Corte d'Appello Campobasso, sentenza 31/01/2025, n. 114
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Sentenza 31 gennaio 2025

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La Corte di Appello di Campobasso, presieduta dal dott. Vincenzo Pupilella, ha emesso la sentenza n. 114/2024, riguardante un appello proposto dall'INPS contro una decisione del Tribunale di Campobasso. Le parti in causa erano l'INPS, appellante, e un'anziana pensionata, appellata. L'INPS contestava la decisione di primo grado che aveva escluso la legittimità della richiesta di restituzione di somme indebitamente percepite dalla pensionata per l'anno 2022, sostenendo che il reddito della stessa superava i limiti previsti dalla legge. La pensionata, dal canto suo, invocava il principio di irripetibilità delle somme percepite, evidenziando che i suoi redditi erano stati comunicati all'Agenzia delle Entrate e quindi conoscibili dall'INPS.

La Corte ha respinto l'appello, confermando la sentenza di primo grado. Ha argomentato che l'INPS, pur avendo riliquidato la prestazione, non poteva richiedere la restituzione delle somme, poiché la pensionata aveva agito in buona fede e l'ente previdenziale era in grado di conoscere i redditi percepiti. La Corte ha richiamato la giurisprudenza della Cassazione, sottolineando che l'affidamento del percipiente deve essere tutelato e che la ripetizione delle somme indebitamente erogate non è ammissibile in assenza di dolo. Pertanto, la Corte ha confermato la decisione del Tribunale, condannando l'INPS al pagamento delle spese legali.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Campobasso, sentenza 31/01/2025, n. 114
    Giurisdizione : Corte d'Appello Campobasso
    Numero : 114
    Data del deposito : 31 gennaio 2025

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