Sentenza 25 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Varese, sentenza 25/03/2025, n. 106 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Varese |
| Numero : | 106 |
| Data del deposito : | 25 marzo 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI VARESE
SEZIONE SECONDA CIVILE
Il Giudice del Lavoro Federica Cattaneo ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella controversia N.R.G. 850/2024 promossa da
, elettivamente domiciliata come in atti, rappresentata e Parte_1 difesa dall'Avv.to INTERNICOLA ANTONINO che la rappresenta e difende come da procura in atti ricorrente contro
Controparte_1 contumace
OGGETTO: carta docente
All'udienza del 25/03/2025 le parti concludevano come in atti
IN FATTO E IN DIRITTO
1.Con ricorso depositato in data 27.10.2024, ha convenuto Parte_1 in giudizio il , chiedendo al Giudice: Controparte_1
CONCLUSIONI:
- previa eventuale disapplicazione dell'art. 1, commi 121, 122 e 124, della Legge n.
107/2015, dell'art. 2 del DPCM del 23 settembre 2015 e/o dell'art. 3 del d.P.C.M. del 28 17 novembre 2016, per violazione della clausola 4 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, recepito dalla dir. 99/70 del Consiglio dell'Unione Europea,
- accertare e dichiarare il diritto di parte ricorrente ad usufruire del beneficio economico di € 500,00 annui, tramite la “Carta elettronica” per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, di cui all'art. 1 della Legge n. 107/2015, per l'anno scolastico 2024-25, conseguentemente,
- condannare il , in persona del Controparte_1
Ministro pro tempore, al riconoscimento del beneficio stesso, così come previsto e disciplinato dalla normativa in favore dei docenti a tempo indeterminato per il suddetto anno scolastico;
In via subordinata, previo accertamento e declaratoria del diritto di parte ricorrente alla fruizione del beneficio economico di € 500,00 annui, tramite la “Carta elettronica” per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, di cui all'art. 1 della Legge n. 107/2015, per l'anno scolastico 2024-25, condannare il
[...]
, in persona del Ministro pro tempore, al Controparte_1 pagamento della somma di € 500,00 (euro cinquecento/00) o a quella minore e/o
C.P.A. (4%), da liquidare in favore del sottoscritto Avvocato che si dichiara sin d'ora antistatario.
A sostegno delle proprie pretese, parte attrice ha dedotto: di essere una docente e di prestare servizio presso un istituto scolastico statale, in forza di contratto di lavoro a tempo determinato con il resistente per l'a.s. 2024/25 (dall'1.09.2024 sino al _1
30.06.25); di non aver beneficiato in tale a.s. della c.d. carta docente.
Il non si è costituito in giudizio e il Giudice, Controparte_1 verificata la regolarità della notifica, ne ha dichiarato la contumacia.
All'udienza del 25.03.2025 parte ricorrente ha discusso la causa e all'esito il Giudice ha pronunciato sentenza dandone integrale lettura.
2.Ciò premesso in fatto, si osserva quanto segue.
3.Il ricorso è fondato e meritevole di accoglimento per le ragioni di seguito esposte.
4.Procedendo alla disamina della disciplina normativa di riferimento, l'art 1, co.
121, della L. n. 107/2015, nella sua formulazione ratione temporis applicabile con riferimento alla data di instaurazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato di cui è causa, così dispone: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche informato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il
[...]
, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a Controparte_2 ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi postlauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile”. Il successivo comma 124 stabilisce inoltre che “nell'ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale”.
Pag. 2 di 7 Il D.P.C.M. n. 32313 del 2015, rubricato “modalità di assegnazione e di utilizzo della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado” all'art. 2 ha individuato i destinatari della suddetta Carta elettronica nei soli docenti di ruolo a tempo indeterminato presso le
Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova.
Tale limitazione del novero dei beneficiari ai soli docenti di ruolo a tempo indeterminato ha trovato conferma nel successivo D.P.C.M. del 28.11.2016.
Infine, gli artt. 63 e 64 del CCNL di categoria prevedono in capo all'Amministrazione scolastica l'obbligo di fornire a tutto il personale docente, senza alcuna distinzione tra docenti a tempo indeterminato e a tempo determinato, “strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio”.
5.Ciò premesso, nel presente giudizio parte attrice lamenta l'illegittima esclusione dei docenti con contratto a tempo determinato dai destinatari della Carta elettronica per la formazione e l'aggiornamento del personale docente.
6.La doglianza della parte ricorrente è da ritenersi fondata in considerazione dei principi costituzionali e comunitari alla luce dei quali occorre necessariamente interpretare la normativa sopra richiamata.
6.1Con riferimento al quadro costituzionale, infatti, occorre richiamare quanto ritenuto dal Consiglio di Stato con la pronuncia n. 1842 del 2022, le cui argomentazioni sono integralmente condivise da questo Giudice e di seguito riportate: “un tale sistema collide con i precetti costituzionali degli artt. 3,35 e 97 Cost., sia per la discriminazione che introduce a danno dei docenti non di ruolo (resa palese dalla mancata erogazione di uno strumento che possa supportare le attività volte alla loro formazione e dargli pari chances rispetto agli altri docenti di aggiornare la loro preparazione), sia, ancor di più, per la lesione del principio di buon andamento della P.A.: invero, la differenziazione appena descritta collide con l'esigenza del sistema scolastico di far sì che sia tutto il personale docente (e non certo esclusivamente quello di ruolo) a poter conseguire un livello adeguato di aggiornamento professionale e di formazione, affinché sia garantita la qualità dell'insegnamento complessivo fornito agli studenti. In altre parole, è evidente la non conformità ai canoni di buona amministrazione di un sistema che, ponendo un obbligo di formazione a carico di una sola parte del personale docente (e dandogli gli strumenti per ottemperarvi), continua nondimeno a servirsi, per la fornitura del servizio scolastico, anche di un'altra aliquota di personale docente, la quale è tuttavia programmaticamente esclusa dalla formazione e dagli strumenti di ausilio per conseguirla: non può dubitarsi, infatti, che, nella misura in cui la P.A. si serve di personale docente non di ruolo per l'erogazione del servizio scolastico, deve curare la formazione anche di tale personale, al fine di garantire la qualità dell'insegnamento fornito agli studenti. Ma se così è - e invero non si vede come possa essere diversamente, altrimenti si manterrebbero nell'insegnamento docenti non
Pag. 3 di 7 aggiornati, né formati - il diritto-dovere di formazione professionale e aggiornamento grava su tutto il personale docente e non solo su un'aliquota di esso: dunque, non è corretto ritenere - come fa la sentenza appellata - che l'erogazione della Carta vada a compensare la maggiore gravosità dello sforzo richiesto ai docenti di ruolo in chiave di aggiornamento e formazione, poiché un analogo sforzo non può che essere richiesto anche ai docenti non di ruolo, a pena, in caso contrario, di creare un sistema "a doppio binario", non in grado di assicurare la complessiva qualità dell'insegnamento”. Ciò osservato, ulteriormente è stata ritenuta possibile un'interpretazione costituzionalmente orientata della normativa primaria (art. 1 commi 121 e ss. l. n.
107/2015), nel rispetto dei principi di cui agli artt. 3, 35 e 97 Cost., in quanto “i rapporti tra legge e contratto collettivo non possono ritenersi guidati dal criterio 'lex posterior derogat priori', ma da quello della riserva di competenza e dunque dalla riserva di una determinata materia alla contrattazione collettiva, quale fonte di disciplina dei rapporti di lavoro, entro i limiti fissati dalla legge statale (art. 2, comma
3, del d.lgs. n. 165/2001) che rinvia alla suddetta contrattazione (cfr., ex multis, Corte cost., 15 luglio 2021, n. 153; 21 giugno 2019, n. 154): ciò, tenuto altresì conto che negli spazi ad essa riservati la contrattazione collettiva si deve comunque svolgere entro il limite generale della compatibilità con le finanze pubbliche (Corte cost., 30 luglio 2012,
n. 215).
6.2.1. Da quanto detto si evince che nel caso di specie, in mancanza di una norma che abbia innovato rispetto al d.lgs. n. 165/2001, sottraendo esplicitamente la materia della formazione professionale dei docenti alla contrattazione collettiva di categoria e riservandola in via esclusiva alla legge (statale), non risulta corretto affermare la prevalenza della disciplina di cui all'art. 1, commi 121 e segg., della l. n.
107/2015 sulle preesistenti disposizioni del C.C.N.L. di categoria e, in specie, sugli artt.
63 e 64 del C.C.N.L. del 29 novembre 2007. Del resto, è stata la medesima difesa erariale a sottolineare nel giudizio di primo grado (al pari dei ricorrenti) che "la
"Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente" consiste in sostanza in una mera modalità di erogazione della formazione (in particolare si tratta di auto formazione), materia oggetto di disciplina da parte dei CCNL di categoria".
6.2.2. Ne discende che la questione dei destinatari della Carte del docente va riguardata tenendo conto anche della disciplina prevista in tema di formazione dei docenti dal C.C.N.L. di categoria: questa va letta in chiave non di incompatibilità, ma di complementarietà rispetto al disposto dell'art. 1, commi da 121 a 124, della l. n.
107/2015. L'interpretazione di tali commi deve, cioè, tenere conto delle regole in materia di formazione del personale docente dettate dagli artt. 63 e 64 del C.C.N.L. di categoria: regole che pongono a carico dell'Amministrazione l'obbligo di fornire a tutto il personale docente, senza alcuna distinzione tra docenti a tempo indeterminato e a tempo determinato, "strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio" (così il comma 1 dell'art. 63 cit.). E non vi è dubbio che tra tali strumenti possa (e anzi debba) essere compresa la Carta del docente, di tal ché si può per tal via
Pag. 4 di 7 affermare che di essa sono destinatari anche i docenti a tempo determinato (come gli appellanti), così colmandosi la lacuna previsionale dell'art. 1, comma 121, della l. n.
107/2015, che menziona i soli docenti di ruolo: sussiste, infatti, un'indiscutibile identità di ratio - la già ricordata necessità di garantire la qualità dell'insegnamento - che consente di colmare in via interpretativa la predetta lacuna”.
6.2Sulla compatibilità della normativa nazionale con il diritto dell'Unione
Europea, è intervenuta la Corte di Giustizia su domanda pregiudiziale proposta ai sensi dell'articolo 267 TFUE (pronuncia n. 450 del 18.05.2022). In particolare la Corte, premesso che “l'indennità di cui al procedimento principale deve essere considerata come rientrante tra le «condizioni di impiego» ai sensi della clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro”, ha chiarito che quest'ultima disposizione va interpretata nel senso che “osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del , e non al personale docente a tempo determinato di tale _1
, il beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500 all'anno, _1 concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
6.3Alla luce dei principi sopra richiamati, come interpretati dalla giurisprudenza nazionale e comunitaria, va dunque affermato che, in linea generale, la natura temporanea del rapporto del docente con il non può Controparte_1 legittimamente assurgere a motivo di esclusione dal novero dei destinatari della carta elettronica di cui è causa.
7.Con particolare riferimento alla pretesa azionata per l'a.s. 2024/25, occorre ulteriormente osservare quanto segue.
7.1L'art. 1, co. 572, L. 207/2024 ha così modificato l'art. 1, co. 121, L. 107/2015: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma
123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo e del docente con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo fino a euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento
Pag. 5 di 7 professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il , a corsi di Controparte_2 laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, per l'acquisto di strumenti musicali nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma
124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile. Con decreto del Ministro e del merito, di concerto con il Controparte_1
Ministro dell'economia e delle finanze, sono definiti i criteri e le modalità di assegnazione della Carta nonché annualmente l'importo nominale della stessa sulla base del numero dei docenti di cui al primo periodo e delle risorse di cui al comma
123”.
7.2La nuova formulazione della disposizione in parola non risulta rilevante ai fini del decidere, in primo luogo in quanto ratione temporis inapplicabile alla fattispecie di cui è causa, non avendo efficacia retroattiva;
in secondo luogo, in ogni caso, in quanto riferibile alle sole supplenze annuali su posto vacante e disponibile (vale a dire sino al 31 agosto di ciascun anno scolastico), non anche alle altre tipologie di supplenze, quale quella di cui si controverte nella presente sede.
8.Tutto ciò complessivamente ritenuto e osservato, nel caso di specie è documentale che la ricorrente svolga servizio in qualità di docente a tempo determinato per l'a.s. 2024/25 e che il contratto sia stato stipulato sino al 30.06.2025 (v. contratto in atti).
E' poi pacifico che la docente non abbia usufruito della Carta elettronica in tale periodo.
Non ricorre pertanto alcuna ragione obiettiva atta a giustificare un differente trattamento della ricorrente rispetto ai docenti di ruolo.
9.In conclusione, il Giudice accerta e dichiara il diritto della ricorrente ad ottenere la “carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente”, per l'anno scolastico 2024/25, per l'importo di €500,00; per l'effetto, condanna il _1 resistente all'attribuzione della Carta Elettronica in favore della ricorrente, per l'importo di €500,00, oltre interessi legali dal dovuto al saldo.
10.Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo, tenuto conto del valore della domanda e della natura documentale e seriale della causa.
P.Q.M.
Il Tribunale di Varese in funzione di Giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando, disattesa ogni contraria istanza ed eccezione, così provvede:
1.accerta e dichiara il diritto della ricorrente ad ottenere la “carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente”, per l'anno scolastico 2024/25, per
Pag. 6 di 7 l'importo di €500,00; per l'effetto, condanna il resistente all'attribuzione _1 della Carta Elettronica in favore della ricorrente, per l'importo di €500,00, oltre interessi legali dal dovuto al saldo;
2.condanna il resistente a rifondere la ricorrente delle spese di lite che si _1 liquidano in complessivi €400,00 per compensi, oltre 15% per spese generali, oltre IVA se dovuta e CPA come per legge, oltre rimborso c.u. se versato, da distrarsi in favore del difensore dichiaratosi anticipatario.
Varese, 25.03.2025
Il Giudice
Federica Cattaneo
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