Sentenza 19 febbraio 2003
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. civ., SS.UU., sentenza 19/02/2003, n. 2467 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 2467 |
| Data del deposito : | 19 febbraio 2003 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA IN L PO LO FT LIA LA CORTE SUPREM DI CASSAZIONE Oggetto SEZIONI UNITE CIVILI —— Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. Rafaele - Primo Presidente f.f. CORONA R.G.N. 24756/0 Dott. Giovanni OLLA Presidente di sezione 29615/01 - Cron. 5622 Dott. Paolo VITTORIA Consigliere ..... Dott. Erminio RAVAGNANI Consigliere Rep. Dott. Giovanni PAOLINI Consigliere ua 07/11/02 - Dott. Alessandro CRISCUOLO Consigliere Dott. Ernesto LUPO Rel. Consigliere --- Dott. Erzico ALTIERI Consigliere Dott. Ugo VITRONE Consigliere ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: . .. A.S.A.M. AZIENDA SPECIALE PER I SERVIZI IDRICI INTEGRATI, in persona del Presidente pro-tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE MAZZINI 144, presso 10 studio dell'avvocato ALBERTO SEÇANTI, ----- rappresentata e difesa dall'avvocato AN FELEPPA, giusta delega a margine del ricorso;
ricorrente - 2002 1293
contro
-1- CH AN, AN UI, OL AN, .... --- CODACONS SEZIONE DI CASTELLAMMARE DI STABIA, REGIONE CAMPANIA;
- intimati e sul 2° ricorso n° 29615/01 proposto da: CAMPANIA, in persona del Presidente dellaREGIONE Giunta Regionale pro-tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEL TRITONE 61, presso -- L'Ufficio di rappresentanza della Regione stessa, rappresentata ė difesa dagli avvocati ROCCO DE - -- GIROLAMO, CORRADO GRANDE, giusta delega a margine del controricorso e ricorso incidentale;
- controricorrente e ricorrente incidentale -
contro
SA, CH AN, AN UI, OL AN, CODACONS;
- intimati avverso la sentenza n. 789/01 del Giudice di pace di CASTELLAMMARE DI STABIA, depositata il 26/05/01; udita la relazione della causa svolta nella pubblica 11 ---.. Consigliere Dott. Ernestoudienza del 07/11/02 dal LUPO;
uditi gli avvocati Stefano RUBEO, рег delega dell'Avvocato Antonio FELEPPA, Corrado GRANDE;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore -2- Generale Dott. Domenico IANNELLI che ha concluso per 1'accoglimento del ricorso della Regione Campania e del primo motivo del ricorso dell'A.S.A.M., giurisdizione delle Commissioni Tributarie. : -3- 去 Svolgimento del processo. Il Giudice di pace di Castellammare di Stabia ha accolto la domanda di restituzione di indebito pagamento, proposta dai proprietari di immobili síti in detto Comune e nominati nell'epigrafe della presente sentenza, iscritti nei ruoli della A.S.A.M. (Azienda Speciale Servizi idrici Integrati) per il pagamento di un canone per lo smaltimento e la depurazione delle acque reflue, relativamente agli anni 1996, 1997 e 1998. L'azione di restituzione è stata proposta contro la A.S.AM e contro la Regione Campania, alla quale i canoni riscossi dalla detta Azienda dovevano essere versati. La A.S.A.M. ha proposto domanda di garanzia nei confronti della Regione. Il Giudice di pace ha affermato la propria giurisdizione, escludendo la natura tributaria del rapporto controverso, e, nel merito, rilevata l'assenza del servizio di depurazione delle acque a causa della mancata realizzazione del depuratore denominato "Foce Sarno", ha ritenuto la nullità della pattuizione del contratto di somministrazione per l'impossibilità dell'oggetto, con il conseguente diritto del somministrato alla ripetizione di quanto corrisposto, oltre che al risarcimento del danno. Pertanto, con pronunzia di equità (in relazione al valore della domanda non superiore a due milioni di lire), ha condannato in solido la Regione Campania, quale “ente impositore", e la A.S.A.M., quale "ente percettore", alla restituzione agli attori delle somme percette come canoni per la depurazione delle acque reflue, nell'ammontare dalla sentenza specificato, oltre gli interessi e le spese processuali;
in accoglimento della domanda della A.S.AM, ha condannato, poi, la Regione Campama a f “manlevare e garantire” la detta Azienda di quanto dalla stessa pagato per il presente giudizio. Avverso la sentenza del Giudice di pace di Castellammare di Stabia hanno proposto ricorso sia la Regione Campania, che la Azienda A.S.A.M.. Gli attori-intimati non hanno svolto attività difensiva davanti a questa Corte. La Regione ha presentato memoria. Motivi della decisione. 1.- I ricorsi della Regione Campania e della A.S.A.M. vanno riuniti, essendo stati proposti avverso la medesima sentenza (art.335 c.p.c.). } 2.- Il ricorso della Regione ed il primo motivo del ricorso A.S.A.M deducono il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, osservando che, secondo l'orientamento già espresso da questa Corte di legittimità, la presente controversia concerne un'imposta comunale rientrante nella giurisdizione delle Commissioni tributarie, erroneamente negata dalla sentenza impugnata. I ricorsi sono fondati. Secondo l'orientamento più volte affermato da queste Sezioni Unite (sentenze 27 maggio 1999 n.300; 30 giugno 1999 n.371; 20 luglio 2001 n.9883; 15 novembre 2001 n.14266; 13 giugno 2002 n.8444; 2 agosto 2002 n.11631), il canone per il servizio di depurazione delle acque reflue integra un tributo comunale, e pertanto le controversie ad esso relative appartengono alla giurisdizione delle commissioni tributarie. Tale orientamento si fonda sull'art. 17-ter della legge 10 maggio 1976 n.319 (aggiunto dall'art.3 del decreto legge 28 febbraio 1981 n.38, convertito dalla legge 23 aprile 1981 n.153). Il citato art. 17-ter venne abrogato dall'art. 32 della legge 5 gennaio 1994 n.36, Ma una disposizione ad esso analoga venne reintrodotta dal decreto legge 17 marzo 1995 n.79, convertito dalla legge 17 maggio 1995 n.172, il cui art.2, comma 3-bis, aggiunse un ultimo comma all'art. 17 della legge n319 del 1976, efficace "fino all'entrata in vigore della tariffa" del servizio idrico integrato (prevista dalla legge n.36 del 1994, che aveva abrogato il precedente art. 17-ter della legge n.319 del 1976). La permanenza temporanea della normativa che disciplinava il canone per il servizio di depurazione delle acque come un tributo comunale, ribadita dall'art.3, comma 42, della legge 28 dicembre 1995 n.549, non è venuta meno con l'art.31, comma 28, della legge 23 dicembre 1998 n.448, che ha abrogato l'ultimo comma dell'art. 17 della legge n.319 del 1976, perché tale abrogazione, ancora una volta, è stata differita al momento dell'applicazione della tariffa del servizio idrico integrato (art.62, commi 5 e 6, del decreto legislativo 11 maggio 1999 n. 152). Il differimento dell'abrogazione della disciplina che considerava il canone di fognatura come un tributo comunale è venuto meno soltanto con l'art.24 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n.258, che ha prodotto effetto dal 3 ottobre 2000 (come precisato dalle citate sentenze di queste Sezioni unite n. 8444 e 11631 del 2002). Considerato che il periodo di tempo a cui si riferiscono le somme chieste dagli attori in ripetizione è quello compreso tra il 1996 ed il 1998. sussiste la giurisdizione delle commissioni tributarie a pronunziarsi sulla 6 7 debenza del tributo, in applicazione dell'orientamento giurisprudenziale qui richiamato. La giurisdizione delle commissioni tributarie non è esclusa dal fatto che il presente giudizio è stato instaurato davanti al Giudice di pace dopo il 3 ottobre 2000, quando ormai, come si è detto, il canone per il servizio di depurazione delle acque reflue ha cessato di essere considerato dalla normativa um tributo. L'azione di ripetizione di indebito proposta con il presente giudizio ha per oggetto la restituzione di un tributo e quindi rientra nella giurisdizione delle commissioni tributarie, rispetto alla quale sono عم irrilevanti le esposte modifiche normative che, avendo fatto venire meno ex nunc il tributo stesso, hanno effetto per i soli canoni relativi al periodo 16 che inizia dal 3 ottobre 2000. 3.- In conclusione, in accoglimento dei ricorsi, va cassata senza rinvio la sentenza impugnata e va dichiarata la giurisdizione delle commissioni tributarie.
4. L'incertezza derivante da una normativa complessa e variabile costituisce giusto motivo di compensazione tra le parti delle spese dell'intero giudizio.
P.Q.M.
La Corte riunisce i ricorsi, accoglie il ricorso della Regione ed il primo motivo del ricorso A.S.A.M., assorbiti gli altri motivi di quest'ultimo, dichiara la giurisdizione delle commissioni tributarie, cassa senza rinvio la sentenza impugnata, compensa tra tutte le parti le spese dell'intero giudizio. 事 B Così deciso a Roma il 7 novembre 2002. I Presidente Il Relatore-Estenscre лепти Emnă cupro IL CANCELLIERE C1 Giovanni ambattista 4 . Depositate in Cancelleria 19 FEB. 2003 J 01