Decreto 14 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Corte d'Appello Trieste, decreto 14/03/2025 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte d'Appello Trieste |
| Numero : | |
| Data del deposito : | 14 marzo 2025 |
Testo completo
CORTE DI APPELLO DI TRIESTE SECONDA SEZIONE CIVILE
Il Consigliere delegato dott. Giuliano Berardi ha pronunciato il seguente DECRETO nel procedimento ex art. 3 l. 24 marzo 2001 n. 89 iscritto al n. 119/2025, promosso con ricorso depositato telematicamente in data 26.5.2025 da
, rappresentata e difesa dall'Avv. Nicola Parte_1
Tardanico RICORRENTE contro
, in persona del Ministro pro tempore Controparte_1
RESISTENTE oggetto: violazione dell'art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo per l'eccessiva durata del fallimento della società “ Parte_2
, dichiarato con sentenza del Tribunale di Pordenone dd. 29.10.2010; stato passivo
[...] domande tempestive dichiarato esecutivo in data 29.3.2011; decreto di chiusura in data 16.1.2025;
* * * Il ricorrente è stato ammesso allo stato passivo del predetto fallimento in chirografo per euro 6.812,60 (cron. 46);
* * * Deve ritenersi rispettato il termine di proponibilità di mesi sei previsto, a pena di decadenza, dall'art. 4 della legge 24 marzo 2001 n. 89, essendo il procedimento presupposto stato definito con decreto dd. 16.1.2025 ed essendo il presente ricorso stato proposto in data 26.5.2025;
* * * Il ritardo rilevante ai fini della quantificazione dell'indennizzo ai sensi dell'art. 2, comma 2-bis, della legge 24 marzo 2001 n. 89, va determinato - per quanto è dato affermare in base alle allegazioni e ai documenti in atti ed avuto riguardo al termine ragionevole di anni sei stabilito dall'art. 2, comma 2-bis l. cit. per la definizione delle procedure concorsuali – in anni otto, tenuto conto del periodo di anni 13, mesi 9 e giorni 18 nella fattispecie intercorso tra la data del 29.3.2011 e quella del decreto di chiusura del 16.1.2025;
* * * L'indennizzo per il danno non patrimoniale va liquidato, sulla base dei criteri enunciati dall'art.
2-bis, della legge 24 marzo 2001 n. 89, tenuto conto della particolare natura del procedimento presupposto, la cui durata è, in genere, difficilmente governabile, a causa del contenzioso endoprocedimentale che normalmente si viene a generare e delle frequenti difficoltà di esaurire prontamente la liquidazione dell'attivo per ragioni pressoché estranee all'attività degli stessi organi fallimentari, nonché della notevole complessità della procedura, nella fattispecie desumibile dalla documentazione in atti relativa al valore dell'attivo liquidatorio e al numero dei creditori ammessi al passivo, in complessivi euro 3.680,00 (euro 400,00 per ciascuno dei primi tre anni di ritardo, incrementati del 20% quanto a ciascuno dei successivi quattro e del 40% quanto all'ultimo);
P.Q.M.
Il Consigliere delegato INGIUNGE al , in persona del Ministro pro tempore, di pagare senza Controparte_1 dilazione, a titolo di equa riparazione, in favore di:
Parte_1 la complessiva somma di euro 3.680,00 oltre interessi legali dalla notificazione del ricorso e del presente decreto all'effettivo soddisfo, autorizzando in mancanza la provvisoria esecuzione;
Ingiunge altresì al resistente di pagare le spese della presente fase CP_1 procedimentale, liquidate a titolo di compensi professionali in euro 520,00 oltre ad euro 27,00 per spese ed oltre spese generali nella misura massima, IVA e CPA di legge. Trieste, 28 maggio 2025 Il Consigliere delegato dott. Giuliano Berardi.