Sentenza 18 marzo 1987
Massime • 1
La domanda, che sia proposta dall'utente di una strada vicinale, nei confronti del consorzio obbligatorio costituito, secondo la disciplina del d.l. lt. 1 settembre 1918 n. 1446 e della legge 12 febbraio 1958 n. 126, per la ricostruzione, sistemazione e manutenzione di tale strada, e che sia rivolta ad insorgere contro l'imposizione di contributi per opere non comprese fra i suddetti compiti, ne' ad essi connesse (nella specie, opere di urbanizzazione a fini di lottizzazione), nonché a far valere l'illegittimità ed inefficacia delle deliberazioni in proposito adottate, esula dalla mera denuncia dell'irregolare Esercizio del potere impositivo del consorzio e si traduce nella negazione "in radice" del potere stesso, considerato che tale ultima situazione è ravvisabile non solo quando l'amministrazione si arroghi un potere non previsto dalla legge, ma anche quando utilizzi un potere conferito dalla legge in casi nemmeno astrattamente inquadrabili fra quelli da essa contemplati. Ne discende che la suddetta domanda, ricollegandosi ad una posizione di diritto soggettivo, inidonea a subire degradazione od affievolimento per effetto degli indicati provvedimenti, spetta alla cognizione del giudice ordinario. ( V 6253/81, mass n 417064).*
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. civ., SS.UU., sentenza 18/03/1987, n. 2713 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 2713 |
| Data del deposito : | 18 marzo 1987 |
Testo completo
La domanda, che sia proposta dall'utente di una strada vicinale, nei confronti del consorzio obbligatorio costituito, secondo la disciplina del d.l. lt. 1 settembre 1918 n. 1446 e della legge 12 febbraio 1958 n. 126, per la ricostruzione, sistemazione e manutenzione di tale strada, e che sia rivolta ad insorgere contro l'imposizione di contributi per opere non comprese fra i suddetti compiti, ne' ad essi connesse (nella specie, opere di urbanizzazione a fini di lottizzazione), nonché a far valere l'illegittimità ed inefficacia delle deliberazioni in proposito adottate, esula dalla mera denuncia dell'irregolare Esercizio del potere impositivo del consorzio e si traduce nella negazione "in radice" del potere stesso, considerato che tale ultima situazione è ravvisabile non solo quando l'amministrazione si arroghi un potere non previsto dalla legge, ma anche quando utilizzi un potere conferito dalla legge in casi nemmeno astrattamente inquadrabili fra quelli da essa contemplati. Ne discende che la suddetta domanda, ricollegandosi ad una posizione di diritto soggettivo, inidonea a subire degradazione od affievolimento per effetto degli indicati provvedimenti, spetta alla cognizione del giudice ordinario. ( V 6253/81, mass n 417064).*