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Sentenza 4 dicembre 2024
Sentenza 4 dicembre 2024
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Torino, sentenza 04/12/2024, n. 6152 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Torino |
| Numero : | 6152 |
| Data del deposito : | 4 dicembre 2024 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di TORINO Nona Sezione Civile
Il Tribunale, in composizione collegiale nelle persone dei seguenti magistrati:
Roberta Dotta Presidente Silvia Carosio Giudice
Sara Perlo Giudice rel/est ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al N. R.G. 5694/2024 promossa da:
nato a [...], KA (AL) il 15.3.1989 (CUI: ), Parte_1 P.IVA_1 rappresentato e difeso dall'avv. Martina Pagella del Foro di Torino
PARTE ATTRICE
CONTRO
– Questura di Torino, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Controparte_1 dello Stato presso cui ha eletto domicilio in via dell'Arsenale 21 Torino
PARTE CONVENUTA
Avente ad oggetto: impugnazione del provvedimento del Questore di Torino del 29.12.2023, notificato il 19.3.2024, di rigetto della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno per protezione sussidiaria.
Conclusioni parte attrice: riconoscersi il permesso per protezione speciale;
Parte convenuta non costituita e non comparsa in giudizio.
MOTIVI IN FATTO E IN DIRITTO
A seguito della richiesta presentata da in data 21.9.2021, volta a ottenere il rinnovo del Pt_1
permesso di soggiorno per protezione sussidiaria, il Questore di Torino, con provvedimento Prot.
Nr. 1836/2023, reso in data 29.12.2023 e notificato il 19.3.2024 (cfr. doc. 1, ricorso introduttivo), ha denegato il rilascio del permesso, in quanto, a seguito del ricorso proposto dal
[...] di Controparte_2
Verona-Padova – alla Corte di Appello di Venezia, la stessa Corte con sentenza nr. 2679/2017 pubblicata il 20.11.2017 ha accolto l'appello rigettando ogni richiesta di protezione internazionale e confermato il provvedimento della Controparte_2
di Verona-Padova del 30.4.2015.
[...]
L'istante ha impugnato il rigetto, ritenuto illegittimo.
Parte convenuta non si è costituita in giudizio, nonostante la regolarità delle notifiche.
Il Collegio ha fissato udienza davanti al Giudice relatore al 30.10.2024, udienza in cui la difesa ha rinunciato alla discussione orale ed al termine per le memorie ex art. 275 bis c.p.c. e il Giudice ha fissato udienza ex artt. 281 terdecies e 275 bis c.p.c. per la precisazione delle conclusioni, al
22.11.2024, sostituendola con il deposito di note scritte.
Scaduto il termine previsto e a seguito del deposito di note scritte da parte del solo ricorrente in data
31.10.2024, il fascicolo è stato rimesso al Collegio per la decisione.
* * *
Nel ricorso introduttivo, la difesa ha evidenziato che è cittadino maliano e che, data la Pt_1
precaria situazione socio-politica in cui versa attualmente il AL, è meritevole di protezione e del rilascio del permesso ex art. 19 co. 1 e 1.1 TUI.
All'udienza del 31.10.2024, la difesa ha insistito per l'accoglimento del ricorso e il giudice ha fissato il termine al 22.11.2024 per il deposito di note scritte in sostituzione dell'udienza, per consentire alle parti di precisare le conclusioni.
Con nota scritta del 31.10.2024, parte attrice ha insistito nell'accoglimento del ricorso per il riconoscimento della protezione speciale ai sensi dell'art. 19 D. lgs. 286/1998.
Allo scadere del termine, il Giudice ha rimesso la causa al Collegio.
* * *
Parte attrice ha formulato domanda di riconoscimento della protezione speciale in suo favore.
Sul punto sono intervenute negli ultimi anni varie modifiche normative.
Innanzitutto, con il d.l. n. 113 del 2018 conv. dalla l. n. 132 del 2018, è stata rivista e modificata integralmente la disciplina della protezione umanitaria tipizzando precise fattispecie al fine di riconoscere al richiedente un permesso speciale per motivi diversi dalla protezione internazionale
(al riguardo, in assenza, nel d.l. del 2018 n. 113, di una disciplina transitoria e in applicazione dell'art. 11 delle disp. preleggi c.c., si è ritenuto applicabile la normativa previgente alle domande proposte anteriormente all'entrata in vigore del citato decreto: in questo senso, Cass. n. 4890 del
2019; Cass. n. 7831 del 2019).
Successivamente, in data 22 ottobre 2020, è entrato in vigore il d.l. n. 130 del 2020, conv. con modifiche dalla l. n. 173 del 2020, che, per quanto qui di rilievo, nel confermare la scelta della tipizzazione rispetto alla fattispecie di protezione complementare c.d. “a catalogo aperto”, ha modificato nuovamente il testo dell'art. 5, comma 6, T.U.I., ripristinando il dovere del rispetto degli obblighi costituzionali e internazionali (originariamente espresso, ma poi eliminato dal d.l. n. 113 del 2018, conv. con modifiche nella l. n. 132 del 2018).
Infine, sempre per quanto di rilievo in questa sede, con d.l. n. 20 del 2023, conv. con modificazioni dalla l. n. 50 del 2023, è stata nuovamente modificata la formulazione (anche) dei commi 1.1. e 1.2. dell'art. 19, T.U.I., ma con norma transitoria è stata prevista l'applicabilità della normativa abrogata alle domande di riconoscimento della protezione speciale presentate in data anteriore all'entrata in vigore del predetto decreto-legge, ossia all'11.3.2023.
Al caso di specie, dunque, si applica la normativa previgente all'entrata in vigore della modifica di cui al d.l. n. 20 del 2023, conv. con modificazioni dalla l. n. 50 del 2023.
Ciò posto, l'art. 19 T.U.I. nella formulazione di cui alle modifiche apportate con d.l. n. 130 del
2020, conv. con modifiche dalla l. n. 173 del 2020, prevede, tra l'altro, al comma 1.1. che: “non sono ammessi il respingimento o l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6.
Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani. Non sono altresì ammessi il respingimento o l'espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, a meno che esso non sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale ovvero di ordine e sicurezza pubblica nonché di protezione della salute (…). Ai fini della valutazione del rischio di violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine”. Il successivo comma 1.2. della norma in esame (sempre come modificato dal d.l. n. 130 del 2020, conv. con modifiche dalla l. n. 173 del 2020) stabilisce che: “nelle ipotesi di rigetto della domanda di protezione internazionale, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e
1.1., la trasmette gli atti al Questore per il rilascio di un permesso di Controparte_2
soggiorno per protezione speciale. Nel caso in cui sia presentata una domanda di rilascio di un permesso di soggiorno, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1, il Questore, previo parere della per il riconoscimento della protezione internazionale, rilascia un Controparte_2 permesso di soggiorno per protezione speciale”. Con riferimento quindi alla protezione speciale garantita dalle previsioni dell'articolo 19, comma
1.1., T.U.I. nella formulazione seguente al d.l. del 2020, l'autorità giudiziaria, nel caso di sussistenza di fondati motivi di ritenere che la persona richiedente rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi costituzionali e sovranazionali, deve tenere conto dell'esistenza, nello Stato di provenienza, di violazioni sistematiche e gravi dei diritti umani e, in ogni caso, è chiamata a condurre una valutazione delle condizioni di vita privata e familiare del richiedente protezione, tenendo conto della natura ed effettività dei vincoli familiari, dell'effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali e sociali con il Paese
d'origine, al fine di stabilire se il suo respingimento determinerebbe una violazione di tali diritti.
Fatte queste premesse di carattere normativo, nel merito la domanda è fondata.
La difesa ha posto a fondamento della domanda la situazione socio-politica-economica del AL.
In relazione alla specifica situazione del AL, si riporta quanto segue.
Dalle numerose fonti consultate, risulta che il AL sia tuttora caratterizzato da una situazione di forte instabilità.
Riguardo agli eventi storico-politici del AL, si rileva che in seguito all'indipendenza del 1960, instaurata la dittatura del 1968 del generale si verificarono le prime ribellioni da Persona_1 parte dei tuareg per rivendicare il territorio dell' Le ribellioni furono soppresse dal regime, Per_2 che indusse i tuareg all'espatrio in Libia, dove ricevettero addestramento militare e sposarono un'interpretazione radicale dell'Islam. Formato il movimento CP_3 Controparte_4
) guidato da , nel 1990, i tuareg attaccarono un posto di
[...] Persona_3 gendarmeria, e nel 1991 fu firmato l'accordo di Tamanrasset, che sciolse il movimento. Nel 1991, dopo un colpo di stato, organizzò elezioni democratiche e nel 2002 Parte_2
Pe divenne presidente. (GITPA, Le conflit touareg au AL et 2002, Per_5
https://www.gitpa.org/Peuple%20GITPA%20500/GITPA%20500-
4_plusTEXTEREFconflittouareg.pdf; GE, B., AL: retour sur le régime de Moussa Traoré en dix dates, 25 March 2016, https://www.jeuneafrique.com/312846/politique/mali-retour-regime-de- moussa-traore-dix-dates/; , Cahiers Un atlas du Controparte_5 Controparte_6
Sahara-Sahel, 19 december 2014, p. 184; AL, Accord sur la cessation des hostilités: le
Gouvernement de la République du AL d'une part et le Mouvement Populaire de l'Azaouad et le
Front Islamique Arabe d'autre part, 6 January 1991, http://www.unesco.org/culture/fr/indigenous/Dvd/pj/TOUAREG/TouaregC4_2.pdf21; GE, B.,
AL: retour sur le régime de Moussa Traoré en dix dates, 25 March 2016, https://www.jeuneafrique.com/312846/politique/mali-retour-regime-de-moussa-traore-dix-dates/;
Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani Atlante Geopolitico 2016, 2016, pp. 554-557)
Nel 2012 la situazione è precipitata con lo scoppio di un conflitto armato che coinvolgeva forze governative e i diversi gruppi armati, sfociato in gennaio, con l'attacco da parte del
[...]
(in alleanza con il gruppo jihadista delle Controparte_7 Per_6 Per_7
postazioni militari governative nel nord del paese e ottenendone il controllo e dichiarando l'indipendenza dell' In seguito, (al-Qāʿida nel Maghreb islamico) e Per_2 Per_7 Per_8
(Movimento per l'Unicità e il Jihad in Occidentale) rompevano l'alleanza stipulata Per_9 CP_5
inizialmente con il e giungevano ad ottenere il controllo dei territori di Timbuctù, Per_6 Per_10
Pers e Per fermare la loro avanzata, si dispiegavano forze internazionali, quali la Francia, Per_12
l' e le Nazioni Unite, fino alla firma dell'Accordo per la pace e la riconciliazione del CP_8
AL. In ogni caso, la spirale jihadista si è gradualmente estesa dal nord verso il centro e, in alcuni casi, anche al sud e all'ovest del Paese. Nel 2020 e nel 2021 un colonnello di una Persona_13
giunta militare ha guidato due colpi di Stato, assumendo la carica di Presidente. Secondo il Centro per gli studi strategici in Africa (CESA), da quando la giunta militare ha preso il potere la situazione della sicurezza in AL si è notevolmente deteriorata. (Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani
Atlante Geopolitico 2016, 2016, pp. 554-557; Le Monde, AL : attaque contre un camp militaire dans le nord du pays, 27 janvier 2018: https://www.lemonde.fr/afrique/article/2018/01/27/mali- attaque-contre-un-camp-militaire-dans-le-nord-du-pays_5248112_3212.html; , CP_9 [...]
officiellement président du AL, 29 maggio 2021, CP_10 CP_11
https://www.france24.com/fr/afrique/20210529-le-colonel-assimi-go%C3%AFta-officiellement- nomm%C3%A9-pr%C3%A9sident-du-mali?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter;
[...]
, L'insurrection islamiste aux portes de Bamako, 30 agosto 2022, Controparte_12
https://africacenter.org/fr/spotlight/linsurrection-islamiste-aux-portes-de-bamako/).
Per ciò che concerne in particolare la situazione di instabilità politica, si osservi che, dapprima nell'agosto 2020 ed in seguito nel maggio 2021, in AL si sono verificati due colpi di stato, entrambi ad opera del Colonnello divenuto poi Presidente del Paese. Mentre quello Persona_14
del 2020 è stato accolto con favore dall'opinione pubblica e dall'opposizione maliana, il secondo è stato duramente condannato dalla comunità internazionale, inclusa l' che ha imposto CP_8 sanzioni sul Paese. Secondo quanto evidenziato dall'organizzazione International Crisis Group, le ripetute crisi politiche in AL minano la credibilità dello Sstato, mentre lo stesso si trova ad affrontare numerose insurrezioni, in particolare da parte di jihadisti ed altri gruppi armati. Tali attori del conflitto sono pertanto agevolati nel presentarsi alla popolazione come autorità de facto, e vi è inoltre il rischio che questa nuova crisi, scaturita dai ripetuti colpi di stato, minacci ulteriormente la già fragile fiducia nell'accordo di pace inter-maliano del 2015, le cui principali disposizioni in materia di sicurezza e decentramento devono ancora essere soddisfatte (Economic Community of
West African States(ECOWAS), https://ecowas.int/about-ecowas/basic-information/; Al Jazeera,
: AL's army commander who seized power twice, 7 giugno 2021, Persona_13
https://www.aljazeera.com/news/2021/6/7/coup-leader-assimi-goita-set-to-be-sworn-in-as-malis- president;
BBC News, AL coup: How to solve the conundrum, 27 maggio 2021, https://www.bbc.com/news/world-africa-57255601; ICG, AL, a Coup within a Coup, 27 maggio
2021, https://www.crisisgroup.org/node/17217; ISPI, J. Claes e A. Schmauder, AL: Two Coups and Two Shortcomings for a Successful Transition, 17 dicembre 2021, https://www.ispionline.it/en/pubblicazione/mali-two-coups-and-two-shortcomings-successful- transition-32670; Controparte_13
https://www.un.org/en/pdfs/EN-ML_150620_Accord-pour-la-
[...]
paix-et-la-reconciliation-au-AL_Issu-du-Processus-d' . CP_14
Nonostante l' avesse previsto il 27 febbraio 2022 come data per le elezioni nel Paese, CP_8
fortemente caldeggiate altresì dalle Nazioni Unite per uscire dalla situazione di stallo ed avviarsi verso la fine del governo di transizione (France 24, UN urges AL's transitional government to present election timetable, 13 gennaio 2022, https://www.france24.com/en/africa/20220113-un- urges-mali-s-transitional-government-to-present-election-timetable) la giunta militare ha proposto un'estensione del governo di transizione e le stesse non si sono tenute nella data prevista, tanto che ha imposto pesanti sanzioni (Al Jazeera, AL parliament approves five-year democratic CP_8
transition plan, 21 febbraio 2022, https://www.aljazeera.com/news/2022/2/21/mali-parliament- approves-five-year-democratic-transition-plan; France 24, AL 'open to dialogue' Controparte_15
with after it imposes strict sanctions, 11 gennaio 2022, CP_8
https://www.france24.com/en/africa/20220110-mali-s-military-leader-open-to-dialogue-with- ecowas-after-sanctions).
Le elezioni per il referendum sono avvenute il 18 giugno del 2023, e i maliani hanno approvato le modifiche alla costituzione, che secondo i governanti militari e le potenze regionali, aprirà la strada alle elezioni e al ritorno al governo civile. di Al Jazeera ha dichiarato che, sebbene Testimone_1
circa 8 milioni di maliani abbiano diritto al voto, "molti di loro non saranno in grado di esprimere il proprio voto perché ci sono ampie porzioni di territorio nel nord e nel centro del Paese che sono nelle mani di gruppi armati legati ad e all'ISIL [ISIS]". In collegamento dalla capitale Per_15
Per_1 Bamako, ha dichiarato che nella città settentrionale di non si ha votato e che a Tes_1
Timbuctù i gruppi armati hanno minacciato di attaccare i seggi elettorali. Il referendum è stato supportato dall'operazione delle Nationi Unite MINUSMA come dichiarato da CP_16 (Aljazeera, “AL votes in constitutional referendum to pave way for elections”, pubblicato il 18 giugno 2023, https://www.aljazeera.com/news/2023/6/18/malis-military-rulers-hold-constitutional- referendum-vote); Aljazeera, “ALan approves amendments to constitution in referendum” pubblicato il 23 giugno 2023; United Nations News, 16 giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1137812).
La situazione di sicurezza e dei diritti umani, in particolare, si è ulteriormente deteriorata fin dal
2019, anno in cui, secondo il report di Human Rights Watch, vi sono state centinaia di vittime civili, decedute in attacchi portati a termine da gruppi etnici di autodifesa, principalmente perché ritenuti sostenitori di gruppi Islamisti. Inoltre, i jihadisti hanno intensificato i propri attacchi nelle zone settentrionali e centrali del Paese, colpendo le forze di sicurezza maliane, membri delle operazioni di pace delle Nazioni Unite (peacekeepers), forze armate internazionali e civili. (Human Rights
Watch, World Report 2020, Events Of 2019, https://www.hrw.org/world-report/2020/country- chapters/mali; OHCHR, 17 Giugno 2020, https://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/Pages/NewsDetail.aspx?NewsID=25967&LangID=E).
Secondo ACLED CAST Monthly Report, gli attori coinvolti nei conflitti in AL, con dati aggiornati a giugno 2023, in ordine importanza nel conflitto, sono i , Pt_3 Parte_4
i civili, le forze militari del Mmali, le forze di polizia del AL, gruppi armati
[...]
non identificati, , Controparte_17 Controparte_18 CP_19 CP_20
(Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione del AL). Si osserva che nel giugno 2023, il gruppo per il sostegno dell'Islam e dei musulmani (JNIM) è stato al centro delle violenze, coinvolto in 81 dei 129 eventi di giugno. Degli eventi che hanno coinvolto il JNIM, il 57% sono stati combattimenti soprattutto contro le forze dello Stato maliano, mentre il 30% sono state violenze contro i civili. Dei 48 eventi che non coinvolgevano il , l'83% erano violenze contro i civili. Il Pt_3
è stato coinvolto in 5 eventi durante il mese, 2 dei quali erano violenze contro i CP_21
civili. (Acled Data, Giugno 2023: ACLED CAST Monthly Report )). Email_1
È da sottolineare che gli attori coinvolti in questi conflitti spesso si sovrappongono tra diverse comunità sociali ed etniche, tra gruppi jihadisti e governo e tra diversi gruppi armati spesso non hanno confini chiari. Un'altra sfida è rappresentata dall'esistenza di numerosi gruppi armati che operano nella regione, a volte con obiettivi e territori diversi e a volte condivisi. Anche i confini tra gruppi armati "jihadisti" e "non jihadisti" sono spesso poco chiari. Esistono accuse credibili di cooperazione tra gruppi armati apparentemente non jihadisti e jihadisti. I combattenti spesso passano da un gruppo all'altro, in base alla geografia o alle circostanze locali. Questa fluidità ha portato a frequenti accuse di collaborazione tra gruppi armati filogovernativi e gruppi precedentemente separatisti o non jihadisti con vari gruppi jihadisti. Dati i continui cambiamenti della situazione politica e di sicurezza nella regione, qualsiasi tentativo di mappare questa moltitudine di gruppi è per sua natura inesatto. ( European Council of Foreign Relations, Andrew
Lebovich, 2023: https://ecfr.eu/special/sahel_mapping/ )
Per quanto riguardo gli attori esterni, secondo l'analisi di ACLED, il coinvolgimento di CP_21
aumenta il clima di paura nel Paese, dal momento che è tacitamente vietato criticare le forze armate maliane ( , mettere in discussione la sua narrativa di 'ascesa al potere' o riferirsi al gruppo Per_16
visto che le autorità maliane negano categoricamente la presenza dello stesso nel Paese. CP_21
Oltre ad influenzare negativamente le dinamiche del conflitto, il gruppo ha anche introdotto CP_21
tattiche non utilizzate in precedenza dalle forze governative maliane e dai loro alleati. Ad esempio, nel maggio 2022, ACLED ha registrato il primo incidente in cui e hanno utilizzato Per_16 CP_21
trappole esplosive nella regione centrale di Mopti (ACLED, Wagner Group Operations in Africa
Civilian Targeting Trends in the Central African Republic and AL, 30 agosto 2022)
Inoltre, secondo i termini della risoluzione adottata, la (United Nations CP_20
Multidimensional Integrated Stabilization Mission in AL) inizierà a ridurre la sua presenza e si ritirerà completamente dal AL entro il 1° gennaio 2024, avendo ricevuto una richiesta del governo di transizione del AL che richiedeva il ritiro immediato della forza multinazionale di oltre diciassettemila uomini. Il Consiglio ha inoltre autorizzato la missione a rispondere con la forza a minacce imminenti di violenza contro i civili e a contribuire alla fornitura sicura di assistenza umanitaria guidata dai civili, fino al 30 settembre. (United Nations News, 30 Giugno 2023, Nella risoluzione Onu n. 2690 (39.06.2023) il Consiglio di Sicurezza “Chiede alla di iniziare CP_20
immediatamente, il 1° luglio 2023, la cessazione delle sue operazioni, il trasferimento dei suoi compiti, nonché il ritiro ordinato e sicuro e il trasferimento dei suoi compiti, nonché il disimpegno
e il ritiro ordinato e sicuro del suo personale, con l'obiettivo di completare questo processo entro il
31 dicembre 2023, in stretta consultazione con il governo di transizione del AL e in coordinamento con i Paesi che contribuiscono con le truppe e la polizia, e chiede al Segretario
Generale di tenere regolarmente informato il Consiglio di Sicurezza sui pertinenti sviluppi rilevanti in relazione a questo processo”. (Risoluzione Onu del 30.06.23: https://minusma.unmissions.org/sites/default/files/res_2690_2023_en.pdf )
United evidenzia che i media hanno descritto un panorama di sicurezza desolante. CP_22
Nell'ultimo decennio, il AL e la regione del hanno visto un'impennata di scontri e attacchi da CP_5
parte di gruppi armati e affiliati al terrorismo, con 303 peacekeepers uccisi, secondo la . CP_20
Molti membri del Consiglio hanno convenuto che il ritiro della missione non pone fine all'assistenza della comunità internazionale al AL. Il governo del AL aveva già chiesto e ottenuto a inizio anno il ritiro delle forze rancesi ed europee (italiane incluse) dell'Operazione in coincidenza con il rafforzamento della presenza di consiglieri militari e contractors Per_17
russi della compagnia militare privata (PMC) Wagner. (United Nations News, 30 Giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1138257; Analisidifesa, 06 luglio 23: https://www.analisidifesa.it/2023/07/ultimo-atto-per-la-missione-dellonu-in-mali/).
Riguardo ai rapporti con Mosca, durante un viaggio in AL, il ministro degli Esteri russo Sergey
Lavrov ha annunciato un maggiore sostegno militare alla giunta militare maliana. Mosca ha dichiarato che assisterà il AL nel suo tentativo di sconfiggere l'insurrezione islamista nel In CP_5
seguito al ritiro dei caschi blu, il vice ambasciatore russo ha dichiarato che Testimone_2
Mosca continuerà a fornire supporto, anche su base bilaterale. (LeMonde 07.02.2023: https://www.lemonde.fr/en/international/article/2023/02/07/russian-foreign-minister-visits-mali-in-
Analisidifesa, 06/07/23: Email_2
https://www.analisidifesa.it/2023/07/ultimo-atto-per-la-missione-dellonu-in-mali/; Made for Minds,
02.08.23, https://www.dw.com/en/russia-vows-to-boost-military-cooperation-with-mali/a-
64639926).
Gli incidenti di sicurezza segnalati si sono verificati principalmente in aree in cui diversi gruppi sono in competizione per il controllo o contro lo Stato o contro gruppi armati e milizie delle
Per comunità locali, come nelle regioni di Bandiagara, e , e le principali vie di Per_19 Per_20
accesso strategico dove gruppi armati radicali stanno apparentemente tentando di stabilire un controllo effettivo. (United Nations Security Council, Situation in AL Report of the Secretary-
General, S/2021/1117, 4 gennaio 2022, p. 8, https://documents-dds- ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N21/410/17/PDF/N2141017.pdf?OpenElement).
Inoltre, come rilevato durante l'aggiornamento orale dell'Alto Commissario sui diritti umani e riportato dal sito delle Nazioni Unite, la situazione della sicurezza in AL è particolarmente allarmante nella parte centrale del Paese e nella zona di confine tra BU AS, AL e In Per_5
quest'area, numerosi gruppi armati stanno sfruttando l'ostilità intercomunitaria e l'assenza di autorità statali per espandere la propria influenza e compiere attacchi contro i civili. (United Nation Global
Update 07.03.2023: Relazione annuale e aggiornamento orale dell'Alto Commissario per i diritti umani sulle attività del suo Ufficio e sui recenti sviluppi in materia di diritti umani, 52° sessione di
Human RIghts Council ,Delivered by Volker Turk)
Tuttavia, come riportato anche nel documento UNHCR sulla posizione dell'Alto Commissariato rispetto ai rimpatri in AL, del 2022, nonché dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America
(USDOS), alcuni gruppi armati hanno rafforzato la propria presenza nelle regioni meridionali di
, e compiendo diversi attacchi terroristici. Nel Conflict Watchlist 2023 di Per_19 Per_21 Per_22
ACLED (Sahel), si rileva che nel corso del 2022, l'area centrale rimane quella più colpita dalle violenze contro i civili, da esplosioni e battaglie, diffusi in modo quasi indiscriminato, con
Pers particolare gravità nelle zone di e Inoltre, queste violenze, rivolte e conflitti si Per_23 evidenziano anche nell'area meridionale, nell'area di , in particolare da a sud, Per_19 Per_24
fino al confine nord Nourani, in cui sono presenti gruppi ribelli JNIM, militari dello Stato e altri gruppi ribelli. Dalla medesima mappa si osserva la presenza di un'analoga situazione in tutta l'area meridionale seppur i fenomeni si sviluppino in modo meno concentrato attorno alle città e si rilevino violenze e scontri disseminati per tutto il territorio, a partire dall'estremo ovest nella città di
Guidimaka, a esclusione dell'area sud-ovest, dove l'ultimo rilevamento di violenze contro i civili si evidenzia a Toukoto. (UNHCR, UNHCR Position On Returns To AL – Update III, gennaio 2022, https://www.ecoi.net/en/file/local/2068032/61f3a52e4.pdf ; USDOS, 2020 Country Reports on
Human Rights Practices: AL, 30 marzo 2021, p. 5, https://www.state.gov/wp- content/uploads/2021/10/MALI-2020-HUMAN-RIGHTS-REPORT.pdf; ACLED, Conflict
Watchlist 2023: The Sahel (acleddata.com)).
In generale, come si osserva da ACLED CAST Monthly Report, che presenta una mappa delle
Per_1 intesità dei conflitti in AL nel mese di giugno 2023, esclusivamente le regioni di e Per_21
non presentano eventi di conflitto armato. Le regioni di e hanno registrato tra 1 e 10 Per_22 Per_23
eventi; mentre e riportano tra gli 11 e i 20 eventi;
Gao tra i 21 e i 30 eventi e Parte_5 Per_25
infine Mopti e registrano più di 31 eventi di conflitto armato nel mese di giugno 2023. Per_26
(ACLED CAST, Conflict Early Warning Report, July 2023: ACLED CAST Monthly Report
( )). Email_3
Nel gennaio 2020 esperto indipendente delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti Persona_27
umani in AL, aveva già osservato come la situazione della sicurezza avesse raggiunto un livello critico, con una presenza limitata di istituzioni statali in alcune aree, incidenti, violenza senza
Per_ precedenti ed attacchi terroristici contro le forze di sicurezza e civili. aveva altresì riferito che la situazione di sicurezza stesse già gradualmente peggiorando anche nelle regioni centrali e meridionali di , e , e che al contempo sembrasse esservi un miglioramento Per_19 Per_22 Per_25
nella zona di Kidal. Nonostante le zone di Bamako e risultino ad oggi meno toccate dal Per_22
conflitto in corso, rispetto al resto del Paese, si segnala che, da quando, nel 2013, è stata avviata l'operazione Serval,1 gli episodi di terrorismo e le minacce ad essi connesse sono aumentate anche nelle predette regioni meridionali. (UN Human Rights Council, Situation of human rights in AL;
Report of the Independent Expert on the situation of human rights in AL, A/HRC/43/76, 15
Gennaio 2020, p. 3, https://undocs.org/en/A/HRC/43/76; OHCHR, AL: Increasing violence and impunity in central region cause for concern, says UN expert , 21 Febbraio 2020, https://www.ohchr.org/en/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=25591&LangID=E; OECD, The Geography of Conflict in North , 14 Febbraio 2020, p. 113, Controparte_5
https://read.oecd-ilibrary.org/development/the-geography-of-conflict-in-north-and-west- africa_02181039-en#page115; Commissariat COI Controparte_23
Focus MALI Situation sécuritaire au sud du pays, 12 Marzo 2018, p. 15, https://coi.easo.europa.eu/administration/belgium/PLib/COI_Focus_AL__Situation_s%C3%A9cur itaire_au_sud_du_pays.pdf).
Nel report più recente del Segretario Generale delle Nazioni Unite del 1 giugno 2023, si riporta che
Pers sono proseguiti i combattimenti nelle regioni di e Ménaka, con lo Stato Islamico nel Grande
Sahara che ha ampliato l'area sotto il suo controllo. Nel AL centrale, i gruppi affiliati a Per_28
hanno continuato a rappresentare una minaccia significativa, come Persona_29
dimostrano i complessi attacchi a del 22 aprile. Anche nel sud e nell'ovest del AL sono Per_30
continuati gli attacchi estremisti contro obiettivi statali come le dogane e le postazioni forestali.
Sulla base dei dati raccolti dalla Missione, dal 1° luglio 2022 al 22 maggio 2023, un totale di 1.002 civili sono morti e altri 445 sono rimasti feriti a causa di conflitti armati, incidenti con ordigni esplosivi improvvisati e atti criminali, il che segna una diminuzione rispetto ai 1.556 civili uccisi e ai 530 feriti tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022. La diminuzione del numero di vittime civili può essere attribuita alla pressione esercitata dalle operazioni militari delle Forze armate maliane su gruppi estremisti, nonché a un cambiamento di tattica da parte di questi ultimi (ad esempio, lanciando ultimatum alle popolazioni affinché se ne vadano prima degli attacchi). alle popolazioni di andarsene prima degli attacchi). (Security Council Report, United Nations, 1 giugno 2023:
S_2023_402.pdf (securitycouncilreport.org))
Nel Report del Consiglio di Sicurezza del 30 marzo 2023, si evidenzia il centro del AL ha registrato un aumento degli attacchi con ordigni esplosivi improvvisati portati a termine da gruppi di estremisti violenti. Dal 6 gennaio al 1° marzo 2023, sono stati registrati 126 incidenti, di cui 29 legati a ordigni esplosivi improvvisati. Almeno 206 persone sono state uccise, tra cui 84 civili, di cui 6 donne (cinque donne e una bambina), e 80 persone sono state ferite, tra cui 38 civili, di cui 2 donne. Il 21 febbraio, un convoglio della forza MINUSMA ha urtato un ordigno esplosivo a
Bandiagara, che ha provocato l'uccisione di tre peacekeepers e cinque feriti. Da gennaio 2023 a oggi, dieci peacekeepers delle Nazioni Unite sono morti in AL. (OCHA Services, reliefweb,
14.06.2023: Security Council Report ,trimestrale, United Nations, del 30 marzo 2023:
S_2023_236.pdf (securitycouncilreport.org)
Inoltre, nella zona centrale del Paese, Il 22 aprile 2023, la Per_28 Per_29 Persona_29
ha compiuto complessi attacchi contro le basi delle forze armate maliane nella città di Sevaré, tra cui la base dell'aeronautica, vicino all'aeroporto e al campo . Gli attacchi hanno ucciso CP_20 10 civili, e hanno danneggiato gravemente le infrastrutture, tra cui 20 case e rifugi per sfollati interni nel quartiere di Sarema. Gli attacchi hanno colpito direttamente 366 civili, tra cui 144 sfollati interni. Le Forze Armate maliane hanno continuato a condurre operazioni antiterrorismo in varie
Per_3 località, come a e (regione di , e a Bandiagara e (regione di Per_31 Per_31 Per_33
Bandiagara) per liberare le aree dalla presenza di gruppi estremisti, e sono continuate le rappresaglie da parte dei gruppi estremisti contro i civili sospettati di collaborare con lo Stato, a volte con il rapimento di persone. In seguito alle notizie di un ultimatum contro la popolazione locale di per aver collaborato con le Forze armate del AL e aver permesso alle pattuglie Pt_6
della di entrare nell'area, il capo villaggio è stato rapito il 15 aprile e poi rilasciato il 25 CP_20
aprile. (Security Council Report, trimestrale, United Nations, del 01 giugno 2023, S_2023_402.pdf
(securitycouncilreport.org); ALJAZEERA, 22.04.2023: “at least 10 killed, dozens wounded in central mali attack” https://www.aljazeera.com/news/2023/4/22/at-least-nine-killed-in-central- mali-attack )
Secondo iDMC, Internal Displacement Monitoring Centre aggiornato al 2023, tenendo in considerazione i dati del 2022, il totale degli IDPs (internally displaced people) fuggiti a causa di conflitti e violenze sono stati 380 mila nel 2022; contro i 32 mila fuggiti a causa dei disastri naturali, un valore nettamente inferiore a quello riportato per i primi IDPs. Perciò, i continui combattimenti hanno provocato nuove ondate di sfollati. Alla fine di aprile 2023, 78.484 sfollati interni registrati vivevano in 23 diversi siti di Ménaka. Nel villaggio di N'Tillit, nel AL settentrionale, gli attacchi hanno costretto oltre 3.700 rifugiati burkinabé e civili maliani a fuggire in
Pers direzione di la città più vicina, distante 120 km. Per garantire la sicurezza della popolazione locale e degli sfollati, la ha intrapreso due pattugliamenti di giorno e due di notte nella CP_20
città di Ménaka, compresi i siti per gli sfollati, sette giorni su sette. Inoltre, tre volte alla settimana vengono condotti pattugliamenti congiunti con le forze di sicurezza maliane. La Missione fornisce il carburante per queste attività congiunte. (iDMC, Internal Displacement Monitoring Centre;
aggiornato al 2023: https://www.internal-displacement.org/database/displacement-data; UNHCR, un
Refugee Agency, 24 gennaio 2023: https://www.unhcr.org/it/notizie-storie/notizie/mali-violenze-e- minacce-a-opera-di-gruppi-armati-continuano-a-costringere-alla-fuga-civili-e-rifugiati/ Security
Council Report trimestrale, United Nations, 01 giugno 2023, Security Council Report ,trimestrale,
United Nations, del 30 marzo 2023: S_2023_402.pdf (securitycouncilreport.org)).
Inoltre, poiché i gruppi terroristici continuano le loro operazioni in alcune aree del AL, colpendo i cittadini, le forze di sicurezza e le forze di pace delle Nazioni Unite, la persistente insicurezza sta avendo un impatto anche sulle attività umanitarie in un Paese in cui quasi nove milioni di persone avranno bisogno di assistenza quest'anno, rispetto ai 7,5 milioni del 2022 e ai 5,9 milioni del 2021. (European Commission, AL Factsheet, consultato l'11 luglio 2023, https://civil- protectionhumanitarianaid.ec.europa.eu/where/africa/mali_en#:~:text=Over%20470%2C000%20ar
e%20displaced%20as,of%20them%20remain%20highly%20vulnerable ; UN News, 16 giugno
2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1137812) Secondo il Rapporto sul Monitoraggio dei
Flussi di Popolazione, di marzo 2023, in AL sono stati rilevati 132.800 flussi migratori nel corso del primo trimestre del 2023, con un aumento del 19% rispetto al primo trimestre, di cui l'11% sono essi stessi maliani. Si è inoltre rilevato che i migranti che fuggono poiché colpiti da violenze o persecuzioni hanno vissuto principalmente in AL (51%),
contro
BU AS (25%) e Nigeria
(9%). ( Rapporto sul Monitoraggio dei Flussi di Popolazione, Marzo 2023,
(1).pdf ). CodiceFiscale_1
Le fonti internazionali sopraccitate confermano che attualmente in AL vi sia una situazione di violenza generalizzata in costante peggioramento e dall'imprevedibile evoluzione.
Dall'inizio del conflitto ad oggi, infatti, gli episodi violenti sono aumentati esponenzialmente, spostandosi dal nord al centro del Paese, fino ad arrivare alle regioni meridionali. Gli attori del conflitto risultano altresì essere numerosi ed in costante evoluzione, con fusioni tra e nascita di nuovi gruppi terroristici, nonché infiltrazione degli stessi in gruppi etnici di autodifesa, che hanno fatto sì che il conflitto acquistasse, in determinate zone, connotazioni etnico-religiose, e da ultimo mercenari provenienti dall'estero.
L'estensione del conflitto a pressoché tutto il AL, compresa la capitale, rende assolutamente ragionevole ritenere che tutto lo Stato sia caratterizzato da una situazione di conflitto armato con violenza indiscriminata nei confronti dei civili e con elevato rischio di trattamenti inumani e degradanti. Pertanto, ritiene il Collegio che, posto che il ricorrente è pacificamente cittadino maliano (tale dato è stato ritenuto credibile in tutte le fasi della procedura amministrativa e mai messo in dubbio) nel caso in esame, sussistono i presupposti per il rilascio del permesso per
Protezione speciale ex art. 19 TUI, così come novellato dal D.L. 130/2020 in virtù del principio di non refoulement, riconosciuto a livello nazionale e comunitario.
Per tali motivi, la domanda principale va accolta.
Non vi è luogo a provvedere in merito alle spese processuali,, trovando applicazione il principio di diritto per cui “qualora la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato sia vittoriosa in una controversia civile proposta contro un'amministrazione statale, l'onorario e le spese spettanti al difensore vanno liquidati ai sensi dell'art. 82 d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, ovvero con istanza rivolta al giudice del procedimento, non potendo riferirsi a tale ipotesi l'art. 133 del medesimo d.P.R. n. 115 del 2002, a norma del quale la condanna alle spese della parte soccombente non ammessa al patrocinio va disposta in favore dello Stato” (Cassazione civile, sez. II, 29/10/2012, n. 18583; conforme Cassazione civile, sez. VI , 29/11/2018, n. 30876; negli stessi termini, da ultimo,
Cass., Sez. I civile, 22/03/2023 , n. 8160).
P.Q.M.
Il Tribunale Ordinario di Torino, Sezione IX civile, definitivamente pronunciando, respinta ogni diversa istanza:
-Accoglie la domanda formulata e, per l'effetto, riconosce a nato a Parte_1
Sansankide, KA (AL) il 15.3.1989 (CUI: ), il diritto al rilascio del permesso di Nume_1
soggiorno per protezione speciale di durata biennale, secondo la previsione dell'art. 19 TUI nella versione di cui al D.lgs. 130/2020;
- Nulla in punto spese;
-Manda alla Cancelleria per le comunicazioni di competenza.
Così deciso nella Camera di Consiglio del 25.11.2024
Il Giudice est. Il Presidente
Dott.ssa Sara Perlo Dott.ssa Roberta Dotta
TRIBUNALE ORDINARIO di TORINO Nona Sezione Civile
Il Tribunale, in composizione collegiale nelle persone dei seguenti magistrati:
Roberta Dotta Presidente Silvia Carosio Giudice
Sara Perlo Giudice rel/est ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al N. R.G. 5694/2024 promossa da:
nato a [...], KA (AL) il 15.3.1989 (CUI: ), Parte_1 P.IVA_1 rappresentato e difeso dall'avv. Martina Pagella del Foro di Torino
PARTE ATTRICE
CONTRO
– Questura di Torino, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Controparte_1 dello Stato presso cui ha eletto domicilio in via dell'Arsenale 21 Torino
PARTE CONVENUTA
Avente ad oggetto: impugnazione del provvedimento del Questore di Torino del 29.12.2023, notificato il 19.3.2024, di rigetto della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno per protezione sussidiaria.
Conclusioni parte attrice: riconoscersi il permesso per protezione speciale;
Parte convenuta non costituita e non comparsa in giudizio.
MOTIVI IN FATTO E IN DIRITTO
A seguito della richiesta presentata da in data 21.9.2021, volta a ottenere il rinnovo del Pt_1
permesso di soggiorno per protezione sussidiaria, il Questore di Torino, con provvedimento Prot.
Nr. 1836/2023, reso in data 29.12.2023 e notificato il 19.3.2024 (cfr. doc. 1, ricorso introduttivo), ha denegato il rilascio del permesso, in quanto, a seguito del ricorso proposto dal
[...] di Controparte_2
Verona-Padova – alla Corte di Appello di Venezia, la stessa Corte con sentenza nr. 2679/2017 pubblicata il 20.11.2017 ha accolto l'appello rigettando ogni richiesta di protezione internazionale e confermato il provvedimento della Controparte_2
di Verona-Padova del 30.4.2015.
[...]
L'istante ha impugnato il rigetto, ritenuto illegittimo.
Parte convenuta non si è costituita in giudizio, nonostante la regolarità delle notifiche.
Il Collegio ha fissato udienza davanti al Giudice relatore al 30.10.2024, udienza in cui la difesa ha rinunciato alla discussione orale ed al termine per le memorie ex art. 275 bis c.p.c. e il Giudice ha fissato udienza ex artt. 281 terdecies e 275 bis c.p.c. per la precisazione delle conclusioni, al
22.11.2024, sostituendola con il deposito di note scritte.
Scaduto il termine previsto e a seguito del deposito di note scritte da parte del solo ricorrente in data
31.10.2024, il fascicolo è stato rimesso al Collegio per la decisione.
* * *
Nel ricorso introduttivo, la difesa ha evidenziato che è cittadino maliano e che, data la Pt_1
precaria situazione socio-politica in cui versa attualmente il AL, è meritevole di protezione e del rilascio del permesso ex art. 19 co. 1 e 1.1 TUI.
All'udienza del 31.10.2024, la difesa ha insistito per l'accoglimento del ricorso e il giudice ha fissato il termine al 22.11.2024 per il deposito di note scritte in sostituzione dell'udienza, per consentire alle parti di precisare le conclusioni.
Con nota scritta del 31.10.2024, parte attrice ha insistito nell'accoglimento del ricorso per il riconoscimento della protezione speciale ai sensi dell'art. 19 D. lgs. 286/1998.
Allo scadere del termine, il Giudice ha rimesso la causa al Collegio.
* * *
Parte attrice ha formulato domanda di riconoscimento della protezione speciale in suo favore.
Sul punto sono intervenute negli ultimi anni varie modifiche normative.
Innanzitutto, con il d.l. n. 113 del 2018 conv. dalla l. n. 132 del 2018, è stata rivista e modificata integralmente la disciplina della protezione umanitaria tipizzando precise fattispecie al fine di riconoscere al richiedente un permesso speciale per motivi diversi dalla protezione internazionale
(al riguardo, in assenza, nel d.l. del 2018 n. 113, di una disciplina transitoria e in applicazione dell'art. 11 delle disp. preleggi c.c., si è ritenuto applicabile la normativa previgente alle domande proposte anteriormente all'entrata in vigore del citato decreto: in questo senso, Cass. n. 4890 del
2019; Cass. n. 7831 del 2019).
Successivamente, in data 22 ottobre 2020, è entrato in vigore il d.l. n. 130 del 2020, conv. con modifiche dalla l. n. 173 del 2020, che, per quanto qui di rilievo, nel confermare la scelta della tipizzazione rispetto alla fattispecie di protezione complementare c.d. “a catalogo aperto”, ha modificato nuovamente il testo dell'art. 5, comma 6, T.U.I., ripristinando il dovere del rispetto degli obblighi costituzionali e internazionali (originariamente espresso, ma poi eliminato dal d.l. n. 113 del 2018, conv. con modifiche nella l. n. 132 del 2018).
Infine, sempre per quanto di rilievo in questa sede, con d.l. n. 20 del 2023, conv. con modificazioni dalla l. n. 50 del 2023, è stata nuovamente modificata la formulazione (anche) dei commi 1.1. e 1.2. dell'art. 19, T.U.I., ma con norma transitoria è stata prevista l'applicabilità della normativa abrogata alle domande di riconoscimento della protezione speciale presentate in data anteriore all'entrata in vigore del predetto decreto-legge, ossia all'11.3.2023.
Al caso di specie, dunque, si applica la normativa previgente all'entrata in vigore della modifica di cui al d.l. n. 20 del 2023, conv. con modificazioni dalla l. n. 50 del 2023.
Ciò posto, l'art. 19 T.U.I. nella formulazione di cui alle modifiche apportate con d.l. n. 130 del
2020, conv. con modifiche dalla l. n. 173 del 2020, prevede, tra l'altro, al comma 1.1. che: “non sono ammessi il respingimento o l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6.
Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani. Non sono altresì ammessi il respingimento o l'espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, a meno che esso non sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale ovvero di ordine e sicurezza pubblica nonché di protezione della salute (…). Ai fini della valutazione del rischio di violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine”. Il successivo comma 1.2. della norma in esame (sempre come modificato dal d.l. n. 130 del 2020, conv. con modifiche dalla l. n. 173 del 2020) stabilisce che: “nelle ipotesi di rigetto della domanda di protezione internazionale, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e
1.1., la trasmette gli atti al Questore per il rilascio di un permesso di Controparte_2
soggiorno per protezione speciale. Nel caso in cui sia presentata una domanda di rilascio di un permesso di soggiorno, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1, il Questore, previo parere della per il riconoscimento della protezione internazionale, rilascia un Controparte_2 permesso di soggiorno per protezione speciale”. Con riferimento quindi alla protezione speciale garantita dalle previsioni dell'articolo 19, comma
1.1., T.U.I. nella formulazione seguente al d.l. del 2020, l'autorità giudiziaria, nel caso di sussistenza di fondati motivi di ritenere che la persona richiedente rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi costituzionali e sovranazionali, deve tenere conto dell'esistenza, nello Stato di provenienza, di violazioni sistematiche e gravi dei diritti umani e, in ogni caso, è chiamata a condurre una valutazione delle condizioni di vita privata e familiare del richiedente protezione, tenendo conto della natura ed effettività dei vincoli familiari, dell'effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali e sociali con il Paese
d'origine, al fine di stabilire se il suo respingimento determinerebbe una violazione di tali diritti.
Fatte queste premesse di carattere normativo, nel merito la domanda è fondata.
La difesa ha posto a fondamento della domanda la situazione socio-politica-economica del AL.
In relazione alla specifica situazione del AL, si riporta quanto segue.
Dalle numerose fonti consultate, risulta che il AL sia tuttora caratterizzato da una situazione di forte instabilità.
Riguardo agli eventi storico-politici del AL, si rileva che in seguito all'indipendenza del 1960, instaurata la dittatura del 1968 del generale si verificarono le prime ribellioni da Persona_1 parte dei tuareg per rivendicare il territorio dell' Le ribellioni furono soppresse dal regime, Per_2 che indusse i tuareg all'espatrio in Libia, dove ricevettero addestramento militare e sposarono un'interpretazione radicale dell'Islam. Formato il movimento CP_3 Controparte_4
) guidato da , nel 1990, i tuareg attaccarono un posto di
[...] Persona_3 gendarmeria, e nel 1991 fu firmato l'accordo di Tamanrasset, che sciolse il movimento. Nel 1991, dopo un colpo di stato, organizzò elezioni democratiche e nel 2002 Parte_2
Pe divenne presidente. (GITPA, Le conflit touareg au AL et 2002, Per_5
https://www.gitpa.org/Peuple%20GITPA%20500/GITPA%20500-
4_plusTEXTEREFconflittouareg.pdf; GE, B., AL: retour sur le régime de Moussa Traoré en dix dates, 25 March 2016, https://www.jeuneafrique.com/312846/politique/mali-retour-regime-de- moussa-traore-dix-dates/; , Cahiers Un atlas du Controparte_5 Controparte_6
Sahara-Sahel, 19 december 2014, p. 184; AL, Accord sur la cessation des hostilités: le
Gouvernement de la République du AL d'une part et le Mouvement Populaire de l'Azaouad et le
Front Islamique Arabe d'autre part, 6 January 1991, http://www.unesco.org/culture/fr/indigenous/Dvd/pj/TOUAREG/TouaregC4_2.pdf21; GE, B.,
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Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani Atlante Geopolitico 2016, 2016, pp. 554-557)
Nel 2012 la situazione è precipitata con lo scoppio di un conflitto armato che coinvolgeva forze governative e i diversi gruppi armati, sfociato in gennaio, con l'attacco da parte del
[...]
(in alleanza con il gruppo jihadista delle Controparte_7 Per_6 Per_7
postazioni militari governative nel nord del paese e ottenendone il controllo e dichiarando l'indipendenza dell' In seguito, (al-Qāʿida nel Maghreb islamico) e Per_2 Per_7 Per_8
(Movimento per l'Unicità e il Jihad in Occidentale) rompevano l'alleanza stipulata Per_9 CP_5
inizialmente con il e giungevano ad ottenere il controllo dei territori di Timbuctù, Per_6 Per_10
Pers e Per fermare la loro avanzata, si dispiegavano forze internazionali, quali la Francia, Per_12
l' e le Nazioni Unite, fino alla firma dell'Accordo per la pace e la riconciliazione del CP_8
AL. In ogni caso, la spirale jihadista si è gradualmente estesa dal nord verso il centro e, in alcuni casi, anche al sud e all'ovest del Paese. Nel 2020 e nel 2021 un colonnello di una Persona_13
giunta militare ha guidato due colpi di Stato, assumendo la carica di Presidente. Secondo il Centro per gli studi strategici in Africa (CESA), da quando la giunta militare ha preso il potere la situazione della sicurezza in AL si è notevolmente deteriorata. (Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani
Atlante Geopolitico 2016, 2016, pp. 554-557; Le Monde, AL : attaque contre un camp militaire dans le nord du pays, 27 janvier 2018: https://www.lemonde.fr/afrique/article/2018/01/27/mali- attaque-contre-un-camp-militaire-dans-le-nord-du-pays_5248112_3212.html; , CP_9 [...]
officiellement président du AL, 29 maggio 2021, CP_10 CP_11
https://www.france24.com/fr/afrique/20210529-le-colonel-assimi-go%C3%AFta-officiellement- nomm%C3%A9-pr%C3%A9sident-du-mali?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter;
[...]
, L'insurrection islamiste aux portes de Bamako, 30 agosto 2022, Controparte_12
https://africacenter.org/fr/spotlight/linsurrection-islamiste-aux-portes-de-bamako/).
Per ciò che concerne in particolare la situazione di instabilità politica, si osservi che, dapprima nell'agosto 2020 ed in seguito nel maggio 2021, in AL si sono verificati due colpi di stato, entrambi ad opera del Colonnello divenuto poi Presidente del Paese. Mentre quello Persona_14
del 2020 è stato accolto con favore dall'opinione pubblica e dall'opposizione maliana, il secondo è stato duramente condannato dalla comunità internazionale, inclusa l' che ha imposto CP_8 sanzioni sul Paese. Secondo quanto evidenziato dall'organizzazione International Crisis Group, le ripetute crisi politiche in AL minano la credibilità dello Sstato, mentre lo stesso si trova ad affrontare numerose insurrezioni, in particolare da parte di jihadisti ed altri gruppi armati. Tali attori del conflitto sono pertanto agevolati nel presentarsi alla popolazione come autorità de facto, e vi è inoltre il rischio che questa nuova crisi, scaturita dai ripetuti colpi di stato, minacci ulteriormente la già fragile fiducia nell'accordo di pace inter-maliano del 2015, le cui principali disposizioni in materia di sicurezza e decentramento devono ancora essere soddisfatte (Economic Community of
West African States(ECOWAS), https://ecowas.int/about-ecowas/basic-information/; Al Jazeera,
: AL's army commander who seized power twice, 7 giugno 2021, Persona_13
https://www.aljazeera.com/news/2021/6/7/coup-leader-assimi-goita-set-to-be-sworn-in-as-malis- president;
BBC News, AL coup: How to solve the conundrum, 27 maggio 2021, https://www.bbc.com/news/world-africa-57255601; ICG, AL, a Coup within a Coup, 27 maggio
2021, https://www.crisisgroup.org/node/17217; ISPI, J. Claes e A. Schmauder, AL: Two Coups and Two Shortcomings for a Successful Transition, 17 dicembre 2021, https://www.ispionline.it/en/pubblicazione/mali-two-coups-and-two-shortcomings-successful- transition-32670; Controparte_13
https://www.un.org/en/pdfs/EN-ML_150620_Accord-pour-la-
[...]
paix-et-la-reconciliation-au-AL_Issu-du-Processus-d' . CP_14
Nonostante l' avesse previsto il 27 febbraio 2022 come data per le elezioni nel Paese, CP_8
fortemente caldeggiate altresì dalle Nazioni Unite per uscire dalla situazione di stallo ed avviarsi verso la fine del governo di transizione (France 24, UN urges AL's transitional government to present election timetable, 13 gennaio 2022, https://www.france24.com/en/africa/20220113-un- urges-mali-s-transitional-government-to-present-election-timetable) la giunta militare ha proposto un'estensione del governo di transizione e le stesse non si sono tenute nella data prevista, tanto che ha imposto pesanti sanzioni (Al Jazeera, AL parliament approves five-year democratic CP_8
transition plan, 21 febbraio 2022, https://www.aljazeera.com/news/2022/2/21/mali-parliament- approves-five-year-democratic-transition-plan; France 24, AL 'open to dialogue' Controparte_15
with after it imposes strict sanctions, 11 gennaio 2022, CP_8
https://www.france24.com/en/africa/20220110-mali-s-military-leader-open-to-dialogue-with- ecowas-after-sanctions).
Le elezioni per il referendum sono avvenute il 18 giugno del 2023, e i maliani hanno approvato le modifiche alla costituzione, che secondo i governanti militari e le potenze regionali, aprirà la strada alle elezioni e al ritorno al governo civile. di Al Jazeera ha dichiarato che, sebbene Testimone_1
circa 8 milioni di maliani abbiano diritto al voto, "molti di loro non saranno in grado di esprimere il proprio voto perché ci sono ampie porzioni di territorio nel nord e nel centro del Paese che sono nelle mani di gruppi armati legati ad e all'ISIL [ISIS]". In collegamento dalla capitale Per_15
Per_1 Bamako, ha dichiarato che nella città settentrionale di non si ha votato e che a Tes_1
Timbuctù i gruppi armati hanno minacciato di attaccare i seggi elettorali. Il referendum è stato supportato dall'operazione delle Nationi Unite MINUSMA come dichiarato da CP_16 (Aljazeera, “AL votes in constitutional referendum to pave way for elections”, pubblicato il 18 giugno 2023, https://www.aljazeera.com/news/2023/6/18/malis-military-rulers-hold-constitutional- referendum-vote); Aljazeera, “ALan approves amendments to constitution in referendum” pubblicato il 23 giugno 2023; United Nations News, 16 giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1137812).
La situazione di sicurezza e dei diritti umani, in particolare, si è ulteriormente deteriorata fin dal
2019, anno in cui, secondo il report di Human Rights Watch, vi sono state centinaia di vittime civili, decedute in attacchi portati a termine da gruppi etnici di autodifesa, principalmente perché ritenuti sostenitori di gruppi Islamisti. Inoltre, i jihadisti hanno intensificato i propri attacchi nelle zone settentrionali e centrali del Paese, colpendo le forze di sicurezza maliane, membri delle operazioni di pace delle Nazioni Unite (peacekeepers), forze armate internazionali e civili. (Human Rights
Watch, World Report 2020, Events Of 2019, https://www.hrw.org/world-report/2020/country- chapters/mali; OHCHR, 17 Giugno 2020, https://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/Pages/NewsDetail.aspx?NewsID=25967&LangID=E).
Secondo ACLED CAST Monthly Report, gli attori coinvolti nei conflitti in AL, con dati aggiornati a giugno 2023, in ordine importanza nel conflitto, sono i , Pt_3 Parte_4
i civili, le forze militari del Mmali, le forze di polizia del AL, gruppi armati
[...]
non identificati, , Controparte_17 Controparte_18 CP_19 CP_20
(Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione del AL). Si osserva che nel giugno 2023, il gruppo per il sostegno dell'Islam e dei musulmani (JNIM) è stato al centro delle violenze, coinvolto in 81 dei 129 eventi di giugno. Degli eventi che hanno coinvolto il JNIM, il 57% sono stati combattimenti soprattutto contro le forze dello Stato maliano, mentre il 30% sono state violenze contro i civili. Dei 48 eventi che non coinvolgevano il , l'83% erano violenze contro i civili. Il Pt_3
è stato coinvolto in 5 eventi durante il mese, 2 dei quali erano violenze contro i CP_21
civili. (Acled Data, Giugno 2023: ACLED CAST Monthly Report )). Email_1
È da sottolineare che gli attori coinvolti in questi conflitti spesso si sovrappongono tra diverse comunità sociali ed etniche, tra gruppi jihadisti e governo e tra diversi gruppi armati spesso non hanno confini chiari. Un'altra sfida è rappresentata dall'esistenza di numerosi gruppi armati che operano nella regione, a volte con obiettivi e territori diversi e a volte condivisi. Anche i confini tra gruppi armati "jihadisti" e "non jihadisti" sono spesso poco chiari. Esistono accuse credibili di cooperazione tra gruppi armati apparentemente non jihadisti e jihadisti. I combattenti spesso passano da un gruppo all'altro, in base alla geografia o alle circostanze locali. Questa fluidità ha portato a frequenti accuse di collaborazione tra gruppi armati filogovernativi e gruppi precedentemente separatisti o non jihadisti con vari gruppi jihadisti. Dati i continui cambiamenti della situazione politica e di sicurezza nella regione, qualsiasi tentativo di mappare questa moltitudine di gruppi è per sua natura inesatto. ( European Council of Foreign Relations, Andrew
Lebovich, 2023: https://ecfr.eu/special/sahel_mapping/ )
Per quanto riguardo gli attori esterni, secondo l'analisi di ACLED, il coinvolgimento di CP_21
aumenta il clima di paura nel Paese, dal momento che è tacitamente vietato criticare le forze armate maliane ( , mettere in discussione la sua narrativa di 'ascesa al potere' o riferirsi al gruppo Per_16
visto che le autorità maliane negano categoricamente la presenza dello stesso nel Paese. CP_21
Oltre ad influenzare negativamente le dinamiche del conflitto, il gruppo ha anche introdotto CP_21
tattiche non utilizzate in precedenza dalle forze governative maliane e dai loro alleati. Ad esempio, nel maggio 2022, ACLED ha registrato il primo incidente in cui e hanno utilizzato Per_16 CP_21
trappole esplosive nella regione centrale di Mopti (ACLED, Wagner Group Operations in Africa
Civilian Targeting Trends in the Central African Republic and AL, 30 agosto 2022)
Inoltre, secondo i termini della risoluzione adottata, la (United Nations CP_20
Multidimensional Integrated Stabilization Mission in AL) inizierà a ridurre la sua presenza e si ritirerà completamente dal AL entro il 1° gennaio 2024, avendo ricevuto una richiesta del governo di transizione del AL che richiedeva il ritiro immediato della forza multinazionale di oltre diciassettemila uomini. Il Consiglio ha inoltre autorizzato la missione a rispondere con la forza a minacce imminenti di violenza contro i civili e a contribuire alla fornitura sicura di assistenza umanitaria guidata dai civili, fino al 30 settembre. (United Nations News, 30 Giugno 2023, Nella risoluzione Onu n. 2690 (39.06.2023) il Consiglio di Sicurezza “Chiede alla di iniziare CP_20
immediatamente, il 1° luglio 2023, la cessazione delle sue operazioni, il trasferimento dei suoi compiti, nonché il ritiro ordinato e sicuro e il trasferimento dei suoi compiti, nonché il disimpegno
e il ritiro ordinato e sicuro del suo personale, con l'obiettivo di completare questo processo entro il
31 dicembre 2023, in stretta consultazione con il governo di transizione del AL e in coordinamento con i Paesi che contribuiscono con le truppe e la polizia, e chiede al Segretario
Generale di tenere regolarmente informato il Consiglio di Sicurezza sui pertinenti sviluppi rilevanti in relazione a questo processo”. (Risoluzione Onu del 30.06.23: https://minusma.unmissions.org/sites/default/files/res_2690_2023_en.pdf )
United evidenzia che i media hanno descritto un panorama di sicurezza desolante. CP_22
Nell'ultimo decennio, il AL e la regione del hanno visto un'impennata di scontri e attacchi da CP_5
parte di gruppi armati e affiliati al terrorismo, con 303 peacekeepers uccisi, secondo la . CP_20
Molti membri del Consiglio hanno convenuto che il ritiro della missione non pone fine all'assistenza della comunità internazionale al AL. Il governo del AL aveva già chiesto e ottenuto a inizio anno il ritiro delle forze rancesi ed europee (italiane incluse) dell'Operazione in coincidenza con il rafforzamento della presenza di consiglieri militari e contractors Per_17
russi della compagnia militare privata (PMC) Wagner. (United Nations News, 30 Giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1138257; Analisidifesa, 06 luglio 23: https://www.analisidifesa.it/2023/07/ultimo-atto-per-la-missione-dellonu-in-mali/).
Riguardo ai rapporti con Mosca, durante un viaggio in AL, il ministro degli Esteri russo Sergey
Lavrov ha annunciato un maggiore sostegno militare alla giunta militare maliana. Mosca ha dichiarato che assisterà il AL nel suo tentativo di sconfiggere l'insurrezione islamista nel In CP_5
seguito al ritiro dei caschi blu, il vice ambasciatore russo ha dichiarato che Testimone_2
Mosca continuerà a fornire supporto, anche su base bilaterale. (LeMonde 07.02.2023: https://www.lemonde.fr/en/international/article/2023/02/07/russian-foreign-minister-visits-mali-in-
Analisidifesa, 06/07/23: Email_2
https://www.analisidifesa.it/2023/07/ultimo-atto-per-la-missione-dellonu-in-mali/; Made for Minds,
02.08.23, https://www.dw.com/en/russia-vows-to-boost-military-cooperation-with-mali/a-
64639926).
Gli incidenti di sicurezza segnalati si sono verificati principalmente in aree in cui diversi gruppi sono in competizione per il controllo o contro lo Stato o contro gruppi armati e milizie delle
Per comunità locali, come nelle regioni di Bandiagara, e , e le principali vie di Per_19 Per_20
accesso strategico dove gruppi armati radicali stanno apparentemente tentando di stabilire un controllo effettivo. (United Nations Security Council, Situation in AL Report of the Secretary-
General, S/2021/1117, 4 gennaio 2022, p. 8, https://documents-dds- ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N21/410/17/PDF/N2141017.pdf?OpenElement).
Inoltre, come rilevato durante l'aggiornamento orale dell'Alto Commissario sui diritti umani e riportato dal sito delle Nazioni Unite, la situazione della sicurezza in AL è particolarmente allarmante nella parte centrale del Paese e nella zona di confine tra BU AS, AL e In Per_5
quest'area, numerosi gruppi armati stanno sfruttando l'ostilità intercomunitaria e l'assenza di autorità statali per espandere la propria influenza e compiere attacchi contro i civili. (United Nation Global
Update 07.03.2023: Relazione annuale e aggiornamento orale dell'Alto Commissario per i diritti umani sulle attività del suo Ufficio e sui recenti sviluppi in materia di diritti umani, 52° sessione di
Human RIghts Council ,Delivered by Volker Turk)
Tuttavia, come riportato anche nel documento UNHCR sulla posizione dell'Alto Commissariato rispetto ai rimpatri in AL, del 2022, nonché dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America
(USDOS), alcuni gruppi armati hanno rafforzato la propria presenza nelle regioni meridionali di
, e compiendo diversi attacchi terroristici. Nel Conflict Watchlist 2023 di Per_19 Per_21 Per_22
ACLED (Sahel), si rileva che nel corso del 2022, l'area centrale rimane quella più colpita dalle violenze contro i civili, da esplosioni e battaglie, diffusi in modo quasi indiscriminato, con
Pers particolare gravità nelle zone di e Inoltre, queste violenze, rivolte e conflitti si Per_23 evidenziano anche nell'area meridionale, nell'area di , in particolare da a sud, Per_19 Per_24
fino al confine nord Nourani, in cui sono presenti gruppi ribelli JNIM, militari dello Stato e altri gruppi ribelli. Dalla medesima mappa si osserva la presenza di un'analoga situazione in tutta l'area meridionale seppur i fenomeni si sviluppino in modo meno concentrato attorno alle città e si rilevino violenze e scontri disseminati per tutto il territorio, a partire dall'estremo ovest nella città di
Guidimaka, a esclusione dell'area sud-ovest, dove l'ultimo rilevamento di violenze contro i civili si evidenzia a Toukoto. (UNHCR, UNHCR Position On Returns To AL – Update III, gennaio 2022, https://www.ecoi.net/en/file/local/2068032/61f3a52e4.pdf ; USDOS, 2020 Country Reports on
Human Rights Practices: AL, 30 marzo 2021, p. 5, https://www.state.gov/wp- content/uploads/2021/10/MALI-2020-HUMAN-RIGHTS-REPORT.pdf; ACLED, Conflict
Watchlist 2023: The Sahel (acleddata.com)).
In generale, come si osserva da ACLED CAST Monthly Report, che presenta una mappa delle
Per_1 intesità dei conflitti in AL nel mese di giugno 2023, esclusivamente le regioni di e Per_21
non presentano eventi di conflitto armato. Le regioni di e hanno registrato tra 1 e 10 Per_22 Per_23
eventi; mentre e riportano tra gli 11 e i 20 eventi;
Gao tra i 21 e i 30 eventi e Parte_5 Per_25
infine Mopti e registrano più di 31 eventi di conflitto armato nel mese di giugno 2023. Per_26
(ACLED CAST, Conflict Early Warning Report, July 2023: ACLED CAST Monthly Report
( )). Email_3
Nel gennaio 2020 esperto indipendente delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti Persona_27
umani in AL, aveva già osservato come la situazione della sicurezza avesse raggiunto un livello critico, con una presenza limitata di istituzioni statali in alcune aree, incidenti, violenza senza
Per_ precedenti ed attacchi terroristici contro le forze di sicurezza e civili. aveva altresì riferito che la situazione di sicurezza stesse già gradualmente peggiorando anche nelle regioni centrali e meridionali di , e , e che al contempo sembrasse esservi un miglioramento Per_19 Per_22 Per_25
nella zona di Kidal. Nonostante le zone di Bamako e risultino ad oggi meno toccate dal Per_22
conflitto in corso, rispetto al resto del Paese, si segnala che, da quando, nel 2013, è stata avviata l'operazione Serval,1 gli episodi di terrorismo e le minacce ad essi connesse sono aumentate anche nelle predette regioni meridionali. (UN Human Rights Council, Situation of human rights in AL;
Report of the Independent Expert on the situation of human rights in AL, A/HRC/43/76, 15
Gennaio 2020, p. 3, https://undocs.org/en/A/HRC/43/76; OHCHR, AL: Increasing violence and impunity in central region cause for concern, says UN expert , 21 Febbraio 2020, https://www.ohchr.org/en/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=25591&LangID=E; OECD, The Geography of Conflict in North , 14 Febbraio 2020, p. 113, Controparte_5
https://read.oecd-ilibrary.org/development/the-geography-of-conflict-in-north-and-west- africa_02181039-en#page115; Commissariat COI Controparte_23
Focus MALI Situation sécuritaire au sud du pays, 12 Marzo 2018, p. 15, https://coi.easo.europa.eu/administration/belgium/PLib/COI_Focus_AL__Situation_s%C3%A9cur itaire_au_sud_du_pays.pdf).
Nel report più recente del Segretario Generale delle Nazioni Unite del 1 giugno 2023, si riporta che
Pers sono proseguiti i combattimenti nelle regioni di e Ménaka, con lo Stato Islamico nel Grande
Sahara che ha ampliato l'area sotto il suo controllo. Nel AL centrale, i gruppi affiliati a Per_28
hanno continuato a rappresentare una minaccia significativa, come Persona_29
dimostrano i complessi attacchi a del 22 aprile. Anche nel sud e nell'ovest del AL sono Per_30
continuati gli attacchi estremisti contro obiettivi statali come le dogane e le postazioni forestali.
Sulla base dei dati raccolti dalla Missione, dal 1° luglio 2022 al 22 maggio 2023, un totale di 1.002 civili sono morti e altri 445 sono rimasti feriti a causa di conflitti armati, incidenti con ordigni esplosivi improvvisati e atti criminali, il che segna una diminuzione rispetto ai 1.556 civili uccisi e ai 530 feriti tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022. La diminuzione del numero di vittime civili può essere attribuita alla pressione esercitata dalle operazioni militari delle Forze armate maliane su gruppi estremisti, nonché a un cambiamento di tattica da parte di questi ultimi (ad esempio, lanciando ultimatum alle popolazioni affinché se ne vadano prima degli attacchi). alle popolazioni di andarsene prima degli attacchi). (Security Council Report, United Nations, 1 giugno 2023:
S_2023_402.pdf (securitycouncilreport.org))
Nel Report del Consiglio di Sicurezza del 30 marzo 2023, si evidenzia il centro del AL ha registrato un aumento degli attacchi con ordigni esplosivi improvvisati portati a termine da gruppi di estremisti violenti. Dal 6 gennaio al 1° marzo 2023, sono stati registrati 126 incidenti, di cui 29 legati a ordigni esplosivi improvvisati. Almeno 206 persone sono state uccise, tra cui 84 civili, di cui 6 donne (cinque donne e una bambina), e 80 persone sono state ferite, tra cui 38 civili, di cui 2 donne. Il 21 febbraio, un convoglio della forza MINUSMA ha urtato un ordigno esplosivo a
Bandiagara, che ha provocato l'uccisione di tre peacekeepers e cinque feriti. Da gennaio 2023 a oggi, dieci peacekeepers delle Nazioni Unite sono morti in AL. (OCHA Services, reliefweb,
14.06.2023: Security Council Report ,trimestrale, United Nations, del 30 marzo 2023:
S_2023_236.pdf (securitycouncilreport.org)
Inoltre, nella zona centrale del Paese, Il 22 aprile 2023, la Per_28 Per_29 Persona_29
ha compiuto complessi attacchi contro le basi delle forze armate maliane nella città di Sevaré, tra cui la base dell'aeronautica, vicino all'aeroporto e al campo . Gli attacchi hanno ucciso CP_20 10 civili, e hanno danneggiato gravemente le infrastrutture, tra cui 20 case e rifugi per sfollati interni nel quartiere di Sarema. Gli attacchi hanno colpito direttamente 366 civili, tra cui 144 sfollati interni. Le Forze Armate maliane hanno continuato a condurre operazioni antiterrorismo in varie
Per_3 località, come a e (regione di , e a Bandiagara e (regione di Per_31 Per_31 Per_33
Bandiagara) per liberare le aree dalla presenza di gruppi estremisti, e sono continuate le rappresaglie da parte dei gruppi estremisti contro i civili sospettati di collaborare con lo Stato, a volte con il rapimento di persone. In seguito alle notizie di un ultimatum contro la popolazione locale di per aver collaborato con le Forze armate del AL e aver permesso alle pattuglie Pt_6
della di entrare nell'area, il capo villaggio è stato rapito il 15 aprile e poi rilasciato il 25 CP_20
aprile. (Security Council Report, trimestrale, United Nations, del 01 giugno 2023, S_2023_402.pdf
(securitycouncilreport.org); ALJAZEERA, 22.04.2023: “at least 10 killed, dozens wounded in central mali attack” https://www.aljazeera.com/news/2023/4/22/at-least-nine-killed-in-central- mali-attack )
Secondo iDMC, Internal Displacement Monitoring Centre aggiornato al 2023, tenendo in considerazione i dati del 2022, il totale degli IDPs (internally displaced people) fuggiti a causa di conflitti e violenze sono stati 380 mila nel 2022; contro i 32 mila fuggiti a causa dei disastri naturali, un valore nettamente inferiore a quello riportato per i primi IDPs. Perciò, i continui combattimenti hanno provocato nuove ondate di sfollati. Alla fine di aprile 2023, 78.484 sfollati interni registrati vivevano in 23 diversi siti di Ménaka. Nel villaggio di N'Tillit, nel AL settentrionale, gli attacchi hanno costretto oltre 3.700 rifugiati burkinabé e civili maliani a fuggire in
Pers direzione di la città più vicina, distante 120 km. Per garantire la sicurezza della popolazione locale e degli sfollati, la ha intrapreso due pattugliamenti di giorno e due di notte nella CP_20
città di Ménaka, compresi i siti per gli sfollati, sette giorni su sette. Inoltre, tre volte alla settimana vengono condotti pattugliamenti congiunti con le forze di sicurezza maliane. La Missione fornisce il carburante per queste attività congiunte. (iDMC, Internal Displacement Monitoring Centre;
aggiornato al 2023: https://www.internal-displacement.org/database/displacement-data; UNHCR, un
Refugee Agency, 24 gennaio 2023: https://www.unhcr.org/it/notizie-storie/notizie/mali-violenze-e- minacce-a-opera-di-gruppi-armati-continuano-a-costringere-alla-fuga-civili-e-rifugiati/ Security
Council Report trimestrale, United Nations, 01 giugno 2023, Security Council Report ,trimestrale,
United Nations, del 30 marzo 2023: S_2023_402.pdf (securitycouncilreport.org)).
Inoltre, poiché i gruppi terroristici continuano le loro operazioni in alcune aree del AL, colpendo i cittadini, le forze di sicurezza e le forze di pace delle Nazioni Unite, la persistente insicurezza sta avendo un impatto anche sulle attività umanitarie in un Paese in cui quasi nove milioni di persone avranno bisogno di assistenza quest'anno, rispetto ai 7,5 milioni del 2022 e ai 5,9 milioni del 2021. (European Commission, AL Factsheet, consultato l'11 luglio 2023, https://civil- protectionhumanitarianaid.ec.europa.eu/where/africa/mali_en#:~:text=Over%20470%2C000%20ar
e%20displaced%20as,of%20them%20remain%20highly%20vulnerable ; UN News, 16 giugno
2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1137812) Secondo il Rapporto sul Monitoraggio dei
Flussi di Popolazione, di marzo 2023, in AL sono stati rilevati 132.800 flussi migratori nel corso del primo trimestre del 2023, con un aumento del 19% rispetto al primo trimestre, di cui l'11% sono essi stessi maliani. Si è inoltre rilevato che i migranti che fuggono poiché colpiti da violenze o persecuzioni hanno vissuto principalmente in AL (51%),
contro
BU AS (25%) e Nigeria
(9%). ( Rapporto sul Monitoraggio dei Flussi di Popolazione, Marzo 2023,
(1).pdf ). CodiceFiscale_1
Le fonti internazionali sopraccitate confermano che attualmente in AL vi sia una situazione di violenza generalizzata in costante peggioramento e dall'imprevedibile evoluzione.
Dall'inizio del conflitto ad oggi, infatti, gli episodi violenti sono aumentati esponenzialmente, spostandosi dal nord al centro del Paese, fino ad arrivare alle regioni meridionali. Gli attori del conflitto risultano altresì essere numerosi ed in costante evoluzione, con fusioni tra e nascita di nuovi gruppi terroristici, nonché infiltrazione degli stessi in gruppi etnici di autodifesa, che hanno fatto sì che il conflitto acquistasse, in determinate zone, connotazioni etnico-religiose, e da ultimo mercenari provenienti dall'estero.
L'estensione del conflitto a pressoché tutto il AL, compresa la capitale, rende assolutamente ragionevole ritenere che tutto lo Stato sia caratterizzato da una situazione di conflitto armato con violenza indiscriminata nei confronti dei civili e con elevato rischio di trattamenti inumani e degradanti. Pertanto, ritiene il Collegio che, posto che il ricorrente è pacificamente cittadino maliano (tale dato è stato ritenuto credibile in tutte le fasi della procedura amministrativa e mai messo in dubbio) nel caso in esame, sussistono i presupposti per il rilascio del permesso per
Protezione speciale ex art. 19 TUI, così come novellato dal D.L. 130/2020 in virtù del principio di non refoulement, riconosciuto a livello nazionale e comunitario.
Per tali motivi, la domanda principale va accolta.
Non vi è luogo a provvedere in merito alle spese processuali,, trovando applicazione il principio di diritto per cui “qualora la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato sia vittoriosa in una controversia civile proposta contro un'amministrazione statale, l'onorario e le spese spettanti al difensore vanno liquidati ai sensi dell'art. 82 d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, ovvero con istanza rivolta al giudice del procedimento, non potendo riferirsi a tale ipotesi l'art. 133 del medesimo d.P.R. n. 115 del 2002, a norma del quale la condanna alle spese della parte soccombente non ammessa al patrocinio va disposta in favore dello Stato” (Cassazione civile, sez. II, 29/10/2012, n. 18583; conforme Cassazione civile, sez. VI , 29/11/2018, n. 30876; negli stessi termini, da ultimo,
Cass., Sez. I civile, 22/03/2023 , n. 8160).
P.Q.M.
Il Tribunale Ordinario di Torino, Sezione IX civile, definitivamente pronunciando, respinta ogni diversa istanza:
-Accoglie la domanda formulata e, per l'effetto, riconosce a nato a Parte_1
Sansankide, KA (AL) il 15.3.1989 (CUI: ), il diritto al rilascio del permesso di Nume_1
soggiorno per protezione speciale di durata biennale, secondo la previsione dell'art. 19 TUI nella versione di cui al D.lgs. 130/2020;
- Nulla in punto spese;
-Manda alla Cancelleria per le comunicazioni di competenza.
Così deciso nella Camera di Consiglio del 25.11.2024
Il Giudice est. Il Presidente
Dott.ssa Sara Perlo Dott.ssa Roberta Dotta