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Sentenza 27 maggio 2025
Sentenza 27 maggio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Santa Maria Capua Vetere, sentenza 27/05/2025, n. 1090 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Santa Maria Capua Vetere |
| Numero : | 1090 |
| Data del deposito : | 27 maggio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE SEZIONE LAVORO E PREVIDENZA Il Giudice del lavoro, dott.ssa Roberta Gambardella all'esito dell'udienza a trattazione scritta ex art. 127 ter c.p.c. del 26/05/2025 e del deposito delle note sostitutive, ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta al N. 2294/2023 R.G. Sezione Lavoro, avente ad oggetto: “indennità di accompagnamento” e vertente TRA
rapp.to e difeso dagli avv. ti Marco Febbraio ed Antimo Di Domenico ed Parte_1 esso il suo studio legale sito in Napoli (Na) alla via Maranda n. 55/B RICORRENTE E
, in persona del legale rapp.te p.t. - rapp.to e difeso Controparte_1
Davide Catalano ed Ida Verrengia ed elettivamente domiciliati presso l'Ufficio Legale in Caserta via Arena Località S. Benedetto RESISTENTE FATTO E DIRITTO
Con ricorso depositato, in data 17/04/2023, parte ricorrente come in epigrafe indicata, dopo aver contestato le risultanze medico-legali effettuate dal ctu nel procedimento di accertamento tecnico preventivo ex art. 445 bis cpc, aventi ad oggetto il mancato riconoscimento dei requisiti sanitari per ottenere l'indennità di accompagnamento e lo status di handicap connotato da gravità ai sensi dell'art. 03 comma 03 legge 104/1992, chiedeva, conseguentemente, non omologare le conclusioni rassegnate dal ctu nella precedente fase. Depositava altresì nuova documentazione medica e chiedeva disporsi il rinnovo delle operazioni peritali.
Instauratosi il contraddittorio, si costituiva in giudizio l concludendo come in atti e, CP_1 segnatamente, per la conferma delle conclusioni del perito d'ufficio nominato nel procedimento presupposto.
Acquisita la documentazione medica sopravvenuta ai sensi dell'art. 149 disp. att. c.p.c. e richiesta al
CTU una integrazione peritale la causa veniva decisa, e richiesti i chiarimenti al consulente tecnico nominato all'esito dell'odierna udienza, celebrata con deposito di note di udienza ex art. 127 ter c.p.c., la causa veniva decisa mediante pubblicazione della sentenza completa delle motivazioni.
****
La domanda è fondata per quanto di ragione e va accolta nei limiti della presente motivazione.
1 La controversia risulta disciplinata dall'art.445 bis c.p.c. introdotto dal 01/01/2012, avendo ad oggetto la pretesa attorea volta al conseguimento di una prestazione assistenziale/previdenziale. Nella fase processuale obbligatoria introdotta con ricorso per accertamento tecnico preventivo l'istante, all'esito delle operazioni di consulenza, è stato ritenuto privo del requisito sanitario utile al conseguimento della prestazione richiesta.
Egli, avendo depositato tempestivamente il dissenso alla consulenza, ha la possibilità di proporre l'opposizione per cui è causa, contestando le conclusioni del consulente tecnico dell'ufficio entro il termine perentorio di trenta giorni dalla formulazione della dichiarazione di dissenso. A tale riguardo, egli ha l'onere di specificare nel ricorso introduttivo del giudizio, a pena di inammissibilità, i motivi della contestazione (cfr. comma 6, art.445 bis c.p.c.).
Occorre, altresì, precisare la natura giuridica del giudizio sottoposto all'attenzione del giudicante.
Trattasi, secondo l'orientamento condiviso da questo giudice, della fase eventuale del procedimento instaurato ex art. 445 bis c.p.c., I co. e, pertanto, volta esclusivamente alla verifica delle condizioni sanitarie legittimanti le prestazioni di invalidità civile. Esulano, dunque, dal thema decidendum et probandum,
i requisiti anagrafici e socio economici richiesti dalla legge per il riconoscimento delle diverse provvidenze e, di conseguenza, inammissibili devono reputarsi le domande di condanna dell CP_1 all'erogazione della prestazione ed al pagamento dei ratei insoluti. In tal senso depone la lettera dell'art. 445 bis c.p.c., che impone, a pena di inammissibilità, l'indicazione in ricorso dei “motivi della contestazione”.
Evidente, pertanto, l'intenzione del legislatore di consentire un approfondimento giudiziale delle sole condizioni cliniche del ricorrente, configurando il giudizio proprio come diretto alla esplicitazione delle contestazioni – che, nella prima fase del procedimento, possono assumere anche i tratti della genericità
e dell'impegno alla proposizione del successivo ricorso - alle conclusioni medico legali espresse nell'elaborato peritale.
Depone, altresì, nel medesimo senso anche il rapporto di alternatività che intercorre tra l'omologa giudiziale delle conclusioni del CTU – quale esito positivo della domanda ex art. 445 bis c.p.c. – ed il giudizio instaurato a seguito di dissenso. Dovendosi il giudice esprimere, in sede di omologa, sul solo requisito sanitario analogamente dovrà fare in sede di opposizione ad ATP per il predetto rapporto di alternatività tra le due ipotesi.
Infine, la tesi sin qui esposta risulta confortata dall'ultimo comma dell'art. 445 bis c.p.c., con il quale si sancisce l'inappellabilità della sentenza che definisce il giudizio, in antitesi con i principi generali che regolano il giudizio ordinario ex art. 442 c.p.c. e a conferma del carattere speciale del giudizio di opposizione ad ATP dal contenuto ristretto alla valutazione delle condizioni sanitarie, piuttosto che all'accertamento di un diritto.
2 Da ultimo la Corte di legittimità ha chiarito che anche con il ricorso in esame (di merito di ATPO ex art. 445 bis comma 6 c.p.c.) si discetta unicamente del requisito sanitario previsto per la fattispecie in esame, per cui il giudice deve limitarsi ad accertare esclusivamente quest'ultimo (cfr. Corte di
Cassazione. 6085/14).
Il CTU nominato nella fase di a.t.p., esaminata la documentazione medica allegata e sottoponendo a visita medico legale la parte ricorrente aveva ritenuto non sussistenti i requisiti sanitari per il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento e dello status di handicap connotato da gravità.
Ciò premesso, nel corso del giudizio di merito è stata acquisita, ai sensi dell'art. 149 disp. att. c.p.c., nuova documentazione medica esibita dalla parte ricorrente e convocato il consulente tecnico nominato nella fase di a.t.p. per esame della stessa.
Nel merito la domanda è fondata riconoscendosi le condizioni sanitarie legittimanti la pretesa azionata, in quanto ricorrono gli stati patologici accertati dal CTU ed indicati dettagliatamente nel supplemento di perizia in atti, depositato telematicamente, in data, qui da intendersi integralmente trascritto (cfr. integrazione peritale depositata in data 06.03.2025)
Il Ctu ha chiarito che il ricorrente è affetto da “Cerebropatia degenerativa primaria ad espressione frontale con grave decadimento cognitivo e disturbi comportamentali. Diabete mellito di tipo 2 complicato da retinopatia diabetica proliferante già laser trattata. Cardiopatia ischemica cronica già trattata con rivascolarizzazione miocardica. Artrosi polidistrettuale”.
Il Ctu ha concluso nel senso che il ricorrente si trova nelle condizioni sanitarie legittimanti le prestazioni richieste dall01.08.2024
Le conclusioni cui è pervenuto il consulente tecnico traggono origine da una meditata ed approfondita valutazione degli elementi anamnestici, clinici e strumentali effettuati e sono sorrette da esaurienti e convincenti argomentazioni di carattere scientifico per cui meritano di essere condivise.
Le spese di lite sono compensate stante il riconoscimento del requisito sanitario rivendicato in un momento successivo rispetto alla proposizione della domanda amministrativa, alla visita presso la CP_ commissione medica ovvero al deposito del ricorso in opposizione ex art. 445, co. 6 c.p.c. .
La stessa giurisprudenza di legittimità ha chiarito che “nelle controversie assistenziali il riconoscimento del requisito sanitario con una decorrenza successiva a quella della domanda, riconducibile ad una parzialità dell'accoglimento meramente quantitativo realizza una soccombenza reciproca idonea a giustificare la compensazione parziale o totale delle spese di lite” (cfr. Corte di cassazione sentenza n. 26565 del 2012). CP_ Sono poste a definitivo carico dell' le spese della consulenza che si liquidano come da separato decreto
P. Q. M.
Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunciando, ogni contraria istanza, eccezione, deduzione disattesa, così provvede:
3 1) accoglie il ricorso per quanto di ragione e dichiara che parte ricorrente si trova nelle condizioni sanitarie proprie per il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento e dello status di handicap connotato da gravità, ai sensi dell'art. 3 comma 3 legge 104/1992 dall'01.08.2024
2) spese di lite compensate;
CP_
3) pone a definitivo carico dell' le spese della ctu liquidate come da separato decreto.
Si comunichi.
Così deciso in Santa Maria Capua Vetere, data di deposito.
Il Giudice del lavoro
Dott.ssa Roberta Gambardella
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rapp.to e difeso dagli avv. ti Marco Febbraio ed Antimo Di Domenico ed Parte_1 esso il suo studio legale sito in Napoli (Na) alla via Maranda n. 55/B RICORRENTE E
, in persona del legale rapp.te p.t. - rapp.to e difeso Controparte_1
Davide Catalano ed Ida Verrengia ed elettivamente domiciliati presso l'Ufficio Legale in Caserta via Arena Località S. Benedetto RESISTENTE FATTO E DIRITTO
Con ricorso depositato, in data 17/04/2023, parte ricorrente come in epigrafe indicata, dopo aver contestato le risultanze medico-legali effettuate dal ctu nel procedimento di accertamento tecnico preventivo ex art. 445 bis cpc, aventi ad oggetto il mancato riconoscimento dei requisiti sanitari per ottenere l'indennità di accompagnamento e lo status di handicap connotato da gravità ai sensi dell'art. 03 comma 03 legge 104/1992, chiedeva, conseguentemente, non omologare le conclusioni rassegnate dal ctu nella precedente fase. Depositava altresì nuova documentazione medica e chiedeva disporsi il rinnovo delle operazioni peritali.
Instauratosi il contraddittorio, si costituiva in giudizio l concludendo come in atti e, CP_1 segnatamente, per la conferma delle conclusioni del perito d'ufficio nominato nel procedimento presupposto.
Acquisita la documentazione medica sopravvenuta ai sensi dell'art. 149 disp. att. c.p.c. e richiesta al
CTU una integrazione peritale la causa veniva decisa, e richiesti i chiarimenti al consulente tecnico nominato all'esito dell'odierna udienza, celebrata con deposito di note di udienza ex art. 127 ter c.p.c., la causa veniva decisa mediante pubblicazione della sentenza completa delle motivazioni.
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La domanda è fondata per quanto di ragione e va accolta nei limiti della presente motivazione.
1 La controversia risulta disciplinata dall'art.445 bis c.p.c. introdotto dal 01/01/2012, avendo ad oggetto la pretesa attorea volta al conseguimento di una prestazione assistenziale/previdenziale. Nella fase processuale obbligatoria introdotta con ricorso per accertamento tecnico preventivo l'istante, all'esito delle operazioni di consulenza, è stato ritenuto privo del requisito sanitario utile al conseguimento della prestazione richiesta.
Egli, avendo depositato tempestivamente il dissenso alla consulenza, ha la possibilità di proporre l'opposizione per cui è causa, contestando le conclusioni del consulente tecnico dell'ufficio entro il termine perentorio di trenta giorni dalla formulazione della dichiarazione di dissenso. A tale riguardo, egli ha l'onere di specificare nel ricorso introduttivo del giudizio, a pena di inammissibilità, i motivi della contestazione (cfr. comma 6, art.445 bis c.p.c.).
Occorre, altresì, precisare la natura giuridica del giudizio sottoposto all'attenzione del giudicante.
Trattasi, secondo l'orientamento condiviso da questo giudice, della fase eventuale del procedimento instaurato ex art. 445 bis c.p.c., I co. e, pertanto, volta esclusivamente alla verifica delle condizioni sanitarie legittimanti le prestazioni di invalidità civile. Esulano, dunque, dal thema decidendum et probandum,
i requisiti anagrafici e socio economici richiesti dalla legge per il riconoscimento delle diverse provvidenze e, di conseguenza, inammissibili devono reputarsi le domande di condanna dell CP_1 all'erogazione della prestazione ed al pagamento dei ratei insoluti. In tal senso depone la lettera dell'art. 445 bis c.p.c., che impone, a pena di inammissibilità, l'indicazione in ricorso dei “motivi della contestazione”.
Evidente, pertanto, l'intenzione del legislatore di consentire un approfondimento giudiziale delle sole condizioni cliniche del ricorrente, configurando il giudizio proprio come diretto alla esplicitazione delle contestazioni – che, nella prima fase del procedimento, possono assumere anche i tratti della genericità
e dell'impegno alla proposizione del successivo ricorso - alle conclusioni medico legali espresse nell'elaborato peritale.
Depone, altresì, nel medesimo senso anche il rapporto di alternatività che intercorre tra l'omologa giudiziale delle conclusioni del CTU – quale esito positivo della domanda ex art. 445 bis c.p.c. – ed il giudizio instaurato a seguito di dissenso. Dovendosi il giudice esprimere, in sede di omologa, sul solo requisito sanitario analogamente dovrà fare in sede di opposizione ad ATP per il predetto rapporto di alternatività tra le due ipotesi.
Infine, la tesi sin qui esposta risulta confortata dall'ultimo comma dell'art. 445 bis c.p.c., con il quale si sancisce l'inappellabilità della sentenza che definisce il giudizio, in antitesi con i principi generali che regolano il giudizio ordinario ex art. 442 c.p.c. e a conferma del carattere speciale del giudizio di opposizione ad ATP dal contenuto ristretto alla valutazione delle condizioni sanitarie, piuttosto che all'accertamento di un diritto.
2 Da ultimo la Corte di legittimità ha chiarito che anche con il ricorso in esame (di merito di ATPO ex art. 445 bis comma 6 c.p.c.) si discetta unicamente del requisito sanitario previsto per la fattispecie in esame, per cui il giudice deve limitarsi ad accertare esclusivamente quest'ultimo (cfr. Corte di
Cassazione. 6085/14).
Il CTU nominato nella fase di a.t.p., esaminata la documentazione medica allegata e sottoponendo a visita medico legale la parte ricorrente aveva ritenuto non sussistenti i requisiti sanitari per il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento e dello status di handicap connotato da gravità.
Ciò premesso, nel corso del giudizio di merito è stata acquisita, ai sensi dell'art. 149 disp. att. c.p.c., nuova documentazione medica esibita dalla parte ricorrente e convocato il consulente tecnico nominato nella fase di a.t.p. per esame della stessa.
Nel merito la domanda è fondata riconoscendosi le condizioni sanitarie legittimanti la pretesa azionata, in quanto ricorrono gli stati patologici accertati dal CTU ed indicati dettagliatamente nel supplemento di perizia in atti, depositato telematicamente, in data, qui da intendersi integralmente trascritto (cfr. integrazione peritale depositata in data 06.03.2025)
Il Ctu ha chiarito che il ricorrente è affetto da “Cerebropatia degenerativa primaria ad espressione frontale con grave decadimento cognitivo e disturbi comportamentali. Diabete mellito di tipo 2 complicato da retinopatia diabetica proliferante già laser trattata. Cardiopatia ischemica cronica già trattata con rivascolarizzazione miocardica. Artrosi polidistrettuale”.
Il Ctu ha concluso nel senso che il ricorrente si trova nelle condizioni sanitarie legittimanti le prestazioni richieste dall01.08.2024
Le conclusioni cui è pervenuto il consulente tecnico traggono origine da una meditata ed approfondita valutazione degli elementi anamnestici, clinici e strumentali effettuati e sono sorrette da esaurienti e convincenti argomentazioni di carattere scientifico per cui meritano di essere condivise.
Le spese di lite sono compensate stante il riconoscimento del requisito sanitario rivendicato in un momento successivo rispetto alla proposizione della domanda amministrativa, alla visita presso la CP_ commissione medica ovvero al deposito del ricorso in opposizione ex art. 445, co. 6 c.p.c. .
La stessa giurisprudenza di legittimità ha chiarito che “nelle controversie assistenziali il riconoscimento del requisito sanitario con una decorrenza successiva a quella della domanda, riconducibile ad una parzialità dell'accoglimento meramente quantitativo realizza una soccombenza reciproca idonea a giustificare la compensazione parziale o totale delle spese di lite” (cfr. Corte di cassazione sentenza n. 26565 del 2012). CP_ Sono poste a definitivo carico dell' le spese della consulenza che si liquidano come da separato decreto
P. Q. M.
Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunciando, ogni contraria istanza, eccezione, deduzione disattesa, così provvede:
3 1) accoglie il ricorso per quanto di ragione e dichiara che parte ricorrente si trova nelle condizioni sanitarie proprie per il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento e dello status di handicap connotato da gravità, ai sensi dell'art. 3 comma 3 legge 104/1992 dall'01.08.2024
2) spese di lite compensate;
CP_
3) pone a definitivo carico dell' le spese della ctu liquidate come da separato decreto.
Si comunichi.
Così deciso in Santa Maria Capua Vetere, data di deposito.
Il Giudice del lavoro
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