Sentenza 12 giugno 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Napoli, sentenza 12/06/2025, n. 5862 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Napoli |
| Numero : | 5862 |
| Data del deposito : | 12 giugno 2025 |
Testo completo
n. 15478/2023 r.g.a.c.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Napoli, XIII sezione civile, sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea, riunito in camera di consiglio, in composizione collegiale, in persona dei magistrati dott.ssa Marida Corso Presidente dott.ssa Stefania Starace Giudice relatore dott.ssa Alessandra Aiello Giudice sciogliendo la riserva in decisione dell'11.06.2025, ha emesso la seguente
SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 15478 del Ruolo Generale degli Affari Contenziosi dell'anno 2023, avente ad oggetto: diniego protezione speciale
TRA
, nato in [...] in data [...], rapp.to e difeso Parte_1
dall'avv.to Mariagiovanna De Pietro, presso il cui studio elett.nte domicilia, sito a San
Gennaro Vesuviano, alla via Ferrovia n. 39, in virtù di procura in atti
RICORRENTE
E
, in persona del Ministro p.t., rapp.to e difeso ex Controparte_1
lege dall'Avvocatura Distrettale dello Stato, con sede a Napoli, in via A. Diaz n. 11
RESISTENTE
MOTIVI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Il Questore della Provincia di Napoli, con decreto n. 331 del 16.05.2023, pagina 1 di 20
Con ricorso tempestivamente depositato in data 14.07.2023 il ricorrente si opponeva al provvedimento, censurandone la legittimità ed evidenziando: di essere giunto in Italia nel 2017; di essersi integrato in Italia, sul piano lavorativo e sociale, in particolare lavorando sin dal 2018 e fino all'attualità e godendo di una idonea sistemazione alloggiativa;
la precarietà delle condizioni oggettive del paese di origine.
Chiedeva, dunque, di accertare e dichiarare l'illegittimità e la nullità del decreto impugnato e, per l'effetto, il diritto all'ottenimento di un permesso per protezione speciale in virtù delle disposizioni di cui ai commi 1, 1.1. e 1.2 dell'art. 19 del D.lgs. n.
286/98 nella formulazione innovata dal D.L. 130/20, ovvero il diritto del medesimo al rilascio di altro permesso ex art. 5, comma 5, D.Lgs. n. 286/98.
Integrato il contraddittorio della causa sull'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato, il si costituiva in Controparte_1
giudizio il 05.09.2023 e chiedeva il rigetto della domanda.
Con ordinanza collegiale del 07/11.09.2023, il Tribunale accoglieva l'istanza cautelare di sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento e fissava per il
02.10.2024 l'udienza di comparizione delle parti e di trattazione della causa nel merito, disponendo che la stessa fosse sostituita, ex art. 127ter c.p.c., dallo scambio di note di parte, da depositare nel termine perentorio del 02.10.2024.
Con decreto del presidente f.f. di sezione del 25.09.2024, la causa era scardinata dal ruolo del giudice originariamente designato ed assegnata al giudice indicato in epigrafe come relatore.
Parte ricorrente si richiamava alle conclusioni rassegnate nell'atto introduttivo.
Scaduto il termine, prodotti documenti, il giudice designato fissava dinanzi a sè
l'udienza dell'11.06.2025 di discussione orale della causa ai sensi dell'art. 281terdecies
pagina 2 di 20 c.p.c.
All'udienza, presente il ricorrente, all'esito della relazione sulla causa e della discussione orale, il giudice si riservava di riferire al Collegio, rimettendogli la decisione della lite.
Il ricorso è fondato e merita di essere accolto.
La fattispecie all'esame dell'adito giudice rientra nell'ambito applicativo dell'art. 19ter d.lgs. 150\11, in quanto ha ad oggetto l'impugnazione del diniego della richiesta di permesso di soggiorno per protezione speciale.
All'istanza si applica il decreto-legge 21 ottobre 2020, n. 130, convertito con modificazioni nella legge 173\2020.
L'articolo 1, comma 1, lettera e) del citato d-l 130 ha modificato nuovamente l'articolo 19, comma 1.1, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, così statuendo « 1.1.
Non sono ammessi il respingimento o l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6. Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani. Non sono altresì ammessi il respingimento o l'espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, a meno che esso sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale, di ordine e sicurezza pubblica nonche' di protezione della salute nel rispetto della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, resa esecutiva dalla legge
24 luglio 1954, n. 722, e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Ai fini della valutazione del rischio di violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della natura e della effettivita' dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonche' dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese
pagina 3 di 20 d'origine.».
Si prevede inoltre che “1.2 Nelle ipotesi di rigetto della domanda di protezione internazionale, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1., la Commissione territoriale trasmette gli atti al Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale. Nel caso in cui sia presentata una domanda di rilascio di un permesso di soggiorno, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1, il Questore, previo parere della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, rilascia un permesso di soggiorno per protezione speciale.”
L'articolo 1, comma 1, lettera a) del d-l 130/20 ha ripristinato il riferimento nell'articolo 5, comma 6, al «rispetto degli obblighi costituzionali o internazionali dello
Stato italiano».
Con le nuove disposizioni, come reso evidente anche dalla lettura dei lavori preparatori del d-l 130, il legislatore ha nuovamente conformato il diritto d'asilo ex articolo 10, comma 3, Costituzione, nel rispetto dei vincoli costituzionali, a partire dai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale della comunità verso i cittadini, nel caso stranieri (articolo 2, comma 2, Costituzione), e di quelli europei ed internazionali ex articolo 117, comma 1, Costituzione (articoli 19, paragrafo 2, Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, 3 e 8 Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali).
I fatti ai quali il legislatore ha attribuito rilevanza giuridica con le nuove disposizioni sono sostanzialmente sovrapponibili a quelli che fondavano la protezione cosiddetta “umanitaria”, per come conformata dalla più diffusa giurisprudenza di legittimità e di merito, prima della novella di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), numero 2), del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito in legge 1 dicembre
2018, n. 132, e definita dalla Corte di Cassazione come espressione del diritto di asilo sancito in Costituzione (tra le tante, Cass. civ., sez. I, 13 ottobre 2020, n. 22057).
Essi, invero, sono espressivi del diritto dello straniero, che versi in condizioni di un concreto bisogno di aiuto, di ricevere protezione dallo Stato ospitante in virtù del pagina 4 di 20 dovere di solidarietà sociale assicurato dall'art. 2 Cost., affinchè egli non subisca, in caso di rimpatrio nel paese di origine, il rischio di una grave deprivazione dei diritti fondamentali, che gli spettano non in quanto partecipe di una determinata comunità politica, ma in quanto essere umano, non potendo la sua condizione giuridica di straniero giustificare trattamenti diversificati e peggiorativi (Corte Cost. 10 aprile 2001,
n. 105; 8 luglio 2010, n. 249).
Con riguardo, in particolare, alla fattispecie prevista dal primo periodo dell'art. 19, comma 1.1. – divieto di respingimento o di espulsione di una persona verso uno
Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6 – richiamata anche dall'art. 32 co. 3 d.lgs 25/08 come una delle ipotesi in cui può essere riconosciuta la protezione speciale, in caso di rigetto della domanda di protezione internazionale, ritiene il Collegio che la sostanziale continuità con la disciplina della (precedente) protezione umanitaria emerga con chiarezza ove si tengano presenti, da un lato, le numerose pronunzie dei giudici nazionali di legittimità e di merito, in cui si evidenzia che la condizione di vulnerabilità del richiedente asilo, su cui fondare il permesso per motivi umanitari, è rappresentata "dalla privazione della titolarità dell'esercizio dei diritti umani, al di sotto del nucleo ineliminabile e costitutivo della dignità personale” (cfr., tra le altre, Cass. 4455/18, cass. 11912/20, SU 29454/19); dall'altro, la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e della Corte di
Giustizia sull'interpretazione dell'art. 3 CEDU e dell'art. 4 della Carta dei Diritti
Fondamentali dell'Unione Europea.
A questo proposito vale la pena ricordare la sentenza della CGUE C 163/17 che, richiamata la giurisprudenza della CEDU sull'art. 3 in tema di unità Dublino, ha ravvisato una violazione del principio del non refoulement, codificato dall'art. 3 CEDU
e dall'art. 4 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, qualora una persona sia rinviata in un paese in cui si venga a trovare, indipendentemente dalla sua volontà e dalle sue scelte personali, in una situazione di estrema deprivazione materiale pagina 5 di 20 che non le consenta di far fronte ai suoi bisogni più elementari quali, segnatamente, nutrirsi, lavarsi e disporre di un alloggio, e che pregiudichi la sua salute fisica o psichica o che la ponga in uno stato di degrado incompatibile con la dignità umana (v., in tal senso, Corte EDU, 21 gennaio 2011, M.S.S. c. Belgio e Grecia, § da 252 a 263).
Con riguardo alla previsione di cui al secondo periodo dell'art. 19, comma 1.1., il diritto dello straniero al riconoscimento della protezione interna è riconosciuto ogniqualvolta il respingimento (o l'espulsione) rappresenti, per fondati motivi, una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare.
Gli elementi che costituiscono parametro di valutazione sono la natura e l'effettività dei vincoli familiari dell'interessato, l'effettivo inserimento sociale in Italia, la durata del suo soggiorno nel territorio nazionale, l'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine.
Venendo alla disamina del caso concreto, come emerge dal parere negativo espresso dalla Commissione, cui il Questore si è richiamato e che è stato prodotto da entrambe le parti, le ragioni che hanno determinato il resistente a rigettare l'istanza di permesso consistono, in primo luogo, nel fatto che le motivazioni del rigetto della domanda di protezione internazionale emesso dalla C.T. di Crotone il 28.05.2018 e successivamente dal Tribunale di Catanzaro in data 28.06.2019 all'epoca sottese al mancato riconoscimento della protezione complementare sarebbero ancora attuali,
Tale statuizione non merita condivisione già solo perché i documenti concernenti l'attività lavorativa e prodotti dall'istante alla p.a. risalgono ad un periodo successivo sia al decreto della C.T. di Crotone sia alla decisione di rigetto dell'opposizione emessa dal
Tribunale di Catanzaro. La stessa Commissione, infatti, dà atto del deposito, tra l'altro, di una comunicazione di assunzione inviata all' per lo svolgimento di lavoro a CP_2
tempo indeterminato a decorrere dal 07.05.2022 e di buste paga.
In secondo luogo, pur riconoscendo che l'istante aveva dato prova di svolgere attività lavorativa regolare, la Commissione l'ha ritenuta irrilevante. In particolare, nel parere negativo espresso dalla Commissione e prodotto dal convenuto, quest'ultima ha pagina 6 di 20 affermato che “non è apparsa idonea la documentazione prodotta a dimostrare uno stabile e duraturo percorso di integrazione nel tessuto socioeconomico del Paese
d'accoglienza, osservando che il richiedente non ha allegato alcunché in merito alla sua attuale situazione familiare, alla presenza di legami o alla sussistenza di rilevanti relazioni sociali nel territorio (avendo tra l'altro riferito di avere familiari in
Bangladesh) né ha dato notizia di altre attività svolte sul territorio, che possano essere connesse all'integrazione del medesimo nel Paese d'accoglienza”.
Orbene, con i documenti prodotti, riguardanti il lavoro regolare svolto nel settore dell'industria tessile da almeno 5 anni (comunicazione obbligatoria di assunzione inviata all' dal datore di lavoro riguardante un rapporto di lavoro a tempo CP_2 Pt_2
indeterminato iniziato il 07.05.2022 e cessato il 24.07.2023 con mansioni di cucitore di maglieria;
CU 2023 e CU 2024; buste paga da maggio 2022 a maggio 2023; comunicazione di assunzione inviata all' dal datore di lavoro CP_2 Parte_3
afferente un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con mansione di commesso di negozio, a decorrere dal 20.05.2024 e busta paga di luglio 2024 e dei mesi da gennaio a maggio 2025; CU 2025: comunicazione obbligatoria di assunzione inviata all' il CP_2
06.06.2025 relativa alla costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con mansioni di maglierista alle dipendenze di a decorrere dal 09.06.2025) il Pt_2
ricorrente ha ampiamente dimostrato non solo di essersi integrato sul piano lavorativo ma anche di avere, in via del tutto intuibile, costituito una conseguente rete sociale, favorita proprio dal pluriennale lavoro.
Il rigetto della domanda di permesso per protezione speciale ancorato alla riprodotta motivazione espressa nel parere non è legittimo poiché si pone in diretto contrasto con l'interpretazione che dell'art. 8 CEDU e del diritto al rispetto della vita privata la Corte Europea ha fornito e secondo cui “Il rispetto della vita privata deve comprendere, in una certa misura, anche il diritto di stabilire e sviluppare relazioni con altri esseri umani. Non sembra, inoltre, esserci alcuna ragione di principio per cui questa interpretazione della nozione di "vita privata" debba essere intesa ad escludere pagina 7 di 20 le attività di natura professionale o imprenditoriale, dal momento che è, dopo tutto, nel corso della loro vita lavorativa che la maggior parte delle persone ha un'opportunità significativa, se non la più grande, di sviluppare relazioni con il mondo esterno. Questa tesi è avvalorata dal fatto che, come giustamente rilevato dalla Commissione, non sempre è possibile distinguere chiaramente quali attività di un individuo fanno parte della sua vita professionale o imprenditoriale e quali no” (cfr. Corte EDU, Niemietz vs.
Germany, 16 dicembre 1992).
In secondo luogo, la Commissione e con essa il convenuto hanno trascurato di considerare le condizioni oggettive in cui il Bangladesh versa all'attualità e che impediscono il rimpatrio del ricorrente perché lo espongono al rischio concreto di subire la grave deprivazione dei suoi diritti fondamentali al di sotto della soglia minima, costitutiva della dignità umana.
A proposito dell'insicurezza alimentare in Bangladesh, secondo l'analisi pubblicata il 7.11.2024 da IPC Global Support Unit, in collaborazione con
[...]
Bangladesh: Acute Food Insecurity Projection Update October - December CP_3
2024
(https://www.ipcinfo.org/fileadmin/user_upload/ipcinfo/docs/IPC_Bangladesh_Acute_F ood_Insecurity_Projection_Update_Oct_Dec2024_Report.pdf), previa traduzione, Tra ottobre e dicembre 2024, 23,3 milioni di bengalesi e 300.000 cittadini del Myanmar sfollati forzatamente (FDMN), il 26 percento della popolazione analizzata, stanno vivendo alti livelli di insicurezza alimentare acuta, classificati come fase IPC 3 o superiore, e hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria per la sicurezza alimentare
(HFSA). Oltre 1,6 milioni di persone sono in fase IPC 4 (emergenza), la maggior parte delle quali risiede nelle divisioni di Chattogram, e Delle 40 Per_1 Per_2 Per_3
aree analizzate, 33 sono classificate nella Fase 3 dell'IPC (Crisi), il che indica un deterioramento della sicurezza alimentare rispetto all'analisi delle proiezioni dell'IPC pubblicata nell'aprile 2024, in cui 20 aree su 33 erano nella Fase 3. Da maggio 2024, il
Bangladesh è stato gravemente colpito da una serie di disastri legati al clima, tra cui il pagina 8 di 20 ciclone Remal a maggio, le inondazioni improvvise nella regione di Haor a giugno, le inondazioni fluviali nel bacino di Jamuna a luglio e le inondazioni senza precedenti nelle regioni orientali ad agosto. Le inondazioni più recenti a Chattogram hanno coinciso con un periodo di transizione politica nel paese, a seguito delle proteste guidate dagli studenti che hanno portato all'istituzione di un nuovo governo ad interim.
Disastri naturali e shock. Circa metà della popolazione in Bangladesh dipende dall'agricoltura, con un quarto impegnato nel lavoro agricolo. Nel 2024, il ciclone
Remal e le inondazioni diffuse hanno colpito raccolti, bestiame, pesca e scorte alimentari nella maggior parte dei distretti. L'imminente stagione dei cicloni e le condizioni in corso di rappresentano una minaccia per la produzione Pt_4
alimentare, il reddito delle famiglie e l'accesso alle risorse.
Secondo la medesima fonte, nell'analisi compiuta il 2.4.2024, Bangladesh: Acute
Food Insecurity Situation for February - March 2024 and Projection for April - October
2024 (https://www.ipcinfo.org/ipc-country-analysis/details- map/en/c/1156935/?iso3=BGD), previa traduzione, circa 14,6 milioni di persone (il 20% della popolazione analizzata) ha sperimentato livelli elevati di insicurezza alimentare acuta, classificati nella Fase 3 IPC o superiore (Crisi o peggio) tra febbraio e marzo
2024. Si stima che 14,3 milioni di persone si trovino nella Fase 3 IPC (Crisi) e circa 0,3 milioni di persone si trovano nella fase 4 (emergenza) dell'IPC. L'elevata inflazione, unita ai ripetuti shock climatici e alle ridotte opportunità di reddito, stanno esercitando forti pressioni sulle famiglie più povere e provocando una grave insicurezza alimentare nella popolazione analizzata. È necessaria un'azione urgente per proteggere i loro mezzi di sussistenza e ridurre il divario nel consumo alimentare. Un quinto dei distretti analizzati era soggetto a shock naturali nel 2023, mentre la maggior parte era stata precedentemente classificata tra livelli da moderati a gravi di insicurezza alimentare cronica (IPC Chronic Food Insecurity Level 3 e 4) (Fonte: Bangladesh Chronic Food
Insecurity Situation rapporto 2019-2024). Si prevede che la situazione peggiorerà tra aprile e ottobre 2024 a causa dei previsti eventi meteorologici estremi come cicloni e pagina 9 di 20 inondazioni. L'accesso delle famiglie al cibo peggiorerà ulteriormente in questo periodo a causa dei prezzi alimentari costantemente elevati e dei previsti shock climatici che renderanno estremamente vulnerabili la maggior parte delle persone che soffrono di insicurezza alimentare. È probabile che il numero di persone nella Fase 3 dell'IPC aumenti fino a 16,5 milioni (il 22% della popolazione analizzata) in questo periodo, con circa 0,8 milioni di persone che si prevede saranno nella Fase 4 dell'IPC (Emergenza) e
15,7 milioni di persone nella Fase IPC 4 (Emergenza). Fase 3 (Crisi). La maggior parte della popolazione in emergenza è costituita da cittadini del sfollati Per_4
forzatamente (FDMN) e da popolazioni di e . È probabile che Per_5 Per_6
l'insicurezza alimentare dei cittadini del sfollati forzatamente aumenterà nel Per_4
periodo di proiezione in caso di carenze di finanziamenti che porterebbero a una diminuzione dei livelli di assistenza alimentare umanitaria a causa della loro elevata dipendenza dagli aiuti;
Secondo ACCORD – Austrian Centre for Country of Origin and Asylum
Research and Documentation, Bangladesh: COI Compilation, agosto 2023
(https://www.ecoi.net/en/file/local/2096725/ACCORD_Bangladesh_August_2023.pdf), previa traduzione, Sulla disuguaglianza di reddito e sulla categoria emergente delle famiglie “nuovi poveri”, il Relatore speciale sulla povertà estrema e i diritti umani,
Olivier De Schutter, a seguito di una visita in Bangladesh dal 17 al 29 maggio 2023 osserva: “[…] [Indicatori generali] non raccontare tutta la storia. Innanzitutto, la disuguaglianza dei redditi è in aumento. Misurata con il coefficiente di Gini, la disuguaglianza dei redditi era pari a 0,458 nel 2010 ed è salita a 0,499 nel 2022 (la disuguaglianza dei consumi è aumentata da 0,321 a 0,334 nello stesso periodo). […]
[Quanto più il progresso economico generale sarà equamente diffuso, tanto più rapidamente la povertà sarà sradicata. In secondo luogo, sta emergendo una categoria di “nuovi poveri”: si tratta di famiglie che si trovano appena al di sopra della soglia di povertà, hanno pochi o nessun risparmio e sono quindi altamente vulnerabili a diventare povere dopo uno shock. Un'indagine sull'impatto del COVID-19 ha pagina 10 di 20 evidenziato questa vulnerabilità: più di tre quarti (77%) degli intervistati che vivevano in insediamenti urbani informali o in aree baraccopoli e che non erano poveri ma il cui reddito era inferiore al livello di reddito medio, nella povertà a seguito del primo blocco nazionale nel 2020; e mentre l'aumento iniziale delle aree di insediamento informale rurale e urbano è stato simile, la ripresa nelle aree urbane è stata molto lenta. […] In altri termini, i progressi generali nella riduzione della povertà rimangono fragili: molte famiglie, soprattutto nelle aree urbane, rimangono vulnerabili agli shock. In un contesto simile, l'inflazione costituisce una delle principali preoccupazioni. Il Bangladesh
Bureau of Statistics (BBS) ha stimato che nell'aprile 2023 l'inflazione fosse al 9,2%
(l'inflazione alimentare era all'8,8%) e l'inflazione reale affrontata dalle persone più povere, che devono spendere una percentuale maggiore del proprio reddito, è anche molto più alta. Gli aumenti dei prezzi sono stati costantemente menzionati da coloro che il Relatore ha incontrato come enormi preoccupazioni. L'inflazione è nemica Pt_5
delle persone più povere: divora i redditi bassi e si traduce rapidamente in insicurezza alimentare, calo del tenore di vita e del debito.'” (OHCHR, 29 maggio 2023, pp. 2-
3).…Nel 2022 erano impiegate nel settore industriale circa 12 milioni di persone, di cui circa 4 milioni nel settore dell'abbigliamento (Financial Express, 23 giugno 2023; cfr. anche OHCHR, 29 maggio 2023). Secondo un articolo del quotidiano bengalese
Financial Express del dicembre 2020,108 il salario minimo in Bangladesh è sceso al di sotto della soglia di povertà riconosciuta a livello internazionale (Financial Express, 18 dicembre 2020). Secondo un articolo del novembre 2022 dell'organizzazione mediatica no-profit statunitense NPR, si stima che tra il 58 e l'80% dei lavoratori dell'industria tessile siano donne, la maggior parte delle quali percepisce un salario minimo pari a
8.000 Taka [73,94 dollari al 30 giugno 2023] al mese. (NPR, 9 novembre 2022).
L'Unione internazionale IndustriALL Global, che tra gli altri rappresenta i lavoratori dei settori manifatturieri, nel febbraio 2023 riferisce che i sindacati del Bangladesh chiedono che il salario minimo per i lavoratori dell'industria tessile in Bangladesh venga aumentato da 8.000 Taka [74,99 USD al 6 febbraio 2023] a 23.000 Taka [215,60
pagina 11 di 20 USD al 6 febbraio 2023]. I sindacati sostengono che l'ultima revisione del salario minimo di ingresso per i lavoratori dell'industria tessile è stata nel 2018 e da allora l'inflazione è salita alle stelle. Di conseguenza, è diventato impossibile per chi percepisce un salario minimo permettersi uno standard di vita dignitoso (IndustriALL
Global Union, 6 febbraio 2023).
Nella classifica dei paesi affetti da insicurezza alimentare cronica, stilata da IPC
(Integrated Food Security Phase Classification) per il periodo dicembre 2019 – novembre 2024, il Bangladesh si colloca al primo posto, con tutti i suoi distretti caratterizzati da un grado di insicurezza alimentare da moderato a grave
(https://www.ipcinfo.org/ipc-country-analysis/details-map/en/c/1155697/?iso3=BGD).
Infatti, in IPC, Bangladesh IPC Chronic Food Insecurity Report – June 2022
(https://www.ipcinfo.org/fileadmin/user_upload/ipcinfo/docs/IPC_Bangladesh_Chronic
_Food_Insecurity_2022June_report.pdf) si legge che quasi 35 milioni di persone, pari al
21% della popolazione totale del Bangladesh, si trovano ad affrontare un'insicurezza alimentare cronica moderata e grave (livelli IPC 3 e 4), di cui 11,7 milioni di persone, pari al 7% della popolazione totale, si trovano ad affrontare un'insicurezza alimentare cronica grave (livello IPC 4) e 23,2 milioni di persone, pari al 14% della popolazione totale, si trovano ad affrontare un'insicurezza alimentare cronica moderata (livello IPC
3).
A ciò si aggiunge che il Bangladesh è comunemente colpito da fenomeni atmosferici violenti, che gravemente danneggiano le popolazioni locali, impoverendole ancora di più, anche dopo il peggioramento causato dagli effetti economici disastrosi prodotti dalla pandemia di covid.
Secondo USAID, nel documento Bangladesh – Complex Emergency,
DECEMBER 20, 2024, previa traduzione, senza precedenti in Bangladesh Pt_6
causano un aumento dei danni ai rifugi. Il Bangladesh ha registrato quasi il 50 percento di precipitazioni in più rispetto alla media ad agosto e oltre il 30 percento in più a settembre durante la stagione monsonica da giugno a ottobre, il che ha comportato un pagina 12 di 20 aumento dei danni ai rifugi dovuti alle condizioni meteorologiche, secondo l'UNHCR...
Gli shock climatici durante l'anno fiscale 2024 hanno esacerbato le esigenze umanitarie in tutto il paese. Il ciclone tropicale Remal a maggio e le inondazioni dovute alle forti piogge monsoniche da giugno hanno colpito 19 milioni di persone, esacerbando le già elevate esigenze tra i rifugiati e i membri vulnerabili della comunità ospitante. Per_7
IFRC, nel OPERATION UPDATE, Bangladesh | Floods del 24.11.2024
(https://www.ifrc.org/emergency/bangladesh-floods-0), riporta, previa traduzione, che
Da metà giugno 2024, circa 14,6 milioni di persone sono state colpite da una serie di eventi alluvionali che hanno colpito il Bangladesh nelle regioni settentrionali, nordorientali e sudorientali, sfollando milioni di persone e causando danni ingenti. Le sfide affrontate dalle comunità vulnerabili alle prese con pericoli naturali sono state ulteriormente esacerbate a metà luglio 2024 da un periodo di transizione governativa, che ha imposto ulteriori vincoli temporali alla comunicazione, all'accesso e alla sicurezza. A partire da metà giugno 2024, ripetute inondazioni hanno gravemente colpito le regioni settentrionali del Bangladesh a causa delle forti piogge e degli afflussi d'acqua dai paesi a monte, tra cui Nepal e India. Distretti come , , Per_8 Per_9
, e hanno subito Per_10 Per_6 Per_11 Per_12 Per_13 Per_14
inondazioni estese. Il rapporto del Needs Assessment Working Group (NAWG) dell'11 luglio 2024 stimava che circa 5,13 milioni di persone fossero state colpite, di cui 2,61 milioni di donne, 1,51 milioni di bambini e adolescenti e 0,53 milioni di anziani. Al culmine dell'inondazione, 723.331 persone erano sfollate, di cui 599.767 si erano rifugiate nei centri di evacuazione e 123.564 avevano cercato rifugio lungo strade e argini. Le inondazioni hanno causato notevoli difficoltà nelle regioni colpite. C'è un urgente bisogno di ripristinare acqua pulita e strutture igienico-sanitarie per prevenire epidemie, rendendo essenziale la distribuzione di compresse per la purificazione dell'acqua e kit per l'igiene. Anche la distribuzione immediata di cibo è fondamentale a causa delle gravi carenze, poiché le attività economiche hanno raggiunto un punto morto. Per affrontare l'insicurezza alimentare, è essenziale ripristinare la disponibilità
pagina 13 di 20 di cibo, fornire supporto agricolo, colmare il divario nei consumi e prevenire il crollo dei mezzi di sussistenza. È inoltre necessaria un'assistenza immediata per il supporto in denaro per le riparazioni dei rifugi e per fornire materiali essenziali come tende, teloni, kit di attrezzi per rifugi, articoli essenziali per la casa, vestiti e set da cucina. I servizi sanitari sono stati gravemente interrotti, rendendo necessaria un'azione urgente per mantenere l'accesso alle cure vitali, inclusa la fornitura di medicinali essenziali e attrezzature mediche. Sono necessari team medici e imbarcazioni aggiuntivi per raggiungere le aree remote e ripristinare le operazioni delle strutture sanitarie. Inoltre,
l'impatto psicologico del disastro sulle popolazioni colpite sottolinea la necessità di supporto psicosociale e servizi di salute mentale... Il Bangladesh rimane altamente vulnerabile alle inondazioni ricorrenti a causa della sua topografia bassa e della frequente esposizione a cicloni tropicali e piogge monsoniche. Il cambiamento climatico sta intensificando questi pericoli, aumentando i rischi associati a inondazioni, cicloni, mareggiate, siccità ed erosione delle rive dei fiumi. Secondo l'indice di rischio INFORM del 2024, il Bangladesh è classificato molto alto in diverse categorie di rischio, con proiezioni che suggeriscono che il cambiamento climatico potrebbe sfollare una persona su sette entro il 2050.
United Nations UN News, il 6.9.2024
(https://news.un.org/en/story/2024/09/1154036), nell'articolo, Millions impacted by
'catastrophic and massive floods' in Bangladesh riporta, previa traduzione che Le recenti "catastrofiche e massicce inondazioni" in Bangladesh hanno colpito milioni di persone in tutto il Paese, comprese quelle di Cox's Bazar, dove quasi un milione di rifugiati provenienti dal vivono insieme alle comunità ospitanti, ha Per_7 Per_4
detto venerdì il portavoce ai giornalisti a Ginevra. La distruzione ha Testimone_1
spinto l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) a inviare urgentemente aiuti umanitari dalle sue scorte nel paese per aiutare le persone in difficoltà. Oltre 18 milioni di persone in Bangladesh sono state colpite dalle gravi condizioni monsoniche e più di 1,2 milioni di famiglie sono rimaste intrappolate dalle inondazioni improvvise che pagina 14 di 20 hanno sommerso vaste aree nell'est e nel sud-est del Paese. Sono stati segnalati danni ingenti anche alle strade, ai terreni coltivati e alle attività ittiche, con gravi ripercussioni sui mezzi di sussistenza
A maggio 2023, il ciclone si è abbattuto sul Bangladesh, causando gravi Per_15
problemi e ulteriore distruzione. Secondo Accord, Bangladesh COI compilation, August
2023
(https://www.ecoi.net/en/file/local/2096725/ACCORD_Bangladesh_August_2023.pdf), previa traduzione, 429.377 cittadini del Bangladesh sono stati colpiti dal ciclone, così come 930.292 rifugiati : "Il Dipartimento per la gestione dei disastri (DDM) e Per_7
il Ministero per la gestione dei disastri e i soccorsi (MoDMR) hanno raccolto le prime informazioni sui danni. Un totale di 4 distretti, 26 upazilas (sottodistretti), 99 sindacati e
429.337 cittadini del Bangladesh sono stati colpiti dal ciclone Mocha. I danni alle case sono stati 2.052 completamente danneggiati e 10.692 parzialmente danneggiati. […]
Tra il 5 e il 10 agosto 2023, un totale di 2,4 milioni di persone sono state esposte a inondazioni e frane nei distretti di Chittagong, Bandarban, Ragamati e Cox's Bazar, a seguito di precipitazioni da forti a molto forti (UNICEF Bangladesh Country Office, 17 agosto 2023, p. 1). Secondo quanto riferito, le alluvioni improvvise e le frane hanno lasciato una scia di distruzione, sfollando famiglie e causando danni sostanziali alle infrastrutture (BDRCS, 17 agosto 2023, p. 1). […] Tra il 5 e il 10 agosto 2023, un totale di 2,4 milioni di persone sono state esposte a inondazioni e frane nei distretti di
Chittagong, Bandarban, Ragamati e Cox's Bazar, a seguito di precipitazioni da forti a molto forti (UNICEF Bangladesh Country Office, 17 agosto 2023, p. 1). Secondo quanto riferito, le alluvioni improvvise e le frane hanno lasciato una scia di distruzione, sfollando famiglie e causando danni sostanziali alle infrastrutture (BDRCS, 17 agosto
2023, p. 1). Circa 15.500 punti d'acqua o 116 pozzi tubolari erano completamente o parzialmente non funzionanti (UNICEF Bangladesh Country Office, 17 agosto 2023, pp.
1-2).
Sul peggioramento delle condizioni di vita per le persone appartenenti alle fasce pagina 15 di 20 sociali ed economiche disagiate, tra le quali vi è il ricorrente, esposte al rischio concreto della deprivazione dei suoi fondamentali diritti, secondo il rapporto di BTI 2024 Country
Report Bangladesh, 19.3.2024, di (su ecoi.net), che copre il Controparte_4
periodo da febbraio 2021 al gennaio 2023, previa traduzione, Come è avvenuto per tutti i paesi della regione, il periodo in esame è stato significativamente influenzato dalla pandemia di COVID-19. Il Bangladesh ha rilevato il suo primo caso di COVID-19 nel marzo 2020. A gennaio 2023, i registri ufficiali contavano 2,03 milioni di casi confermati e 29.443 decessi. Molteplici ondate di pandemia hanno causato difficoltà economiche ai cittadini e hanno inferto un duro colpo all'economia generale. Per contrastare questi effetti, il governo ha varato 28 pacchetti di stimoli per un totale di
22,1 miliardi di dollari, equivalenti a circa il 6,2% del prodotto interno lordo (PIL) del paese per l'anno fiscale 2021. Tra il 2010 e il 2020, la percentuale di popolazione con accesso ai servizi sanitari l'elettricità è aumentata dal 55,3% al 96,2% entro il 2020.
Nel 2020, il 97,7% ha un accesso di base all'acqua, ma non è gestita in sicurezza
(58,5%). La situazione è ancora peggiore dal punto di vista igienico-sanitario; solo il
54,2% ha accesso ai servizi igienico-sanitari di base e solo il 38,7% ha accesso a servizi igienico-sanitari gestiti in sicurezza. Esiste anche un profondo divario tra le aree urbane e quelle rurali per quanto riguarda la disponibilità dei servizi di base. Le fonti di acqua potabile gestite dal governo sono disponibili in poche e limitate aree. Le strutture sanitarie, le terapie intensive e i medici sono scarsi nelle zone rurali. La politicizzazione e la corruzione nell'amministrazione di base rendono difficile per i servizi pubblici raggiungere la popolazione generale, cosa evidente nel settore sanitario durante e dopo la pandemia di COVID-19… Secondo il World Inequality Report 2022 del World
Inequality Lab di Parigi, la povertà e la disuguaglianza escludono una parte significativa della popolazione dalla società del Bangladesh. Nel 2021, solo l'1% della popolazione ha ricevuto il 16,3% del reddito nazionale e il 10% della popolazione ha ricevuto il 44% del reddito nazionale. Questa disuguaglianza è evidente anche nell'accesso al settore sanitario. Il rapporto rivela che quando è iniziata la pandemia di pagina 16 di 20 Covid-19, gli Stati Uniti avevano circa 33 posti letto in unità di terapia intensiva ogni
100.000 persone, mentre il Bangladesh ne aveva solo due. Le crescenti sfide economiche del paese hanno raggiunto un livello oneroso. Secondo l'indice sull'uguaglianza di genere delle Nazioni Unite, nel 2016, l'indice di Gini era 32,4, mentre la disuguaglianza di genere era 0,530 nel 2021. Il valore complessivo dell'indice di sviluppo umano (HDI) per il Bangladesh nel 2021 era 0,661. Secondo un rapporto di
Wealth-X, un'organizzazione di ricerca con sede negli Stati Uniti, il numero di milionari in Bangladesh è aumentato più che in qualsiasi altro paese al mondo tra il 2010 e il
2019. Il rapporto rileva che il numero di bengalesi con più di 5 milioni di dollari o più di patrimonio netto sono aumentati in media del 14,3% ogni anno negli ultimi dieci anni. Mentre la pandemia di COVID-19 ha causato disoccupazione e perdite economiche significative nel vasto settore informale del paese, individui ricchi e influenti hanno rafforzato i legami con l'attuale governo e successivamente sono riusciti ad accumulare ricchezza attraverso la corruzione, le irregolarità economiche e l'inflazione della ricchezza. A causa del basso reddito e dell'elevata disparità di risorse, la percentuale della popolazione classificata come povera è aumentata da quando il
COVID-19 ha colpito il paese all'inizio del 2020. Secondo una ricerca multisettoriale sull'inflazione, 30,9 milioni, ovvero il 18,5% della popolazione, sono caduti in povertà per la prima volta durante la pandemia. Le opportunità per migliorare la salute,
l'occupazione e l'istruzione si concentrano principalmente nelle aree urbane. La centralizzazione e la dipendenza dalla capitale, per la maggior parte dei servizi Per_16
limitano l'accesso ai benefici di base per le persone che vivono nelle zone rurali.
BTI 2022 Country Report Bangladesh, 23.2.2022, di (su Controparte_4
ecoi.net), previa traduzione, riferisce che Secondo l'Asian Development Bank (ADB), la crescita del PIL è scesa dall'8,2% nel 2019 al 5,2% nel 2020 a causa della pandemia. Il governo ha introdotto le cosiddette One Stop Service Rules (OSS) per attirare gli investitori. Le banche private e statali continuano a cancellare crediti inesigibili e a riscrivere le regole per nascondere l'elevato numero di prestiti in default. Come parte pagina 17 di 20 dei suoi pacchetti di stimolo pandemico, il governo ha riprogrammato il rimborso del prestito….Mentre il Bangladesh ha compiuto progressi significativi nel raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), persistono povertà, disuguaglianza sociale e discriminazione delle donne sul posto di lavoro. Secondo il Bangladesh Bureau of
Statistics (BBS), l'85,1% della popolazione occupata lavora nel settore informale, che non è regolamentato e non offre protezioni legali. La pandemia ha devastato il settore informale, colpendo in particolare coloro che sono impiegati nei settori informali non agricoli. La povertà è aumentata considerevolmente a causa della pandemia, passando dal 20,5% dell'ultimo anno fiscale al 29,5% nell'agosto 2020. Il South Asian Network on
Economic Modeling (SANEM) ha previsto un aumento al 40,9% e il Bangladesh
Institute of Development Studies (BIDS) prevede che altri 16,4 milioni di persone saranno spinte verso la povertà a causa della pandemia. Reti di sicurezza sociale inadeguate hanno accelerato la situazione… L'incidenza della povertà è generalmente elevata tra le persone che lavorano nei settori dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca e ancora più elevata tra gli analfabeti e senza terra. L'estrema povertà spesso costringe le persone ad accettare condizioni di lavoro non sicure, spesso per lunghe ore.
Il Bangladesh si è classificato al 75° posto nel Global Hunger Index 2020 e al 133° posto su 189 paesi nel 2020 Human Development Report. La percentuale della popolazione denutrita si è attestata al 13,0% nel periodo dal 2017 al 2019. La prevalenza dell'arresto della crescita nei bambini al di sotto dei cinque anni è stata del
30,8% nel 2018. Secondo la World Population Review, il coefficiente di Gini del
Bangladesh è 0,678. Il coefficiente di disuguaglianza umana per il Bangladesh è del
23,4%, indicando una discriminazione generale che persiste all'interno del paese.
Anche il sistema sanitario bengalese è affetto da gravi carenze e l'accesso alle cure per le fasce più deboli della popolazione risulta fortemente limitato (cfr.: Accord,
Bangladesh COI compilation, August 2023 cit., disponibile a https://www.ecoi.net/en/file/local/2096725/ACCORD_Bangladesh_August_2023.pdf, dove si legge, previa traduzione, che Il rapporto del DFAT del novembre 2022 fornisce pagina 18 di 20 una breve panoramica della situazione dell'assistenza sanitaria in Bangladesh: "La qualità dell'assistenza sanitaria in Bangladesh è generalmente scarsa, ma alcune costose cliniche private offrono servizi di migliore qualità. Molte strutture sanitarie sono fornite da partner di sviluppo e ONG. Tra i problemi che incidono sull'accesso all'assistenza sanitaria vi sono i bassi livelli di personale, la mancanza di fondi, la cattiva gestione e la corruzione (spesso è necessario pagare tangenti per accedere alle cure), la mancanza di strutture (soprattutto al di fuori delle grandi città), gli alti costi di tasca propria e gli alti livelli di povertà. I servizi nelle aree rurali tendono a essere molto limitati o inesistenti e alcune persone si rivolgono a "medici di villaggio" che potrebbero non avere alcuna formazione medica").
Il rimpatrio forzato del ricorrente violerebbe, dunque, il diritto al rispetto della vita privata, riconosciuto dal combinato disposto degli artt. 8 CEDU, 2, 3 e 117 C, poiché lo sradicherebbe, lacerando anche i legami sociali che verosimilmente ha costituito nello svolgimento dell'attività lavorativa e, a fronte delle su richiamate condizioni oggettive del paese di origine, lo costringerebbe a subire la privazione del suo fondamentale diritto alla salute, di cui all'art. 32 C, nonché al cibo, ad un'abitazione e ad un ambiente salubre, riconosciuti anche dal Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, adottato dall'Assemblea Generale il 16 dicembre 1966, entrato in vigore il 3 gennaio 1976 e ratificato in Italia con legge 881/1977. In particolare, l'art. 2 del Patto dispone che “Ciascuno Stato Parte del presente Patto si impegna ad adottare misure, individualmente e attraverso l'assistenza e la cooperazione internazionale, soprattutto economica e tecnica, nella misura massima delle sue risorse disponibili, al fine di raggiungere progressivamente la piena realizzazione dei diritti riconosciuti nel presente Patto con tutti i mezzi appropriati, compresa in particolare l'adozione di misure legislative”; l'art. 11 dispone che “Gli Stati Parti del presente Patto riconoscono il diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguato per sé e per la sua famiglia, compresi un'alimentazione, un vestiario e un alloggio adeguati, e al miglioramento continuo delle condizioni di vita. Gli Stati parti prenderanno le misure appropriate per garantire la pagina 19 di 20 realizzazione di questo diritto, riconoscendo a tal fine l'importanza essenziale della cooperazione internazionale basata sul libero consenso.”.
Il ricorrente, dunque, si trova in una condizione d'inespellibilità prevista dall'art. 19, comma 1.1., t.u.i., nel testo ratione temporis applicabile.
In ordine alle spese processuali si provvede ad una loro compensazione ai sensi dell'art. 92, comma 2, c.p.c., integrato dalla sentenza n. 77 del 2018 della Corte
Costituzionale, per gravi ed eccezionali ragioni, consistenti nell'ampio esercizio dei poteri istruttori ufficiosi per addivenire all'accertamento della fondatezza della domanda.
PQM
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così provvede: accoglie il ricorso e, per l'effetto, riconosce al ricorrente il diritto alla protezione speciale ex art. 32, comma 3, d.lgs. 25\2008, come modificato dal d-l 130\2020. compensa le spese processuali.
Così deciso a Napoli nella camera di consiglio dell'11.06.2025
Si comunichi.
IL PRESIDENTE
Dott.ssa Marida Corso
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