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Sentenza 16 aprile 2025
Sentenza 16 aprile 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Bari, sentenza 16/04/2025, n. 1535 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Bari |
| Numero : | 1535 |
| Data del deposito : | 16 aprile 2025 |
Testo completo
N.R.G. 11564/2023
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Bari, Sez. spec. in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'U.E., nella persona del Giudice Marisa Attollino, all'udienza sostituita dalla trattazione scritta del 16 aprile 2025; verificato che i ricorrenti hanno depositato note per l'odierna udienza;
ha pronunciato la seguente
SENTENZA nel giudizio avente ad oggetto il riconoscimento della cittadinanza italiana proposto da:
nata il [...] a Parte_1
Adamantina (BRA); nata il 19 Controparte_1 Parte_2 gennaio 1994 a Adamantina (BRA); nata Parte_3 il 26 maggio 1998, a Adamantina (BRA); , nato il [...] a CP_2
Adamantina (BRA); , nata il [...] a [...] Controparte_3
(BRA); , nata il [...] a [...]; Parte_4 tutti rappresentati e difesi dall'Avvocato Mauricio de Souza ( ), ed C.F._1 elettivamente domiciliati presso lo studio dello stesso in Via Giovanni Amendola, n. 14 a
Imperia (IM), giuste procura in atti;
PARTE RICORRENTE contro
; Controparte_4
PARTE RESISTENTE con l'intervento del
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI BARI;
INTERVENTORE EX LEGE
CONCLUSIONI
Pag. 1 di 5 I ricorrenti hanno chiesto il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, esponendo di essere discendenti in linea diretta di nato l'[...], a Persona_1
Corato (Ba).
FATTO
Il ricorso. Con atto depositato in data 17/10/2023, i ricorrenti hanno allegato che Per_1
era loro avo.
[...]
La parte ricorrente ha quindi allegato e rappresentato il seguente albero genealogico a dimostrazione del proprio diritto di cittadinanza:
- , dopo essere emigrato in Brasile, ha contratto matrimonio in data Persona_1
20/12/1913 con la cittadina italiana . CP_5
- Da detta unione il 30/09/1922 è nato , il quale ha contratto Persona_2 matrimonio con il 14/07/1967 a Adamantina (BRA). Persona_3
- Dal loro matrimonio è nato il [...] , odierno ricorrente. CP_2
Costui si è poi unito in matrimonio in data 01/12/1995 con e Controparte_6 dalla loro unione sono nate due figlie, odierne ricorrenti, e Parte_4
, nate rispettivamebte il 15/03/2002 e il 17/06/1996 a Controparte_3
Lucélia (BRA).
- , secondogenito di , nato il [...], si è sposato Persona_4 Persona_1
con il 18/07/1951 e dalla loro unione è nata il [...] Controparte_7
, odierna ricorrente. Parte_1
- Il 23/04/1988, ha contratto matrimonio con Parte_1 [...]
dal quale ha acquisito il cognome, passando a chiamarsi Persona_5
Pt_1 Parte_1
- Da tale unione sono nate due figlie, le odierne ricorrenti Parte_5
nata il [...] a [...], la quale si è unita in matrimonio
[...] con il 10/09/2022 a Araçatuba (BRA), passando a chiamarsi Persona_6
e nata il Parte_6 Parte_3
26/05/1998 a Adamantina (BRA).
La parte ricorrente ha quindi sostenuto che, avendo l'avo mantenuto sempre la cittadinanza italiana, egli l'ha trasmessa iure sanguinis a suoi successori e dunque ne ha chiesto l'accertamento in via giudiziale a seguito del silenzio perpetrato dalla P.A..
Pag. 2 di 5 Il processo. Ritualmente evocata in giudizio, l'Amministrazione è rimasta contumace.
DIRITTO
La domanda è fondata.
La competenza territoriale. In primo luogo, il Tribunale adito è territorialmente competente, poiché, ai sensi dell'art. 4 comma 5 del D. L. n. 13/2017, “quando l'attore risiede all'estero le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani”.
Nel caso di specie, l'avo cittadino italiano è nato a [...], l'[...], come risulta dall'estratto dell'atto di nascita rilasciato dal Comune il 02/08/2019 ed allegato al ricorso.
L'inquadramento della domanda. Nel merito, l'accertamento della cittadinanza italiana nel caso di avo coniugato con cittadino straniero anteriormente al 1° gennaio 1948, nato prima di tale data e nel vigore della L. 255 del 1912, deve essere effettuato in via giudiziale, ai sensi di quanto stabilito con la sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite del
25/02/2009, n.44661.
La sentenza, facendo riferimento anche alle situazioni preesistenti all'entrata in vigore della
Costituzione, ha precisato che il diritto di cittadinanza è uno status permanente ed imprescrittibile, giustiziabile in ogni tempo se la sua illegittima privazione perdura anche dopo l'entrata in vigore della Costituzione a causa di una norma discriminatoria dichiarata incostituzionale. La decisione è il risultato dell'evoluzione giurisprudenziale apportata da due pronunce della Corte costituzionale: per un verso, la sentenza n. 30 del 1983 con cui era stata dichiarata l'illegittimità dell'articolo 1 n. 1 della legge n.555 del 1912 nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina;
per altro la sentenza n. 87 del 1975 con cui è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 10, comma terzo, della legge 13 giugno 1912, n. 555, nella parte in cui prevedeva la perdita della
Pag. 3 di 5 cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna che si sposava con cittadino straniero. La Corte ha ritenuto che la norma violasse palesemente anche l'art. 29 della Costituzione in quanto comminava una gravissima disuguaglianza morale, giuridica e politica dei coniugi e poneva la donna in uno stato di evidente inferiorità, privandola automaticamente, per il solo fatto del matrimonio, dei diritti del cittadino italiano.
L'accertamento della cittadinanza italiana. La linea di discendenza riportata in ricorso trova esatto riscontro nella documentazione versata in atti, debitamente tradotta ed apostillata.
Risulta infatti che l'avo non ha mai perso la cittadinanza italiana, trasmettendola alla parte ricorrente.
Peraltro, conformemente alla giurisprudenza innanzi citata, gli effetti prodotti da una legge ingiusta e discriminante nei rapporti di filiazione e coniugio e sullo stato di cittadinanza, che perdurino nel tempo, non possono che venire meno, anche in caso di morte di taluno degli ascendenti, con la cessazione di efficacia di tale legge, che decorre, dal 1 gennaio 1948, data dalla quale la cittadinanza deve ritenersi automaticamente recuperata per coloro che l'hanno perduta o non l'hanno acquistata a causa di una norma ingiusta, ove non vi sia stata una espressa rinuncia allo status di cittadino degli aventi diritto.
Pertanto, deve essere accolta la domanda avanzata, dichiarando parte ricorrente cittadina italiana dalla nascita, ordinato l'adozione da parte del dei Controparte_4 provvedimenti conseguenti.
Le spese di lite. Le spese possono essere compensate alla luce del fatto che non v'è stato alcun reale contenzioso con l'Amministrazione, la quale non ha risposto alla parte ricorrente senza tuttavia mai negare la sussistenza del relativo diritto. La scelta legittima di agire davanti al Giudice Ordinario per l'accertamento del diritto alla cittadinanza, anche di fronte al ritardo conclamato della P.A., non giustifica però la sua condanna alle spese, non avendo nemmeno il ricorrente allegato e provato di aver stimolato prima l'amministrazione con gli strumenti previsti dalla legge (in particolare, ricorsi cautelari ex art. 700 c.p.c. e ricorsi avverso il silenzio) di fronte al quale il silenzio-inadempimento può ritenersi effettivamente sussistente e dunque, può giustificare la sua condanna a pagare le spese di lite.
Pag. 4 di 5 La presente sentenza, che costituisce parte integrante del verbale dell'udienza odierna, nella quale viene pronunciata, si ha per pubblicata con la sottoscrizione, seguita dall'immediato deposito in cancelleria.
Il cancelliere provvederà agli adempimenti di cui all'art. 35 disp. att. c.p.c.
P.Q.M.
il Tribunale di Bari, sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione Europea, in composizione monocratica, all'udienza del 16 aprile 2025 definitivamente pronunciando ai sensi dell'art. 281sexies c.p.c. sulla domanda proposta da parte ricorrente, come in epigrafe identificata, nei confronti del , così provvede: Controparte_4
1. DICHIARA la parte ricorrente , ordinando al Parte_7
e, per esso, all'Ufficiale dello Stato Civile competente, Controparte_4 di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
2. COMPENSA le spese di lite.
Il Giudice
Marisa Attollino
Pag. 5 di 5 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 1 In detta pronuncia è stato affermato che “la titolarità della cittadinanza italiana va riconosciuta in sede giudiziaria, indipendentemente dalla dichiarazione resa dall'interessata ai sensi della L. n. 151 del 1975, art. 219, alla donna che l'ha perduta per essere coniugata con cittadino straniero anteriormente al 1 gennaio 1948, in quanto la perdita senza la volontà della titolare della cittadinanza è effetto perdurante, dopo la data indicata, della norma incostituzionale, effetto che contrasta con il principio della parità dei sessi e della eguaglianza giuridica e morale dei coniugi (artt. 3 e 29 Cost.). Per lo stesso principio, riacquista la cittadinanza italiana dal 1° gennaio 1948, anche il figlio di donna nella situazione descritta, nato prima di tale data e nel vigore della L. n. 555 del 1912, determinando il rapporto di filiazione, dopo l'entrata in vigore della Costituzione, la trasmissione a lui dello stato di cittadino, che gli sarebbe spettato di diritto senza la legge discriminatoria”.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Bari, Sez. spec. in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'U.E., nella persona del Giudice Marisa Attollino, all'udienza sostituita dalla trattazione scritta del 16 aprile 2025; verificato che i ricorrenti hanno depositato note per l'odierna udienza;
ha pronunciato la seguente
SENTENZA nel giudizio avente ad oggetto il riconoscimento della cittadinanza italiana proposto da:
nata il [...] a Parte_1
Adamantina (BRA); nata il 19 Controparte_1 Parte_2 gennaio 1994 a Adamantina (BRA); nata Parte_3 il 26 maggio 1998, a Adamantina (BRA); , nato il [...] a CP_2
Adamantina (BRA); , nata il [...] a [...] Controparte_3
(BRA); , nata il [...] a [...]; Parte_4 tutti rappresentati e difesi dall'Avvocato Mauricio de Souza ( ), ed C.F._1 elettivamente domiciliati presso lo studio dello stesso in Via Giovanni Amendola, n. 14 a
Imperia (IM), giuste procura in atti;
PARTE RICORRENTE contro
; Controparte_4
PARTE RESISTENTE con l'intervento del
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI BARI;
INTERVENTORE EX LEGE
CONCLUSIONI
Pag. 1 di 5 I ricorrenti hanno chiesto il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, esponendo di essere discendenti in linea diretta di nato l'[...], a Persona_1
Corato (Ba).
FATTO
Il ricorso. Con atto depositato in data 17/10/2023, i ricorrenti hanno allegato che Per_1
era loro avo.
[...]
La parte ricorrente ha quindi allegato e rappresentato il seguente albero genealogico a dimostrazione del proprio diritto di cittadinanza:
- , dopo essere emigrato in Brasile, ha contratto matrimonio in data Persona_1
20/12/1913 con la cittadina italiana . CP_5
- Da detta unione il 30/09/1922 è nato , il quale ha contratto Persona_2 matrimonio con il 14/07/1967 a Adamantina (BRA). Persona_3
- Dal loro matrimonio è nato il [...] , odierno ricorrente. CP_2
Costui si è poi unito in matrimonio in data 01/12/1995 con e Controparte_6 dalla loro unione sono nate due figlie, odierne ricorrenti, e Parte_4
, nate rispettivamebte il 15/03/2002 e il 17/06/1996 a Controparte_3
Lucélia (BRA).
- , secondogenito di , nato il [...], si è sposato Persona_4 Persona_1
con il 18/07/1951 e dalla loro unione è nata il [...] Controparte_7
, odierna ricorrente. Parte_1
- Il 23/04/1988, ha contratto matrimonio con Parte_1 [...]
dal quale ha acquisito il cognome, passando a chiamarsi Persona_5
Pt_1 Parte_1
- Da tale unione sono nate due figlie, le odierne ricorrenti Parte_5
nata il [...] a [...], la quale si è unita in matrimonio
[...] con il 10/09/2022 a Araçatuba (BRA), passando a chiamarsi Persona_6
e nata il Parte_6 Parte_3
26/05/1998 a Adamantina (BRA).
La parte ricorrente ha quindi sostenuto che, avendo l'avo mantenuto sempre la cittadinanza italiana, egli l'ha trasmessa iure sanguinis a suoi successori e dunque ne ha chiesto l'accertamento in via giudiziale a seguito del silenzio perpetrato dalla P.A..
Pag. 2 di 5 Il processo. Ritualmente evocata in giudizio, l'Amministrazione è rimasta contumace.
DIRITTO
La domanda è fondata.
La competenza territoriale. In primo luogo, il Tribunale adito è territorialmente competente, poiché, ai sensi dell'art. 4 comma 5 del D. L. n. 13/2017, “quando l'attore risiede all'estero le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani”.
Nel caso di specie, l'avo cittadino italiano è nato a [...], l'[...], come risulta dall'estratto dell'atto di nascita rilasciato dal Comune il 02/08/2019 ed allegato al ricorso.
L'inquadramento della domanda. Nel merito, l'accertamento della cittadinanza italiana nel caso di avo coniugato con cittadino straniero anteriormente al 1° gennaio 1948, nato prima di tale data e nel vigore della L. 255 del 1912, deve essere effettuato in via giudiziale, ai sensi di quanto stabilito con la sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite del
25/02/2009, n.44661.
La sentenza, facendo riferimento anche alle situazioni preesistenti all'entrata in vigore della
Costituzione, ha precisato che il diritto di cittadinanza è uno status permanente ed imprescrittibile, giustiziabile in ogni tempo se la sua illegittima privazione perdura anche dopo l'entrata in vigore della Costituzione a causa di una norma discriminatoria dichiarata incostituzionale. La decisione è il risultato dell'evoluzione giurisprudenziale apportata da due pronunce della Corte costituzionale: per un verso, la sentenza n. 30 del 1983 con cui era stata dichiarata l'illegittimità dell'articolo 1 n. 1 della legge n.555 del 1912 nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina;
per altro la sentenza n. 87 del 1975 con cui è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 10, comma terzo, della legge 13 giugno 1912, n. 555, nella parte in cui prevedeva la perdita della
Pag. 3 di 5 cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna che si sposava con cittadino straniero. La Corte ha ritenuto che la norma violasse palesemente anche l'art. 29 della Costituzione in quanto comminava una gravissima disuguaglianza morale, giuridica e politica dei coniugi e poneva la donna in uno stato di evidente inferiorità, privandola automaticamente, per il solo fatto del matrimonio, dei diritti del cittadino italiano.
L'accertamento della cittadinanza italiana. La linea di discendenza riportata in ricorso trova esatto riscontro nella documentazione versata in atti, debitamente tradotta ed apostillata.
Risulta infatti che l'avo non ha mai perso la cittadinanza italiana, trasmettendola alla parte ricorrente.
Peraltro, conformemente alla giurisprudenza innanzi citata, gli effetti prodotti da una legge ingiusta e discriminante nei rapporti di filiazione e coniugio e sullo stato di cittadinanza, che perdurino nel tempo, non possono che venire meno, anche in caso di morte di taluno degli ascendenti, con la cessazione di efficacia di tale legge, che decorre, dal 1 gennaio 1948, data dalla quale la cittadinanza deve ritenersi automaticamente recuperata per coloro che l'hanno perduta o non l'hanno acquistata a causa di una norma ingiusta, ove non vi sia stata una espressa rinuncia allo status di cittadino degli aventi diritto.
Pertanto, deve essere accolta la domanda avanzata, dichiarando parte ricorrente cittadina italiana dalla nascita, ordinato l'adozione da parte del dei Controparte_4 provvedimenti conseguenti.
Le spese di lite. Le spese possono essere compensate alla luce del fatto che non v'è stato alcun reale contenzioso con l'Amministrazione, la quale non ha risposto alla parte ricorrente senza tuttavia mai negare la sussistenza del relativo diritto. La scelta legittima di agire davanti al Giudice Ordinario per l'accertamento del diritto alla cittadinanza, anche di fronte al ritardo conclamato della P.A., non giustifica però la sua condanna alle spese, non avendo nemmeno il ricorrente allegato e provato di aver stimolato prima l'amministrazione con gli strumenti previsti dalla legge (in particolare, ricorsi cautelari ex art. 700 c.p.c. e ricorsi avverso il silenzio) di fronte al quale il silenzio-inadempimento può ritenersi effettivamente sussistente e dunque, può giustificare la sua condanna a pagare le spese di lite.
Pag. 4 di 5 La presente sentenza, che costituisce parte integrante del verbale dell'udienza odierna, nella quale viene pronunciata, si ha per pubblicata con la sottoscrizione, seguita dall'immediato deposito in cancelleria.
Il cancelliere provvederà agli adempimenti di cui all'art. 35 disp. att. c.p.c.
P.Q.M.
il Tribunale di Bari, sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione Europea, in composizione monocratica, all'udienza del 16 aprile 2025 definitivamente pronunciando ai sensi dell'art. 281sexies c.p.c. sulla domanda proposta da parte ricorrente, come in epigrafe identificata, nei confronti del , così provvede: Controparte_4
1. DICHIARA la parte ricorrente , ordinando al Parte_7
e, per esso, all'Ufficiale dello Stato Civile competente, Controparte_4 di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
2. COMPENSA le spese di lite.
Il Giudice
Marisa Attollino
Pag. 5 di 5 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 1 In detta pronuncia è stato affermato che “la titolarità della cittadinanza italiana va riconosciuta in sede giudiziaria, indipendentemente dalla dichiarazione resa dall'interessata ai sensi della L. n. 151 del 1975, art. 219, alla donna che l'ha perduta per essere coniugata con cittadino straniero anteriormente al 1 gennaio 1948, in quanto la perdita senza la volontà della titolare della cittadinanza è effetto perdurante, dopo la data indicata, della norma incostituzionale, effetto che contrasta con il principio della parità dei sessi e della eguaglianza giuridica e morale dei coniugi (artt. 3 e 29 Cost.). Per lo stesso principio, riacquista la cittadinanza italiana dal 1° gennaio 1948, anche il figlio di donna nella situazione descritta, nato prima di tale data e nel vigore della L. n. 555 del 1912, determinando il rapporto di filiazione, dopo l'entrata in vigore della Costituzione, la trasmissione a lui dello stato di cittadino, che gli sarebbe spettato di diritto senza la legge discriminatoria”.