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29 aprile 2006
29 aprile 2006
Art. 115. (tutela delle aree di pertinenza dei corpi idrici) 1. Al fine di assicurare il mantenimento o il ripristino della vegetazione spontanea nella fascia immediatamente adiacente i corpi idrici, con funzioni di filtro per i solidi sospesi e gli inquinanti di origine diffusa, di stabilizzazione delle sponde e di conservazione della biodiversita' da contemperarsi con le esigenze di funzionalita' dell'alveo, entro un anno dalla data di entrata in vigore della parte terza del presente decreto le regioni disciplinano gli interventi di trasformazione e di gestione del suolo e del soprassuolo previsti nella fascia di almeno 10 metri dalla sponda di fiumi, laghi, stagni e lagune, comunque vietando la copertura dei corsi d'acqua che non sia imposta da ragioni di tutela della pubblica incolumita' e la realizzazione di impianti di smaltimento dei rifiuti.
2. Gli interventi di cui al comma 1 sono comunque soggetti all'autorizzazione prevista dal regio decreto 25 luglio 1904, n. 523 , salvo quanto previsto per gli interventi a salvaguardia della pubblica incolumita'.
3. Per garantire le finalita' di cui al comma 1, le aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque possono essere date in concessione allo scopo di destinarle a riserve naturali, a parchi fluviali o lacuali o comunque a interventi di ripristino e recupero ambientale. Qualora le aree demaniali siano gia' comprese in aree naturali protette statali o regionali inserite nell'elenco ufficiale previsto dalla vigente normativa, la concessione e' gratuita.
4. Le aree del demanio fluviale di nuova formazione ai sensi della legge 5 gennaio 1994, n. 37 , non possono essere oggetto di sdemanializzazione.
Nota all' art. 115:
- Il regio decreto 25 luglio 1904, n. 523 , recante «Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie» e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 ottobre 1904.
- La legge 5 gennaio 1994, n. 37 , recante «Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche» e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 19 gennaio 1994, n. 14 (S.O.)
2. Gli interventi di cui al comma 1 sono comunque soggetti all'autorizzazione prevista dal regio decreto 25 luglio 1904, n. 523 , salvo quanto previsto per gli interventi a salvaguardia della pubblica incolumita'.
3. Per garantire le finalita' di cui al comma 1, le aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque possono essere date in concessione allo scopo di destinarle a riserve naturali, a parchi fluviali o lacuali o comunque a interventi di ripristino e recupero ambientale. Qualora le aree demaniali siano gia' comprese in aree naturali protette statali o regionali inserite nell'elenco ufficiale previsto dalla vigente normativa, la concessione e' gratuita.
4. Le aree del demanio fluviale di nuova formazione ai sensi della legge 5 gennaio 1994, n. 37 , non possono essere oggetto di sdemanializzazione.
Nota all' art. 115:
- Il regio decreto 25 luglio 1904, n. 523 , recante «Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie» e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 ottobre 1904.
- La legge 5 gennaio 1994, n. 37 , recante «Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche» e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 19 gennaio 1994, n. 14 (S.O.)
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- 1. Consiglio di Statohttps://www.eius.it/articoli/ · 1
FATTO E DIRITTO 1. L'appellante - titolare di un'impresa individuale per il commercio di prodotti agricoli, mangimi per animali, attrezzature e macchinari - ha chiesto al Comune di Candidoni il rilascio di un permesso di costruire un capannone ad un piano fuori terra in cemento armato con copertura a struttura portante metallica, destinato alla produzione di semilavorati derivati da agrumi. L'istanza è stata accolta dal Comune, che ha rilasciato il permesso di costruire n. 18 del 2008. A seguito di un sopralluogo, effettuato in data 22 settembre 2010, il Comune, con nota del 19 ottobre 2010, ha avviato il procedimento di annullamento del permesso, avendo rilevato che l'edificio insisteva …
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Giurisprudenza • 83
- 1. TAR Trento, sez. I, sentenza 24/07/2013, n. 257Provvedimento: […] In primo luogo, si evidenzia che, dapprima la legge 5 gennaio 1994, n. 37 ha espressamente valorizzato il prevalente valore ambientale e sociale del demanio idrico, poi le disposizioni contenute nel nuovo codice ambientale di cui gli artt. 115 e ss. del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 ne hanno ribadito, consolidandolo, l'interesse generale ambientale.Leggi di più...
- sospensione del giudizio·
- silenzio-assenso·
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- usucapione·
- beni demaniali·
- demanio idrico·
- violazione art. 5 L.p. 8.7.1976 n. 18·
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- condanna alle spese di lite·
- violazione art. 950 Cod. Civ.