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Sentenza 10 aprile 2025
Sentenza 10 aprile 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Lecce, sentenza 10/04/2025, n. 1116 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Lecce |
| Numero : | 1116 |
| Data del deposito : | 10 aprile 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE DI LECCE
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
SEZIONE LAVORO
La dott.ssa Francesca Costa, in funzione di Giudice del Lavoro, all'esito dell'udienza del 10.04.2025 ha pronunciato la seguente
SENTENZA ex art. 127 ter c.p.c. nella causa iscritta al n. 13689/2022 R.G., promossa da:
, rappresentata e difesa con mandato in atti dagli avv.ti Giovanni Rinaldi, Walter Parte_1
Miceli, Fabio Ganci e Nicola Zampieri
Ricorrente
CONTRO in persona del Ministro p.t., rapp.to e difeso dal Controparte_1 funzionario autorizzato dott.ssa ROSA TANZARELLA
Resistente
Oggetto: Carta elettronica ex art. 1, co. 121-123, L. n. 107/2015
FATTO E DIRITTO
Con ricorso depositato in data 16.12.2022 la parte ricorrente indicata in epigrafe, premesso di aver lavorato alle dipendenze del come docente in forza di Controparte_1 incarichi di supplenza annuale per gli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021,
2021/2022 e 2022/2023, esponeva che per tali anni non le era stata riconosciuta la “carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente”, di importo pari ad euro 500,00 annui, finalizzata all'acquisto di beni e servizi formativi per lo sviluppo delle competenze professionali. Precisava che, secondo la disciplina vigente di cui alla l. n. 107/2015, art. 1, co. 121-124 e di cui al DPCM 28 novembre 2016, detto beneficio viene riconosciuto ai soli docenti di ruolo a tempo pieno o part-time, con esclusione quindi, dei docenti assunti a termine.
Ritenendo tale disciplina discriminatoria per contrasto con il diritto comunitario, con gli artt. 3, 35 e
97 Cost. e con gli artt. 63 e 64 del CCNL di categoria, chiedeva di accertare e dichiarare il suo diritto all'attribuzione del beneficio economico della “Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente” nella misura di € 500,00 annui per ciascuno degli anni di servizio non di ruolo prestati e, per l'effetto, condannare il convenuto al pagamento della complessiva somma di € 3.000,00, CP_1 con vittoria delle spese di giudizio.
1 Si costituiva in giudizio il convenuto, eccependo preliminarmente la prescrizione CP_1 quinquennale del credito e contestando, nel merito, quanto dedotto nel ricorso, di cui ne chiedeva il rigetto.
Esaurita la trattazione, all'esito dell'udienza del 10.04.2025 la causa è decisa con la presente sentenza.
* * *
Il ricorso è parzialmente fondato e va accolto nei limiti di cui in motivazione.
La normativa di riferimento in materia di “Carta docenti” è rappresentata dall'art. 1, co. 121, L. 13 luglio 2015, n. 107 il quale prevede che: “al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno può scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il , a corsi di laurea, Controparte_2 di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile”.
Il successivo DPCM 28.11.2016, all'art. 3 co. 1, ha chiarito poi che “la carta è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni Scolastiche Statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all'articolo 514 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all'estero, delle scuole militari”.
Sul punto è intervenuta la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, la quale ha affermato che “la clausola
4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del e non al personale docente a tempo determinato di Controparte_1 tale il beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500 all'anno, concesso al fine di sostenere CP_1 la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico,
2 inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza” (cfr. CGUE, sezione VI, ord. 18 maggio 2022, c-450/21).
Da ultimo, con sentenza n.29961 del 27.10.2023, la Corte di Cassazione ha enunciato i seguenti principi di diritto:
“1. La Carta del Docente di cui all'art. 1, comma 121, l. n. 107 del 2015 spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31 agosto, ai sensi dell'art. 4, comma 1, l. n. 124 del 1999 o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30 giugno, ai sensi dell'art. 4, comma 2, della l. n. 124 del 1999, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al CP_1
2. Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, l. n. 107 del 2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in forma specifica, per l'attribuzione della Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della l. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
3. Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, l. n. 107 de 2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale, siano fuoriusciti dal sistema delle docenze scolastiche, per cessazione dal servizio di ruolo o per cancellazione dalle graduatorie per le supplenze, spetta il risarcimento, per i danni che siano da essi allegati, rispetto ai quali, oltre alla prova presuntiva, può ammettersi la liquidazione equitativa, da parte del giudice del merito, nella misura più adeguata al caso di specie, tenuto conto delle circostanze del caso concreto (tra cui ad es. la durata della permanenza nel sistema scolastico, cui l'attribuzione è funzionale, o quant'altro rilevi), ed entro il massimo costituito dal valore della Carta, salvo allegazione e prova specifica di un maggior pregiudizio.
4. L'azione di adempimento in forma specifica per l'attribuzione della Carta Docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948, n. 4 c.c., che decorre dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito, ovverosia, per i casi di cui all'art. 4, comma 1 e 2, l. n. 124 del 1999, dalla data del conferimento dell'incarico di supplenza o, se posteriore, dalla data in cui il sistema telematico consentiva anno per anno la registrazione sulla corrispondente piattaforma informatica;
la prescrizione delle azioni risarcitorie per mancata attribuzione della Carta Docente, stante la natura contrattuale della responsabilità, è decennale ed il termine decorre, per i docenti già transitati in ruolo e cessati dal servizio o non più iscritti nelle graduatorie per le supplenze, dalla data della loro fuoriuscita dal sistema scolastico.”
Nel caso di specie, la ricorrente sostiene che negli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019, 2019/2020,
2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 ha ricevuto incarichi di supplenza fino al termine delle attività didattiche con contratti a tempo determinato, (30 giugno di ogni anno di riferimento), come
3 documentato dai contratti allegati al ricorso e dallo stato matricolare allegato alla memoria di costituzione.
Al momento della pronuncia, la ricorrente è ancora interna al sistema delle docenze scolastiche, perché svolge attualmente supplenza per un posto di SOSTEGNO PSICOFISICO con cessazione al 30.06.2025 presso l'Istituto comprensivo I.C. “S. Giuseppe da Copertino” di Copertino (cfr. all. alle note di trattazione scritta del ricorrente del 7.04.2025).
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Ciò posto, l'eccezione di prescrizione è parzialmente fondata.
La Corte di Cassazione con sentenza n. 29961 del 27.10.2023 ha precisato che la prescrizione del diritto alla carta docente è di 5 anni e inizia a decorrere dal giorno in cui è stipulato il contratto relativo all'anno scolastico per il quale è domandata la carta.
Tenuto conto che il termine di cinque anni di cui all'art. 2948 n. 4 c.c. iniziava a decorrere dal
13.10.2017 per l'a.s. 2017/18 (data di conferimento del relativo incarico di supplenza) ed il primo atto interruttivo è costituito dalla notifica del ricorso avvenuta il 30.01.2023 (non essendo stata documentata la notifica di alcun atto di diffida precedentemente alla notifica del ricorso), ne consegue l'intervenuta prescrizione del diritto per l'anno scolastico 2017/2018, mentre la prescrizione è stata interrotta tempestivamente per gli anni successivi.
Pertanto, ricorrono le condizioni per riconoscere alla ricorrente il diritto all'attribuzione del beneficio economico della “Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente” nella misura di
€ 500,00 annui per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, con conseguente condanna del convenuto all'adempimento in forma specifica mediante CP_1
l'attribuzione della Carta Docente oltre interessi o rivalutazione dalla data di maturazione del diritto alla sua concreta attribuzione.
Le spese processuali vanno poste a carico del convenuto secondo la regola della CP_1 soccombenza e liquidate come da dispositivo, con distrazione.
P.Q.M.
definitivamente pronunciando sul ricorso ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c., disattesa ogni diversa istanza od eccezione, così decide:
- dichiara che la ricorrente ha diritto all'attribuzione del beneficio economico della “Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente” di cui all'art. 1, comma 121, L. 107/2015, nella misura di € 500,00 annui per ciascuno degli anni 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e
2022/2023;
4 - per l'effetto, condanna il , in persona del Controparte_1 CP_3 all'attribuzione in suo favore del beneficio economico suddetto, per l'importo di € 2.500,00 oltre interessi o rivalutazione dalla data di maturazione del diritto sino alla concreta attribuzione;
- condanna il al pagamento delle spese di giudizio Controparte_4 liquidate in complessivi € 1.000,00 oltre spese generali IVA e CPA se dovuti, con distrazione in favore dei procuratori costituiti di parte ricorrente dichiaratisi anticipatari.
Lecce, 10.04.2025
Il Giudice del Lavoro
Dott.ssa Francesca Costa
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