TRIB
Sentenza 17 marzo 2025
Sentenza 17 marzo 2025
Commentari • 0
Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Catania, sentenza 17/03/2025, n. 1167 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Catania |
| Numero : | 1167 |
| Data del deposito : | 17 marzo 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
In nome del popolo italiano
TRIBUNALE DI CATANIA
- Sezione Lavoro -
Il Giudice del Lavoro designato, dott.ssa Rita Nicosia, ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa iscritta al n. 9177/2024 R.G. avente ad oggetto beneficio economico di cui all'art. 1 della l n. 107/2015 per l'aggiornamento e la formazione del personale docente
PROMOSSA DA
, nata il [...] a [...], cod. fisc.: Parte_1
, rappresentata e difesa dall'avv. Francesca Picone ed elettivamente C.F._1
domiciliata presso il suo studio sito in Agrigento, via Esseneto n.65, pec:
giusta procura in atti telematici Email_1
-RICORRENTE-
CONTRO
, in persona del Ministro Controparte_1
pro tempore, con sede in Roma viale Trastevere n. 76/A, cod. fisc.: , P.IVA_1
rappresentato dal dott. funzionario del Controparte_2 [...]
, Controparte_1 Controparte_3
ed elettivamente domiciliato in via Mascagni Controparte_4 CP_4
n.52, pec: Email_2
-RESISTENTE-
CONCLUSIONI
Le parti comparse hanno precisato le rispettive conclusioni come da note scritte sostitutive dell'udienza depositate nel fascicolo telematico a norma dell'art. 127 ter c.p.c.. Pagina 1 IN FATTO E IN DIRITTO
Con ricorso ex art. 414 c.p.c. depositato telematicamente il 2.10.2024, in estrema sintesi, ha esposto: Parte_1
- che “ha lavorato e lavora per il resistente in qualità di docente di scuola CP_1
infanzia, classe comune in virtù di contratti reiterati a tempo determinato per i seguenti anni:
a.s. 2023/2024 dal 1/9/2023 al 30/6/2024 … a.s., 2024/2025 dal 1/9/2024 al 30/06/2025” e, tuttavia, in assenza di valida giustificazione, non ha ricevuto da parte dell'Amministrazione scolastica, l'erogazione della somma di euro 500,00 annui, destinata allo sviluppo delle competenze professionali (c.d. carta elettronica del docente), malgrado abbia svolto mansioni identiche rispetto a quelle espletate dal personale di ruolo, per il quale il beneficio in parola è stato riconosciuto dall'art. 1 comma 121 della l. n.107/2015;
- che, ricostruita la normativa nazionale di riferimento secondo l'interpretazione offerta di essa dalla Corte di Giustizia Europea, il diverso trattamento tra docenti assunti a tempo indeterminato e docenti a tempo determinato è privo di qualsiasi ragione oggettiva, in quanto funzionale ad assicurare il dovere di aggiornamento e formazione del personale docente, per come chiarito dai giudici europei nel ravvisare la spettanza del beneficio in parola a favore dei docenti precari
- che, infatti, l'Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, recepito dalla Direttiva
1999/70, nelle clausole 4 e 6, vieta qualsiasi discriminazione nelle condizioni di impiego tra lavoratori a termine e di ruolo, ivi compreso nell'ambito formativo, per cui un diverso trattamento del personale docente a tempo determinato andrebbe giustificato da comprovate ragioni oggettive, non allegate nel caso concreto stante che la mancata erogazione del beneficio in parola appare dipesa unicamente dalla natura del rapporto a termine riflettendo così la violazione del principio eurocomunitario di non discriminazione;
- che, invero, a favore della riconducibilità dell'istituto in esame alle condizioni di impiego milita anche la disciplina sostanziale contenuta nell'art. 2 del DPCM del 23.9.2015;
- che l'aver previsto il riconoscimento delle 500 euro all'effettiva prestazione del servizio lascia presumere che l'assegnazione della carta sia normativamente legata alla mera sussistenza del rapporto di lavoro e, come tale, rientri nelle “condizioni di impiego” in conformità alla consolidata giurisprudenza della CGUE, secondo cui ≪il criterio decisivo per determinare se una misura rientri in tale nozione e precisamente quello dell'impiego, vale a dire il rapporto di lavoro sussistente tra un lavoratore e il suo datore di lavoro (sentenza del 5 giugno 2018,
Grupo Norte Facility, C-574/16, EU:C:2018:390, punto 41 e giurisprudenza ivi citata)≫;
:
Pagina 2 - che con la sentenza n.1842 del 16 marzo 2022 il Consiglio di Stato ha annullato il
D.P.C.M. n.32313 del 23 settembre 2015 (e la nota del n. 15219 del 15 ottobre 2015) CP_5
nella parte in cui ha escluso i docenti precari dal diritto di fruire della Carta elettronica di cui trattasi e, con ordinanza emessa il 18 maggio 2022 nella causa C-450/21, la Corte di Giustizia europea ha dichiarato incompatibile con l'ordinamento eurounitario la norma che preclude ai docenti precari il diritto di avvalersi dei 500 euro della carta per l'aggiornamento e la formazione.
Su tali premesse, la ricorrente ha testualmente chiesto di “1. previo accertamento dell'illegittimità e conseguente disapplicazione dell'art. 1 della Legge n. 107/2015 nella parte in cui limita l'erogazione delle 500 euro attraverso il meccanismo denominato Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente al solo personale docente “di ruolo” a tempo indeterminato e non anche al personale docente ed educativo assunto con contratto a tempo determinato. 2. nonché di ogni altro atto connesso, conseguente, presupposto
o contenuto nella stessa legge 107/2015 che produca l'effetto di non consentire al personale docente non di ruolo assunto con contratto a tempo determinato di fruire della erogazione di
500 euro attraverso il meccanismo denominato Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente NEL MERITO ORDINARE E CONDANNARE LE AMMINISTRAZIONI
INTIMATE, CIASCUNA PER LA PROPRIA COMPETENZA ad emanare tutti gli atti necessari
e conseguenti per il riconoscimento, a (suo) favore … del diritto alla erogazione di 500 euro attraverso il meccanismo denominato Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente per come previsto dall'ar. 1 della legge 107/2015 per ogni anno di servizio effettivamente svolto per l'anno scolastico 2023/2024 e 2024/2025. In subordine Accertare e dichiarare e, per l'effetto, condannare le amministrazioni convenute a risarcire il danno patito nella misura ritenuta di giustizia. Con vittoria di spese e competenze del presente giudizio, da distrarre, in favore del … procuratore”.
In data 24.02.2024 si è costituita nel presente giudizio l' Controparte_6
depositando nel fascicolo telematico memoria difensiva con la quale, in breve, ha dedotto:
- che la Corte di Cassazione con sentenza del 27.10.2023, n. 29961 ha valorizzato il principio dell'annualità come parametro da assumere ai fini del riconoscimento del beneficio della “Carta Docente”, con conseguente assimilazione dell'attività svolta dai docenti con incarichi di supplenza fino al termine delle attività didattiche (30/06) con quella svolta dai docenti con incarico di supplenza annuale (al 31 agosto), per come peraltro già esteso per l'anno 2023 dall'art. 15, comma 1, d.l. 13.06.2023 n. 69, convertito con l. 10.08.2023 n. 103.
Pagina 3 - che, invece, restano esclusi dal novero dei beneficiari i titolari di incarichi di supplenza breve o saltuaria;
- che la prestazione oggetto di causa è assoggettata alla prescrizione quinquennale ex art. 2948 c.c., nonché ordinaria ex art. 2936 c.c., in relazione alle pretese anteriori al quinquennio, ovvero, in subordine, al decennio di Legge.
Conseguentemente, l'Amministrazione Scolastica ha chiesto di “In via principale: rigettare il ricorso ove infondato o carente di prova;
Dichiarare, ove applicabile la prescrizione, estinti i diritti prescritti;
Rigettare ogni altra azione perché infondata e/o carente di prova;
In via subordinata limitare le statuizioni nei limiti di quanto statuito dal Giudice della nomofilachia e con esclusione delle annualità in cui la parte ricorrente è stata contrattualizzata in maniera breve e saltuaria;
Disporre la compensazione delle spese di giudizio in ragione della serialità della controversia (cfr., ex multis, Cass. Civ., sez. Lav., 18/02/2015, n. 3244”.
La presente controversia è stata istruita mediante l'acquisizione dei documenti prodotti dalle parti costituite e, all'udienza del 14.03.2025, sostituita dal deposito di note scritte, contenenti le sole istanze e conclusioni, secondo il disposto dall'art. 127 ter c.p.c., trattenuta a sentenza nel rispetto di quanto stabilito dalla disposizione codicistica da ultimo richiamata.
______________________________
Sul piano processuale, in conformità al disposto dell'art. 5 c.p.c., va osservato che, a norma dell'art. 413 comma 5 c.p.c., la ricorrente ha dato prova che, alla data di deposito del ricorso,
l'ultima sede di servizio presso la quale ha svolto a tempo determinato attività di docenza ricade nell'ambito territoriale del Tribunale adito.
Nel merito, oggetto del thema decidendum è l'accertamento della sussistenza, in capo alla parte ricorrente, del diritto all'assegnazione dell'indennità annua di euro 500,00 sotto forma di carta elettronica da utilizzare per l'acquisto di diversi beni e servizi funzionali a sostenere la formazione continua dei docenti e valorizzarne le competenze professionali secondo quanto stabilito dall'art. 1 comma 121 della l. 13.07.2015 n. 107.
Nel condurre l'indagine de qua occorre tenere conto che la disciplina interna di riferimento è stata sottoposta al vaglio della Corte di Giustizia dell'UE per sincerarne la compatibilità con i principi eurocomunitari e, di recente, è stata oggetto di coordinamento applicativo da parte della Suprema Corte, a mente del disposto dell'art. 363 bis c.p.c., con riferimento alle situazioni in cui un docente precario che ha prestato servizio alle dipendenze del convenuto in CP_1
forza di contratti di lavoro a tempo determinato possa ritenersi in una situazione comparabile a
Pagina 4 quella dei lavoratori assunti da quest'ultimo a tempo indeterminato nel corso del medesimo periodo.
Invero, “il principio di non discriminazione, di cui la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro costituisce un'espressione specifica, richiede che situazioni comparabili non siano trattate in maniera diversa e che situazioni diverse non siano trattate in maniera uguale, a meno che tale trattamento non sia oggettivamente giustificato (v., in tal senso, sentenza del 5 giugno 2018, G.N.F., C-574/16, EU:C:2018:390, punto 46 e giurisprudenza ivi citata)….
In particolare, secondo la giurisprudenza costante della Corte Europea, la diversità di trattamento non può essere giustificata è "per il fatto che quest'ultima sia prevista da una norma interna generale ed astratta, quale una legge o un contratto collettivo", né in ragione della stessa
(e sola) durata temporanea del rapporto di lavoro (dal quale consegue l'anzianità di servizio); - diversamente può sussistere una ragione oggettiva nel trattamento differenziato fondato su
"circostanze precise e concrete caratterizzanti una determinata attività", circostanze che
"possono risultare segnatamente dalla particolare natura delle mansioni per l'espletamento delle quali siffatti contratti sono stati conclusi e dalle caratteristiche inerenti a queste ultime o, eventualmente, dal perseguimento di una legittima finalità di politica sociale di uno Stato membro"; - più specificamente, la diversità del titolo di accesso al posto di ruolo
(corrispondente al superamento, da un lato, di procedure selettive preordinate alla stipulazione di contratti a termine, con successiva stabilizzazione e, dall'altro, di un concorso pubblico indetto per la copertura del posto di ruolo) non può ex se costituire legittimo motivo di differenziazione (in punto di anzianità di servizio) nel trattamento tra lavoratori (assunti a termine ed a tempo indeterminato) qualora vengano in rilievo mansioni analoghe e, con queste, pari responsabilità (professionali) nelle posizioni lavorative comparate (e nelle relative modalità di svolgimento) (v. CGUE: 9 luglio 2015, causa C 177/14 Ma. Jo. Re. Da.;7 marzo
2013, causa C- 393/11; 18 ottobre 2012, causa C-302/11, Va.;8 settembre 2011, causa C
177/10, Fr. Ja. Ro. Sa.; 18 marzo 2011, causa C 273/10, Da. Mo. Me.. Ancora, conf. Corte giustizia Unione Europea Sez. VI, Ord., 18.05.2022, n. 450/21).
In linea con le direttive esegetiche appena tracciate, con la sentenza del 27.10.2023 n.29961, la Corte di legittimità ha sottolineato che l'istituto della Carta Docente si inserisce nel sistema della formazione degli insegnanti scolastici senza esaurire l'ambito dei possibili interventi formativi e attraverso la taratura dell'importo di 500 Euro in una misura "annua" e per "anno scolastico" evidenzia la connessione temporale tra il sostegno alla formazione e la didattica, calibrandolo in ragione di un tale periodo di durata di quest'ultima, in prospettiva di "sostenere la formazione continua dei docenti" e valorizzarne le competenze professionali sì da assicurare
Pagina 5 il migliore svolgimento del servizio educativo e scolastico nel rispetto dei tempi della programmazione didattica ed educativa cui il singolo docente è tenuto (d. lgs. 297-194, art. 128; D.P.R. n. 275 del 1999, art. 16), sulla scorta degli indirizzi del Collegio dei Docenti, ad individuare "annualmente" (d. lgs. 297 del 1994, art. 7, comma 9 e 10), anche in ragione dell'organizzazione degli assetti degli orari di lavoro (art. 29, comma 1 e comma 3, lett. A, del
CCNL 29.11.2007) ed in riferimento alle classi affidate.
Da questo punto di vista, emerge che “Tale indirizzo del legislatore di sostegno alla didattica "annua" esprime chiaramente una scelta di discrezionalità normativa, finalizzata al miglior perseguimento dell'interesse del servizio scolastico”.
Di qui, “l'avere il legislatore riferito quel beneficio all'"anno scolastico" non consente di escludere da un'identica percezione di esso quei docenti precari il cui lavoro, secondo
l'ordinamento scolastico, abbia analoga taratura.
Il convergere della scelta di politica educativa e del piano lavoristico: la didattica "annua".
Quanto appena detto consente dunque di dire, muovendosi lungo i concetti propri della
Corte di Giustizia, che sono proprio le ragioni obiettive perseguite dal legislatore, sotto il profilo del sostegno alla didattica annua, ad impedire che, quando si presenti il medesimo dato temporale, il beneficio formativo sia sottratto ai docenti precari.
Essi, infatti, allorquando svolgano una prestazione lavorativa pienamente comparabile, devono consequenzialmente ricevere analogo trattamento.
7.1 L'indagine va allora indirizzata verso la ricerca di parametri giuridici che consentano di individuare quali siano le supplenze rispetto alle quali vi sia sovrapponibilità di condizioni, in modo tale che l'obiettivo del legislatore non possa essere perseguito se non assicurando al contempo parità di trattamento. …”.
A tal fine, occorre tenere conto che “Lo strumento antidiscriminatorio, nella sua estrema delicatezza, non può fondarsi su raffronti tra sottocategorie di situazioni individuali, rischiando altrimenti, attraverso un'estensione a catena di una qualsivoglia migliore tutela, di interferire in modo ingestibile sulle regolazioni complessive di un fenomeno che il legislatore tenti di impostare.
Va dunque tenuta in debito conto anche la logica delle scelte legislative, che appunto si muovono sul piano del sostegno pieno, con la Carta Docente, alla didattica "annua", per le ragioni sopra ampiamente spiegate. …
Va dunque considerato il disposto dell'appena citato art. 4, commi 1 e 2, della L. 124 del
1999.
Pagina 6 Il comma 1 di tale disposizione prevede che "alla copertura delle cattedre e dei posti di insegnamento che risultino effettivamente vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre e che rimangano prevedibilmente tali per l'intero anno scolastico (c.d. vacanza su organico di diritto, n.d.r.), qualora non sia possibile provvedere con il personale docente di ruolo delle dotazioni organiche provinciali o mediante l'utilizzazione del personale in soprannumero, e semprechè ai posti medesimi non sia stato già assegnato a qualsiasi titolo personale di ruolo, si provvede mediante il conferimento di supplenze annuali, in attesa dell'espletamento delle procedure concorsuali per l'assunzione di personale docente di ruolo".
Il richiamo all'"annualità" della supplenza, intesa in senso di annualità didattica è qui esplicito.
Ma, non diversamente, il comma 2 stabilisce che "alla copertura delle cattedre e dei posti di insegnamento non vacanti che si rendano di fatto disponibili entro la data del 31 dicembre e fino al termine dell'anno scolastico (c.d. vacanza su organico di fatto, n.d.r.) si provvede mediante il conferimento di supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche", ivi compreso il caso in cui vi sia necessità di copertura per ore di insegnamento che non concorrono a costituire cattedre o posti orario. La relazione tra supplenze e didattica annua è dunque anche qui chiaramente enunciata.
Si tratta, in entrambi i casi, di supplenze destinate a protrarsi per l'intera durata dell'attività didattica, su cattedre e posti di insegnamento specifici, sicché il nesso tra la formazione del docente che viene supportata, la durata e la funzionalità rispetto ai discenti è certo.
Rispetto a queste tipologie di incarico, che sono quelle che qui fa valere il ricorrente, si ravvisa la necessità di rimuovere la discriminazione subita dall'assunto a tempo determinato riconoscendo il diritto alla carta docente in modo identico a quanto previsto per il docente di ruolo. …”.
Ne consegue che “l'obiettivo di politica scolastica ed educativa che calibra quello speciale beneficio sul piano della "didattica annua" non consente, per i docenti a tempo determinato che, essendo chiamati a lavorare sul medesimo piano didattico temporale e risultano quindi, da ogni punto di vista, comparabili, un diverso trattamento. …
L'art. 1, comma 121 cit. è dunque in contrasto con il principio di parità di trattamento di cui all'art. 4, punto 1, dell'Accordo Quadro. …
Nel caso di specie, la disapplicazione non deve, però, essere totale, ma limitata … la L. 107 del 2015, art. 1, comma 121 deve essere disapplicato, in quanto si pone in contrasto con la clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, nella parte in cui limita il riconoscimento del diritto alla Carta Docente ai solo insegnanti di ruolo e non
Pagina 7 lo consente rispetto agli insegnanti incaricati di supplenze annuali (L. 124 del 1999, art. 4, comma 1) o fino al termine delle attività didattiche (L. 124 del 1999, art. 1, comma 2).
Il che comporta, di converso, l'affermazione del principio per cui anche a tali docenti spetta ed in misura piena quello stesso beneficio… (atteso che è) la garanzia di tali diritti a poter
"incidere sul bilancio, e non l'equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione"
(Corte Cost. sentenza n. 275 del 2016) e pertanto sono "le scelte allocative di bilancio proposte dal Governo e fatte proprie dal Parlamento", a vedere "naturalmente ridotto tale perimetro di discrezionalità dalla garanzia delle spese costituzionalmente necessarie" e non viceversa
(Corte Cost. sentenze n. 62 del 2020, n. 275 e n. 10 del 2016)” (così, in motivazione, Cass.
n.29961/2023 cit.).
Applicando le superiori direttive esegetiche alla fattispecie concreta, va rilevato che dalla documentazione in atti resta accertato che la ricorrente ha prestato: nell'anno scolastico
2023/2024 attività di supplenza dall'1.09.2023 fino al termine delle attività didattiche
(30.06.2024) e nell'a.s. 2024/2025 stessa si è obbligata a svolgere attività di supplenza dal
9.09.2024 fino al 30.06.2025 in forza del contratto sottoscritto inter partes versato in atti telematici, restando comprovato dalla disamina dello stato matricolare versato prodotto dall'Amministrazione resistente che il rapporto di lavoro è in corso di regolare esecuzione.
Il servizio di docenza prestato dalla parte ricorrente per le annualità scolastiche in parola si diversifica sul piano temporale della didattica “annua” prestata dai docenti a tempo indeterminato semplicemente per la precarietà dell'incarico, senza che l'Amministrazione scolastica abbia fornito elementi concreti integranti “condizioni di impiego” che comprovino l'esistenza di ragioni oggettive idonee a giustificare, a fronte di una durata annuale dei rapporti di lavoro, la diversità di accesso alla formazione e all'aggiornamento professionale offerto all'insegnante a tempo determinato rispetto al personale stabilizzato, per cui, avuto riguardo all'obiettivo di politica scolastica ed educativa che calibra il beneficio sul piano della didattica annua, è ravvisabile la lamentata disparità di trattamento per il periodo de quo
In linea di continuità con la richiamata giurisprudenza di legittimità, poi, non è superfluo ribadire in questa sede che, rispetto al personale precario, “la cessazione della supplenza di regola non significa uscita dal sistema scolastico. Analogamente, l'effetto estintivo, nel caso di docenti precari a cui la Carta non sia stata tempestivamente attribuita, va definito in modo diverso. … (dovendosi) connettere l'effetto estintivo non all'ultimarsi della supplenza, ma alla fuoriuscita di essi dal sistema scolastico…. Quindi, se il docente precario che, in una certa annualità, abbia maturato il diritto alla Carta, resti iscritto nelle graduatorie (ad esaurimento, provinciali o di istituto) per le supplenze e, eventualmente, riceva anche incarichi di supplenza,
Pagina 8 permane l'inserimento nel sistema scolastico che giustifica l'esercizio del diritto all'adempimento ed ancor più se poi egli transiti in ruolo …”
Del resto, il fatto che il beneficio economico venga richiesto una volta concluso il rapporto di lavoro a termine, appare dipesa non da una determinazione intenzionale del docente ricorrente ma dalla mancata erogazione di esso da parte dell'Amministrazione datoriale e, dunque, “per fatto del creditore”, ragion per cui tale circostanza non può impedire in alcun modo il riconoscimento in sede giudiziale della Carta docente per il solo fatto del trascorrere del biennio dal momento in cui il diritto era sorto e viene poi accertato dal giudice.
Pertanto, a fronte di una politica scolastica ed educativa che calibra il beneficio della Carta docenti sul piano della "didattica annua", non rinvenendosi, nel caso che ci occupa, dati per escludere la fuoriuscita della parte ricorrente dal circuito scolastico –essendo provato l'espletamento di attività di docenza- va affermato il diritto di quest'ultima alla percezione dell'indennità in parola in forma di carta elettronica per l'anno scolastico 2023/2024 e
2024/2025 palesandosi rispetto ad essi l'infondatezza dell'eccezione di prescrizione quinquennale formulata dall'Amministrazione scolastica stante che l'atto introduttivo risulta notificato in data 7.10.2024.
In considerazione di quanto precede, il resistente va condannato ad attuare gli CP_1 adempimenti dovuti al fine di rendere effettivamente fruibile alla parte ricorrente per l'anno scolastico 2023/2024 e 2024/2025 la carta elettronica del docente, alle medesime condizioni
(durata di utilizzo, importo, etc.) già garantite ai docenti di ruolo, atteso che solo attraverso tale rimedio ed il riconoscimento, sebbene retroattivo, del detto strumento, previsto per la formazione del personale, potrà essere rimossa la discriminazione integrata nella fattispecie nei riguardi dei docenti a tempo determinato.
Inoltre, alla luce di quanto statuito dalla Corte di legittimità, sull'ammontare dell'importo spettante alla ricorrente vanno riconosciuti interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22 comma
36 della l. n.724/1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
Le spese processuali seguono il criterio della soccombenza e, per l'effetto, restano liquidate nella misura di cui in dispositivo tenendo conto della domanda di distrazione avanzata dal procuratore della parte ricorrente nell'atto introduttivo e ribadita con le note cartolari del
27.02.2025 nonché dell'oggetto e del valore della causa, del mancato espletamento di istruttoria, della natura seriale del contenzioso de quo, oltre a quanto previsto degli artt. 2 e 4 del DM n.55/2014 e successive modifiche.
P.Q.M.
Pagina 9 Il Giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando nella causa inter partes, respinta e disattesa ogni contraria istanza, eccezione e difesa
ACCERTA il diritto di parte ricorrente per l'anno scolastico 2023/2024 e 2024/2025, di fruire del beneficio economico previsto dall'art. 1 comma 121 della l. 107/2015 sotto forma di
“Carta elettronica” per l'aggiornamento e la formazione del docente;
CONDANNA l'amministrazione scolastica a tutti gli adempimenti conseguenti al fine di attribuire alla parte ricorrente la somma di euro 1.000,00 sotto forma di Carta elettronica, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22 comma 36 l. n. 724/1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione;
CONDANNA l'Amministrazione scolastica a rifondere a parte ricorrente delle spese processuali che si liquidano in euro 21,50 a titolo di spese vive ed euro 258,00 a titolo di compensi professionali, oltre il 15% spese generali, iva e c.p.a. come per legge, da distrarre in favore del relativo procuratore antistatario.
MANDA alla Cancelleria per quanto di competenza
Così deciso in Catania, il 15.03.2025
Il Giudice
Dott.ssa Rita Nicosia
Pagina 10