Sentenza 10 aprile 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Foggia, sentenza 10/04/2025, n. 934 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Foggia |
| Numero : | 934 |
| Data del deposito : | 10 aprile 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI FOGGIA
SEZIONE LAVORO
La giudice designata, Azzurra de Salvia, all'esito dell'udienza cartolare del 19.03.2025, ex art.127 ter c.p.c., ha pronunciato la seguente sentenza nella causa iscritta al n. 6870/2024 R.G.L.
TRA
, rappresentata e difesa dall'avv.ta Martucci Carolina Parte_1
RICORRENTE
E
, in persona del legale rappresentate pro tempore, Controparte_1 rappresentato e difeso dall'avv.ta Banchetti Francesca
RESISTENTE
OGGETTO: ricorso ex art. 445 bis, comma 6, c.p.c.
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato in data 25.07.2024, parte ricorrente – a seguito dell'espletamento dell'accertamento tecnico preventivo e dell'assegnazione dei termini per proporre eventuali contestazioni – ha chiesto all'intestato Tribunale il riconoscimento del requisito sanitario relativo alla prestazione economica dell'indennità di accompagnamento. Vinte le spese.
CP_ L' si è costituito, contestando l'avverso ricorso.
La causa viene decisa con la presente sentenza, previa acquisizione di note di trattazione scritta.
* * *
L'opposizione non può essere accolta, per le ragioni di seguito esposte.
La parte ricorrente si duole delle risultanze della c.t.u., ritenendole errate, “in quanto viziato da contraddizioni diagnostico valutative, nonché carente nelle motivazioni medicolegali in ordine alla prestazione richiesta”, allegando nuova documentazione medica, precisamente il certificato medico del 4.6.2024 a firma del dr. (“Si certifica che il paziente in oggetto affetto da vasculopatia Per_1
polidistrettuale con insufficienza cardiaca e fibrillazione atriale recidivante, ipertensione arteriosa, colite ischemica, portatrice di di pace maker, insufficienza renale cronica, gonartrosi bilaterale pagina 1 di 6
Nella precedente fase di giudizio, il C.T.U., dr. , ha accertato che: “1) L'Istante è affetta da: Per_2
“Colite ischemica Vasculopatia polidistrettuale . Fibrillazione atriale parossistica. Ipertensione arteriosa. Portatrice di Pace-Maker. Dislipidemia. Epatopatia cronica. Cisti epatiche. Insufficienza renale cronica (III stadio). Nodulo surrenalico. Formazioni annessiali a contenuto fluido di n. d. d..
(cisti annessiali? Versamento saccato?). Poliartrosi. Gonartrosi bilaterale. Osteoporosi. Incontinenza sfinterica urinaria”. 2) A causa di tali affezioni la signora , nata a [...]_1
(CB) il 9.5.1938 e residente in [...]. è totalmente inabile a far data dalla presentazione della domanda amministrativa, non si trova nell'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore e non necessita di assistenza continua essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”.
Già nella precedente fase di giudizio, il C.T.U. ha risposto alle osservazioni della ricorrente, nel seguente modo: “Il 12.03.2024 alle ore 17:15 ho visitato la signora Ausiliatrice. La perizianda Pt_1
è giunta al mio studio con l'autoambulanza. Non si è alzata dalla lettiga dell'autombulanza e non ha collaborato Ho effettuato la valutazione dei movimenti passivi delle articolazioni: I movimenti passivi della colonna vertebrale erano consoni per l'età ed indolenti. I movimenti passivi delle anche e dei piedi erano consoni per l'età ed indolenti I movimenti passivi delle ginocchia hanno causato un riferito dolore, soprattutto al ginocchio sinistro. I movimenti passivi delle anche e dei piedi erano consoni per l'età ed indolenti Il tono - trofismo muscolare degli arti inferiori era consono per l'età. La deambulazione è indispensabile per il mantenimento del normale trofismo muscolare degli arti inferiori. L'immobilizzazione prolungata porta a riduzione della massa (ipotrofia) e della forza muscolare (ipostenia) per decondizionamento, a cui talvolta si associano contratture muscolari. Gli studi sugli effetti dell'immobilizzazione riportano una perdita della forza contrattile nell'ordine dell'1-
1,5% per giorno di allettamento, il che, nell'anziano fragile, può significare il superamento della soglia di disabilità anche nel giro di una settimana. Quando una persona non deambula ha ipotrofia/atrofia ed ipostenia/astenia dei muscoli degli arti inferiori ossia ha una sindrome da allettamento Alla palpazione ho evidenziato che i muscoli delle cosce e delle gambe, bilateralmente, erano sostanzialmente normotonici e normotrofici. I muscoli degli arti inferiori sono normotonici e normotrofici quando vengono mobilizzati, altrimenti diventano ipotonici ed ipotrofici. I pazienti, in allettamento cronico, non hanno un tono - trofismo muscolare degli arti inferiori consono per l'età ma pagina 2 di 6 hanno ipotonia ed ipotrofia degli arti inferiori. La perizianda aveva un tono - trofismo muscolare degli arti inferiori consono per l'età. In buona sostanza, un soggetto che ha un tono - trofismo muscolare degli arti inferiori consono per l'età non ha una sindrome da allettamento .cronico e deambula. La visita, è stata effettuata sull'ambulanza, perché la Ricorrente non ha collaborato. …
3B Ho tenuto in debita considerazione i documenti depositati da parte ricorrente. La colite ischemica
è una riduzione transitoria del flusso ematico al colon. I sintomi sono il dolore nel quadrante inferiore sinistro e il sanguinamento rettale. La diagnosi viene posta con la TC o la colonscopia. Il trattamento
è di supporto con liquidi EV, riposo intestinale e antibiotici. Si può sviluppare la necrosi ma questa è abitualmente limitata alla mucosa e alla sottomucosa, causando solo occasionalmente una necrosi a tutto spessore che richiede il trattamento chirurgico. La colite ischemica si verifica soprattutto nelle persone anziane (> 60 anni) dove può verificarsi a livello di piccoli vasi aterosclerotici I sintomi di colite ischemica, più lievi e con esordio meno acuto rispetto a quelli dell' ischemia mesenterica acuta consistono in dolore al quadrante inferiore sinistro seguito da sanguinamento rettale. Viene trattata coni liquidi EV, riposo intestinale e antibiotici e raramente con intervento chirurgico. La Ricorrente è affetta da poliartrosi, gonartrosi bilaterale ed osteoporosi.. Nella visita peritale del 12.03.2024 non essendosi alzata dalla lettiga, non ho potuto valutare la deambulazione ed i passaggi posturali ed ho obiettivato: - i movimenti passivi della colonna vertebrale erano consoni per l'età. -i movimenti passivi delle anche e dei piedi erano consoni per l'età. -i movimenti passivi delle ginocchia hanno causato dolore, soprattutto al ginocchio sinistro. -i movimenti passivi delle anche e dei piedi erano consoni per l'età - il tono - trofismo muscolare era consono per l'età. I movimenti passivi di tutte le articolazioni esaminate erano consoni per l'età. Quando i movimenti passivi sono sostanzialmente normali, anche i movimenti attivi sono sostanzialmente normali. Se i movimenti passivi ed attivi sono sostanzialmente normali il soggetto può deambulare senza l'aiuto di un accompagnatore. La
Ricorrente ha lamentato dolore alle ginocchia durante i movimenti passivi delle ginocchia Il dolore è un sintomo soggettivo che viene riferito dal paziente e comunque non era tale da impedire i movimenti passivi delle ginocchia.. Quello che conta, per poter ottenere il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento, non è tanto la diagnosi dell'infermità, ma sono piuttosto le conseguenze funzionali dell'infermità stessa. Se i movimenti passivi ed attivi delle articolazioni sono sostanzialmente consoni per l'età, nel caso di specie, la poliartrosi e la gonartrosi non impediscono di attendere agli atti quotidiani della vita L'insufficienza renale III stadio è caratterizzato da un danno renale con discreta riduzione del volume di filtrazione glomerulare (VFG). Compaiono spesso sintomi come difficoltà di concentrazione, formicolio o intorpidimento dei nervi o complicazioni come ipertensione o disturbi ossei. L'insufficienza renale cronica III stadio non causa disturbi tali da rendere impossibile la pagina 3 di 6 deambulazione senza l'aiuto permanente di un accompagnatore e/o causare necessita di assistenza continua . In riferimento al dr. che ha attestato che “la paziente non è in grado di Per_1 deambulare trovandosi in condizioni di allettamento” ho già chiarito che l'istante ha un tono – trofismo muscolare consono per l'età e che pertanto non ha una sindrome da allettamento. La parte ricorrente è totalmente inabile ma non si trova nell'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore e non necessita di assistenza continua, essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita. Concludo, affermando che : 1) L'Istante è affetta da:” Colite ischemica Vasculopatia polidistrettuale . Fibrillazione atriale parossistica. Ipertensione arteriosa.
Portatrice di Pace-Maker. Dislipidemia. Epatopatia cronica. Cisti epatiche. Insufficienza renale cronica (III stadio). Nodulo surrenalico. Formazioni annessiali a contenuto fluido di n. d. d.. (cisti annessiali? Versamento saccato?). Poliartrosi. Gonartrosi bilaterale. Osteoporosi. Incontinenza sfinterica urinaria”. 2) A causa di tali affezioni la signora , nata a [...]_1
(CB) il 9.5.1938 e residente in [...]. è totalmente inabile a far data dalla presentazione della domanda amministrativa, non si trova nell'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore e non necessita di assistenza continua essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”.
Il citato C.T.U., visionata la documentazione medica successiva (depositata unicamente alla presente opposizione), ha poi così accertato: “Nel caso di specie, essendo i movimenti passivi delle articolazioni sostanzialmente consoni per l'età, la poliartrosi e la gonartrosi non impediscono la deambulazione autonoma senza l'aiuto permanente di un accompagnatore e non determinano l'impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e quindi la necessità di assistenza continua. La sig.ra , Pt_1
durante le operazioni peritali del 12.03.2024 non si trovava in evidente stato di confusione né per l'età, né per le patologie e tantomeno per i farmaci che assume per l'insufficienza renale cronica al III stadio. Gli stadi dell'insufficienza renale cronica (MRC: Malattia Renale Cronica) sono cinque.
Stadio 1: danno renale con VFG maggiore o uguale a 90 mL/min; la malattia è silente Stadio 2: la
VFG è compresa tra 89 e 60 mL/min, la sintomatologia è pressoché assente. Stadio 3: si divide in stadio 3a e stadio 3b. Questi stadi sono caratterizzati da un danno renale con discreta riduzione della
VFG; lo stadio 3a si contraddistingue per una VFG compresa tra 59 e 45 mL/min, lo stadio 3b per valori di VFG compresi tra 44 e 30 mL/min. In entrambi gli stadi, la sintomatologia è in genere ancora scarsa. Stadio 4: si contraddistingue per una VFG compresa tra 29 e 15 mL/min e un danno renale da moderato a grave. I reni non funzionano nel modo corretto e il sangue non viene filtrato adeguatamente. Le scorie, stimabili con il dosaggio plasmatico dell'urea, si accumulano nell'organismo dove possono potenzialmente favorire ipertensione arteriosa, complicanze pagina 4 di 6 cardiovascolari, anemia, sindrome delle gambe senza riposo, iperfosfatemia, acidosi, iperkaliemia e iperparatiroidismo. In questa fase, i sintomi possibili sono nicturia, sensazione diffusa di malessere, astenia, pallore della cute e prurito. Stadio 5: la VFG è inferiore a 15 mL/min, i reni non riescono a depurare il sangue e le tossine si accumulano nel corpo. Ai sintomi descritti nello stadio 4, si possono aggiungere nausea ed ipoanoressia. Il deterioramento della funzione renale può progredire fino a richiedere l'avvio del trattamento sostitutivo (dialisi e trapianto). Nell'insufficienza renale al III stadio non si assumono farmaci che possono causare confusione mentale L'insufficienza renale cronica III stadio non richiede terapie che impediscono la deambulazione senza l'aiuto permanente di un accompagnatore e/o che causano necessita di assistenza continua . In riferimento al dr. che Per_1 ha attestato che “la paziente non è in grado di deambulare trovandosi in condizioni di allettamento” ho già chiarito che l'istante non ha una sindrome da allettamento. Il 21.06.2023 è stata dimessa dalla
S.C. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell'Ospedale C.S.S. di San Giovanni Rotondo con diagnosi di : Colite ischemica Vasculopatia polidistrettuale . Epatopatia cronica. Cisti epatiche. IRC.
Nodulo surrenalico. Formazioni annessiali di n. d. d. Versamento pleurico. Ipertensione arteriosa.
Dislipidemia. Gonartrosi bilaterale. Portatrice di PM;
sulla lettera di dimissione vi è scritto: -Rx ginocchia: segni di marcata gonartrosi tricompartimentale con netta riduzione degli spazi femoro - rotuleo e femoro - tibiale esterno, più evidente a destra. Marcate calcificazioni vascolari. -Visita ortopedica: E.O. : ginocchio destro e sinistro: cute normocromica e normotrofica, dolore lungo il
ROM (range of motion : range di movimento), vivo dolore sulle emirime, scroscio articolare lungo il
ROM. Radiografia: severa gonartrosi bilaterale. Dopo colloqui con la paziente, alla luce della situazione clinica e dell'età, si decide di soprassedere all'intervento chirurgico, che sarebbe il gold standard;
l'ortopedico non ha refertato che la perizianda era allettata. La protesi ad un ginocchio ha l'obiettivo di far deambulare meglio. Non avrebbe senso impiantare una protesi al ginocchio ad una persona che è allettata e quindi non cammina più.. … La Ricorrente non ha patologie che possono determinare l'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore e la necessità di assistenza continua. La signora è totalmente inabile ma non si trova Parte_1 nell'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore e non necessita di assistenza continua, essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”.
Orbene, in ragione dei chiarimenti resi dal CTU, le contestazioni di parte ricorrente sembrano risolversi in un mero dissenso diagnostico e possono recepirsi le conclusioni rassegnate dal c.t.u.
(“Concludo, affermando che : 1) L'Istante è affetta da:” Colite ischemica Vasculopatia polidistrettuale . Fibrillazione atriale parossistica. Ipertensione arteriosa. Portatrice di Pace-Maker.
Dislipidemia. Epatopatia cronica. Cisti epatiche. Insufficienza renale cronica (III stadio). Nodulo
pagina 5 di 6 surrenalico. Formazioni annessiali a contenuto fluido di n. d. d.. (cisti annessiali? Versamento saccato?). Poliartrosi. Gonartrosi bilaterale. Osteoporosi. Incontinenza sfinterica urinaria. Portatrice di catetere vescicale”. 2) A causa di tali affezioni la signora , nata a [...]_1
(CB) il 9.5.1938 e residente in [...]. è totalmente inabile a far data dalla presentazione della domanda amministrativa, non si trova nell'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore e non necessita di assistenza continua essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”), attesa altresì la presunzione di imparzialità che assiste le argomentazioni dell'esperto nominato dall'Ufficio (su cui cfr. Cass. Civ. Sez. II, n.
23362/2012), non dovendosi effettuare ulteriori approfondimenti, né avanzare richieste di chiarimenti o disporre rinnovi dell'elaborato peritale (sul punto cfr. Cass. Civ. Sez. I, n. 5277/2006; Cass. Sez.
Lav., n. 23413/2011).
Conclusivamente, il ricorso deve essere rigettato.
Le spese di lite e di c.t.u., liquidate in atti, vengono poste a carico di parte ricorrente.
P.Q.M.
La Giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando nella presente controversia, ogni ulteriore istanza o eccezione disattesa, così provvede:
- rigetta il ricorso;
CP_
- condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese di lite in favore dell' pari ad €.3.865,50, oltre accessori, se dovuti;
- pone le spese di c.t.u. definitivamente a carico della parte ricorrente.
Foggia, all'esito dell'udienza cartolare del 19.03.2025.
LA GIUDICE DEL LAVORO
Azzurra de Salvia
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