Sentenza 27 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Gela, sentenza 27/03/2025, n. 140 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Gela |
| Numero : | 140 |
| Data del deposito : | 27 marzo 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
in nome del Popolo Italiano
Il Tribunale Ordinario di EL
sezione civile - settore lavoro nella persona del Giudice G.O.P. Raimondo Cipolla, in funzione di G.L.
uscendo dalla camera di consiglio del giorno 27/03/2025 ha pronunziato pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa iscritta al ruolo ordinario n. 374/2024 r.g.a.c. degli affari contenziosi civili settore lavoro
TRA nato a EL (CL) il 22/02/1963 (c.f.:Parte 1
C.F. 1 ), rappresentato e difeso dall'Avv. Carolina
Macrì, presso il cui studio hanno eletto domicilio ricorrente
E
CP 1 in persona del Suo legale rappresentante, rappresentato e difeso dagli avv.ti Russo e Dolce
resistente oggetto: assegno di assistenza art. 13 L. 118/1971 e ss. modificazioni e status di soggetto portatore di handicap grave L. 104/1992 art. 3 co. 3.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso ex art. 445 co. VI bis c.p.c. regolarmente notificato l'istante ha chiesto per mezzo di questo Tribunale che venisse dichiarato lo status di invalido civile in capo alla ricorrente e che conseguentemente venissero riconosciuti tutti i benefici di legge (assegno di assistenza e status di handicap grave L. 104/1992) dalla data di presentazione della domanda (mese successivo), contestando le risultanze medico – legali a cui era pervenuto il CTU in sede di esperimento di ATP.
Si è costituito l' CP_1 per mano dei propri difensori, che ne hanno chiesto il rigetto, non essendoci i presupposti sanitari e proponendo questione pregiudiziale preliminare di decadenza del diritto al beneficio,
chiedendo, così, di verificare se lo stesso giudizio fosse stato promosso nei termini di 30 gg. dalla comunicazione del decreto di cui al comma V
dell'art. 445 c.p.c.
È stato disposto il rinnovo della CTU. Le parti hanno concluso richiamandosi ai propri scritti difensivi all'udienza del 27 marzo 2025.
MOTIVO SUCCINTO DELLA DECISIONE
La domanda del ricorrente appare fondata nei limiti infra descritti e,
pertanto, l'istanza deve essere accolta per i motivi cui in appresso. Preliminarmente dovrà disattendersi la questione pregiudiziale di decadenza, stante che il ricorrente avverso il decreto di cui all'art. 445
co. V c.p.c. ha proposto ricorso nei termini perentori preveduti dal decreto stesso.
Nel merito, invece, il ricorso dovrà accogliersi nei limiti per come spiegati di seguito.
Ed appunto, disposto il rinnovo della CTU, la quale consulenza dovrà
intendersi qui fatta propria ed interamente riportata e trascritta, poiché
immune e scevra da vizio alcuno, il consulente nominato ha rinvenuto in capo alla ricorrente, sussistere i requisiti sanitari imposti dalla normativa vigente: ...soggetto affetto da una cardiomiopatia dilatativa con fibrillazione atriale ecc...>>. invalido nella misura del 86% - medio-
grave...". Ha statuito, così, il diritto a percepire l'assegno di assistenza
(L. 118/1971) e ciò per come precisato dalla data della domanda amministrativa (mese successivo).
A tal riguardo, sarà configurabile il diritto a percepire l'assegno mensile per i mutilati ed invalidi civili di età compresa tra i diciotto e i sessantacinque anni, nei cui confronti, in sede di visita medica presso la competente commissione sanitaria od in sede di giudizio, sia stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa in misura non inferiore al 74% (invalidi parziali) e che siano incollocati al lavoro e si trovino in stato di bisogno economico. La L. 118/1971 ha fissato per il diritto all'assegno mensile una riduzione della capacità lavorativa pari ad almeno 2/3.
Non sussisteranno, invece, i requisiti di cui all'art. 3 comma 3 L.
104/1992.
Per l'appunto, si deve intendere una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa allorquando determini un processo di svantaggio sociale o di emarginazione della persona.
Questa è la definizione contenuta nella Legge per l'assistenza,
l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate (Legge n.
104/1992), la quale disciplina anche le agevolazioni lavorative, fiscali e sociali di cui queste persone beneficiano.
Le agevolazioni sono di portata maggiore, e sono previste priorità di intervento, se l'handicap è considerato grave (cd. handicap con connotazione di gravità), cioè quando la minorazione ha ridotto l'autonomia personale (in base all'età di ognuno), in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione. Nel qual caso, invece, il
CTU riconosce il ricorrente titolare di un handicap medio-grave (art. 3
comma 1 L. 104/1992, così, per come già riconosciuto dalla
Commissione periferica CP_1. Quanto alle spese e compensi di lite, poi, questi devono, per le ragioni anzi descritte, in parte compensarsi.
Le spese di CTU, tanto della fase di ATP, tanto che quella di ATPO
devono definitivamente porsi a carico dell' CP_1
P.Q.M.
definitivamente pronunciando, disattesa ogni contraria istanza deduzione ed eccezione, per l'effetto accoglie il ricorso e dichiara la sussistenza del presupposto sanitario a potere beneficiare, Parte 1 nato a
C.F. 1 ), dell'assegno di EL (CL) il 22/02/1963 (c.f.:
assistenza art. 13 L. 118/1971 essendo invalido nella misura del 86% a fare data dal 01/03/2022.
Dichiara, invece, la NON SUSSISTENZA del requisito sanitario per potere beneficiare nonché a vedersi esser riconosciuto lo status di soggetto portatore di handicap grave (L. 104/1992 art. 3 comma 3).
Compensa le spese e le competenze di lite in parte, condannando, l' CP_1
a rifondere le spese e competenze di lite del giudizio, che liquida nel suo complesso per € 1.450,00, oltre accessori (spese generali, Cpa ed Iva se dovuta) da liquidarsi a vantaggio del difensore che si è dichiarato antistatario.
Dispone che le spese di CTU siano definitivamente poste a carico dell' CP 1 e che si liquidano come da separati decreti.
Il Giudice
Raimondo Cipolla