Cass. pen., sez. V, sentenza 22/05/2023, n. 21897
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Sentenza 22 maggio 2023

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Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte di Cassazione, emessa dal Consigliere Renata Sessa, che ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da tre imputate contro la sentenza della Corte d'Appello di Roma. Le parti hanno contestato la condanna per furto in abitazione, sollevando questioni relative alla motivazione della sentenza, alla valutazione delle prove e alla qualificazione giuridica del fatto. In particolare, le ricorrenti hanno sostenuto l'illogicità della motivazione riguardo al mancato rinvenimento della refurtiva e hanno contestato l'adeguatezza delle prove a loro carico, invocando una diversa interpretazione degli eventi.

Il giudice ha respinto tali argomentazioni, affermando che le censure mosse erano in realtà tentativi di sollecitare una nuova valutazione dei fatti, non ammissibile in sede di legittimità. La Corte ha ritenuto che la motivazione della sentenza impugnata fosse adeguata e non affetta da vizi, evidenziando che gli elementi probatori, tra cui il riconoscimento di oggetti rubati e la testimonianza di testimoni oculari, erano sufficienti a sostenere la responsabilità delle imputate. Inoltre, il giudice ha sottolineato che la discrezionalità nella determinazione della pena era stata esercitata correttamente, confermando la congruità della sanzione inflitta.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. V, sentenza 22/05/2023, n. 21897
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 21897
    Data del deposito : 22 maggio 2023

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