Sentenza 2 aprile 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Torino, sentenza 02/04/2025, n. 899 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Torino |
| Numero : | 899 |
| Data del deposito : | 2 aprile 2025 |
Testo completo
R.G.L. 7477/2024
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO
SEZIONE LAVORO
Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Nicola Tritta
All'esito dell'udienza del 02/04/2025 ha pronunciato la seguente
SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 429 C.P.C. nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 7477/2024 promossa da:
(C.F./P.I. ), rappresentata e difesa dall'avv. Parte_1 C.F._1
Daniela Giovanna Romeo e dall'avv. Silvestro Pisciotta;
RICORRENTE
Contro
(C.F./P.I. , Controparte_1 P.IVA_1 [...]
, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e Controparte_2
difeso, in questa sede, ai sensi dell'art. 417 bis, comma 1, c.p.c., dalla Dott.ssa
[...]
, Dirigente del di , dalla Dott.ssa e dalla Dott.ssa CP_3 CP_4 CP_2 CP_5
Natalie Olivero, Funzionarie dello stesso , domiciliati presso l' CP_1 [...]
, Via Coazze n. 18; Controparte_2
CONVENUTO
Avente ad oggetto: pubblico impiego (istruzione) – indennità sostitutiva delle ferie
CONCLUSIONI
Come in atti.
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione
La sig.ra ha lavorato alle dipendenze del convenuto con Parte_1 CP_1
contratti a termine negli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024 e agisce in giudizio nei confronti del per il pagamento dell'indennità Controparte_1
sostitutiva delle ferie non fruite.
1
delle eventuali pretese maturate oltre il quinquennio, e contestando la quantificazione della pretesa.
Il ricorso è fondato e deve trovare accoglimento.
1. La prescrizione dell'indennità sostitutiva delle ferie
L'eccezione di prescrizione è infondata alla luce della giurisprudenza di legittimità che ormai pacificamente afferma la durata decennale del termine di prescrizione per i crediti di cui al ricorso (Cass. civ. sez. I, 10/02/2020, n.3021; App. Torino, 08/11/2022, n.
583).
2. La disciplina delle ferie del personale docente assunto con contratto a termine
Data la complessità del quadro normativo e la difficoltà di rinvenire un'interpretazione univoca sulla sola base del mero tenore letterale della normativa vigente in tema di ferie dei docenti assunti con contratto a termine, si ritiene necessario, in applicazione dell'art. 12 preleggi, ricorrere al criterio ermeneutico orientato alla individuazione della “mens legis”, partendo dall'evoluzione storico-normativa dell'istituto e procedendo con l'interpretazione sistematica delle norme vigenti (Cass. civ. sez. III, 04/10/2018, n.
24165; Cass. civ. sez. I, 03/12/2010, n. 24630), anche alla luce della normativa e della giurisprudenza comunitaria in materia.
2.1
Prima del 2012, la disciplina delle ferie del personale docente era contenuta nel CCNL per il personale del Comparto Scuola per il quadriennio 2006-2009.
L'art. 13 conteneva la disciplina per il personale di ruolo;
per il personale assunto a tempo determinato la disciplina delle ferie si rinveniva nell'art. 19.
L'art. 13, per il personale di ruolo, prevedeva ai commi 8 e 9:
“
8. Le ferie sono un diritto irrinunciabile e non sono monetizzabili, salvo quanto previsto nel comma 15. Esse devono essere richieste dal personale docente e ATA al dirigente scolastico.
2
9. Le ferie devono essere fruite dal personale docente durante i periodi di sospensione delle attività didattiche1; durante la rimanente parte dell'anno, la fruizione delle ferie è
consentita al personale docente per un periodo non superiore a sei giornate lavorative.
[…]”.
L'art. 19, invece, per i dipendenti assunti con contratto a termine, prevedeva:
“
2. Le ferie del personale assunto a tempo determinato sono proporzionali al servizio prestato. Qualora la durata del rapporto di lavoro a tempo determinato sia tale da non consentire la fruizione delle ferie maturate, le stesse saranno liquidate al termine dell'anno scolastico e comunque dell'ultimo contratto stipulato nel corso dell'anno scolastico. La fruizione delle ferie nei periodi di sospensione delle lezioni nel corso dell'anno scolastico non è obbligatoria. Pertanto, per il personale docente a tempo determinato che, durante il rapporto di impiego, non abbia chiesto di fruire delle ferie durante i periodi di sospensione delle lezioni, si dà luogo al pagamento sostitutivo delle stesse al momento della cessazione del rapporto”.
La disciplina distingueva, con coerenza, docenti di ruolo e docenti assunti con contratto di lavoro a termine:
− sotto il profilo dell'individuazione dei giorni in cui possono essere fruite le ferie
(durante la sospensione delle attività didattiche, i docenti di ruolo;
nei giorni di sospensione delle lezioni nel corso dell'anno scolastico, i docenti assunti con contratto a termine);
− sotto il profilo della natura obbligatoria/facoltativa della fruizione delle ferie2;
− sul piano delle conseguenze della mancata fruizione delle ferie, escludendosi la monetizzazione per il personale di ruolo, invece riconosciuta per i docenti a termine. 2.2
La disciplina contrattuale ha subìto una prima modifica per opera del D.L. 95/2012 conv. in l. n. 135/2012 che, introducendo una disposizione valida per tutti i dipendenti pubblici (non dunque limitata al personale della scuola), all'art. 5 co. 8 ha così disposto:
“Le ferie, i riposi ed i permessi spettanti al personale, anche di qualifica dirigenziale, delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione (…), sono obbligatoriamente fruiti secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti e non danno luogo in nessun caso alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi. La presente disposizione si applica anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro per mobilità, dimissioni, risoluzione, pensionamento e raggiungimento del limite di età. Eventuali disposizioni normative e contrattuali più favorevoli cessano di avere applicazione a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto. La violazione della presente disposizione, oltre a comportare il recupero delle somme indebitamente erogate, è fonte di responsabilità disciplinare ed amministrativa per il dirigente responsabile”.
La disposizione ha introdotto un regime di fruizione obbligatoria delle ferie secondo quanto previsto dall'ordinamento del comparto di riferimento, escludendo in ogni caso la monetizzazione delle ferie non fruite.
2.3
L'ultima modifica normativa, che ha portato all'assetto attuale, si è avuta con la l. n.
228/2012.
Tale legge ha introdotto una disciplina delle ferie del personale docente speciale rispetto alla disciplina valida per l'intero settore del pubblico impiego di cui al d.l.
95/2012, disponendo:
- che il personale docente di tutti i gradi di istruzione (senza alcuna distinzione tra docenti di ruolo e docenti assunti con contratto a termine) “fruisce delle ferie nei giorni di sospensione delle lezioni definiti dai calendari scolastici regionali, ad esclusione di quelli destinati agli scrutini, agli esami di Stato e alle attività valutative. Durante la rimanente parte dell'anno la fruizione delle ferie è consentita per un periodo non superiore a sei giornate lavorative subordinatamente alla possibilità di sostituire il personale che se ne avvale
4 senza che vengano a determinarsi oneri aggiuntivi per la finanza pubblica” (art. 1 co. 54);
- una deroga rispetto al divieto di monetizzazione delle ferie non fruite previsto dall'art. 5 co. 8 d.l. n. 95/2012; la deroga è stata positivizzata mediante aggiunta, al testo dell'art. 5 co. 8 del seguente periodo: “Il presente comma non si applica al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario supplente breve e saltuario o docente con contratto fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche, limitatamente alla differenza tra i giorni di ferie spettanti e quelli in cui è consentito al personale in questione di fruire delle ferie” (art. 1 co. 55);
- il divieto di deroga delle disposizioni contenute nei commi 44 e 45 dell'art. 1 da parte delle disposizioni contrastanti contenute nei contratti collettivi nazionali
(art. 1 co. 56).
2.4
Contenendo l'art. 1 co. 54 una disciplina unitaria delle ferie per docenti di ruolo e personale assunto con contratto a termine, appare evidente che la disciplina delle ferie non può essere caratterizzata da alcun automatismo rispetto all'individuazione dei giorni di ferie, perché altrimenti un docente di ruolo, laddove automaticamente in ferie per tutti i “giorni di sospensione delle lezioni definiti dai calendari scolastici”, fruirebbe di un numero di giorni di ferie ben superiore rispetto al numero di ferie spettanti secondo il
CCNL.
Il fatto che l'art. 1 co. 55 della l. n. 228/2012, aggiungendo il successivo periodo sopra riportato all'art. 5 co. 8 d.l. 95/2012, oltre a derogare al divieto generalizzato di monetizzazione delle ferie per il personale assunto con contratto a termine, specifichi che tale monetizzazione opera limitatamente alla differenza tra i giorni di ferie spettanti e quelli in cui è consentito al personale in questione di fruire delle ferie, pare confermare che non vi sia alcun automatismo, nemmeno per i docenti con contratto a termine.
Laddove il legislatore avesse voluto distinguere il regime di fruizione delle ferie (su richiesta, per i docenti di ruolo, in via automatica per i docenti a termine), da un lato non avrebbe previsto una disciplina unitaria delle ferie (art. 1 co. 54) e dall'altro non avrebbe utilizzato, nell'art. 1 co. 55 il termine “consentito”.
5 Lo stesso Ministero dell'Economia e delle Finanze con la nota prot. 72696 del 4.9.2013, nel fornire un'interpretazione del regime intertemporale tra le disposizioni succedutesi nel 2012, accoglie l'interpretazione qui proposta, affermando, circa l'interpretazione da dare all'art. 5 co. 8, come modificato dalla l. n. 228/2012: “si rimarca che l'articolo 1 comma 55 di cui trattasi fa riferimento ai «giorni in cui è consentito al personale […] fruire delle ferie» e non a quelli in cui dette ferie siano effettivamente fruite. A nulla rileva dunque, ai fini della “monetizzazione” se il dipendente abbia o meno richiesto le ferie, bensì si dovrà tener unicamente conto della mera astratta facoltà di fruirle come illustrata al paragrafo precedente […]”. In disparte la legittimità o meno della conclusione, su cui si tornerà a breve, appare evidente che nemmeno per l'amministrazione finanziaria, con la l. n. 228/2012 si può affermare alcun automatismo nella collocazione in ferie dei docenti con contratto a termine nei giorni di sospensione delle lezioni, ammettendo espressamente la possibilità che il docente, in quei giorni, non fruisca delle ferie.
Ad ogni buon conto, non può essere condivisa l'opzione ermeneutica proposta dal
Ministero dell'Economia e recepita dal , secondo cui la Controparte_1
monetizzazione spetterebbe indipendentemente dal fatto che il docente abbia o meno richiesto le ferie e quindi tenendo conto unicamente della mera astratta facoltà di fruirle, in quanto contraria ai principi eurounitari in materia di ferie e di indennità sostitutiva delle stesse.
Va qui richiamato quanto affermato dalla Corte giustizia UE sez. VI, 24/07/2024, n.689 che, sul punto, ha così motivato:
“28 In primo luogo, si deve ricordare che, secondo la giurisprudenza della Corte, il diritto di ogni lavoratore alle ferie annuali retribuite deve essere considerato un principio particolarmente importante del diritto sociale dell'Unione, al quale non si può derogare e che le autorità nazionali competenti possono attuare solo nei limiti esplicitamente indicati dalla direttiva 2003/88 (sentenza del 18 gennaio
2024, Comune di Copertino, C-218/22, EU:C:2024:51, punto 25).
[...]
31 In terzo luogo, il diritto alle ferie annuali costituisce solo una delle due componenti del diritto alle ferie annuali retribuite quale principio fondamentale del diritto sociale dell'Unione. Tale diritto fondamentale include infatti anche un diritto ad ottenere un pagamento nonché, in quanto diritto connaturato a detto
6 diritto alle ferie annuali «retribuite», il diritto a un'indennità finanziaria per le ferie annuali non godute al momento della cessazione del rapporto di lavoro
(sentenza del 18 gennaio 2024, Comune di Copertino, C-218/22, EU:C:2024:51, punto 29).
32 A questo proposito, occorre ricordare che, quando il rapporto di lavoro è cessato, la fruizione effettiva delle ferie annuali retribuite cui il lavoratore ha diritto non è più possibile. Per evitare che, a causa di detta impossibilità, al lavoratore sia precluso qualunque godimento di tale diritto, anche in forma pecuniaria, l'articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 2003/88 prevede che, in caso di fine del rapporto di lavoro, il lavoratore abbia diritto a un'indennità finanziaria per i giorni di ferie annuali non goduti (sentenza del 18 gennaio 2024,
Comune di Copertino, C-218/22, EU:C:2024:51, punto 30).
33 Come statuito dalla Corte, la disposizione sopra citata non assoggetta il diritto a un'indennità finanziaria ad alcuna condizione diversa da quella relativa, da un lato, alla cessazione del rapporto di lavoro e, dall'altro, al mancato godimento da parte del lavoratore di tutte le ferie annuali cui aveva diritto alla data in cui detto rapporto è cessato. Tale diritto è conferito direttamente dalla suddetta direttiva e non può dipendere da condizioni diverse da quelle che vi sono esplicitamente previste (sentenza del 18 gennaio 2024,
Comune di Copertino, C-218/22, EU:C:2024:51, punto 31)” (l'evidenza è di chi scrive).
Se dunque la monetizzazione delle ferie è l'altra componente del diritto alle ferie, in nessun caso può ammettersi un'interpretazione del diritto nazionale che consenta la perdita del diritto alla monetizzazione, quando le ferie non siano state di fatto fruite
(solo perché in determinati giorni potevano essere astrattamente fruite), salvo l'avvertimento del datore di lavoro circa la perdita in caso di mancata richiesta di fruizione delle ferie da parte del lavoratore.
Va infine precisato, sempre con riferimento all'art. 1 co. 55, che non pare potersi ricavare dalla disposizione relativa alla monetizzazione delle ferie una previsione di collocamento ex lege dei docenti non di ruolo in ferie nei giorni di sospensione delle lezioni, in quanto monetizzazione delle ferie e fruizione delle ferie sono aspetti connessi, ma pur sempre distinti.
7 2.5
La previsione contenuta nell'art. 1 co. 54 secondo cui tutto il personale docente fruisce delle ferie nei giorni di sospensione delle lezioni definiti dai calendari scolastici regionali, va pertanto unitariamente intesa (per i docenti di ruolo e docenti con contratto a termine), non nel senso dell'automatica collocazione ex lege del personale in ferie in tutti i quei periodi, ma nel senso di consentire al dirigente scolastico finanche l'imposizione unilaterale ai docenti delle ferie, per evidenti ragioni di contenimento della spesa pubblica, ovvero, in alternativa, nei confronti del docente assunto con contratto a termine l'obbligo del dirigente di avvertire il docente che se non saranno richieste le ferie nei giorni di sospensione delle lezioni, non sarà consentita la monetizzazione di quei giorni, secondo il più recente insegnamento della Corte di giustizia (da ultimo, Corte giustizia UE sez. VI, 24/07/2024, n. 689).
Poiché la sospensione delle attività didattiche si ha, in forza dell'art. 74, co. 2, d.Lgs. n.
297 del 1994), dall'1 luglio al 31 agosto, si deve ritenere che durante l'anno scolastico, nelle festività come individuate dal calendario scolastico ad essere sospese sono solo le lezioni e non le attività didattiche, dovendosi presumere3, dunque che in tali periodi i docenti svolgano attività propedeutiche o funzionali all'insegnamento4 salva, lo si 3 Con le debite conseguenze in materia di riparto degli oneri probatori. 4 Sull'articolazione dell'orario di lavoro dei docenti tra attività di insegnamento e attività funzionali si richiama la sentenza Cassazione civile sez. lav., 14/03/2019, (ud. 31/01/2019, dep. 14/03/2019), n. 7320, in cui si legge “la disciplina dell'orario di lavoro del personale docente della scuola, dettata dalla contrattazione collettiva a partire dal CCNL 4.8.1995, considera le peculiarità proprie della funzione docente che è volta a "promuovere lo sviluppo umano, culturale, civile e professionale degli alunni, sulla base delle finalità e degli obiettivi previsti dagli ordinamenti scolastici..." (art. 38 CCNL 1995) e presenta, di conseguenza, una dimensione collegiale, che si affianca a quella individuale, perchè è a livello collegiale che i docenti "elaborano, attuano e verificano, per gli aspetti pedagogico-didattici, il progetto di istituto, adattandone l'articolazione alle differenziate esigenze degli alunni e tenendo conto del contesto socio economico e culturale di riferimento"(art. 38, comma 5);
7. gli obblighi di lavoro, pertanto, non si esauriscono nell'attività di insegnamento, (disciplinata, quanto all'orario e per quel che qui rileva, dall'art. 41 CCNL 4.8.1995, art. 24 CCNL 26.5.1999, 26 CCNL
24.7.2003 nonchè dall'art. 28 del CCNL 29.11.2007) bensì si estendono a tutte le attività funzionali rispetto alla prima, che comprendono "programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l'attuazione delle delibere adottate dai predetti organi" (art.
42 CCNL 1995, art. 24 CCNL 1999, art. 27 CCNL 2003, art. 29 CCNL 2007);
8. non a caso, quindi, le parti collettive, nel disciplinare gli obblighi di lavoro del personale docente, hanno distinto le attività funzionali all'insegnamento in individuali (preparazione delle lezioni e delle esercitazioni, correzione degli elaborati, rapporti individuali con le famiglie) e collegiali, ricomprendendo in queste ultime a) la partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti per un totale di 40 ore annue, b) la partecipazione alle attività collegiali dei consigli di classe, di interclasse e di intersezione con un impegno di massima non superiore alle 40 ore annue, c) lo svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione (art. 42, comma 3, CCNL 1995, art. 24 CCNL 1999, art. 27 CCNL 2003, art. 29 CCNL 2007)”. 8 ripete, l'ipotesi che il docente (di ruolo e non) abbia chiesto di poter fruire delle ferie in quei periodi o che il dirigente lo abbia collocato d'ufficio in ferie.
Non vi è dunque luogo alla monetizzazione delle ferie nel caso in cui:
- il docente abbia chiesto di fruire delle ferie nei giorni di sospensione delle lezioni;
- il dirigente abbia collocato d'ufficio il docente in ferie nei giorni di sospensione delle lezioni;
- il docente sia rimasto in servizio durante i giorni di sospensione delle lezioni
(perché non ha chiesto ferie e il dirigente non lo ha collocato in ferie d'ufficio), ma il dirigente abbia reso l'avvertimento che in caso di mancata fruizione delle ferie è escluso il diritto alla monetizzazione.
La giurisprudenza di legittimità sinora pronunciatasi in materia di ferie si è espressa nei termini qui recepiti riferendosi unicamente al periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno. Ciò non esclude, ad avviso di questo giudicante, che anche per le sospensioni delle lezioni durante l'anno scolastico operino gli stessi principi, trattandosi, in entrambi i casi di periodi di sospensione delle lezioni, ma in costanza delle attività didattiche (art. 74, co. 2, d.Lgs. n. 297 del 1994).
Anche nel caso in esame, pertanto, “deve escludersi che i docenti non di ruolo possano essere considerati automaticamente in ferie, in assenza di loro richiesta o di provvedimento esplicito del dirigente scolastico, durante i giorni di sospensione delle lezioni definiti dai calendari scolastici regionali (ad esclusione di quelli destinati agli scrutini, agli esami di Stato e alle attività valutative) di cui al comma 54 dell'art. 1 della legge n. 228 del 2012.
In realtà, diversamente da quanto opinato dalla corte territoriale, ove non vi sia stata espressa istanza del docente non di ruolo di godere del congedo nei giorni compresi fra la fine delle lezioni ordinarie e il 30 giugno di ogni anno (data nella quale cessano le attività didattiche ex art. 74, comma 2, del D.Lgs. n. 297 del 1994) e il dirigente scolastico non abbia né adottato provvedimenti al riguardo né invitato l'insegnante a usufruire delle ferie entro un certo termine con espresso avviso che, in mancanza, avrebbe perso il diritto alla relativa indennità per mancato godimento delle stesse, deve ritenersi che sussista il diritto di tale insegnante alla monetizzazione del congedo non utilizzato alla fine del rapporto di lavoro” (Cass. civ. sez. lav., 17/06/2024, n. 16715; così Trib. Torino, 12/02/2025, n. 401; Trib. Torino, 22/01/2025 n. 190).
9 2.5
Alla luce di tutte le considerazioni sopra esposte, la domanda di parte ricorrente deve trovare accoglimento, così come precisata con memoria depositata in data 24.3.2025, non potendosi detrarre dal monte ore di ferie non fruite e suscettibili di indennizzo i giorni di sospensione delle lezioni durante l'anno scolastico nei quali il docente non abbia chiesto le ferie, il dirigente non lo abbia posto in ferie d'ufficio o non abbia avvisato il docente del rischio di perdere il diritto alla monetizzazione in caso di mancata fruizione delle ferie.
Si precisa che la domanda viene accolta come da memoria depositata il 24.3.2025 tenuto conto del principio di cui all'art. 112 c.p.c., chiedendo il ricorrente, esclusa la detrazione dei giorni di sospensione delle lezioni, la monetizzazione di giorni in numero inferiore a quello riportato nella memoria del resistente. CP_1
Sui giorni maturati e richiesti (10,82 per l'a.s. 2021/2022; 19,65 per l'a.s. 2022/2023 e
22,33 per l'a.s. 2023/2024) viene calcolata la retribuzione giornaliera negli importi concordemente indicati in euro 53,59 per l'a.s. 2021/2022, euro 53,78 per l'a.s.
2022/2023, euro 55,44 per l'a.s. 2023/2024, importi da intendersi netti (poiché netti sono gli importi di euro 1.607,75, 1.613,61 e 1663,32 delle retribuzioni mensili dei tre anni scolastici, come si evince chiaramente dalle buste paga in atti).
Alla luce delle suddette considerazioni il ricorso deve essere accolto coma da domanda, così come precisata nella memoria depositata in data 24.3.2025 (tenendo conto delle ferie effettivamente fruite nel numero indicato dal convenuto), in misura pari CP_1 all'importo lordo corrispondente all'importo netto di euro 2.872,61.
3. Le spese di lite
Le spese di lite seguono la soccombenza e sono quantificate in dispositivo, applicati i parametri di cui al D.M. n .55/2014, omesso il compenso per la fase istruttoria.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone:
1. condanna il al pagamento in favore di Controparte_1
della somma lorda corrispondente alla somma netta di € Parte_1
2.872,61 a titolo di indennità per ferie non fruite negli anni scolastici 2021/2022,
10 2022/2023 e 2023/2024, oltre interessi legali e l'eventuale maggior somma corrispondente alla differenza tra la rivalutazione monetaria e gli interessi;
2. Condanna altresì il a rimborsare alla parte Controparte_1 ricorrente le spese di lite, che si liquidano in € 1.500,00 per onorari, oltre i.v.a.,
c.p.a. e 15 % per spese generali, con distrazione in solido in favore dell'avv.
Romeo e dell'avv. Pisciotta.
Torino, 02/04/2025
Il Giudice dott. Nicola Tritta
11 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 1 Il periodo di sospensione delle attività didattiche si ricava, a contrario, dall'art. 74 co. 2 d.lgs. n. 297/1994 e va individuato nel periodo che va dall'1 luglio (salvo differimenti per gli esami di maturità) al 31 agosto. 2 La Corte di Cassazione, riferendosi all'art. 19 del CCNL ha così motivato: “La norma deve essere interpretata nel senso che il personale docente a termine non è obbligato a fruire delle ferie nei periodi di sospensione delle lezioni che si verificano tra il primo e l'ultimo giorno di scuola- come fissati dal calendario regionale- dovendo intendersi in questo senso la locuzione "periodi di sospensione delle lezioni nel corso dell'anno scolastico". Pertanto, diversamente dal personale di ruolo, il docente a termine non è tenuto a chiedere le ferie né può essere messo in ferie d'ufficio durante il periodo dell'anno scolastico in cui, secondo il calendario regionale, si svolgono le lezioni. Le ferie non godute vengono liquidate alla cessazione del rapporto a termine” (Cass. civ. sez. lav., 05/05/2022, n. 14268). 3