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Sentenza 9 giugno 2025
Sentenza 9 giugno 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Trieste, sentenza 09/06/2025, n. 529 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Trieste |
| Numero : | 529 |
| Data del deposito : | 9 giugno 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE DI TRIESTE
SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE
INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI
DELL'UNIONE EUROPEA
Nel procedimento semplificato di cognizione N. R.G. 4043/24
promosso da
- nata il [...] in [...]/BRASILE– cittadina Parte_1
brasiliana - CF C.F._1
- nata il [...] in [...]/BRASILE– cittadina Parte_2
brasiliana - CF C.F._2
tutti rappresentati e difesi dagli avv.ti Silvia Contestabile (CF. ), avv. C.F._3
Andrea De Marchi (CF: ) e Avv. Stabilito Claudia Antonini (CF: C.F._4
, C.F._5
Ricorrenti
contro
, in persona del Ministro pro tempore, Controparte_1
rappresentato e difeso ex lege dall'Avvocatura Distrettuale di Trieste
Resistente
con l'intervento del P.M. in sede
Oggetto: riconoscimento della cittadinanza
Il Tribunale di Trieste, in persona della dott.ssa AO IN, in funzione di giudice unico, in nome del Popolo Italiano, ha pronunciato la seguente SENTENZA
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso depositato il 29.07.2024 i ricorrenti chiedono che venga dichiarato il loro status di cittadini italiani in virtù della discendenza dal sig. Persona_1
nato il [...] a [...].
[...]
Il non si è costituito pertanto se ne dichiara la contumacia. Controparte_1
All'udienza del 18.04.2025, tenutasi con trattazione scritta, il difensore della parte ricorrente si è richiamato ai motivi di cui al ricorso, chiedendone l'accoglimento.
Il Giudice, verificata la trasmissione degli atti al Pm, analizzati gli atti ed i documenti prodotti ha pronunciato la presente sentenza.
Conclusione delle parti
Parte ricorrente
“Piaccia all'Ecc.mo Tribunale di Trieste adito, contrariis reiectis e per l'intervenuta istruttoria, in accoglimento delle domande proposte NEL MERITO 1. ACCERTARE E DICHIARARE lo stato di cittadini italiani delle Sigg.re: nata il [...] in [...]_1
RS/BRASILE– cittadina brasiliana - CF , nata il C.F._1 Parte_2
10/03/2007 in Santa Maria RS/BRASILE– cittadina brasiliana - CF , in quanto C.F._2 discendenti dirette iure sanguinis del Sig. .
2. ORDINARE al Persona_1 [...]
in persona del Ministro pro tempore e per esso, l'Ufficiale di Stato Civile competente e CP_1 per esso il Sindaco facente funzione di ufficiale di stato civile del comune dell'ultima residenza dell'avo, di procedere alle trascrizioni, iscrizioni, annotazioni di legge nei registri dello stato civile della cittadinanza italiana delle Sig.re: nata il [...] in [...]_1
RS/BRASILE– cittadina brasiliana - CF , nata il C.F._1 Parte_2
10/03/2007 in Santa Maria RS/BRASILE– cittadina brasiliana - CF , provvedendo P.IVA_1 anche alle eventuali comunicazioni alle Autorità Consolari Competenti. Con vittoria di spese competenze ed onorari come per legge”.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il ricorso è fondato e merita accoglimento.
Per quanto riguarda il merito del ricorso, preliminarmente, giova ricordare che la Legge 5 febbraio 1992, n. 91 (che ha abrogato la precedente Legge 555/1912) ha tenuto fermo il principio dello ius sanguinis (ovvero della cittadinanza per discendenza) per il riconoscimento della cittadinanza italiana restando, di contro, quello dello ius soli un principio di carattere residuale. In particolare, ai sensi dell'art. 1 della Legge 91/1992 è cittadino italiano “il figlio di padre o di madre cittadini” con la conseguenza che la cittadinanza viene riconosciuta dalla nascita, essendo uno status derivato in virtù della discendenza di un cittadino italiano per nascita;
trattasi specificamente di un accertamento che andrà fatto a ritroso
(spesso in svariati passaggi generazionali) ed, infatti, se i genitore sono stati riconosciuti cittadini italiani questi godrà del medesimo status.
Ciò premesso, la linea di discendenza riportata in ricorso trova esatto riscontro nella documentazione versata in atti, debitamente tradotta ed apostillata, da cui risulta che i ricorrenti discendono dal sig. (docc.2, 3 e da 5 a 1o). Persona_1
Non risultano, invece, atti di rinuncia dei richiedenti, né dell'avo (doc. 4).
Per quanto riguarda il ricorso alle vie giudiziali, la scelta dei ricorrenti è pienamente legittima.
Inoltre è cosa nota la condizione di sostanziale paralisi in cui versano gli uffici competenti in ragione della mole delle domande presentate, condizione evidenziata e documentata anche da parte ricorrente (docc. da 11 a 14). Ne deriva un assoluta incertezza in ordine alla definizione, da parte dell'Autorità consolare, della richieste presentate dai richiedenti. Ai sensi dell'art. 2 della Legge n. 241 del 7.08.1990 i procedimenti di competenza delle Amministrazioni statali devono concludersi entro termini determinati e certi, anche in conformità al principio di ragionevole durata del processo. L'incertezza in ordine alla definizione della richiesta di riconoscimento dello status civitatis Italiano iure sanguinis, il decorso di un lasso di tempo irragionevole rispetto all'interesse vantato, comportante peraltro una lesione dell'interesse stesso, equivalgono ad un diniego di riconoscimento del diritto, giustificando l'interesse a ricorrere alla tutela giurisdizionale.
In ordine alle spese, il Tribunale ritiene che la natura sostanzialmente amministrativa e non contenziosa della procedura e l'assenza di un provvedimento di diniego proveniente dall'autorità amministrativa giustifichi la compensazione delle spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così decide:
- accoglie la domanda e, per l'effetto, dichiara che i ricorrenti sono cittadini italiani;
- ordina al e, per esso, all'ufficiale dello stato civile Controparte_1 competente, di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
- compensa le spese di lite.
Così deciso in Trieste, 9.06.2025
Il Giudice
dott.ssa AO IN
SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE
INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI
DELL'UNIONE EUROPEA
Nel procedimento semplificato di cognizione N. R.G. 4043/24
promosso da
- nata il [...] in [...]/BRASILE– cittadina Parte_1
brasiliana - CF C.F._1
- nata il [...] in [...]/BRASILE– cittadina Parte_2
brasiliana - CF C.F._2
tutti rappresentati e difesi dagli avv.ti Silvia Contestabile (CF. ), avv. C.F._3
Andrea De Marchi (CF: ) e Avv. Stabilito Claudia Antonini (CF: C.F._4
, C.F._5
Ricorrenti
contro
, in persona del Ministro pro tempore, Controparte_1
rappresentato e difeso ex lege dall'Avvocatura Distrettuale di Trieste
Resistente
con l'intervento del P.M. in sede
Oggetto: riconoscimento della cittadinanza
Il Tribunale di Trieste, in persona della dott.ssa AO IN, in funzione di giudice unico, in nome del Popolo Italiano, ha pronunciato la seguente SENTENZA
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso depositato il 29.07.2024 i ricorrenti chiedono che venga dichiarato il loro status di cittadini italiani in virtù della discendenza dal sig. Persona_1
nato il [...] a [...].
[...]
Il non si è costituito pertanto se ne dichiara la contumacia. Controparte_1
All'udienza del 18.04.2025, tenutasi con trattazione scritta, il difensore della parte ricorrente si è richiamato ai motivi di cui al ricorso, chiedendone l'accoglimento.
Il Giudice, verificata la trasmissione degli atti al Pm, analizzati gli atti ed i documenti prodotti ha pronunciato la presente sentenza.
Conclusione delle parti
Parte ricorrente
“Piaccia all'Ecc.mo Tribunale di Trieste adito, contrariis reiectis e per l'intervenuta istruttoria, in accoglimento delle domande proposte NEL MERITO 1. ACCERTARE E DICHIARARE lo stato di cittadini italiani delle Sigg.re: nata il [...] in [...]_1
RS/BRASILE– cittadina brasiliana - CF , nata il C.F._1 Parte_2
10/03/2007 in Santa Maria RS/BRASILE– cittadina brasiliana - CF , in quanto C.F._2 discendenti dirette iure sanguinis del Sig. .
2. ORDINARE al Persona_1 [...]
in persona del Ministro pro tempore e per esso, l'Ufficiale di Stato Civile competente e CP_1 per esso il Sindaco facente funzione di ufficiale di stato civile del comune dell'ultima residenza dell'avo, di procedere alle trascrizioni, iscrizioni, annotazioni di legge nei registri dello stato civile della cittadinanza italiana delle Sig.re: nata il [...] in [...]_1
RS/BRASILE– cittadina brasiliana - CF , nata il C.F._1 Parte_2
10/03/2007 in Santa Maria RS/BRASILE– cittadina brasiliana - CF , provvedendo P.IVA_1 anche alle eventuali comunicazioni alle Autorità Consolari Competenti. Con vittoria di spese competenze ed onorari come per legge”.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il ricorso è fondato e merita accoglimento.
Per quanto riguarda il merito del ricorso, preliminarmente, giova ricordare che la Legge 5 febbraio 1992, n. 91 (che ha abrogato la precedente Legge 555/1912) ha tenuto fermo il principio dello ius sanguinis (ovvero della cittadinanza per discendenza) per il riconoscimento della cittadinanza italiana restando, di contro, quello dello ius soli un principio di carattere residuale. In particolare, ai sensi dell'art. 1 della Legge 91/1992 è cittadino italiano “il figlio di padre o di madre cittadini” con la conseguenza che la cittadinanza viene riconosciuta dalla nascita, essendo uno status derivato in virtù della discendenza di un cittadino italiano per nascita;
trattasi specificamente di un accertamento che andrà fatto a ritroso
(spesso in svariati passaggi generazionali) ed, infatti, se i genitore sono stati riconosciuti cittadini italiani questi godrà del medesimo status.
Ciò premesso, la linea di discendenza riportata in ricorso trova esatto riscontro nella documentazione versata in atti, debitamente tradotta ed apostillata, da cui risulta che i ricorrenti discendono dal sig. (docc.2, 3 e da 5 a 1o). Persona_1
Non risultano, invece, atti di rinuncia dei richiedenti, né dell'avo (doc. 4).
Per quanto riguarda il ricorso alle vie giudiziali, la scelta dei ricorrenti è pienamente legittima.
Inoltre è cosa nota la condizione di sostanziale paralisi in cui versano gli uffici competenti in ragione della mole delle domande presentate, condizione evidenziata e documentata anche da parte ricorrente (docc. da 11 a 14). Ne deriva un assoluta incertezza in ordine alla definizione, da parte dell'Autorità consolare, della richieste presentate dai richiedenti. Ai sensi dell'art. 2 della Legge n. 241 del 7.08.1990 i procedimenti di competenza delle Amministrazioni statali devono concludersi entro termini determinati e certi, anche in conformità al principio di ragionevole durata del processo. L'incertezza in ordine alla definizione della richiesta di riconoscimento dello status civitatis Italiano iure sanguinis, il decorso di un lasso di tempo irragionevole rispetto all'interesse vantato, comportante peraltro una lesione dell'interesse stesso, equivalgono ad un diniego di riconoscimento del diritto, giustificando l'interesse a ricorrere alla tutela giurisdizionale.
In ordine alle spese, il Tribunale ritiene che la natura sostanzialmente amministrativa e non contenziosa della procedura e l'assenza di un provvedimento di diniego proveniente dall'autorità amministrativa giustifichi la compensazione delle spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così decide:
- accoglie la domanda e, per l'effetto, dichiara che i ricorrenti sono cittadini italiani;
- ordina al e, per esso, all'ufficiale dello stato civile Controparte_1 competente, di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
- compensa le spese di lite.
Così deciso in Trieste, 9.06.2025
Il Giudice
dott.ssa AO IN