Cancelleria del 01.02.2017, con la quale veniva accolta la domanda proposta da Sig. nei confronti dell'appellante medesima e Controparte_1 dell' . Controparte_2
Il giudizio di prime cure, iscritto dinanzi all'Ufficio del Giudice di Pace di Agropoli al n. di RG. 775bis/2016, aveva in particolare ad oggetto la domanda avanzata dal sig. e volta alla declaratoria di nullità o, comunque, di Controparte_1 annullabilità dei contratti di partecipazione a varie lotterie istantanee, nel caso di specie, 45 tagliandi di “Nuovo Maxi Miliardario”, “Mega Doppia Sfida” “Nuovo
Miliardario” conclusi mediante l'acquisto dei tagliandi di partecipazione allegati ed esibiti in originale nell'ambito del giudizio di prime cure, con contestuale richiesta di condanna -in via solidale ovvero in via sussidiaria- delle Parte_1
e dell' , alla restituzione del prezzo Controparte_2 pagato per l'acquisto degli stessi, pari ad € 700,00; in via subordinata, poi, l'attore in primo grado aveva richiesto l'accertamento della responsabilità precontrattuale ex art. 1337 c.c., in via solidale ovvero in via sussidiaria, delle convenute
[...]
e dell , con conseguente Parte_1 Controparte_2 richiesta di risarcimento del danno da commisurarsi al prezzo pagato per l'acquisto dei tagliandi sopra elencati. Chiedeva, inoltre, la condanna alle spese e competenze del giudizio.
Nell'ambito del giudizio di primo grado, si costituivano le che Parte_1 eccepivano, in via preliminare, il difetto di legittimazione attiva del sig. CP_1
e contestavano, nel merito la prospettazione attorea e le eccezioni poste a fondamento della domanda.
Si costituiva, inoltre, ritualmente l' , la Controparte_2 CP_2 quale insisteva per la dichiarazione di difetto di legittimazione attiva del sig.
nel merito chiedeva dichiararsi l'infondatezza delle domande avanzate CP_1 dal sig. ed in via subordinata, insisteva per la dichiarazione Controparte_1 del suo difetto di legittimazione passiva ovvero, in via ulteriormente gradata, chiedeva di essere manlevata nei confronti della convenuta odierna appellante
Parte_2 Entrambe le domande attoree, articolate in via subordinata tra loro, erano fondate sulla pretesa violazione dell'art. 7, comma V, del D.L. 158/2012, cd. Decreto
Balduzzi, che aveva introdotto l'obbligo, a decorrere dall'1/1/2013, di inserire su tutti i tagliandi delle lotterie istantanee l'indicazione di alcuni avvertimenti, ed in particolare, quello avente ad oggetto la dipendenza patologica del gioco nonché le informazioni dettagliate sulle probabilità di vincita. Deduceva, inoltre, che detti contratti sarebbero comunque invalidi, ex artt. 1427 e 1429 C.C., per vizio del consenso.
Il Giudice di Pace, con la sentenza oggetto del presente gravame, respinte la eccezione preliminare di difetto di legittimazione attiva sollevata da
[...] ed , accoglieva la Parte_1 Controparte_2 domanda principale, dichiarando, sul presupposto della natura imperativa della norma violata di cui al citato art. 7, comma V del Decreto Balduzzi, la nullità ex art. 1418 C.C. dei contratti di scommessa istantanei conclusi e, per l'effetto, condannava le e l' Parte_1 Controparte_2
, in solido tra loro, alla restituzione, in favore del sig.
[...] Controparte_1 della somma di € 700,00, oltre interessi dalla domanda, nonché -sempre in via solidale- alla refusione delle spese e competenze del giudizio di primo grado della complessiva somma di €. 443,00 di cui €. 43,00 per spese ed €. 400,00 per compensi, oltre accessori come per legge, in favore del procuratore dichiaratosi antistatario. Condannava, inoltre, in virtù della Convenzione del 05.08.2000, la società a tenere indenne l' Parte_1 Controparte_2
per quanto la stessa verserà in esecuzione della sentenza oggetto
[...] del presente gravame.
Con l'atto introduttivo del presente gravame, in punto di diritto, le
[...] deducevano: che il Giudice di prime cure era incorso in vizio di Parte_1 errata e contraddittoria ricostruzione del fatto, nella misura in cui aveva rigettato l'eccezione di difetto di legittimazione attiva dell'attore sulla argomentazione che il semplice possesso dei 45 tagliandi di scommessa istantanea non poteva valere a fondare la legittimazione attiva del Sig. che il Giudice di Controparte_1
Pace adito aveva fornito un'errata interpretazione dell'art. 7, comma 5 del d.l. n.
158/2012, poiché, in primo luogo, il precetto ivi contenuto non può essere interpretato come norma di validità, avendo esso ad oggetto semplici obblighi informativi, ed in quanto poi, proprio relativamente a tale versante, le informazioni relative alle probabilità di vincita erano state rese note, non solo con il rinvio ai
Decreti Direttoriali a mezzo dei quali erano state indette le lotterie de quo vertitur, debitamente esposto nelle sale di vendita e costituendone, per l'effetto, una presunzione di conoscenza delle condizioni contrattuali, ma soprattutto dalla formula apposta a tergo dei tagliandi la quale rinviava – ai fini di essere informati sulle percentuali di vincita- ai siti web dell'Amministrazione. Impugnava, inoltre, le domande articolate in via subordinata dall'attore.
Concludeva, pertanto, l'appellante per la riforma integrale della sentenza impugnata ed il consequenziale rigetto della domanda articolata in primo grado dal sig. previa restituzione in favore delle CP_1 Parte_1 dell'importo pari ad €. 1.396,00, ottenuto in forza della provvisoria esecuzione della sentenza di primo grado.
Nell'ambito del presente giudizio si costituiva, inoltre, l' Controparte_2
, che preliminarmente aderiva alle conclusioni di cui all'appello
[...] principale. Osservava, altresì, che il Giudice di prime cure aveva inopinatamente respinto il difetto di legittimazione attiva del Sig. sul rilievo Controparte_1 che lo stesso non aveva offerto alcuna prova in relazione alla stipula dei contratti di scommessa istantanea e non essendo sufficiente a tale scopo la mera detenzione dei tagliandi di gioco;
si doleva, inoltre, che il Giudice di Pace non si era pronunciato sulla sollevata eccezione di carenza di legittimazione passiva sull'evidente rilievo della sua funzione di attività di vigilanza sulla gestione delle Lotterie da parte del concessionario Nel merito, impugnava la sentenza nella parte Parte_1 in cui aveva ritenuto nulli, ex art. 1418 CC, i contratti di scommessa istantanea sulla considerazione dell'imperatività della norma di cui all'art. dell'art. 7, comma
5 del d.l. n. 158/2012. Deduceva, inoltre, che non poteva ritenersi integrata alcuna responsabilità precontrattuale ex art. 1337 c.c., con conseguente rigetto, della domanda di risarcimento del danno avanzata dall'attore in primo grado. In via subordinata, insisteva per la conferma del capo del dispositivo di cui al capo c) della sentenza impugnata, a mezzo del quale il Giudice di Pace adito aveva -in virtù della Convenzione del 05.08.2000, condannato le a tenere Parte_1 indenne l' di quanto tenuta a versare Controparte_2 al sig. in esecuzione del predetto capo. Controparte_1 Concludeva, quindi, per il rigetto di tutte le domande proposte nei confronti della l' per carenza di legittimazione passiva Controparte_2
o, in subordine, perché infondate in fatto ed in diritto. In subordine, chiedeva condannarsi le a tenere indenne di tutto quanto versato al Parte_1 sig. in conseguenza del titolo oggetto del presente gravame. Controparte_1
Con vittoria di spese di lite.
Con comparsa di costituzione e risposta in appello depositata presso l'intestato
Tribunale addì 23.11.2017 si costituiva in giudizio il sig. Controparte_1 contestando le deduzioni in fatto ed in diritto articolate dalla odierna appellante e, sul presupposto della correttezza della pronuncia di prime cure, ne chiedeva la conferma integrale, con conseguente rigetto del proposto appello.
Contestava, inoltre, le domande formulate dall' l' Controparte_2
, ed in particolare, l'eccezione di carenza di legittimazione passiva.
[...]
In via subordinata, chiedeva annullarsi, ai sensi e per gli effetti degli artt. 1427 e
1439 C.C. i contratti di partecipazione alle lotterie istantanee conclusi dall'odierno appellato, previa restituzione dell'importo di €. 700,00 pagato per l'acquisto dei tagliandi. In via ulteriormente gradata chiedeva, inoltre, accertarsi e dichiararsi la violazione da parte di e dell' Parte_1 Controparte_2
del precetto di cui all'art. 1337 C.C, con conseguente condanna
[...]
– in solido- delle e dell' Parte_1 Controparte_2
al pagamento – a titolo di risarcimento del danno- della somma di €. 700,00
[...] quale prezzo di acquisto versato dal sig. ovvero, al diverso importo CP_1 ritenuto di giustizia, entro i limiti di €. 5.000,00 con rinuncia all'eventuale esubero.
Con vittoria di spese ed onorari del doppio grado di giudizio, da attribuirsi al procuratore per dichiarato anticipo.
Previa acquisizione del fascicolo di primo grado, la causa veniva rinviata per la precisazione delle conclusioni e, a seguito di una serie di rinvii per carico di ruolo, la causa veniva trattenuta in decisione con concessione dei termini ex art. 190
c.p.c., all'udienza cartolare del 05.12.2024.
Con il deposito della comparsa conclusionale l'odierno appellato, nel riportarsi ai propri atti, ha insistito per il rigetto dell'interposto gravame, previa conferma integrale dell'impugnato provvedimento. Nel merito, l'appello proposto dalle è fondato e tempestivo e Pt_1 Parte_1 deve, pertanto, trovare accoglimento, con conseguente, integrale riforma della sentenza resa dal Giudice di Pace di Agropoli.
In via del tutto preliminare, deve darsi atto che la presente motivazione viene redatta sulla base del principio della “ragione più liquida”, desumibile dagli artt.
24 e 111 Cost., in applicazione del quale deve ritenersi consentito al Giudice di esaminare un motivo di merito, suscettibile di assicurare la definizione del giudizio, anche in presenza di una questione pregiudiziale (Cass., S.U., n. 9936/2014).
Il principio della ragione più liquida, imponendo un approccio interpretativo con la verifica delle soluzioni sul piano dell'impatto operativo, piuttosto che su quello della coerenza logico-sistematica, consente, infatti, di sostituire il profilo dell'evidenza a quello dell'ordine delle questioni da trattare, di cui all'art. 276 c.p.c., in una prospettiva aderente alle esigenze di economia processuale e di celerità del giudizio, costituzionalizzata dall'art. 111 Cost., con la conseguenza che la causa può essere decisa sulla base della questione ritenuta di più agevole soluzione - anche se logicamente subordinata - senza che sia necessario esaminare previamente le altre
(Cass. n. 12002/2014).
Nel merito, giova rappresentare che il contratto di lotteria istantanea è inquadrabile nella fattispecie disciplinata dall'articolo 1935 del codice civile, rubricato “lotterie autorizzate” e rientra nell'alveo dei contratti aleatori per i quali la vincita costituisce un evento incerto e consente una vincita istantanea.
La legge 62/1990 aveva autorizzato il Ministero ad istituire con proprio decreto le lotterie nazionali ad estrazione istantanea, previa adozione di idoneo regolamento;
il regolamento è contenuto nell'art.1 del D.M. 183/1991, istitutivo delle lotterie istantanee, integrato dal D.L. 158/2012, convertito dalla legge 189/2012, che al comma 5 dell'articolo 7, ha statuito che le formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincite di denaro, nonché le relative probabilità di vincita devono figurare sulle schedine ovvero sui tagliandi di tali giochi e che, qualora l'entità dei dati da riportare sia tale da non poter essere contenuta nelle dimensioni delle schedine, ovvero dei tagliandi, questi ultimi devono recare l'indicazione della possibilità di consultazione di note informative sulle probabilità di vincita sui siti istituzionali dell' Controparte_3 e di seguito, per successiva sua incorporazione, della
[...] [...]
e, ancora, che le note informative devono essere Controparte_2 esposte e disponibili presso i punti di vendita dei biglietti di gioco. Sono, dunque ammesse due forme di informativa: la prima costituita dalla espressa indicazione sul tagliando di gioco delle probabilità di vincita e la seconda dalla indicazione, sempre sul tagliando, del sito internet nel quale reperire le informazioni.
Il Giudice di prime cure accoglieva la domanda proposta in primo grado dal sig.
ritenendo che l'articolo 7, comma 5 del d.l. 158/2012, Controparte_1 convertito dalla legge n. 189/2012, cd. Decreto Balduzzi, fosse norma imperativa e che, non comparendo nei tagliandi prodotti nel giudizio alcun avvertimento, ma soltanto l'indicazione di rinvio al sito web, ne faceva derivare la nullità del contratto a norma dell'articolo 1418 c.c..
Per quanto, infatti, sia innegabile la valenza imperativa di detta norma, ne è altrettanto evidente la natura di condotta, giacché scaturente dal generale obbligo di buona fede che permea i rapporti negoziali proprio in considerazione del fatto che tali obblighi informativi afferiscono all'esplicitazione, da un lato, dei rischi che il gioco comporta per la salute delle persone e delle probabilità di vincita, dall'altro, quale espressione diretta di trasparenza, in quanto precipitato immediato della correttezza contrattuale.
Del resto, la Suprema Corte ha avuto modo, in un caso analogo a quello attualmente al vaglio del Tribunale, di precisare che “…l'obbligo di informazione imposto dalle norme sopra ricordate costituisce dunque una regola di condotta per il concessionario, punita con una sanzione amministrativa, non una regola conformativa del contenuto del contratto. È indubbio che quell'obbligo sia stato introdotto al fine di contrastare la dipendenza patologica dal gioco, ma questo ovviamente non è sufficiente per poter affermare che la mancanza della stampigliatura sui tagliandi comporti la nullità del contratto di scommessa…” (Cass., sez. VI-III, n. 26999/2021).
Giova, innanzitutto, precisare che, ormai da tempo, la giurisprudenza di legittimità ha chiarito la fondamentale divergenza che caratterizza i differenti effetti scaturenti dal mancato rispetto di norme imperative, a seconda che esse siano norme imperative di validità o norme imperative di comportamento. La qualificazione di una norma come norma imperativa, invero, non comporta, di per sé, che la sanzione prevista per la relativa violazione sia la nullità del contratto nel cui ambito essa sia stata perpetrata, giacché ciò che rileva sul punto è, in verità, la qualifica della norma imperativa come norma di validità o norma di comportamento. Solo la violazione delle prime, in particolare, comporta la configurabilità dell'ipotesi contemplata dall'art. 1418, comma 1 c.c., di nullità cd.
“virtuale”, pur in assenza di un'espressa sanzione che sancisca esplicitamente la configurabilità della più grave forma di patologia negoziale, nel qual caso, come noto, è dato discorrere di nullità cd. “testuale”.
Per contro, la violazione di norme di comportamento determina solo ed esclusivamente la responsabilità in capo al contraente che abbia posto in essere la relativa violazione. La distinzione è stata più volte ribadita dalla Suprema Corte, a partire dalla nota pronuncia resa dalle Sezioni Unite, n. 26724 del 19/12/2007 – che, nell'attribuire valenza costituzionale al principio di buona fede, ha, comunque, ribadito la natura di norma di condotta delle disposizioni che di essa sono espressione, salvi i casi puntualmente previsti dalla legge, facendone discendere, quale sanzione per il comportamento di esse violativo, la sola responsabilità, contrattuale o precontrattuale della parte che quella violazione ha perpetrato.
Più di recente, la giurisprudenza ha precisato che “…In tema di nullità del contratto per contrarietà a norme imperative, unicamente la violazione di norme inderogabili concernenti la validità del contratto è suscettibile, ove non altrimenti stabilito dalla legge, di determinarne la nullità e non già la violazione di norme, anch'esse imperative, riguardanti il comportamento dei contraenti, la quale può essere fonte di responsabilità…” (Cass., sez. III, 31/5/2021, n. 15099).
Le conclusioni cui è pervenuta la Corte di legittimità sono condivisibili, atteso che la nullità del contratto per violazione di norme imperative si configura come un rimedio eccezionale, per i casi tassativamente indicati dalla legge e che lo stesso articolo 7 citato, al successivo comma 6, prevede che la sanzione per la violazione dell'obbligo di informazione è unicamente di carattere pecuniario.
Deve, inoltre, soggiungersi che l'articolo 7, comma 5, del D.L. 158/2012, convertito dalla legge 189/2012, prevede che “…qualora l'entità dei dati da riportare è tale da non poter essere contenuta nelle dimensioni delle schedine ovvero dei tagliandi, questi ultimi devono recare l'indicazione della possibilità di consultazione di note informative sulle probabilità di vincita sui siti istituzionali dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e di seguito, per successiva sua incorporazione, della ” e che, dunque, il richiamo al sito Controparte_4 internet possa, peraltro, ritenersi sufficiente quanto all'assolvimento della regola di condotta che secondo i Giudici di legittimità grava sul concessionario, tenuto conto delle dimensioni dei tagliandi oggetto di causa. Non meritano, pertanto, accoglimento le deduzioni di parte appellata coltivate fino ai propri scritti difensivi in comparsa conclusionale.
Ha, dunque, certamente errato il Giudice di Pace di Agropoli nel ritenere che la presunta violazione dell'art. 7, comma 5 del d.l. n. 158/2012 potesse condurre alla nullità dei contratti stipulati tra l'attore e la odierna appellante, sul presupposto che tale norma avesse carattere imperativo.
Alla luce delle anzidette considerazioni va esclusa anche l'invocata annullabilità dei contratti di lotteria istantanea per asserito vizio del consenso, pure avanzata in via subordinata dall'appellato, posto che, da un lato, la violazione dell'obbligo informativo, e dunque di una norma di comportamento, non determina un vizio genetico del negozio, e che, dall'altro, la mera omissione, sui tagliandi, delle informazioni sulle probabilità di vincita non integra gli estremi del dolo rilevante ex art. 1439 c.c. Invero, la sola reticenza ed il silenzio (omissioni ingannevoli) non sono sufficienti ad invalidare il contratto, dovendosi questi comportamenti inserire in un contesto malizioso, fatto di artifici e raggiri, idoneo a realizzare il fine perseguito
(Cass. n. 11009/18, n. 13231/10, n. 9253/06). E gravava pur sempre su parte appellata (attrice in primo grado) l'onere di provare, con particolare rigore e precisione, il dolo della società appellante, che non può basarsi su semplici induzioni o presunzioni o criteri di verosimiglianza (Cass. n. 1570/69). Nel caso in esame, invece, l'appellata aveva, comunque, la possibilità, se fosse stato davvero interessato a tale profilo contrattuale, di conoscere ex ante la misura della sua alea, ossia le probabilità di vincita, tramite la consultazione dei siti istituzionali a ciò preposti.
Dalla lettura dei tagliandi agli atti (allegati alla produzione di primo grado) si evince in modo cristallino come essi contenessero l'informazione per il giocatore della possibilità di informarsi circa le probabilità di vincita sui siti istituzionali ivi indicati, sicchè il sig. ben avrebbe potuto, seguendo tali indicazioni, CP_1 assolutamente intellegibili, recarsi sui predetti siti ed acquisire le informazioni per lui asseritamente necessarie. Al contrario, non vi ha provveduto, giungendo ad acquistare ben n. 45 tagliandi delle lotterie istantanee, in tal modo palesando disinteresse e noncuranza rispetto alle effettive probabilità di vincita, che pur avrebbe potuto conoscere senza particolari difficoltà o sforzi di sorta.
Ne emergono profili di responsabilità. In proposito, è appena il caso di ricordare che la responsabilità precontrattuale, in quanto ancorata ai criteri probatori che regolano l'illecito aquiliano, comporta che l'onere probandi sia a carico di colui che si pretende danneggiato, il quale è tenuto a provare la sussistenza della condotta illecita, il danno concretamente subito ed il nesso eziologico che avvince i due precitati elementi e che si sostanzia, nello specifico caso della responsabilità precontrattuale da violazione di obblighi informativi, stante la natura omissiva della stessa, nella dimostrazione che, qualora il danneggiante avesse tenuto il comportamento alternativo lecito, il danneggiato non avrebbe concluso il contratto o lo avrebbe concluso – ma non può certo essere questo il caso per evidenti ragioni date dalla natura del contratto da gioco – a condizioni diverse.
Ebbene, nel caso di specie, risultano totalmente manchevoli, tanto la prova della condotta illecita perpetrata, quanto quella del nesso causale, nei termini innanzi specificati.
L'appello proposto deve, dunque, trovare accoglimento e, per l'effetto, deve essere integralmente riformata la sentenza di prime cure, nella misura in cui aveva accolto la domanda attorea e condannato le e l' Parte_1 [...] alla restituzione della somma di €. 700,00 a favore Controparte_2 dell'odierno appellato, nonché manlevato l' di Controparte_2 quanto da essa versato in esecuzione della sentenza di primo grado.
La pronuncia di riforma comporta l'annullamento della sentenza di primo grado e, dunque, in presenza di espressa domanda in tal senso, la condanna alla restituzione di quanto versato e percepito dall'odierno appellato ( in virtù di sentenza con declaratoria di provvisoria esecutività) avendo l'appellata richiesto la restituzione di quanto versato.
Così come precisato dalla giurisprudenza di legittimità, la richiesta di restituzione di somme corrisposte in esecuzione della sentenza di primo grado consegue alla richiesta di modifica della decisione impugnata, sicchè non costituisce domanda nuova ed è ammissibile in appello, ma deve essere formulata, a pena di decadenza, con l'atto di gravame se, a tale momento, la sentenza sia stata già eseguita, ovvero nel corso nel giudizio qualora l'esecuzione sia avvenuta dopo la proposizione dell'impugnazione ( cfr. Cass. N. 1324/2016; Cass. N. 7144/2021). Ebbene, tale domanda risulta articolata dalle sin dal proprio atto Parte_1 introduttivo.
In accoglimento della domanda principale si dichiarano assorbite le altre domande pure devolute a questo Giudice in funzione di Giudice di appello.
Circa il regolamento delle spese processuali, tenuto conto dell'intervenuta citata pronuncia della Corte di Cassazione, che, nelle more dell'appello, ha fornito una soluzione definitiva circa la natura della norma la cui applicazione era stata invocata dall'appellato, sussistono le gravi ed eccezionali ragioni di cui all'art. 92, comma 2 c.p.c. per l'integrale compensazione del doppio grado di giudizio fra tutte le parti in giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale di Vallo della Lucania, in funzione di giudice di appello, definitivamente pronunziando, ogni contraria istanza ed eccezione disattesa, così provvede:
-accoglie l'appello proposto da in persona del l.r.p.t. e, per Parte_1
l'effetto, in riforma integrale della sentenza n. 164/2017 pronunciata dal Giudice di Pace di Agropoli, rigetta tutte le domande proposte con l'atto di citazione di primo grado dal sig. Controparte_1
-condanna il sig. alla restituzione in favore di Controparte_1 [...] della somma ricevuta in esecuzione della sentenza di primo grado, Parte_1 oltre interessi legali dal pagamento sino all'effettiva restituzione.
- compensa integralmente le spese del doppio grado del giudizio fra tutte le parti.
Così deciso in Vallo della Lucania il 9.6.2025
Il Giudice
Dr.ssa Marianna Frangiosa