Sentenza 3 aprile 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Milano, sentenza 03/04/2025, n. 1559 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Milano |
| Numero : | 1559 |
| Data del deposito : | 3 aprile 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI MILANO
Sezione Lavoro
La dott.ssa Maria Grazia Florio in funzione di giudice del Lavoro ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa civile di I Grado iscritta al N. 11658/2024 R.G. promossa da:
con il patrocinio dell'avv. ZANGARI FRANCESCO PAOLO Parte_1
contro
:
ON
, con il patrocinio dell'avv. ROVELLI STEFANO
FATTO E DIRITTO
Con ricorso depositato in data 09/10/2024, ha convenuto Parte_1 in giudizio avanti al Tribunale di Milano - sezione Lavoro- il chiedendo: ONroparte_2
“previa eventuale disapplicazione del D.P.C.M. n. 32313 del
23.09.2015 e della nota n. 15219 del 15.10.2015 e ss.mm.ii, ivi CP_3 compreso il DPCM del 28.11.2016, nella parte in cui limitano il beneficio della Carta elettronica del docente di cui all'art. 1, comma 121 – 124 l. n. 107/2015 ai soli docenti di ruolo a tempo indeterminato, o comunque di ogni ulteriore normativa di senso contrario al riconoscimento della carta elettronica del docente ai docenti non di ruolo, come per la ricorrente,
- accertare e dichiarare il diritto della ricorrente sig.ra Pt_1
ad usufruire del beneficio economico di € 500,00 annui tramite
[...] la Carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione pagina 1 di 8
2024/2025, per le ragioni di cui al presente ricorso, e, per
l'effetto
- in via principale, CONDANNARE il ONroparte_2
, in persona del Ministro p.t., ad erogare e/o attribuire, in
[...] favore della ricorrente per gli aa.ss 2020/2021, Parte_1
2021/2022, 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025 la c.d. carta docente per
l'importo nominale di euro 500,00 per ciascun anno scolastico per le finalità di cui all'art. 1, comma 121, della L. n. 107 del 2015, oltre interessi e rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma
36,della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione;
- in via subordinata alla precedente richiesta di condanna (e quindi per l'ipotesi in cui la ricorrente al tempo della pronuncia della sentenza dovesse essere fuoriuscita dal sistema delle docenze scolastiche) e sempre previo accertamento del diritto a beneficiare della carta docente per gli aa.ss 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023,
2023/2024 e 2024/2025 e disapplicate le disposizioni di senso contrario, CONDANNARE il in ONroparte_2 persona del a risarcire in favore della ricorrente il CP_4 danno patrimoniale e non patrimoniale nella misura di € 2.500,00 o comunque nella minore misura da determinarsi in via equitativa;
” con vittoria delle spese di lite, da distrarsi in favore del procuratore antistatario.
A sostegno delle domande svolte, la parte ricorrente ha esposto di essere un'insegnante assunta dal con ONroparte_2 contratto a tempo determinato, attualmente assegnata presso la SCUOLA
SECONDARIA I GRADO DI VAPRIO D'ADDA, e di aver prestato servizio anche negli aa.ss. 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023, 2023/2024.
Tanto premesso, la parte ricorrente lamenta di non aver usufruito dell'erogazione della somma di € 500,00 annui, destinata allo sviluppo delle competenze professionali (c.d. Carta Elettronica del pagina 2 di 8 Docente), rivendicando pertanto l'assegnazione della predetta somma per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023, 2023/2024 e
2024/2025.
Si è costituito ritualmente in giudizio il ONroparte_2
chiedendo il rigetto delle avverse pretese perché
[...] infondate in fatto e in diritto;
con vittoria delle spese di lite.
Ritenuta la causa matura per la discussione senza necessità di svolgere attività istruttoria, all'udienza del 02.04.2025 il giudice ha invitato i procuratori delle parti alla discussione e all'esito ha pronunciato sentenza dando lettura del dispositivo e riservando in giorni 60 il deposito della motivazione.
*
Il ricorso è fondato, per le ragioni che di seguito si espongono.
Giova richiamare l'art. 1, comma 121, L. n. 107 del 13/7/2015, che così dispone: Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti
e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il ONroparte_5
a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica
[...]
o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per
l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e
pagina 3 di 8 del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile.
In attuazione di tale legge, il DPCM n. 32313 del 23/9/2015 e il successivo DPCM del 28/11/2016 hanno ribadito che i soli destinatari della disciplina della Carta del docente sono i docenti di ruolo a tempo indeterminato;
non v'è dubbio, quindi, che i docenti precari siano esclusi dall'accesso a tale beneficio.
Tuttavia, occorre rilevare che sulla questione si è di recente pronunciata la Corte di Giustizia Europea che, con ordinanza della VI
Sezione del 18 maggio 2022 resa nella causa c 450/2, ha statuito che il comma 121 della legge 107 del 2015 oggetto di causa, nella parte in cui non attribuisce il bonus di € 500,00 al personale a termine, contrasti con la clausola 4 dell'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato (recepito con Direttiva 1999/70/CE) nei seguenti termini: «La clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno
1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del e non al personale ONroparte_2 docente a tempo determinato di tale il beneficio di un CP_2 vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a
pagina 4 di 8 master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza».
In particolare, la CGUE ha valorizzato il fatto che dalle norme interne (in particolare l'art. 282 D.lgs n. 297/1994, le previsioni della contrattazione collettiva del comparto scuola, e da ultimo l'art. 63 e l'art. 1 L. n. 107/2015) emerge il principio secondo cui la formazione dei docenti è obbligatoria, permanente e strutturale.
L'art. 1 comma 121 l. n. 107/2015 introduce l'istituto della carta docente proprio nella prospettiva di offrire sostegno alla didattica, sebbene su un piano di durata almeno annuale: la norma è infatti destinata agli insegnanti di ruolo. Ulteriore elemento interpretativo che milita a conforto di questa tesi è rappresentato dall'art. 15
d.l. 69/2023, convertito con modificazioni nella l. 103/2023, in cui si conferma l'estensione del beneficio per l'anno 2023 ai “docenti con contratto di supplenza annuale sul posto vacante e disponibile”.
Pertanto, nella prospettiva di contrastare una possibile discriminazione dei lavoratori a tempo determinato, la Corte di
Giustizia 18 maggio 2022 ha ritenuto che in presenza di comparabilità dei rapporti di lavoro la clausola 4.1 dell'accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE (e lo stesso principio di non discriminazione) ostino ad una normativa nazionale che riservi il beneficio della carta docente ai soli docenti a tempo indeterminato.
Sul tema è recentemente intervenuta – a seguito di rinvio pregiudiziale interpretativo - la Suprema Corte (cfr. Cass.
27.10.2023 rg. Gen. 10072/2023) ritenendo dunque pienamente comparabili le ipotesi di supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche (c.d vacanza su organico di fatto).
Ne discende che l'art. 1 comma 121 l. 107/2015 deve essere disapplicato, in quanto in contrasto con la clausola 4 dell'accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE nella parte in cui limita pagina 5 di 8 riconoscimento del diritto alla carta docente ai soli insegnanti di ruolo, e non lo consente rispetto agli insegnanti incaricati di supplenze annuali ex art. 4 comma I L.124/1999 o fino al termine delle attività didattiche (art. 1 comma II L.124/1999).
Conformemente a quanto appena osservato, anche il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1842 del 16/3/2022, ha censurato negativamente la scelta del convenuto di escludere dal beneficio i docenti a CP_2 termine in quanto irragionevole e contraria ai principi di non discriminazione e buon andamento della P.A. (ex artt. 3, 35 e 97 della Costituzione).
In particolare, il giudice amministrativo ha rilevato che è evidente la non conformità ai canoni di buona amministrazione di un sistema che, ponendo un obbligo di formazione a carico di una sola parte del personale docente (e dandogli gli strumenti per ottemperarvi), continua nondimeno a servirsi, per la fornitura del servizio scolastico, anche di un'altra aliquota di personale docente, la quale
è tuttavia programmaticamente esclusa dalla formazione e dagli strumenti di ausilio per conseguirla: non può dubitarsi, infatti, che, nella misura in cui la P.A. si serve di personale docente non di ruolo per l'erogazione del servizio scolastico, deve curare la formazione anche di tale personale, al fine di garantire la qualità dell'insegnamento fornito agli studenti;
da ciò deriva che il diritto
– dovere di formazione professionale e aggiornamento grava su tutto il personale docente e non solo su un'aliquota di esso.
Per l'effetto è stato annullato il d.P.C.M. n. 32313 del 25 settembre
2015, e la nota applicativa del n. 15219 del 15 ottobre CP_3
2015, nonché il d.P.C.M. del 28 novembre 2016 che ha sostituito i precedenti atti generali esecutivi del contributo al finanziamento della formazione in servizio dei docenti, contenuto nel comma 121 della Legge 107 del 2015, nella parte in cui non contemplano i docenti non di ruolo tra i destinatari della Carta del docente.
Tanto premesso, è documentale che il rapporto di lavoro di Pt_1
con il convenuto sia ancora in corso nell'a.s.
[...] CP_2
pagina 6 di 8 2024/2025 fino al 30 giugno (doc. 1); e, per gli anni oggetto di domanda, parte attrice ha sempre prestato attività sino alla fine dell'anno scolastico o al termine delle attività didattiche.
Nulla osta, pertanto, all'accreditamento in favore di Parte_1 di tutte le somme che sarebbero spettate alla parte ricorrente rispetto agli anni scolastici oggetto di giudizio.
Sulla scorta di tutte le precedenti argomentazioni, si ritiene che la domanda debba trovare accoglimento, con conseguente condanna della parte convenuta a mettere a disposizione della parte ricorrente detta carta docente (o altro equipollente) per gli anni scolastici
2020/2021, 2021/2022, 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025 , non essendo per contro possibile una condanna alla mera corresponsione degli importi giacché in tal modo la parte fruirebbe delle relative somme senza quel vincolo di destinazione imposto dal legislatore (ex art. 1, comma 121, L. n. 107 cit.).
L'importo di euro 500,00 non può essere maggiorato degli interessi, in quanto ex art. 2 DPCM del 28 novembre 2016 l'importo è chiaramente indicato al valore nominale, senza ulteriori maggiorazioni.
Il ricorso va quindi integralmente accolto.
Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale di Milano in funzione di Giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando, disattesa ogni contraria istanza ed eccezione, così provvede: accerta e dichiara il diritto della parte ricorrente ad ottenere la carta docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022,
2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025 per l'importo di euro 500,00 annui e condanna la parte convenuta a mettere a disposizione della parte detta carta docente (o altro equipollente) per poterne fruire nel rispetto dei vincoli di legge;
pagina 7 di 8 condanna parte convenuta a rimborsare alla parte ricorrente le spese di lite che liquida in complessivi euro 730,00 oltre accessori di legge, con distrazione al procuratore antistatario.
Sentenza provvisoriamente esecutiva.
Termine di giorni 60 per il deposito della motivazione.
Milano, 02.04.2025
IL GIUDICE
( dr.ssa Maria Grazia Florio )
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