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Sentenza 13 marzo 2025
Sentenza 13 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Corte d'Appello Palermo, sentenza 13/03/2025, n. 369 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte d'Appello Palermo |
| Numero : | 369 |
| Data del deposito : | 13 marzo 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
La Corte di Appello di Palermo – Seconda Sezione Civile- riunita in camera di consiglio e composta dai Magistrati: dott. Giuseppe Lupo Presidente dott.ssa Rossana Guzzo Consigliera dott.ssa Mary Carmisciano Consigliera rel. ha emesso la seguente
SENTENZA nella causa iscritta al n. 1073/2022 del R.G. di questa Corte di Appello, vertente in questo grado
TRA
, nato a [...] l'[...] (C.F. ), personalmente _1 C.F._1 in giudizio ex art. 86 c.p.c.;
-appellante-
CONTRO
, P.IVA _1
in persona del legale rappresentante p.t., elettivamente domiciliata in Agrigento, P.IVA_1
Via La Malfa n. 40, presso lo studio dell'Avv. Michele Melfa che la rappresenta e difende per mandato in atti;
-appellata –
E
, nato a [...] il [...] (C.F. ), ON C.F._2 elettivamente domiciliato in Agrigento, Via Picone n. 8, presso lo studio dell'Avv. Gaetano Caponnetto che lo rappresenta e difende per mandato in atti;
-appellato–
Conclusioni delle parti: come da note di trattazione scritta ex art. 127 ter c.p.c. depositate in sostituzione dell'udienza del 18 Ottobre 2024
MOTIVI DELLA DECISIONE
FATTI DI CAUSA
Il Tribunale di Agrigento, con sentenza n. 44/2022 pubblicata il 13/01/22, nell'ambito del giudizio n. r.g. 2876/2017, ha dichiarato il difetto di legittimazione passiva di CP_2 ha condannato la Società in persona del legale
[...] _1 rappresentante pro tempore, a pagare all'Avv. , a titolo di compensi professionali, la _1 somma di € 3.200,00 oltre accessori di legge ed interessi dalla domanda al soddisfo;
ha, altresì, condannato in persona del legale rappresentante pro tempore, Controparte_3
a pagare all'Avv. le spese di lite, liquidate in € 1.400,00 oltre accessori di legge;
ha, _1 infine, condannato quest'ultimo a pagare a le spese di lite, liquidate in € ON
1.400,00 oltre accessori di legge.
Avverso la predetta sentenza ha proposto appello eccependone l'erroneità sotto _1 vari profili.
Hanno resistito al gravame e _1 CP_2
insistendo per la conferma integrale della sentenza resa dal giudice di primo grado.
[...]
Sostituita l'udienza con il deposito di note scritte ex art. 127 ter c.p.c., sulle conclusioni precisate come in epigrafe, la causa è stata posta in decisione, con assegnazione, ex artt. 352 e 190 c.p.c., dei termini di giorni cinquantatré per il deposito delle comparse conclusionali e di giorni venti per il deposito delle memorie di replica.
MOTIVI DI APPELLO
1.Con il primo motivo di appello, l'appellante contesta la decisione di primo grado nella parte in cui ha riconosciuto il difetto di legittimazione passiva di Secondo la ON prospettazione dell'appellante, infatti, vi era la prova che fosse stato quest'ultimo a conferirgli l'incarico e che, pertanto, aveva agito come falsus procurator in assenza del potere di spendere il nome della _1
2. Con il secondo motivo di appello, l'appellante contesta la quantificazione del compenso a lui spettante rispetto al valore dell'attività stragiudiziale prestata.
3. Con il terzo motivo di appello, l'appellante impugna il capo relativo alle spese, insistendo per la condanna degli appellati al pagamento delle spese di entrambi i gradi di giudizio, nonché per la loro condanna al risarcimento del danno per lite temeraria ex art. 96 c.p.c.
-------
1. Il primo motivo di appello è infondato e deve essere rigettato.
Con atto notificato in data 07/12/2017, l'Avv. conveniva in giudizio la Società _1 [...]
e chiedendo che venissero condannati in _1 ON solido al pagamento della somma complessiva di € 8.565,03 per le prestazioni professionali che lo stesso avrebbe svolto nella qualità di legale della predetta società.
Ebbene, secondo la prospettazione dell'appellante, il Tribunale nella risoluzione della controversia avrebbe errato nel riconoscere il difetto di legittimazione passiva di CP_2
(avendo a suo dire quest'ultimo agito in qualità di falsus procurator) e nella quantificazione
[...] del compenso professionale. L'assunto non può essere condiviso. Ed invero, com'è noto, può definirsi falsus procurator, ai sensi dell'art. 1348 c.c., colui che ha contrattato come rappresentante senza averne i poteri o eccedendo i limiti delle facoltà conferitegli;
sicché, come sostenuto dal consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, “il negozio concluso dal falsus procurator non è nullo e neppure annullabile, ma inefficace nei confronti del dominus fino alla ratifica di questi;
tale inefficacia (temporanea) non è rilevabile d'ufficio, ma solo su eccezione dello pseudo rappresentato, non dell'altro contraente, al quale compete eventualmente solo il risarcimento del danno per avere confidato senza colpa nell'operatività del contratto (cfr. Cass. civ. n.14618/2010; Cass. civ. n. 4258/1997).
Orbene, applicando tali coordinate ermeneutiche al caso in esame, deve escludersi tanto la configurabilità della fattispecie del falsus procurator, quanto la tesi in base alla quale CP_2 agisse senza poteri. Soccorre, in tal senso, quanto argomentato dalla stessa
[...] [...] la quale non ha mai disconosciuto l'operato del , né _1 CP_2 eccepito l'inefficacia del contratto professionale stipulato con l'Avv. per il suo tramite, Pt_1 sicché deve ritenersi che la stessa, tenendo questo comportamento, abbia manifestato in maniera univoca la volontà di fare proprio il contratto concluso in suo nome e per suo conto dal rappresentante e sia l'unico soggetto tenuto al pagamento del compenso spettante all'appellante. A questo proposito, giova infatti rammentare che “in tema di contratto stipulato da "falsus procurator", il potere rappresentativo in capo a chi ha speso il nome altrui è un elemento costitutivo della pretesa del terzo nei confronti del rappresentato e, pertanto, il suo difetto è rilevabile anche d'ufficio; tuttavia il comportamento processuale dello pseudo rappresentato che, convenuto in giudizio, tenga un comportamento da cui risulti in maniera univoca la volontà di fare proprio il contratto concluso in suo nome e per suo conto dal "falsus procurator", opera anche sul terreno del diritto sostanziale e vale quale ratifica tacita di tale contratto” (cfr. Cass. civ. n. 26871/22).
2.Anche il secondo motivo di appello è infondato.
Priva di pregio è la doglianza in base alla quale il Tribunale avrebbe errato nel determinare il valore della causa e il compenso spettante all'Avv. Pt_1
Ed invero, com'è noto, ai sensi degli artt. 10 e 11 c.p.c., il valore della causa si determina in base al contenuto della domanda. Ebbene, nel caso di specie, il compenso richiesto dall'avv. Pt_1 deve essere quantificato solo limitatamente all'attività di consulenza prodromica ai giudizi che la società avrebbe voluto intraprendere nei confronti dei vari istituti di credito che, se intrapresi e se fondati, avrebbero portato al riconoscimento di un credito pari circa a € 269.000,00. Sicché, il Tribunale ha correttamente applicato lo scaglione tariffario previsto dalla tabella allegata al DM 55/2014 e relativa all'attività stragiudiziale per le cause di valore compreso tra € 260.001,00 ed € 520.000,00, i cui parametri oscillano da un minimo di € 3.080,00 ad un massimo di € 9.246,00. Pertanto, tenuto conto del ridotto contributo fornito dall'Avv. peraltro neanche Pt_1 documentato sulla base della redazione di un parere giudiziale, il compenso liquidatogli in misura di poco superiore al minimo deve ritenersi proporzionato alla reale consistenza ed all'effettiva valenza dell'attività professionale dallo stesso espletata.
In definitiva, l'appello deve essere rigettato.
Spese Quanto al governo delle spese di lite, nei rapporti tra e _1 _1
, le stesse devono essere integralmente compensate in ragione dell'esito del primo
[...] grado di giudizio (cfr. Cassazione civile sez. II, 04/09/2024, n.23769).
Nei rapporti tra e invece, il primo è soccombente e _1 ON dev'essere condannato al pagamento, nei confronti del secondo, delle spese di lite che si liquidano in dispositivo in applicazione dei parametri previsti per le cause di valore compreso tra € 1.100,00 ed € 5.200,00.
Deve, infine, essere rigettata la domanda ex art. 96 c.p.c. proposta da in assenza _1 dei presupposti di legge (cfr. Cassazione civile sez. I, 30/05/2024, n.15232).
P.Q.M.
La Corte, definitivamente pronunciando, nel contraddittorio delle parti;
1) Rigetta l'appello;
2) Compensa integralmente le spese di lite tra e;
_1 _1
3) Condanna al pagamento, in favore di delle spese di lite _1 ON che liquida in € 1.900,00 oltre accessori di legge.
Ai sensi dell'art. 13, comma 1, quater del D.P.R. n. 115/2002, inserito dall'art. 1, comma 17, della L. 228 del 2012, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento da parte dell'appellante dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del comma 1-bis dello stesso art. 13.
Così deciso all'esito della camera di consiglio della Seconda Sezione della Corte di Appello di Palermo tenuta il 6 Marzo 2025.
Palermo, 11 Marzo 2025
La Consigliera rel. Il Presidente
Mary Carmisciano Giuseppe Lupo