Corte d'Appello Roma, sentenza 04/03/2025, n. 1397
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Sentenza 4 marzo 2025

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Il provvedimento analizzato è una sentenza emessa dalla Quinta Sezione Civile della Corte d'Appello di Roma, presieduta dalla Dott.ssa Marianna D'Avino. Le parti in causa, appellanti, avevano contestato la decisione di primo grado che li aveva condannati al risarcimento di danni per calunnia nei confronti dell'Avv. Ugo Longo, deceduto, sostenendo che le accuse mosse contro di lui durante un processo penale fossero state esercizio legittimo del diritto di difesa. Gli appellanti sostenevano, tra l'altro, che la responsabilità dovesse ricadere sul loro difensore, ritenuto autore materiale delle affermazioni calunniose.

La Corte ha respinto l'appello, confermando la sentenza di primo grado. Ha argomentato che le accuse mosse all'Avv. Longo erano state dimostrate false e calunniose, e che la condotta degli appellanti non poteva essere giustificata come esercizio del diritto di difesa, poiché avevano agito con dolo. Inoltre, la Corte ha sottolineato che la sentenza di patteggiamento per calunnia dei convenuti costituiva un elemento di prova significativo, nonostante non avesse valore vincolante in sede civile. La Corte ha quindi confermato la condanna al risarcimento di 50.000 euro per ciascun attore, ritenendo che la gravità delle accuse avesse leso in modo significativo la reputazione dell'Avv. Longo e, per estensione, quella dei suoi eredi.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Roma, sentenza 04/03/2025, n. 1397
    Giurisdizione : Corte d'Appello Roma
    Numero : 1397
    Data del deposito : 4 marzo 2025

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