Cass. civ., sez. V trib., sentenza 30/04/2024, n. 11660
CASS
Sentenza 30 aprile 2024

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte Suprema di Cassazione, Sezione Tributaria, emessa il 19 aprile 2024 e pubblicata il 30 aprile 2024, presieduta dal Consigliere Michele Cataldi. Le parti in causa sono un professionista abilitato, che ha apposto un visto di conformità su una dichiarazione dei redditi, e l'Agenzia delle Entrate, che ha contestato l'infedeltà del visto, iscrivendo a ruolo l'imposta e le sanzioni a carico del professionista. Il ricorrente sosteneva che, a seguito di una modifica normativa, la sua responsabilità si limitasse al pagamento del 30% della maggiore imposta riscontrata, e contestava l'incompetenza dell'ufficio che aveva emesso la cartella di pagamento.

Il giudice ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendo che la competenza per l'iscrizione a ruolo spettasse alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate, in base al domicilio fiscale del trasgressore, e non a quello provinciale. La Corte ha argomentato che la norma attribuisce una competenza funzionale specifica, e che l'atto impugnato era affetto da vizio di incompetenza, rendendolo nullo. I motivi successivi sono stati dichiarati assorbiti, e la Corte ha accolto il ricorso, cassando la sentenza impugnata e riconoscendo la nullità dell'atto per incompetenza dell'ufficio.

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Massime2

La responsabilità, prevista dall'art. 39, comma 1, lett. a), secondo periodo, del d.lgs. n. 241 del 1997 (ratione temporis applicabile), dei soggetti che rilasciano il visto di conformità o l'asseverazione infedeli, relativamente alla dichiarazione dei redditi presentata con le modalità di cui all'art. 13 del d.m. n. 164 del 1999, ha una funzione anche punitiva; ne consegue che, ai sensi del comma 2 del citato art. 39, la competenza all'iscrizione a ruolo, nei confronti dei medesimi soggetti, di una somma pari all'importo dell'imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente, appartiene alla direzione regionale dell'Agenzia delle entrate, individuata in ragione del domicilio fiscale del trasgressore e non può essere derogata, pena l'illegittimità dell'atto compiuto in violazione di tale attribuzione.

La responsabilità prevista dall' art. 39, comma 1, lettera a), secondo periodo, d.lgs. n. 241/1997 , dei soggetti che rilasciano il visto di conformità o l'asseverazione infedeli relativamente alla dichiarazione dei redditi presentata con le modalità di cui all'art. 13 del DM n. 164/1999, ha una funzione anche punitiva, e la competenza all'iscrizione a ruolo, ex art. 39, comma 2, d.lgs. n. 241/1997 , nei confronti dei medesimi soggetti, di una somma pari all'importo dell'imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente, appartiene alla direzione regionale dell'Agenzia delle entrate individuata in ragione del domicilio fiscale del trasgressore e non può essere derogata, pena l'illegittimità dell'atto compiuto in violazione di tale attribuzione.

Commentari2

  • 1ter Del Dpr 600/1973 E Come Difendersi
    Giuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 5 gennaio 2026

    Il controllo formale ex art. 36-ter del DPR 600/1973 è una delle verifiche fiscali più sottovalutate ma pericolose, perché consente all'Agenzia delle Entrate di rettificare la dichiarazione del contribuente sulla base di documenti e dati richiesti, con recupero di imposte, sanzioni e interessi, spesso senza un vero contraddittorio se la fase non viene gestita correttamente. Per contribuenti, imprenditori e partite IVA, un controllo formale mal affrontato può trasformare un errore documentale o interpretativo in un debito definitivo, con successiva cartella di pagamento. Molti si chiedono: “È solo un controllo formale o è già un accertamento?” “Se non rispondo cosa succede?” “Come posso …

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  • 2Accertamento Fiscale A Geometri: Come Difendersi
    Giuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 29 settembre 2025

    Hai ricevuto un accertamento fiscale come geometra? In questi casi, l'Agenzia delle Entrate presume che parte dei compensi percepiti per progettazioni, pratiche edilizie, direzioni lavori, perizie e consulenze tecniche non sia stata dichiarata correttamente. Le professioni tecniche, come quella dei geometri, sono spesso nel mirino del Fisco per la frequente gestione di incarichi diretti e pagamenti in contanti. Le conseguenze possono essere molto gravi: recupero delle imposte, applicazione di sanzioni elevate e, nei casi più seri, contestazioni penali per dichiarazione infedele. Tuttavia, non sempre la contestazione è fondata: con una difesa ben strutturata è possibile ridurre …

     Leggi di più…
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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. V trib., sentenza 30/04/2024, n. 11660
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 11660
Data del deposito : 30 aprile 2024
Fonte ufficiale :

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