Trib. Milano, sentenza 19/05/2025, n. 2269
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Sentenza 19 maggio 2025

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Il provvedimento analizzato è stato emesso dalla dott.ssa Claudia Tosoni, giudice del lavoro presso il Tribunale Ordinario di Milano, in data 19 maggio 2025. La parte ricorrente ha contestato la legittimità del licenziamento ricevuto, chiedendo la reintegrazione nel posto di lavoro, il riconoscimento di un'indennità risarcitoria fino a 24 mensilità, il risarcimento di danni non patrimoniali e la differenza retributiva per un inquadramento superiore. La ricorrente ha sostenuto che la sua mansione non era stata effettivamente soppressa, ma che era stata sostituita da un nuovo assunto.

Il giudice ha dichiarato l'illegittimità del licenziamento, evidenziando che la resistente, rimasta contumace, non ha fornito prove sufficienti a giustificare la soppressione della mansione e l'impossibilità di riassunzione. Ha applicato il Decreto Legislativo 23/2015, stabilendo che il rapporto di lavoro si estingue alla data del licenziamento e ha condannato la parte resistente a pagare un'indennità di 4 mensilità dell'ultima retribuzione, oltre alle spese legali. La decisione si fonda sulla mancanza di prova da parte del datore di lavoro riguardo alla legittimità del licenziamento e sull'assenza di un giustificato motivo oggettivo.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Trib. Milano, sentenza 19/05/2025, n. 2269
    Giurisdizione : Trib. Milano
    Numero : 2269
    Data del deposito : 19 maggio 2025

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