Versione
11 settembre 1975
11 settembre 1975
Art. 2.
La regione fissa con proprie norme legislative i criteri per la programmazione, il funzionamento, la gestione e il controllo del servizio di cui all'articolo 1 in conformita' ai seguenti principi:
a) sono istituiti da parte dei comuni o di loro consorzi i consultori di assistenza alla famiglia e alla maternita' quali organismi operativi delle unita' sanitarie locali, quando queste saranno istituite;
b) consultori possono essere istituiti anche da istituzioni o da enti pubblici e privati che abbiano finalita' sociali, sanitarie e assistenziali senza scopo di lucro quali presidi di gestione diretta o convenzionata delle unita' sanitarie locali, quando queste saranno istituite;
c) i consultori pubblici ai fini della assistenza ambulatoriale e domiciliare, degli opportuni interventi e della somministrazione dei mezzi necessari si avvalgono del personale dei distretti sanitari, degli uffici sanitari comunali e consorziali, delle condotte mediche e ostetriche e delle altre strutture di base sociali, psicologiche e sanitarie. I consultori di cui alla precedente lettera b) adempiono alle funzioni di cui sopra mediante convenzioni con le unita' sanitarie locali. Fino all'entrata in vigore della riforma sanitaria, i consultori di cui alla lettera b) possono stipulare convenzioni con gli enti sanitari operanti nel territorio, in base ai programmi annuali regionali di cui all'articolo 6 e secondo i criteri stabiliti dalle regioni. I consultori pubblici e privati per gli esami di laboratorio e radiologici ed ogni altra ricerca strumentale possono avvalersi degli ospedali e dei presidi specialistici degli enti di assistenza sanitaria.
La regione fissa con proprie norme legislative i criteri per la programmazione, il funzionamento, la gestione e il controllo del servizio di cui all'articolo 1 in conformita' ai seguenti principi:
a) sono istituiti da parte dei comuni o di loro consorzi i consultori di assistenza alla famiglia e alla maternita' quali organismi operativi delle unita' sanitarie locali, quando queste saranno istituite;
b) consultori possono essere istituiti anche da istituzioni o da enti pubblici e privati che abbiano finalita' sociali, sanitarie e assistenziali senza scopo di lucro quali presidi di gestione diretta o convenzionata delle unita' sanitarie locali, quando queste saranno istituite;
c) i consultori pubblici ai fini della assistenza ambulatoriale e domiciliare, degli opportuni interventi e della somministrazione dei mezzi necessari si avvalgono del personale dei distretti sanitari, degli uffici sanitari comunali e consorziali, delle condotte mediche e ostetriche e delle altre strutture di base sociali, psicologiche e sanitarie. I consultori di cui alla precedente lettera b) adempiono alle funzioni di cui sopra mediante convenzioni con le unita' sanitarie locali. Fino all'entrata in vigore della riforma sanitaria, i consultori di cui alla lettera b) possono stipulare convenzioni con gli enti sanitari operanti nel territorio, in base ai programmi annuali regionali di cui all'articolo 6 e secondo i criteri stabiliti dalle regioni. I consultori pubblici e privati per gli esami di laboratorio e radiologici ed ogni altra ricerca strumentale possono avvalersi degli ospedali e dei presidi specialistici degli enti di assistenza sanitaria.
Commentari • 12
- 1. L’aborto in Italia: perché non si può parlare di autodeterminazioneGiada Ranghi · https://www.salvisjuribus.it/category/civile/ · 1
Sommario: 1. Introduzione – 2. La legge sull'aborto in Italia – 2.1. Interruzione volontaria di gravidanza entro i primi novanta giorni – 2.2. Interruzione volontaria di gravidanza dopo i primi novanta giorni – 2.3. Obiezione di coscienza – 3. Conclusioni 1. Introduzione Il 24 giugno la Corte Suprema USA ha ribaltato la storica sentenza del 1973, Roe Vs. Wade, la quale riconosceva l'aborto come diritto costituzionale, garantendone così l'accesso alle donne americane. A seguito di tale “overturning“, la decisione, di garantire o meno un diritto fondamentale come quello dell'aborto, sarà lasciata alle legislazioni autonome dei singoli Stati. La sentenza ha avuto una forte risonanza anche …
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Giurisprudenza • 22
- 1. Corte Cost., sentenza 07/04/1988, n. 418Provvedimento: […] Si è costituito, anche in questo giudizio, il Presidente del Consiglio dei ministri, contestando le deduzioni della ricorrente con argomenti analoghi a quelli svolti per resistere al ricorso della Provincia di Trento. Aggiunge che il mantenimento in vita di fondi speciali non deriva, d'altra parte, dal decreto in questione, ma dalle leggi che li prevedono, cui il decreto stesso fa puntuale riferimento (legge 6 dicembre 1971, n. 1044, artt. 1 e 2; legge 29 luglio 1975, n. 405; legge 22 maggio 1978, n. 194; legge 23 dicembre 1975, n. 698, art. 10).Leggi di più...
- fondo sanitario nazionale·
- spettanza allo stato.·
- spese imputabili·
- u.s.l.·
- sent. 418/88 a. sanita' pubblica·
- obblighi informativi a loro carico in favore del ministro della sanita'·
- sent. 418/88 d. sanita' pubblica·
- efficacia anche nei confronti di regioni e province autonome.·
- competenza a prevederli con atto del presidente del consiglio dei ministri·
- criteri generali di fruizione sul territorio nazionale·
- adozione con atto di indirizzo e coordinamento·
- spese per attivita' assistenziali di rilievo sanitario·
- sent. 418/88 b. sanita' pubblica·
- spese per attivita' assistenziali·
- determinazione con decreto del presidente del consiglio dei ministri