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Sentenza 1 aprile 2025
Sentenza 1 aprile 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Campobasso, sentenza 01/04/2025, n. 253 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Campobasso |
| Numero : | 253 |
| Data del deposito : | 1 aprile 2025 |
Testo completo
R.G. n. 1672/2024
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI CAMPOBASSO
Sezione specializzata
in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'U.E.
Il Tribunale ordinario di Campobasso, in composizione monocratica, nella persona del giudice, dott.ssa Rossella Casillo, ha pronunciato, ai sensi dell'art. 281-sexies c.p.c., la seguente:
S E N T E N Z A
Nella causa civile di primo grado, iscritta al n. 1672 del ruolo generale degli affari civili contenziosi dell'anno 2024; promossa da:
• , nato negli Stati Uniti d'America il 11/03/2004; Parte_1
• , nata negli Stati Uniti d'America il 25/10/2001; Parte_2
• , nato negli Stati Uniti d'America il 03/11/1976; Persona_1
• , nata negli Stati Uniti d'America il 20/02/2010, tramite i Controparte_1
genitori esercenti la responsabilità genitoriale, (come sopra Persona_1
generalizzato) e nata negli Stati Uniti Persona_2
d'America il 30/03/1977;
• , nato negli Stati Uniti d'America il 19/12/2011, tramite i Persona_3
genitori esercenti la responsabilità genitoriale, e Persona_1 [...]
(come sopra generalizzati); Persona_2
• , nata negli Stati Uniti d'America il 02/06/2013, tramite i genitori Controparte_2
esercenti la responsabilità genitoriale, e Persona_1 [...]
(come sopra generalizzati); Persona_2
• , nato negli Stati Uniti d'America il 07/12/2014, tramite i genitori Persona_4
esercenti la responsabilità genitoriale, e Persona_1 [...]
(come sopra generalizzati); Persona_2 tutti elettivamente domiciliati in Bologna, viale Aldini n. 3, presso lo studio dell'avv. Marco Mellone, che li rappresenta e difende nel presente giudizio;
(ricorrenti) nei confronti di:
(C.F.: in persona del ministro pro tempore, Controparte_3 P.IVA_1
domiciliato ex lege in Campobasso;
(parte resistente non costituitasi)
E con l'intervento del pubblico ministero in sede;
(interventore ex lege)
Oggetto: accertamento della cittadinanza iure sanguinis;
Conclusioni: come da note scritte ex art. 127-ter c.p.c.
FATTO E DIRITTO
Con ricorso ex art. 281-undecies c.p.c., gli odierni ricorrenti hanno adito l'intestato Tribunale, chiedendo di accertare la cittadinanza italiana iure sanguinis in capo agli stessi e, per l'effetto, di ordinare al e, per esso, all'ufficiale di Stato civile, di procedere alle relative Controparte_3
iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile.
La causa è stata istruita in via esclusivamente documentale e il giudice ha quindi assegnato termine sino al 19 marzo 2025 per il deposito, ex art. 127-ter c.p.c., di note scritte sostitutive dell'udienza di precisazione delle conclusioni e di discussione ex art. 281-sexies c.p.c., disponendo, al contempo, la trasmissione degli atti al pubblico ministero in sede.
***
Deve, preliminarmente, essere dichiarata la contumacia dell'amministrazione resistente, non costituitasi nel presente giudizio, benché ritualmente citata.
***
Nel merito, la domanda è fondata e, pertanto, deve essere accolta.
Gli odierni ricorrenti hanno agito per chiedere l'accertamento della cittadinanza italiana iure sanguinis.
Come chiarito, anche di recente, dalla Suprema corte a Sezioni unite, “a chi chiede il riconoscimento della cittadinanza spetta di provare solo il fatto acquisitivo e la linea di trasmissione” (v. in tal senso:
Cass. civ., Sez. unite, n. 25317/2022).
Nel caso di specie, i ricorrenti hanno puntualmente allegato e documentato la loro discendenza dall'ava, , nata in [...] il [...] e, precisamente, a Isernia (Campobasso), Persona_5
successivamente emigrata negli Stati Uniti senza mai naturalizzarsi, come da certificato rilasciato dall'ufficio di cittadinanza e immigrazione (in atti). La linea di discendenza, in particolare, passa:
- da , alla di lei figlia, nata il [...] e Persona_5 Persona_6
coniugatasi in data 23/08/1952 con cittadino di cui – dalla documentazione in atti – non è dato conoscere la cittadinanza, benché sia noto che lo stesso è nato negli Stati Uniti d'America e, quindi, astrattamente straniero;
- da , al di lei figlio, nato il [...]; Persona_6 Persona_7
- da al di lui figlio, (odierno ricorrente), nato Persona_7 Persona_1
il 03/11/1976;
- da ai di lui figli (odierni ricorrenti): Persona_1
o nata il [...]; Parte_2
o nato il [...]; Parte_1
o nata il [...]; Controparte_1
o nato il [...]; Persona_3
o nata il [...]; Controparte_2
o nato il [...]. Persona_4
Ebbene, com'è evidente, nella linea di discendenza è presente un passaggio generazionale per linea femminile anteriore all'entrata in vigore della Costituzione, in particolare, da , Persona_5
alla figlia, , nata nel 1932. Persona_6
È opportuno premettere, in via generale, che, all'epoca, la trasmissione iure sanguinis della cittadinanza italiana – salvo casi del tutto marginali – avveniva, ai sensi dell'art. 1 della l. n. 555/1912, unicamente per via paterna e che, inoltre, l'art. 10 della stessa legge sanciva la perdita della cittadinanza italiana per la donna che si univa in matrimonio con un cittadino straniero.
La Corte costituzionale, però, com'è noto, con la sentenza n. 30 del 1983, ha dichiarato l'illegittimità della legge n. 555/1912 nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina. Tale pronuncia ha, così, ricondotto nell'alveo dei valori costituzionali di uguaglianza la previgente disciplina legislativa sullo status civitatis, consentendo l'acquisto della cittadinanza italiana anche per linea materna.
Già in precedenza, del resto, la medesima Corte, con la sentenza n. 87 del 1975, aveva dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 10 della legge n. 555 del 1912, nella parte in cui prevedeva la perdita della cittadinanza italiana della donna coniugata con un cittadino straniero, e ciò indipendentemente dalla volontà della donna.
Ebbene, nonostante un primo orientamento interpretativo tendesse a limitare gli effetti favorevoli di tali pronunce solo a partire dalla data di entrata in vigore della Costituzione, con cristallizzazione delle situazioni già definite all'epoca, la Corte di cassazione, con la sentenza a Sezioni unite n.
4466/2009, ha superato tale disparità di trattamento.
La Suprema corte, infatti, con la citata pronuncia, pur riconoscendo che “la declaratoria
d'incostituzionalità delle norme precostituzionali produce effetto soltanto sui rapporti e le situazioni non ancora esaurite alla data del 1° gennaio 1948, non potendo retroagire oltre l'entrata in vigore della Costituzione”, ha tuttavia mitigato l'impossibilità di applicare retroattivamente, oltre il 1° gennaio 1948, le citate sentenze costituzionali, ritenendo che lo status di cittadino, in quanto “qualità essenziale della persona con caratteri di assolutezza, originarietà, indisponibilità ed imprescrittibilità che lo rendono giustiziabile in ogni tempo e di regola non definito o chiuso”, perduri, appunto, nel tempo e non possa, quindi, ritenersi esaurito se non per effetto di espresso diniego o riconoscimento con sentenza passata in giudicato.
La Suprema corte, nella pronuncia citata, ha quindi concluso che “le norme precostituzionali riconosciute illegittime per effetto di sentenze del giudice della legge sono inapplicabili e non hanno più effetto dal 1° gennaio 1948 sui rapporti su cui ancora incidono, se permanga la discriminazione delle persone per il loro sesso […], sempre che vi sia una persona sulla quale determinano ancora conseguenze ingiuste, ma giustiziabili, cioè tutelabili in sede giurisdizionale”.
Ne consegue che, in forza delle pronunce di incostituzionalità citate nonché dell'interpretazione offertane dalla giurisprudenza di legittimità, la titolarità della cittadinanza italiana deve ritenersi riconosciuta anche a coloro i quali, in base alla legge dell'epoca, non l'avevano acquistata perché nati anteriormente al 1° gennaio 1948 da madre cittadina e, quindi, nel caso di specie, anche a Persona_6
(nata nel 1932 da madre cittadina) e, conseguentemente, ai suoi discendenti.
[...]
È appena il caso di aggiungere, al riguardo, che non ostativa alla trasmissione della cittadinanza dall'ava alla figlia è la circostanza relativa alla naturalizzazione, quale Persona_6
cittadino statunitense, del marito dell'ava, avvenuta nel 1921, prima della nascita della figlia.
Ciò in quanto l'art. 11 della l. n. 555/1912, nel prevedere che “se il marito cittadino diviene straniero, la moglie che mantenga comune con lui la residenza, perde la cittadinanza italiana”, precisa che ciò avviene “sempreché acquisti quella del marito”, ciò che – tuttavia – non è provato nel caso di specie
(risultando, al contrario, dalla documentazione in atti, la non naturalizzazione statunitense dell'ava).
Parimenti non ostativa alla trasmissione della cittadinanza a nato nel Persona_7
1953, è la circostanza per cui la madre, risulta essersi coniugata, nel 1952, con Persona_6
cittadino di cui – dalla documentazione in atti – non è dato conoscere la cittadinanza, benché sia noto che lo stesso è nato negli Stati Uniti d'America e, quindi, astrattamente straniero, attesa l'operatività retroattiva, al 1° gennaio 1948, della sentenza costituzionale n. 87/1975 che, come visto, aveva dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 10 della legge n. 555 del 1912, nella parte in cui prevedeva la perdita della cittadinanza italiana della donna coniugata con un cittadino straniero, e ciò indipendentemente dalla volontà della donna.
Ne deriva, alla luce di tutto quanto osservato, che la linea di discendenza dall'ava,
[...]
, agli odierni ricorrenti non risulta essersi mai interrotta, con conseguente trasmissione, in Per_5
capo agli stessi, dello status di cittadini italiani.
Alla luce di tutto quanto sin qui osservato, consegue l'accoglimento della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana in capo ai ricorrenti.
Deve, pertanto, essere dichiarata la cittadinanza italiana in capo agli stessi, con conseguente obbligo del e, per esso, del competente ufficiale dello stato civile, di procedere alle Controparte_3
relative iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge.
La natura sostanzialmente non contenziosa della controversia in esame, e, soprattutto, le ragioni della decisione – fondata sull'orientamento della Suprema corte di cui alla sentenza n. 4466/2009, che ritiene inapplicabili le norme precostituzionali, riconosciute illegittime per effetto di sentenze di illegittimità costituzionali, sui rapporti su cui ancora incidono –, unitamente alla circostanza per cui il riveste nel presente procedimento una posizione meramente formale, che Controparte_3
non consente di ritenerlo tecnicamente soccombente ex art. 91 c.p.c., giustificano l'integrale compensazione tra le parti delle spese di lite del presente giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale ordinario di Campobasso, nella composizione monocratica indicata in epigrafe, definitivamente pronunciando nella causa iscritta al R.G. n. 1672/2024, così provvede:
• Dichiara la contumacia del;
Controparte_3
• Dichiara che i ricorrenti sono cittadini italiani;
• Ordina al e, per esso, all'ufficiale dello stato civile competente, di Controparte_3
procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
• Dichiara integralmente compensate tra le parti le spese di lite del presente giudizio.
Così deciso in Campobasso, 31 marzo 2025.
Il giudice dott.ssa Rossella Casillo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI CAMPOBASSO
Sezione specializzata
in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'U.E.
Il Tribunale ordinario di Campobasso, in composizione monocratica, nella persona del giudice, dott.ssa Rossella Casillo, ha pronunciato, ai sensi dell'art. 281-sexies c.p.c., la seguente:
S E N T E N Z A
Nella causa civile di primo grado, iscritta al n. 1672 del ruolo generale degli affari civili contenziosi dell'anno 2024; promossa da:
• , nato negli Stati Uniti d'America il 11/03/2004; Parte_1
• , nata negli Stati Uniti d'America il 25/10/2001; Parte_2
• , nato negli Stati Uniti d'America il 03/11/1976; Persona_1
• , nata negli Stati Uniti d'America il 20/02/2010, tramite i Controparte_1
genitori esercenti la responsabilità genitoriale, (come sopra Persona_1
generalizzato) e nata negli Stati Uniti Persona_2
d'America il 30/03/1977;
• , nato negli Stati Uniti d'America il 19/12/2011, tramite i Persona_3
genitori esercenti la responsabilità genitoriale, e Persona_1 [...]
(come sopra generalizzati); Persona_2
• , nata negli Stati Uniti d'America il 02/06/2013, tramite i genitori Controparte_2
esercenti la responsabilità genitoriale, e Persona_1 [...]
(come sopra generalizzati); Persona_2
• , nato negli Stati Uniti d'America il 07/12/2014, tramite i genitori Persona_4
esercenti la responsabilità genitoriale, e Persona_1 [...]
(come sopra generalizzati); Persona_2 tutti elettivamente domiciliati in Bologna, viale Aldini n. 3, presso lo studio dell'avv. Marco Mellone, che li rappresenta e difende nel presente giudizio;
(ricorrenti) nei confronti di:
(C.F.: in persona del ministro pro tempore, Controparte_3 P.IVA_1
domiciliato ex lege in Campobasso;
(parte resistente non costituitasi)
E con l'intervento del pubblico ministero in sede;
(interventore ex lege)
Oggetto: accertamento della cittadinanza iure sanguinis;
Conclusioni: come da note scritte ex art. 127-ter c.p.c.
FATTO E DIRITTO
Con ricorso ex art. 281-undecies c.p.c., gli odierni ricorrenti hanno adito l'intestato Tribunale, chiedendo di accertare la cittadinanza italiana iure sanguinis in capo agli stessi e, per l'effetto, di ordinare al e, per esso, all'ufficiale di Stato civile, di procedere alle relative Controparte_3
iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile.
La causa è stata istruita in via esclusivamente documentale e il giudice ha quindi assegnato termine sino al 19 marzo 2025 per il deposito, ex art. 127-ter c.p.c., di note scritte sostitutive dell'udienza di precisazione delle conclusioni e di discussione ex art. 281-sexies c.p.c., disponendo, al contempo, la trasmissione degli atti al pubblico ministero in sede.
***
Deve, preliminarmente, essere dichiarata la contumacia dell'amministrazione resistente, non costituitasi nel presente giudizio, benché ritualmente citata.
***
Nel merito, la domanda è fondata e, pertanto, deve essere accolta.
Gli odierni ricorrenti hanno agito per chiedere l'accertamento della cittadinanza italiana iure sanguinis.
Come chiarito, anche di recente, dalla Suprema corte a Sezioni unite, “a chi chiede il riconoscimento della cittadinanza spetta di provare solo il fatto acquisitivo e la linea di trasmissione” (v. in tal senso:
Cass. civ., Sez. unite, n. 25317/2022).
Nel caso di specie, i ricorrenti hanno puntualmente allegato e documentato la loro discendenza dall'ava, , nata in [...] il [...] e, precisamente, a Isernia (Campobasso), Persona_5
successivamente emigrata negli Stati Uniti senza mai naturalizzarsi, come da certificato rilasciato dall'ufficio di cittadinanza e immigrazione (in atti). La linea di discendenza, in particolare, passa:
- da , alla di lei figlia, nata il [...] e Persona_5 Persona_6
coniugatasi in data 23/08/1952 con cittadino di cui – dalla documentazione in atti – non è dato conoscere la cittadinanza, benché sia noto che lo stesso è nato negli Stati Uniti d'America e, quindi, astrattamente straniero;
- da , al di lei figlio, nato il [...]; Persona_6 Persona_7
- da al di lui figlio, (odierno ricorrente), nato Persona_7 Persona_1
il 03/11/1976;
- da ai di lui figli (odierni ricorrenti): Persona_1
o nata il [...]; Parte_2
o nato il [...]; Parte_1
o nata il [...]; Controparte_1
o nato il [...]; Persona_3
o nata il [...]; Controparte_2
o nato il [...]. Persona_4
Ebbene, com'è evidente, nella linea di discendenza è presente un passaggio generazionale per linea femminile anteriore all'entrata in vigore della Costituzione, in particolare, da , Persona_5
alla figlia, , nata nel 1932. Persona_6
È opportuno premettere, in via generale, che, all'epoca, la trasmissione iure sanguinis della cittadinanza italiana – salvo casi del tutto marginali – avveniva, ai sensi dell'art. 1 della l. n. 555/1912, unicamente per via paterna e che, inoltre, l'art. 10 della stessa legge sanciva la perdita della cittadinanza italiana per la donna che si univa in matrimonio con un cittadino straniero.
La Corte costituzionale, però, com'è noto, con la sentenza n. 30 del 1983, ha dichiarato l'illegittimità della legge n. 555/1912 nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina. Tale pronuncia ha, così, ricondotto nell'alveo dei valori costituzionali di uguaglianza la previgente disciplina legislativa sullo status civitatis, consentendo l'acquisto della cittadinanza italiana anche per linea materna.
Già in precedenza, del resto, la medesima Corte, con la sentenza n. 87 del 1975, aveva dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 10 della legge n. 555 del 1912, nella parte in cui prevedeva la perdita della cittadinanza italiana della donna coniugata con un cittadino straniero, e ciò indipendentemente dalla volontà della donna.
Ebbene, nonostante un primo orientamento interpretativo tendesse a limitare gli effetti favorevoli di tali pronunce solo a partire dalla data di entrata in vigore della Costituzione, con cristallizzazione delle situazioni già definite all'epoca, la Corte di cassazione, con la sentenza a Sezioni unite n.
4466/2009, ha superato tale disparità di trattamento.
La Suprema corte, infatti, con la citata pronuncia, pur riconoscendo che “la declaratoria
d'incostituzionalità delle norme precostituzionali produce effetto soltanto sui rapporti e le situazioni non ancora esaurite alla data del 1° gennaio 1948, non potendo retroagire oltre l'entrata in vigore della Costituzione”, ha tuttavia mitigato l'impossibilità di applicare retroattivamente, oltre il 1° gennaio 1948, le citate sentenze costituzionali, ritenendo che lo status di cittadino, in quanto “qualità essenziale della persona con caratteri di assolutezza, originarietà, indisponibilità ed imprescrittibilità che lo rendono giustiziabile in ogni tempo e di regola non definito o chiuso”, perduri, appunto, nel tempo e non possa, quindi, ritenersi esaurito se non per effetto di espresso diniego o riconoscimento con sentenza passata in giudicato.
La Suprema corte, nella pronuncia citata, ha quindi concluso che “le norme precostituzionali riconosciute illegittime per effetto di sentenze del giudice della legge sono inapplicabili e non hanno più effetto dal 1° gennaio 1948 sui rapporti su cui ancora incidono, se permanga la discriminazione delle persone per il loro sesso […], sempre che vi sia una persona sulla quale determinano ancora conseguenze ingiuste, ma giustiziabili, cioè tutelabili in sede giurisdizionale”.
Ne consegue che, in forza delle pronunce di incostituzionalità citate nonché dell'interpretazione offertane dalla giurisprudenza di legittimità, la titolarità della cittadinanza italiana deve ritenersi riconosciuta anche a coloro i quali, in base alla legge dell'epoca, non l'avevano acquistata perché nati anteriormente al 1° gennaio 1948 da madre cittadina e, quindi, nel caso di specie, anche a Persona_6
(nata nel 1932 da madre cittadina) e, conseguentemente, ai suoi discendenti.
[...]
È appena il caso di aggiungere, al riguardo, che non ostativa alla trasmissione della cittadinanza dall'ava alla figlia è la circostanza relativa alla naturalizzazione, quale Persona_6
cittadino statunitense, del marito dell'ava, avvenuta nel 1921, prima della nascita della figlia.
Ciò in quanto l'art. 11 della l. n. 555/1912, nel prevedere che “se il marito cittadino diviene straniero, la moglie che mantenga comune con lui la residenza, perde la cittadinanza italiana”, precisa che ciò avviene “sempreché acquisti quella del marito”, ciò che – tuttavia – non è provato nel caso di specie
(risultando, al contrario, dalla documentazione in atti, la non naturalizzazione statunitense dell'ava).
Parimenti non ostativa alla trasmissione della cittadinanza a nato nel Persona_7
1953, è la circostanza per cui la madre, risulta essersi coniugata, nel 1952, con Persona_6
cittadino di cui – dalla documentazione in atti – non è dato conoscere la cittadinanza, benché sia noto che lo stesso è nato negli Stati Uniti d'America e, quindi, astrattamente straniero, attesa l'operatività retroattiva, al 1° gennaio 1948, della sentenza costituzionale n. 87/1975 che, come visto, aveva dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 10 della legge n. 555 del 1912, nella parte in cui prevedeva la perdita della cittadinanza italiana della donna coniugata con un cittadino straniero, e ciò indipendentemente dalla volontà della donna.
Ne deriva, alla luce di tutto quanto osservato, che la linea di discendenza dall'ava,
[...]
, agli odierni ricorrenti non risulta essersi mai interrotta, con conseguente trasmissione, in Per_5
capo agli stessi, dello status di cittadini italiani.
Alla luce di tutto quanto sin qui osservato, consegue l'accoglimento della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana in capo ai ricorrenti.
Deve, pertanto, essere dichiarata la cittadinanza italiana in capo agli stessi, con conseguente obbligo del e, per esso, del competente ufficiale dello stato civile, di procedere alle Controparte_3
relative iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge.
La natura sostanzialmente non contenziosa della controversia in esame, e, soprattutto, le ragioni della decisione – fondata sull'orientamento della Suprema corte di cui alla sentenza n. 4466/2009, che ritiene inapplicabili le norme precostituzionali, riconosciute illegittime per effetto di sentenze di illegittimità costituzionali, sui rapporti su cui ancora incidono –, unitamente alla circostanza per cui il riveste nel presente procedimento una posizione meramente formale, che Controparte_3
non consente di ritenerlo tecnicamente soccombente ex art. 91 c.p.c., giustificano l'integrale compensazione tra le parti delle spese di lite del presente giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale ordinario di Campobasso, nella composizione monocratica indicata in epigrafe, definitivamente pronunciando nella causa iscritta al R.G. n. 1672/2024, così provvede:
• Dichiara la contumacia del;
Controparte_3
• Dichiara che i ricorrenti sono cittadini italiani;
• Ordina al e, per esso, all'ufficiale dello stato civile competente, di Controparte_3
procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
• Dichiara integralmente compensate tra le parti le spese di lite del presente giudizio.
Così deciso in Campobasso, 31 marzo 2025.
Il giudice dott.ssa Rossella Casillo