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Sentenza 31 marzo 2025
Sentenza 31 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Palmi, sentenza 31/03/2025, n. 347 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Palmi |
| Numero : | 347 |
| Data del deposito : | 31 marzo 2025 |
Testo completo
R.G. 2224/2024
TRIBUNALE DI PALMI
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO nella persona del dott. Carlo Gabutti ha pronunciato, a seguito di deposito di note scritte in sostituzione dell'udienza del 26/03/2025 in base all'art. 127 ter c.p.c., la seguente
TRA
, nata in [...] [...] residente in Parte_1
Rizziconi alla via Canova n. 9, rappresentata e difesa dall' avv.
Domenica SCRIVA ed elettivamente domiciliata presso il loro studio sito in Rosarno alla via Nazionale n. 375, giusta procura in atti.
Ricorrente
E
con sede Controparte_1
legale in Roma, via Ciro il Grande 21, in persona del suo legale rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso congiuntamente e disgiuntamente dall'Avv.to Ilaria Raffanti e dall'Avv.to Dario
Cosimo Adornato, in forza di procura generale alle liti a rogito
Notaio n ROMA;
Persona_1
Resistente
OGGETTO: Opposizione ATP
CONCLUSIONI: come in atti.
dando lettura dei seguenti: MOTIVI CONTESTUALI DELLA DECISIONE
A seguito dell'espletamento dell'Accertamento Tecnico Preventivo
e dell'assegnazione dei termini per proporre eventuali contestazioni, parte istante depositava atto dissenso e quindi, nei termini dettati dall'art 445 bis c.p.c., l'odierno ricorso, nel quale ha dedotto ed eccepito: che “il ricorrente, ha inoltrato la domanda per ottenere la conferma dello stato invalidante e dell'indennità di accompagnamento oltre che il riconoscimento dei benefici concessi dalla legge 104/92, non essendo in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita, come già riscontrato con verbale del 2018”.
Concludeva quindi perché si accertasse che l'istante era persona invalida con diritto al riconoscimento dello stato invalidante con diritto alla liquidazione dell'indennità di accompagnamento e dei benefici previsti dalla legge 104/1992, art. 3 comma 3.
Si costituiva l' per resistere alla domanda. CP_1
Nello specifico evidenziando che la perizia è stata correttamente motivata e che la patologia è stata correttamente accertata ha concluso chiedendo il rigetto.
All'esito della trattazione scritta sostitutiva dell'udienza in base all'art. 127 ter c.p.c. verificata la rituale comunicazione del decreto per la trattazione scritta a tutte le parti costituite, acquisito il procedimento di Accertamento Tecnico Preventivo già espletato fra le parti, la causa veniva decisa in prima udienza in quanto documentalmente istruita, atteso che la perizia non necessita di rinnovo.
Nel merito, l'opposizione deve ritenersi infondata.
L'istante con il ricorso in opposizione aveva chiesto accertarsi il diritto al riconoscimento dello stato invalidante con diritto alla liquidazione dell'indennità di accompagnamento e dei benefici previsti dalla legge 104/1992, art. 3 comma 3. Il CTU nominato in sede di ATP, dott. Persona_2
nella relazione scritta depositata in data il 20.06.2024 a seguito dell'esame del ricorrente e l'esame dei documenti in atti, ha diagnosticato in capo all'istante “La periziata, risulta essere invalida ultrasessantacinquenne con gravi difficoltà a svolgere i compiti confacenti all'età e che la stessa non necessita di assistenza continua. E' in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita”.
La relazione della CTU appare ben motivata, dettagliatamente descrittiva delle condizioni della ricorrente quali riscontrate all'esame obiettivo, per nulla smentite dall'esito delle visite della
Commissione medica.
L'elaborato appare motivato e non suscettibile di censure, per le anzidette motivazioni, e per queste non ritiene il giudicante di dovere effettuare ulteriori approfondimenti né avanzare richieste di chiarimenti né rinnovi dell'elaborato peritale (sul punto cfr Cass Sez.
1, Sentenza n. 5277 del 10/03/2006; Cass Sez. L, Sentenza n. 23413 del 10/11/2011).
Al contrario, le censure avanzate dall'opponente appaiono certamente generiche e aprioristiche e comunque alle stesse ha già risposto il consulente nella parte finale dell'elaborato peritale.
È bene sul punto rilevare che secondo l'art. 445 bis c.VI c.p.c. la parte deve “specificare a pena di inammissibilità i motivi di contestazione” dalla disposizione, ne consegue che la parte non si può limitare ad una generica confutazione delle risultanze dell'elaborato peritale ma deve specificare le ragioni concrete, supportate dalla certificazione sanitaria, della contestazione altrimenti l'opposizione stessa è inammissibile.
Sul punto il ricorrente non si può limitare a sostenere di avere diritto alle prestazioni ma deve indicare le ragioni medico-legali su cui si fonda l'assunto.
L'opposizione va rigettata. Diversamente, ai fini delle spese processuali, poi, mediante il d.l. n.
269/03, conv. nella legge n. 326/03, il legislatore ha introdotto la modifica dell'art. 152 disp.att. c.p.c. limitando l'esonero dal pagamento delle spese processuali per la parte privata soccombente, fuori dalle ipotesi di cui all'art. 96 c.p.c., ai soli casi in cui la stessa risulti titolare di un reddito imponibile ai fini Irpef non superiore ad un determinato ammontare, previa formulazione di apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione.
Nella specie, stante la dichiarazione di esenzione le spese sono irripetibili e quelle di c.t.u. vanno poste a carico dell CP_1
P.Q.M.
ogni diversa domanda, eccezione, deduzione ed istanza disattesa, così provvede:
1) rigetta la domanda;
2) nulla sulle spese;
3) pone a carico dell' le spese di c.t.u. (liquidate nella misura di CP_1
euro 280,00 a favore del dott. ). Persona_2
Palmi, 31/03/2025
Il giudice
Dr. Carlo Gabutti
TRIBUNALE DI PALMI
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO nella persona del dott. Carlo Gabutti ha pronunciato, a seguito di deposito di note scritte in sostituzione dell'udienza del 26/03/2025 in base all'art. 127 ter c.p.c., la seguente
TRA
, nata in [...] [...] residente in Parte_1
Rizziconi alla via Canova n. 9, rappresentata e difesa dall' avv.
Domenica SCRIVA ed elettivamente domiciliata presso il loro studio sito in Rosarno alla via Nazionale n. 375, giusta procura in atti.
Ricorrente
E
con sede Controparte_1
legale in Roma, via Ciro il Grande 21, in persona del suo legale rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso congiuntamente e disgiuntamente dall'Avv.to Ilaria Raffanti e dall'Avv.to Dario
Cosimo Adornato, in forza di procura generale alle liti a rogito
Notaio n ROMA;
Persona_1
Resistente
OGGETTO: Opposizione ATP
CONCLUSIONI: come in atti.
dando lettura dei seguenti: MOTIVI CONTESTUALI DELLA DECISIONE
A seguito dell'espletamento dell'Accertamento Tecnico Preventivo
e dell'assegnazione dei termini per proporre eventuali contestazioni, parte istante depositava atto dissenso e quindi, nei termini dettati dall'art 445 bis c.p.c., l'odierno ricorso, nel quale ha dedotto ed eccepito: che “il ricorrente, ha inoltrato la domanda per ottenere la conferma dello stato invalidante e dell'indennità di accompagnamento oltre che il riconoscimento dei benefici concessi dalla legge 104/92, non essendo in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita, come già riscontrato con verbale del 2018”.
Concludeva quindi perché si accertasse che l'istante era persona invalida con diritto al riconoscimento dello stato invalidante con diritto alla liquidazione dell'indennità di accompagnamento e dei benefici previsti dalla legge 104/1992, art. 3 comma 3.
Si costituiva l' per resistere alla domanda. CP_1
Nello specifico evidenziando che la perizia è stata correttamente motivata e che la patologia è stata correttamente accertata ha concluso chiedendo il rigetto.
All'esito della trattazione scritta sostitutiva dell'udienza in base all'art. 127 ter c.p.c. verificata la rituale comunicazione del decreto per la trattazione scritta a tutte le parti costituite, acquisito il procedimento di Accertamento Tecnico Preventivo già espletato fra le parti, la causa veniva decisa in prima udienza in quanto documentalmente istruita, atteso che la perizia non necessita di rinnovo.
Nel merito, l'opposizione deve ritenersi infondata.
L'istante con il ricorso in opposizione aveva chiesto accertarsi il diritto al riconoscimento dello stato invalidante con diritto alla liquidazione dell'indennità di accompagnamento e dei benefici previsti dalla legge 104/1992, art. 3 comma 3. Il CTU nominato in sede di ATP, dott. Persona_2
nella relazione scritta depositata in data il 20.06.2024 a seguito dell'esame del ricorrente e l'esame dei documenti in atti, ha diagnosticato in capo all'istante “La periziata, risulta essere invalida ultrasessantacinquenne con gravi difficoltà a svolgere i compiti confacenti all'età e che la stessa non necessita di assistenza continua. E' in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita”.
La relazione della CTU appare ben motivata, dettagliatamente descrittiva delle condizioni della ricorrente quali riscontrate all'esame obiettivo, per nulla smentite dall'esito delle visite della
Commissione medica.
L'elaborato appare motivato e non suscettibile di censure, per le anzidette motivazioni, e per queste non ritiene il giudicante di dovere effettuare ulteriori approfondimenti né avanzare richieste di chiarimenti né rinnovi dell'elaborato peritale (sul punto cfr Cass Sez.
1, Sentenza n. 5277 del 10/03/2006; Cass Sez. L, Sentenza n. 23413 del 10/11/2011).
Al contrario, le censure avanzate dall'opponente appaiono certamente generiche e aprioristiche e comunque alle stesse ha già risposto il consulente nella parte finale dell'elaborato peritale.
È bene sul punto rilevare che secondo l'art. 445 bis c.VI c.p.c. la parte deve “specificare a pena di inammissibilità i motivi di contestazione” dalla disposizione, ne consegue che la parte non si può limitare ad una generica confutazione delle risultanze dell'elaborato peritale ma deve specificare le ragioni concrete, supportate dalla certificazione sanitaria, della contestazione altrimenti l'opposizione stessa è inammissibile.
Sul punto il ricorrente non si può limitare a sostenere di avere diritto alle prestazioni ma deve indicare le ragioni medico-legali su cui si fonda l'assunto.
L'opposizione va rigettata. Diversamente, ai fini delle spese processuali, poi, mediante il d.l. n.
269/03, conv. nella legge n. 326/03, il legislatore ha introdotto la modifica dell'art. 152 disp.att. c.p.c. limitando l'esonero dal pagamento delle spese processuali per la parte privata soccombente, fuori dalle ipotesi di cui all'art. 96 c.p.c., ai soli casi in cui la stessa risulti titolare di un reddito imponibile ai fini Irpef non superiore ad un determinato ammontare, previa formulazione di apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione.
Nella specie, stante la dichiarazione di esenzione le spese sono irripetibili e quelle di c.t.u. vanno poste a carico dell CP_1
P.Q.M.
ogni diversa domanda, eccezione, deduzione ed istanza disattesa, così provvede:
1) rigetta la domanda;
2) nulla sulle spese;
3) pone a carico dell' le spese di c.t.u. (liquidate nella misura di CP_1
euro 280,00 a favore del dott. ). Persona_2
Palmi, 31/03/2025
Il giudice
Dr. Carlo Gabutti