I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrita' fisica.
11 giugno 1970
I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrita' fisica.
Commentari • 9
- 1. La forma sostanziale della tutela: impugnazione del licenziamento e validità della PEC senza firma digitaleAldo Andrea Presutto · https://www.salvisjuribus.it/category/civile/
[…] Estensibilità della soluzione ad altre fattispecie giuslavoristiche La ratio della pronuncia appare suscettibile di applicazione analogica a tutte le ipotesi in cui la legge imponga una comunicazione scritta nell'ambito del rapporto di lavoro: dalla richiesta di conversione del contratto a termine (art. 19, comma 4, D.Lgs. n. 81/2015) all'opposizione alle clausole elastiche (art. 6, D.Lgs. n. 81/2015), dalla diffida accertativa (art. 12, D.Lgs. n. 124/2004) alla richiesta di informazioni ai sensi dell'art. 9, legge n. 300/1970. […]
Leggi di più… - 2. Rappresentante dei lavoratori alla sicurezza (RLSMauro · https://www.wikilabour.it/ · 4 febbraio 2021
[…] La figura, introdotta ufficialmente con il D.Lgs. 626/1994 – e in ogni caso in linea di continuità con quanto già previsto dall'art. 9 dello Statuto dei lavoratori (Legge 300/1970 ) e con la prassi tratteggiatasi nel tempo – ha ricevuto ulteriore definizione tramite il D.Lgs. 81/2008 (cd. […]
Leggi di più… - 3. Trasferimento del lavoratoreMauro · https://www.wikilabour.it/ · 24 gennaio 2021
Scheda sintetica Il trasferimento dei lavoratori da una sede di lavoro ad un'altra è regolato rigidamente dalla legge. Più precisamente, l'art. 2103 c.c. dispone che il trasferimento possa essere attuato solo in presenza di “comprovate ragioni tecniche organizzative o produttive”. Ciò vuol dire, per giurisprudenza costante, che un dipendente può essere trasferito solo a condizione che il datore di lavoro possa dimostrare: l'inutilità di tale dipendente nella sede di provenienza; la necessità della presenza di quel dipendente, con la sua particolare professionalità, nella sede di destinazione; la serietà delle ragioni che hanno fatto cadere la scelta proprio su quel dipendente e non su …
Leggi di più… - 4. Aspettativa non retribuita: ultime sentenzeRedazione · https://www.laleggepertutti.it/ · 18 febbraio 2020
- 5. Contratto a tutele crescenti: il calcolo delle mensilità risarcitorie e la nozione di “ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR”Di : Potito Di Nunzio · https://www.lavorodirittieuropa.it/ · 17 maggio 2018
Scarica l'articolo in PDF Come spesso accade, cambiano le leggi ma non il modo di legiferare. Non si riesce mai a leggere una norma chiara e immediatamente applicabile priva quindi di incertezze interpretative. Con l'introduzione in Italia del contratto a tutele crescenti, il legislatore ha previsto, quale sanzione a fronte di un licenziamento illegittimo, il solo risarcimento del danno da calcolarsi in ragione di due mensilità di retribuzione per ogni anno di servizio con un minimo di quattro e un massimo di ventiquattro mensilità. La retribuzione, specifica il legislatore, da prendere in considerazione è “l'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine …
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Giurisprudenza • 55
- 1. Corte Cost., sentenza 30/11/1988, n. 1042Provvedimento: […] La norma regionale precedente attribuiva ai datori di lavoro e alle rappresentanze dei lavoratori previste dall'art. 9 della legge n. 300 del 1970 la facoltà di ricorrere, con richiesta congiunta, […] previste dall'art. 33 del d.P.R. 19 marzo 1956 n. 303 ("Norme generali per l'igiene del lavoro"), "tramite le Unità sanitarie locali", qualora "nell'ambito delle facoltà di cui all'art. 9 della legge 20 maggio 1970 n. 300 i lavoratori lo richiedano mediante le proprie rappresentanze" (secondo comma), e stabilisce altresì l'obbligo delle U.S.L. di eseguire gli accertamenti sanitari richiesti dal datore di lavoro (terzo comma). […]Leggi di più...
- illegittimita' costituzionale.·
- interferenza con la normativa statale·
- obbligo delle unita' sanitarie locali di eseguire gli accertamenti richiesti·
- visite mediche preventive e periodiche a particolari categorie di lavoratori·
- sent. 1042/88. regione emilia-romagna
- 2. Trib. Torino, sentenza 18/03/2021, n. 475Provvedimento: […] le conseguenze dell'illegittimità del licenziamento intimato al ricorrente sono quelle previste dall'articolo 9 del dlgs 23/2015, non essendo in discussione che la società convenuta non raggiunga i requisiti dimensionali di cui ai commi 8 e 9 dell'art. 18 della legge 300/1970;Leggi di più...
- art. 429 c.p.c.·
- differenze retributive·
- licenziamento illegittimo·
- art. 9 d.lgs. 23/2015·
- indennità risarcitoria·
- art. 2697 c.c.·
- giusta causa·
- tutela reintegratoria·
- ritorsione·
- onere della prova
- 3. Trib. Larino, sentenza 13/02/2024, n. 29Provvedimento: […] 2015 e, dunque, accertato che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giustificato motivo soggettivo, il rapporto di lavoro va dichiarato estinto alla data del licenziamento e il datore di lavoro condannato al pagamento di un'indennità non soggetta a contribuzione previdenziale che, in considerazione dell'anzianità della lavoratrice (di circa dieci anni), si fissa nel numero di otto mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto (euro 1.924,88), oltre interessi legali sulla somma via via rivalutata dalle singole scadenze al saldo (cfr. Corte Costituzionale sentenza n. 194 dell'8 novembre 2018). Dal momento che la non presenta i requisiti dimensionali di cui all'art. 18 co. CP_1Leggi di più...
- tutela reale·
- art. 3 d.lgs. n. 23/2015·
- art. 3 legge n. 604/1966·
- art. 9 d.lgs. n. 23/2015·
- indennità non soggetta a contribuzione previdenziale·
- art. 2119 cod. civ.·
- provvedimento interdittivo·
- impossibilità sopravvenuta di rendere la prestazione·
- spese di lite·
- licenziamento per giustificato motivo soggettivo·
- lite temeraria·
- tutela obbligatoria
- 4. Trib. Larino, sentenza 06/02/2024, n. 25Provvedimento: […]Leggi di più...
- tutela reale·
- impossibilità di rendere la prestazione lavorativa·
- art. 3 D.Lgs. 23/2015·
- domanda riconvenzionale·
- indennità non soggetta a contribuzione previdenziale·
- art. 2119 cod. civ.·
- provvedimento interdittivo·
- licenziamento per giustificato motivo soggettivo·
- spettanze lavorative·
- tutela obbligatoria
- 5. Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 07/03/2001, n. 3298Provvedimento: […] che, in concreto, il comportamento della Società, come precisato, aveva violato tali pregorative, qualificandosi alla stregua di condotta antisindacale, nel cui ambito rientrava anche il rifiuto di far visionare il registro degli infortuni, ai sensi dell'art. 9 della legge n. 300/1970. Avverso tale sentenza la K.S.B. Italia ha proposto ricorso per cassazione, ancorandolo a tre motivi;Leggi di più...
- elementi costitutivi·
- caratteri·
- carattere antisindacale della condotta del datore di lavoro·
- elemento oggettivo ed elemento soggettivo·
- necessità·
- fattispecie in tema di riconoscimento della "legitimatio ad processum" dell'associazione·
- individuazione·
- lavoro subordinato·
- libertà sindacale·
- associazioni sindacali·
- sindacati (postcorporativi)·
- lavoro·
- repressione della condotta antisindacale