Versione
1 maggio 1969
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3 maggio 1974
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30 luglio 1987
30 luglio 1987
Art. 24.
L' articolo 7 della legge 12 agosto 1962, n. 1338 , modificato dall' articolo 24 della legge 21 luglio 1965, n. 903 , e' sostituito dal seguente:
"Non ha diritto alla pensione prevista dall' articolo 13 del regio decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636 , modificato dall' articolo 2 della legge 4 aprile 1952, n. 218 , il coniuge:
1) quando sia passata in giudicato la sentenza di separazione personale per sua colpa;
2) quando, dopo la decorrenza della pensione, il pensionato abbia contratto matrimonio in eta' superiore a 72 anni ed il matrimonio sia durato meno di 2 anni.
Si prescinde dai requisiti di cui al punto 2 del precedente comma quando sia nata prole anche postuma o il decesso sia avvenuto per causa di infortunio sul lavoro, di malattia professionale o per causa di guerra o di servizio".
Ai superstiti dell'assicurato, deceduto anteriormente al 1 gennaio 1940 e che al momento della morte era in possesso dei requisiti di assicurazione e di contribuzione stabiliti per il diritto alla pensione di invalidita' o di vecchiaia, spetta la pensione di riversibilita' con decorrenza dal 1 gennaio 1969, a condizione che nei loro confronti non sussistano le cause di esclusione previste dalle vigenti disposizioni di legge.
La domanda per ottenere la pensione di cui al comma precedente deve essere presentata dagli aventi diritto, a pena di decadenza, entro il termine di tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Ai fratelli celibi e alle sorelle nubili superstiti del pensionato o dell'assicurato, deceduto anteriormente alla data di entrata in vigore della legge 21 luglio 1965, n. 903 , che non siano titolari di pensioni e che alla data della morte del dante causa risultavano permanentemente inabili al lavoro ed a suo carico, spetta la pensione di riversibilita' in mancanza del coniuge, dei figli e dei genitori superstiti del pensionato o dell'assicurato medesimo. (5) ((20)) -------------- AGGIORNAMENTO (5) Il D.L. 2 marzo 1974, n. 30 , convertito con modificazioni dalla L. 16 aprile 1974, n. 114 ha disposto (con l'art. 2-quater) che "Sono soppressi i termini di decadenza di cui agli articoli 24 e 64 della legge 30 aprile 1969, n. 153 . Le pensioni spettanti ai superstiti di assicurato o di pensionato, di cui ai citati articoli, decorrono dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda". ------------- AGGIORNAMENTO (20) La Corte Costituzionale, con sentenza del 8-28 luglio 1987, n. 286 (in G.u. 1a s.s. 29/07/1987, n. 31) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale "dell' art. 1 del d.l.l. 18 gennaio 1945, n. 39 (Disciplina del trattamento di riversibilita' delle pensioni dell'assicurazione obbligatoria per l'invalidita' e la vecchiaia) nel testo sostituito dall' art. 7 della legge 12 agosto 1962, n. 1338 (Disposizioni per il miglioramento dei trattamenti di pensione dell'assicurazione obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia e i superstiti) e riprodotto nell' art. 24 della legge 30 aprile 1969, n. 153 (Revisione degli ordinamenti pensionistici e norme in materia di sicurezza sociale".
L' articolo 7 della legge 12 agosto 1962, n. 1338 , modificato dall' articolo 24 della legge 21 luglio 1965, n. 903 , e' sostituito dal seguente:
"Non ha diritto alla pensione prevista dall' articolo 13 del regio decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636 , modificato dall' articolo 2 della legge 4 aprile 1952, n. 218 , il coniuge:
1) quando sia passata in giudicato la sentenza di separazione personale per sua colpa;
2) quando, dopo la decorrenza della pensione, il pensionato abbia contratto matrimonio in eta' superiore a 72 anni ed il matrimonio sia durato meno di 2 anni.
Si prescinde dai requisiti di cui al punto 2 del precedente comma quando sia nata prole anche postuma o il decesso sia avvenuto per causa di infortunio sul lavoro, di malattia professionale o per causa di guerra o di servizio".
Ai superstiti dell'assicurato, deceduto anteriormente al 1 gennaio 1940 e che al momento della morte era in possesso dei requisiti di assicurazione e di contribuzione stabiliti per il diritto alla pensione di invalidita' o di vecchiaia, spetta la pensione di riversibilita' con decorrenza dal 1 gennaio 1969, a condizione che nei loro confronti non sussistano le cause di esclusione previste dalle vigenti disposizioni di legge.
La domanda per ottenere la pensione di cui al comma precedente deve essere presentata dagli aventi diritto, a pena di decadenza, entro il termine di tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Ai fratelli celibi e alle sorelle nubili superstiti del pensionato o dell'assicurato, deceduto anteriormente alla data di entrata in vigore della legge 21 luglio 1965, n. 903 , che non siano titolari di pensioni e che alla data della morte del dante causa risultavano permanentemente inabili al lavoro ed a suo carico, spetta la pensione di riversibilita' in mancanza del coniuge, dei figli e dei genitori superstiti del pensionato o dell'assicurato medesimo. (5) ((20)) -------------- AGGIORNAMENTO (5) Il D.L. 2 marzo 1974, n. 30 , convertito con modificazioni dalla L. 16 aprile 1974, n. 114 ha disposto (con l'art. 2-quater) che "Sono soppressi i termini di decadenza di cui agli articoli 24 e 64 della legge 30 aprile 1969, n. 153 . Le pensioni spettanti ai superstiti di assicurato o di pensionato, di cui ai citati articoli, decorrono dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda". ------------- AGGIORNAMENTO (20) La Corte Costituzionale, con sentenza del 8-28 luglio 1987, n. 286 (in G.u. 1a s.s. 29/07/1987, n. 31) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale "dell' art. 1 del d.l.l. 18 gennaio 1945, n. 39 (Disciplina del trattamento di riversibilita' delle pensioni dell'assicurazione obbligatoria per l'invalidita' e la vecchiaia) nel testo sostituito dall' art. 7 della legge 12 agosto 1962, n. 1338 (Disposizioni per il miglioramento dei trattamenti di pensione dell'assicurazione obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia e i superstiti) e riprodotto nell' art. 24 della legge 30 aprile 1969, n. 153 (Revisione degli ordinamenti pensionistici e norme in materia di sicurezza sociale".
Commentari • 8
- 1. Pensione reversibilità coniuge divorziatoRedazione · https://www.laleggepertutti.it/ · 11 agosto 2020 · 11.018654
[…] ordinanza 28608 dell'8 novembre 2018) e quindi la «vivenza a carico» intesa non come convivenza fisica ma come totale soggezione finanziaria al genitore che fino alla morte abbia provveduto a lui, in via continuativa e prevalente Cassazione, ordinanza 1861 del 23 gennaio 2019 La separazione Dopo la sentenza della Corte costituzionale 286/1987, che ha sancito l'illegittimità degli articoli 24 della legge 153/1969 e 23, comma 4, della legge 1357/1962 che negano la pensione di reversibilità al separato con addebito della crisi coniugale, il trattamento gli andrà riconosciuto (come al superstite) anche se non gode di assegno di mantenimento o di alimenti Cassazione, […]
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Giurisprudenza • 67
- 1. Trib. Messina, sentenza 18/05/2023, n. 1014Provvedimento: […] - la giurisprudenza di legittimità fin dal 2003 (v. Cass. n. 15516/2003) ha affermato che a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 286/1987, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 24 della legge n. 153/1969 e dell'art. 23, comma 4, della legge n. 1357/1962 nella parte in cui escludono dalla erogazione della pensione di reversibilità il coniuge separato per colpa con sentenza passata in giudicato, tale pensione va riconosciuta al coniuge separato per colpa o con addebito, equiparato sotto ogni profilo al coniuge superstite (separato o non) e in favore del quale opera la presunzione legale di vivenza a carico del lavoratore al momento della morte;Leggi di più...
- giurisprudenza di legittimità·
- pensione di reversibilità·
- gratuito patrocinio·
- principio di soccombenza virtuale·
- coniuge separato·
- addebito separazione·
- cessazione materia del contendere·
- sentenza Corte Costituzionale n. 286/1987